Darkwing, vol. 2

L'armata degli scheletri

Di

Editore: Ute Libri

4.3
(4)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 526 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8867360779 | Isbn-13: 9788867360772 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Le armate di Greyven, guidate dal fanatico Vonatar, si abbattono senza pietà sull’Euras. Mentre i Solar scendono in battaglia sotto la guida dei Grandi Maestri, Peter è costretto ancora una volta a fare appello ai poteri della Spada dai Sette Occhi per affrontare il suo nemico più mortale.Ma questa volta, il prezzo della vittoria potrebbe essere troppo alto da pagare.
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  • 5

    Premi Speciale Romanzo Edito

    Il secondo volume di Darkwing ha vinto il Premio Speciale Romanzo Edito al Premio Letteratura Italiana Contemporanea

    http://www.premioletteraturaitalianacontemporaneapoesiaenarrativa.com/?page_id=20 ...continua

    Il secondo volume di Darkwing ha vinto il Premio Speciale Romanzo Edito al Premio Letteratura Italiana Contemporanea

    http://www.premioletteraturaitalianacontemporaneapoesiaenarrativa.com/?page_id=20

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Dannatamente fantasy

    Che dire di un seguito dannatamente all'altezza del libro che hai adorato e che tieni come una reliquia nella tua libreria? Non se ne può che parlar bene, no?

    No.
    Cioè, sia chiaro, questo libro mi è p ...continua

    Che dire di un seguito dannatamente all'altezza del libro che hai adorato e che tieni come una reliquia nella tua libreria? Non se ne può che parlar bene, no?

    No.
    Cioè, sia chiaro, questo libro mi è piaciuto, ma ci sono stati alcuni momenti in cui ho storto il naso disturbata, poi ve ne parlerò con più tranquillità e dente avvelenato come si conviene.

    In questo volume si notano subito due cose: un maggior equilibrio nella presenza delle parti in gioco e un maggior spessore dei personaggi che acquistano qui quella tridimensionalità mancata talvolta per un soffio (vedi per esempio Sindel o Amanda) nel libro precedente, vuoi per scelta editoriale. vuoi per far di necessità virtù perché lo spazio fisico di un libro è quello che è e non tutti possiamo permetterci di scrivere tomi di tremila pagine ed essere osannati come Tolkien (che poi, diciamocelo, anche lui pubblicò a puntate per farsi conoscere...).

    L'irriverenza e l'ironia del primo volume lasciano il passo a un turbine di azione in crescendo che mozza il fiato e tiene incollati alle pagine, con descrizioni rapide ed essenziali, ma perfette per immergerti nella scena così che invece di leggere sembra di guardare un film. Questa è sempre stata una peculiarità di Cencini che ho ammirato, poiché non è da tutti (io per prima fatico a rendere così viva l'azione), non con quella che sembra essere una facilità disarmante tanto è fluida la sua narrazione.
    Se a questo aggiungiamo un passo di approfondimento tematico così scottante come può essere la religione, al primo che mi viene a dire che il fantasy è robetta da bambini lo spalmo sul muro e lo do alla Spada dai Sette Occhi come antipasto.
    Questo però non vuol dire che non ci siano dei momenti ilari, anzi, ce ne sono a sufficienza da non farci minimamente sentire la mancanza del Peter burlone cui eravamo abituati e che ha lasciato il posto a un Peter in evoluzione costante per tutto il libro.

    La maturità dello scritto è tale che se già con il volume precedente ci si fermava più volte a ragionare su quanto letto in materia di amore, religione, fede e altri valori fondamentali dell'uomo, in questo si trovano alcune vere perle di filosofia che ti inchiodano lì a riflettere per un gran bel po'. E, francamente, era da molto, moltissimo tempo che non mi capitava una cosa del genere, con nessun libro. Davide, tanto di cappello, davvero.

    Anche la storia parallela di Amanda e Jasmine sulla Terra trova il suo giusto spazio, con un'evoluzione dolceamara di lotta e di costanza, un'evoluzione che parte dal punto in cui le avevamo lasciate, sulla soglia di un'amicizia che qui si scopre cementata e rafforzata dagli eventi. Entra in campo anche Malcolm, attore pagato per impersonare il finto marito di Jasmine che, subdolamente passa nel grado di affezione del lettore dal diffidente all'adorante, insinuandosi nel cuore di chi legge con la stessa delicata e perfetta manovra che usa con Jasmine e Amanda. Ora, se avete l'impressione che da queste mie parole Malcolm sembri un poco di buono, ebbene, non ve lo confermo, né lo smentisco: piuttosto vi invito caldamente ad andare a leggervi il libro e a passare quello che ho passato io (gioie, dolori, sorrisi e imprecazioni fanno tutti parte dello stesso pacchetto, niente è extra).

    Ora, però, veniamo alle note dolenti. Perché, a meno che tu non abbia dei prosciutti interi sugli occhi, per quanto adori un libro i difetti li vedi, anzi li vedi con maggior acume e ti fanno molto più male.
    Se fosse stata un'opera autoprodotta, molto probabilmente questa parte sarebbe meno dura e meno estesa, insomma avrei un cosiddetto "occhio di riguardo".
    Il punto è che la qualità del libro che mi sono trovata tra le mani è... scadente! Cioè, io sono rimasta basita, all'inizio ho pensato che il Cencini avesse inviato per la recensione un vecchio file, tanti erano gli errori (e gli orrori!) che infestavano l'ebook. Poi la triste verità: il cartaceo contiene gli stessi errori (e gli stessi orrori).
    No, non è vero, visto che l'ho già fatto in passato: per quello che ho letto un self-publisher lo avrei stroncato di brutto. Che dovrei fare, dunque. quando mi ritrovo in mano una cosa del genere che è stata pubblicata da una CASA EDITRICE di rilevanza nazionale?!

    Nell'ebook mi sono ritrovata frasi sgrammaticate, errori ortografici e di battitura, ritmo delle frasi interrotta (un buon editor avrebbe girato due parole per mantenerlo), un intero periodo sospeso, troncato lì, senza capo né coda!
    Ora, è vero che talvolta io forse posso anche risultare troppo esigente, ma lo sono anche con me stessa in tutto quello che scrivo, perché dovrei pretendere di meno da un altro, specialmente se pubblicato da una casa editrice nazionale come UteLibri?
    Dobbiamo fare il dovuto distinguo, comunque, poiché non sto parlando di gravi errori quali buchi narrativi, parti inutili, tagli malfatti o contraddizioni nel testo, anzi la storia l'ho divorata nonostante questi inciampi proprio per la sua forza intrinseca di coinvolgere NONOSTANTE i ripetuti errori.

    In pratica, non si capisce se è stato editato o meno, la prima impressione è che gli editor della casa editrice non si siano nemmeno sprecati di dare una passata al file con il correttore ortografico di word. Non con chissà quale strumento super-mega-figo-struca-boton-fa-tutto-queo, ma con il banalissimo correttore ortografico di word! Insomma, a me dispiace da morire per Davide, perché nel corso del tempo siamo anche diventati amici e ci siamo sostenuti a vicenda in momenti difficili nonostante la distanza fisica che ci separa, ma il risultato editoriale purtroppo da questo punto di vista è penoso.
    Il che mi fa doppiamente incavolare, perché sarebbe bastato tanto poco, dal punto di vista organizzativo, per rendere questo libro il capolavoro editoriale del fantasy italiano che si meriterebbe di essere al pari del suo predecessore. E invece sembra sia stato lavorato con i piedi e di fretta, pure.

    Risolleviamoci il morale (e ai maschietti si risollevi anche la pressione) con la splendida copertina e con l'acquolina in bocca per la prossima uscita.

    ha scritto il