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Dark e i fantasmi del parco

By Deborah Gabrien

(45)

| Paperback | 9788876154195

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Book Description

Dopo essere stata abbandonata nel Golden Gate Park di San Francisco da padroni che non volevano più saperne di lei, Dark, una gattina dal pelo scuro, è costretta a imparare velocemente a prendersi cura di se stessa. Grazie all'amicizia di Coda-di-top Continue

Dopo essere stata abbandonata nel Golden Gate Park di San Francisco da padroni che non volevano più saperne di lei, Dark, una gattina dal pelo scuro, è costretta a imparare velocemente a prendersi cura di se stessa. Grazie all'amicizia di Coda-di-topo, un procione, e di Casablanca, un altro gatto randagio, Dark fa in fretta a capire come muoversi nel parco e come trattare i suoi abitanti. Perché, se la gattina può contare su alcune brave persone che provvedono a sfamare gli animali o, come nel caso del gufo Memory, su altri esseri buoni, nel parco non mancano certo le presenze pericolose. In modo particolare, quando un branco di coyote invade il Golden Gate Park distruggendone i delicati equilibri, Dark potrà fare affidamento unicamente sulle storie di Sal, una donna senza casa che conosce bene la vita sulla strada e che popola di fantasmi e spiriti i suoi racconti, fantastici soltanto all'apparenza. Sola con il suo coraggio, Dark si ritroverà a scoprire che il destino del parco dipende soltanto da lei e dalla possibilità di recuperare un po' di fiducia nei confronti della specie umana..

4 Reviews

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    Mah.... Sarà che mi aspettavo di più, ma il libro mi ha un po' deluso... Carina l'idea della gattina che parla in prima persona e della vita nel parco, ma poteva essere espressa molto meglio... Non è proprio male, ma ti lascia senza darti molto, tran ...(continue)

    Mah.... Sarà che mi aspettavo di più, ma il libro mi ha un po' deluso... Carina l'idea della gattina che parla in prima persona e della vita nel parco, ma poteva essere espressa molto meglio... Non è proprio male, ma ti lascia senza darti molto, tranne forse un vago senso di immedesimazione nelle vite degli animali del parco...

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    Andrea Mazzoleni said on Jun 22, 2014 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    Mi mancava dormire in una chiazza di sole senza preoccuparmi di essere inseguita, mi mancava correre all'ingresso quando le Persone tornavano a casa per strusciarmi contro le loro gambe. Quando ci strusciamo, lo facciamo per marcare il nostro terr ...(continue)

    Mi mancava dormire in una chiazza di sole senza preoccuparmi di essere inseguita, mi mancava correre all'ingresso quando le Persone tornavano a casa per strusciarmi contro le loro gambe. Quando ci strusciamo, lo facciamo per marcare il nostro territorio. Ho sempre pensato che le Persone fossero il mio territorio, ma immagino che non fosse così.

    Quella di Dark è la storia di una gattina abbandonata dalle sue “Persone”, a causa dell’allergia del loro bambino, e del suo difficile ambientamento nel grande Golden Gate Park di San Francisco. Qui Dark deve imparare a sopravvivere a tutti i pericoli, nuovi per lei, che minacciano la vita di un randagio, la fame e il freddo sopra a tutti; a muoversi tra gli altri animali che popolano il parco e che condividono e rispettano una tacita regola di convivenza; e infine a riconoscere i Teste vuote (gli umani che attraversano il parco credendosi i soli esseri viventi presenti), i Duri (i giovani senzatetto che vivono nel parco con i cani), i Premurosi (coloro che amano gli animali) e infine i Pericoli (gli esseri umani particolarmente aggressivi e ostili). E Dark sa che deve imparare e sapere quanto più può e nel minor tempo possibile:

    Mentre mangiavo li ascoltavo, tentavo in tutti i modi di capire, facevo molta attenzione. Dopo tutto, la realtà era che il potere era in mano agli umani, non a noi. Perciò era importante per me sapere chi era con me, chi era contro di me, e cosa facevano tutti. Era lo stesso per qualunque cosa succedesse nel parco: più cose sai, più aumentano le possibilità di sopravvivenza.

    Dark stringe amicizie speciali con il procione Codaditopo, la ritrosa gattina Casablanca, il saggio gufo Memory, la strana figura di Sal, forse una senzatetto forse uno spettro, infine inizia a fidarsi almeno un poco dei Premurosi Angie e Jack, che portano ogni sera da mangiare agli animali del parco. Ma soprattutto stringe un rapporto importante con Jesse, un ragazzo che gira con i Duri ma che in realtà è un Premuroso, uno molto speciale visto conosce il linguaggio di Dark e parla con lei proprio come lei fa con gli altri animali! Mentre ancora Dark è impegnata ad ambientarsi e si prepara ad affrontare l’inverno che incombe con una certa apprensione, arriva qualcosa di terribile a destabilizzare l’equilibrio del parco e a portare pesanti cambiamenti: un branco di coyote. Agli occhi di Dark i coyote sono creature quasi magiche per la loro bellezza e perfezione, ma anche terribili, non solo perché predatori superiori, ma soprattutto perché, non interessati a rispettare quelle che sono le leggi di rispetto reciproco che governano la convivenza all’interno del parco, cacciano senza selezione e senza regole:

    Era pazzesco. Se erano qui, nel parco, avrebbero rovinato la vita a tutti noi. Avevamo un equilibrio che ci faceva sopravvivere. Se avessero semplicemente preso quello che volevano avrebbero lacerato quell’equilibrio.

    Davanti al pericolo rappresentato dalla presenza sempre più numerosa dei coyote nel parco, a fare la parte degli sciocchi sono indubbiamente gli umani al potere, che invece di cercare soluzioni efficaci prima ignorano il problema, poi tentano di farvi fronte nei modi più inutili: varare la legge che vieta di portare cibo agli animali randagi e far sgomberare i Duri dal parco. Il problema infatti non viene risolto, non nel libro quanto meno, ma forse nella storia vera che lo ha ispirato qualcuno è intervenuto in modi più sensati… La storia di Dark ha comunque un lieto fine, anche se è felice solo per lei e Jesse perché oscurato da una triste perdita e perché il resto del Parco rimane nelle mani degli incompetenti umani e nelle zampe dei devastanti coyote.

    <<La conoscenza non significa nulla, non quando l’oggetto è piazzato nel freddo occhio del loro dominio. I diritti non significano nulla. Non c’è conoscenza e non ci sono diritti. Ci sono solo ostacoli alò raggiungimento di uno scopo, e lo scopo è controllare, nutrirsi, dormire. […] Prendono quello che scelgono di prendere. Non c’è giusto o sbagliato, o colpe. Ma è ciò che è. I coyote sono così e questo è il loro modo di vivere.>>

    L’intera storia è narrata dal POV di Dark, e l’immedesimazione dell’autrice è tale che davvero dalla prima pagina ci si ritrova a guardare attraverso gli occhi estranei di una micetta, senza mai mettere in dubbio che sia lei a vedere e parlare e sentire, e non l’umana che scrive dietro di lei! Ammetto di aver faticato a portare avanti il libro nella prima parte: per quanto carina e ben scritta, la storia non conquistava il mio interesse e mi sembrava trascinarsi nei piccoli e grandi spostamenti noiosi che occupano la giornata di un micio. Ma sono due i momenti topici che mi hanno finalmente messo in relazione col libro.

    Il primo è rappresentato dal legame che unisce sempre più strettamente Dark e Jesse e che fa assumere al libro i toni delicati della poesia, muovendo corde invisibili dentro di me e facendomi desiderare di poter essere simile a un Premuroso come Jesse, capace di rispettare libertà e individualità di ogni altro essere vivente, al punto tale da saper parlare con ciascun essere vivente con l’unica lingua del rispetto del valore della vita, che pone tutto e tutti sullo stesso gradino della scala…

    Il secondo è invece la realtà triste e ingiusta che si mostra quando il pericolo rappresentato dai coyote investe anche i frequentatori umani del parco: l’assurda superbia dell’uomo che crede di avere i diritti, e per legittimarli li trasforma addirittura in doveri, di gestire la vita degli animali mi ha fatto vergognare e sperare di non inciamparvi mai, o almeno mai più.

    Quelle persone decidevano se potevamo vivere o se dovevamo morire, decidevano se potevamo avere cuccioli, se potevamo mangiare. Avevano dei furgoni che avevano l’unico scopo di prenderci e portarci via se non “appartenevamo” a qualche essere umano. […] Tutto quel potere, e tutta quella libertà… sembrava, non so, come se a Jesse ne avessero concessa troppa,, in qualche modo. Per un attimo mi sentii spaventata e capii perfettamente perché Codaditopo stava cambiando in quel modo: non sembra esserci abbastanza equilibrio nel mondo.

    Mi ci volle un po’ prima di capire che quella reazione veniva dall’aver visto il potere che gli umani avevano su di noi: sulle nostre vite, e sulle nostre morti. Avevano il potere su tutto nel parco. A nessuno piace scontrarsi col fatto che qualcuno ti può far del male e può ucciderti. Nessuno vuole credere che non ci si può fare niente. Ti fa sentire piccolo e insignificante.

    Insomma, un libro piacevole, che fa intenerire, che fa riflettere e sopratutto che fa venire voglia di essere persone migliori, persone che non facciano mai sentire nessuno, persona o animale che sia, "piccolo e insignificante".

    recensione: http://greenyellowale.blogspot.com/2011/02/recensione-d…

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    Valentina Coluccelli said on Feb 14, 2011 | Add your feedback

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    Un racconto agrodolce, ispirato da una storia vera, e anche se non fosse la vera storia di Dark, può essere la vera storia di mille altri gatti, o cani, o piccoli animali, di cui l'uomo a volte fa di tutto per non meritarne l'amore.
    Di vero c'è sicu ...(continue)

    Un racconto agrodolce, ispirato da una storia vera, e anche se non fosse la vera storia di Dark, può essere la vera storia di mille altri gatti, o cani, o piccoli animali, di cui l'uomo a volte fa di tutto per non meritarne l'amore.
    Di vero c'è sicuramente la lunga osservazione dei comportamenti felini, e il grande amore che l'autrice prova per gli animali.

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    Kit said on Dec 2, 2010 | Add your feedback

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    Bellissimo

    Un libro meraviglioso che vi trasporterà con la fantasia nei pensieri di una giovane gatta abbandonata ai bordi di un parco cittadino.
    Una favola moderna, magistralmente raccontata in ogni giornata tipo di chi, come la nostra eroina, deve ritrovare l ...(continue)

    Un libro meraviglioso che vi trasporterà con la fantasia nei pensieri di una giovane gatta abbandonata ai bordi di un parco cittadino.
    Una favola moderna, magistralmente raccontata in ogni giornata tipo di chi, come la nostra eroina, deve ritrovare la sua indole selvatica per poter sopravvivere in un mondo ormai a lei sconosciuto.
    Incontrare altri animali, diventare amici, riscoprire la fiducia verso chi l'aveva illusa di amarla e poi l'ha abbandonata.
    Scoprire che si può anche "capire" ed amare anche chi è diverso da noi.
    Dietro ogni pagina si cela una profonda morale etica e sociale.
    Stupendo, da leggere assolutamente.

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    LexG said on Dec 1, 2010 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
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  • Paperback 213 Pages
  • ISBN-10: 8876154191
  • ISBN-13: 9788876154195
  • Publisher: Castelvecchi
  • Publish date: 2010-09-01
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