Darkwing, vol. 2

L'armata degli scheletri

Di

Editore: Ute Libri

4.3
(4)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 526 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8867360779 | Isbn-13: 9788867360772 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy

Ti piace Darkwing, vol. 2?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
Le armate di Greyven, guidate dal fanatico Vonatar, si abbattono senza pietà sull’Euras. Mentre i Solar scendono in battaglia sotto la guida dei Grandi Maestri, Peter è costretto ancora una volta a fare appello ai poteri della Spada dai Sette Occhi per affrontare il suo nemico più mortale.Ma questa volta, il prezzo della vittoria potrebbe essere troppo alto da pagare.
Ordina per
  • 0

    Quando, appena pochi giorni fa, ho recensito il primo volume della saga "Darkwing" di Davide Cencini, ho fatto una recensione un po' dettata dal cuore, quindi, sebbene sentita, abbastanza disarticolat ...continua

    Quando, appena pochi giorni fa, ho recensito il primo volume della saga "Darkwing" di Davide Cencini, ho fatto una recensione un po' dettata dal cuore, quindi, sebbene sentita, abbastanza disarticolata e incompleta. Cercherò ora di compensare, utilizzando anche i piccoli appunti che ho preso durante la lettura.

    La storia inizia esattamente dove l'avevamo lasciata al termine del primo volume; i protagonisti, usciti dalla foresta di Silentwood, si dirigono verso Solenor. Prima dell'inizio della loro trama vera e propria, c'è anche un piccolo prologo che si capirà pienamente solo in seguito. Se il primo libro mi è sembrato procedere a volte per compartimenti stagni (prima un episodio, pausa, poi un altro episodio in un altro posto con qualcos'altro da affrontare, pausa, e via dicendo), questo mi è sembrato decisamente più organico. Si eventi si amalgamano meglio fra loro, si spazia a personaggi in luoghi molto diversi, e la pluralità di voci è sempre chiara e distinta. Non manca una buona dose di combattimenti, narrati più maniera epica e credibile.
    Per quanto concerne gli avvenimenti sulla Terra, invece, per tutto il libro non ho potuto fare a meno di pensare che, come per la seconda metà del primo, ci fossero pochi episodi. Ma quando sono giunta all'epilogo dedicato, ho capito come mai si fosse optato per una scelta simile; difatti, giusto nell'epilogo si lancia un piccolo assaggio di un frammento di storia troppo importante per essere diviso fra un libro e l'altro, e allora l'autore lo rimanda al successivo.

    Due argomenti interessanti, che spiegherò uniti perchè sono spesso motivo di tabù o di leggero timore in molti libri, sono la religione e l'omosessualità. Per quanto riguarda l'omosessualità, ovviamente dalla religione è osteggiata, tuttavia comunque se ne parla. Vengono anche esternati sentimenti che provano certi uomini verso altri uomini, e si asseriva inoltre che in un determinato luogo avvenivano tresche amorose. Mi piace molto il tema dell'omosessualità nei libri fantasy e qui è trattata con una delicatezza tale che non sembra timore, o fastidio. La religione invece merita un approfondimento più completo. Non mi soffermerò a parlare delle regioni di Corown (eviscerate nei minimi dettagli da Davide), tuttavia vorrei porre la questione sul confronto sulle religioni di Corown e le nostre. Il protagonista, Peter, conosce le nostre religioni, dove credere è fare un "salto di fede", dove le divinità non assistono i propri fedeli e non c'è alcuna certezza di una vita dopo la morte. Le religioni corowniane sono invece ben diverse; i credenti hanno prove tangibili dell'esistenza delle loro divinità, come la possibilità di lanciare incantesimi sacri, proteggere o potenziare i propri accoliti. Ne nasce una discussione accesa non solo interessante per quanto riguarda la costruzione del world building, di cui parlerò fra poco, ma anche spunto di riflessione per il lettore.

    Ed eccoci al world building. Quando avevo detto all'autore, durante la lettura del primo libro, che mi piaceva molto la costruzione del suo mondo e che era dettagliato e soddisfacente anche nei minimi dettagli, mi ha risposto che in quel tomo se ne ha giusto un assaggio. Ammetto di avergli creduto solo dopo aver letto numerose pagine di questo secondo volume.
    A cominciare dalle creature, varie, diverse, e non composte solo dalle solite razze tolkeniane ma anche di creature antropomorfe e animalesche di ogni genere. Molte hanno una storia alle spalle, di come sono nate, il loro temperamento, spesso le loro abitudini alimentari e i rapporti verso le altre razze.
    Per quanto concerne la geografia, essa è vasta e completa. Durante il viaggio si incontrano piccoli paesini, ognuno dei quali non è solo una locanda dove bere e riposarsi, ma un luogo vibrante, con feste popolari, tradizioni, persone che lo vivono. Le strade, le cascate, le piazze, i monumenti, sono fatti così e si chiamano così, ma le ragioni vengono ben eviscerate.
    Poi è spiegata la natura del Radiant (una sorta di magia per chi non conoscesse le opere, ma con molta fisica), e di chi è capace di attingere a questo potere. Viene spiegata la società, la divisione fra le classi, e soprattutto, ciò che mi è piaciuto di più, i paradossi, che Peter, estraneo a questo mondo, non può fare a meno di sottolineare.
    Vi sembra tanta roba e temete spiegoni di pagine e pagine? Leggete i libri e capirete quanto vi sbagliate. Molti concetti sono messi in forma dialogica, quindi più dinamici, e i confronti col nostro mondo rende tutto più interessante.

    Torniamo all'umorismo. Ne avevo già parlato abbondantemente nella prima recensione; ma qui si nota molto il miglioramento dell'autore. Esso è un po' meno pedante e più sottile, meno citazionista e più coerente. C'è un solo passaggio in tutto il libro che mi ha fatto un po' cadere le braccia, lo ammetto. I protagonisti giungono in una cittadina (riassumo al massimo per evitare spoiler), dove si sta per celebrare la saga dei karzellod, una pietanza tipica di quel posto. In seguito a un piccolo "incidente" una persona finisce nell'impasto di questi karzellod, contaminandolo e rendendolo ovviamente inservibile. Allora il protagonista si lancia un grido accorato e struggente sulla povera sorte dei karzellod che non nasceranno mai. Ma per il resto ho trovato tutto molto piacevole.

    Un argomento molto dibattuto per questa saga è certamente la scienza. Cyborg, spiegazioni fisiche sulle particelle, altre cose fisiche, telestraporti, in un fantasy? Ebbene sì, e funziona.
    Odio quei fantasy che dicono "massì posso fare tutto che tanto è fantasy", infarcendosi di cose completamente a caso e scollegate. Mi piacciono molto trovate particolari, come questa, purchè siano ben motivate. La cyborg ha ragione di esistere in questo mondo fantasy? Sì, allora funziona. Alla fine è importante mantenere una coerenza ferrea all'interno dell'opera fantasy, più che negli altri generi, secondo me, e poi alla fine si può inserire qualsiasi elemento si ritiene necessario.

    Infine, ciò che del libro ho apprezzato di più: la caratterizzazione dei personaggi.
    I personaggi principali sono spiegati nei minimi dettagli, le loro paure, i loro sentimenti, il loro passato. Tuttavia, non è su questo aspetto che desideri soffermarmi. (dopotutto, ogni buon fantasy deve caratterizzare come si deve i propri protagonisti)
    Ma ad essere altrettanto vive sono quelle che noi considereremmo solo delle mere comparse. Faccio un esempio. Sempre nella cittadina dei karzellod i protagonisti devono fare una certa cosa, solo che non possono farla da soli, e allora chiedono aiuto a un gruppo di ragazzi che padroneggiano il Radiant. L'autore ce li presenta, loro fanno ciò che dovevano fare, e se ne vanno. Allora tu sei lì che pensi "ok, questi personaggi servivano solo per fare questa cosa, non si vedranno più", e invece ci si sbaglia, perchè avranno un ruolo importante più avanti, verranno caratterizzati altrettanto bene con un bel background e si avrà occasione di rivederli (presumo anche negli altri libri). Questo era solo un esempio di molti personaggi che sembrano adempiere a uno scopo, solo che poi ti rendi conto che non erano stati creati per quello scopo in particolare, ma per essere persone vive in un mondo altrettanto vivo.

    Arrivando infine alle conclusioni (ve le ho fatte sudare, eh?).
    Se a "La Spada dai Sette Occhi" avevo dato cinque stelle anche come plauso all'autore per il mastodontico impero messo su, "L'Armata degli Scheletri" merita appieno questo punteggio e anche oltre. Tutto è migliorato rispetto al libro precedente, la scrittura, l'evoluzione e la quantità dei personaggi (gestiti sempre con oculatezza), la trama. Si riesce a intravedere un progetto di fondo anche solo in questi due libri. Un dettaglio come un fiore, una presenza quasi insignificante e di colore all'interno del primo libro, trova ragione di essere nel secondo. La combinazione di una cassaforte, che sembrava detta tanto per nel primo volume, avrà occasione di essere utilizzata nel secondo.
    Sarà dura aspettare fino a venerdì prossimo per comprare "La Freccia d'oro" direttamente dalle mani dell'autore, anche se immagino che sarà molto più dura aspettare l'uscita dei prossimi volumi. Menomale che ci sono tanti DLC e fumetti a sanare l'attesa.

    ha scritto il 

  • 5

    Premi Speciale Romanzo Edito

    Il secondo volume di Darkwing ha vinto il Premio Speciale Romanzo Edito al Premio Letteratura Italiana Contemporanea

    http://www.premioletteraturaitalianacontemporaneapoesiaenarrativa.com/?page_id=20 ...continua

    Il secondo volume di Darkwing ha vinto il Premio Speciale Romanzo Edito al Premio Letteratura Italiana Contemporanea

    http://www.premioletteraturaitalianacontemporaneapoesiaenarrativa.com/?page_id=20

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Dannatamente fantasy

    Che dire di un seguito dannatamente all'altezza del libro che hai adorato e che tieni come una reliquia nella tua libreria? Non se ne può che parlar bene, no?

    No.
    Cioè, sia chiaro, questo libro mi è p ...continua

    Che dire di un seguito dannatamente all'altezza del libro che hai adorato e che tieni come una reliquia nella tua libreria? Non se ne può che parlar bene, no?

    No.
    Cioè, sia chiaro, questo libro mi è piaciuto, ma ci sono stati alcuni momenti in cui ho storto il naso disturbata, poi ve ne parlerò con più tranquillità e dente avvelenato come si conviene.

    In questo volume si notano subito due cose: un maggior equilibrio nella presenza delle parti in gioco e un maggior spessore dei personaggi che acquistano qui quella tridimensionalità mancata talvolta per un soffio (vedi per esempio Sindel o Amanda) nel libro precedente, vuoi per scelta editoriale. vuoi per far di necessità virtù perché lo spazio fisico di un libro è quello che è e non tutti possiamo permetterci di scrivere tomi di tremila pagine ed essere osannati come Tolkien (che poi, diciamocelo, anche lui pubblicò a puntate per farsi conoscere...).

    L'irriverenza e l'ironia del primo volume lasciano il passo a un turbine di azione in crescendo che mozza il fiato e tiene incollati alle pagine, con descrizioni rapide ed essenziali, ma perfette per immergerti nella scena così che invece di leggere sembra di guardare un film. Questa è sempre stata una peculiarità di Cencini che ho ammirato, poiché non è da tutti (io per prima fatico a rendere così viva l'azione), non con quella che sembra essere una facilità disarmante tanto è fluida la sua narrazione.
    Se a questo aggiungiamo un passo di approfondimento tematico così scottante come può essere la religione, al primo che mi viene a dire che il fantasy è robetta da bambini lo spalmo sul muro e lo do alla Spada dai Sette Occhi come antipasto.
    Questo però non vuol dire che non ci siano dei momenti ilari, anzi, ce ne sono a sufficienza da non farci minimamente sentire la mancanza del Peter burlone cui eravamo abituati e che ha lasciato il posto a un Peter in evoluzione costante per tutto il libro.

    La maturità dello scritto è tale che se già con il volume precedente ci si fermava più volte a ragionare su quanto letto in materia di amore, religione, fede e altri valori fondamentali dell'uomo, in questo si trovano alcune vere perle di filosofia che ti inchiodano lì a riflettere per un gran bel po'. E, francamente, era da molto, moltissimo tempo che non mi capitava una cosa del genere, con nessun libro. Davide, tanto di cappello, davvero.

    Anche la storia parallela di Amanda e Jasmine sulla Terra trova il suo giusto spazio, con un'evoluzione dolceamara di lotta e di costanza, un'evoluzione che parte dal punto in cui le avevamo lasciate, sulla soglia di un'amicizia che qui si scopre cementata e rafforzata dagli eventi. Entra in campo anche Malcolm, attore pagato per impersonare il finto marito di Jasmine che, subdolamente passa nel grado di affezione del lettore dal diffidente all'adorante, insinuandosi nel cuore di chi legge con la stessa delicata e perfetta manovra che usa con Jasmine e Amanda. Ora, se avete l'impressione che da queste mie parole Malcolm sembri un poco di buono, ebbene, non ve lo confermo, né lo smentisco: piuttosto vi invito caldamente ad andare a leggervi il libro e a passare quello che ho passato io (gioie, dolori, sorrisi e imprecazioni fanno tutti parte dello stesso pacchetto, niente è extra).

    Ora, però, veniamo alle note dolenti. Perché, a meno che tu non abbia dei prosciutti interi sugli occhi, per quanto adori un libro i difetti li vedi, anzi li vedi con maggior acume e ti fanno molto più male.
    Se fosse stata un'opera autoprodotta, molto probabilmente questa parte sarebbe meno dura e meno estesa, insomma avrei un cosiddetto "occhio di riguardo".
    Il punto è che la qualità del libro che mi sono trovata tra le mani è... scadente! Cioè, io sono rimasta basita, all'inizio ho pensato che il Cencini avesse inviato per la recensione un vecchio file, tanti erano gli errori (e gli orrori!) che infestavano l'ebook. Poi la triste verità: il cartaceo contiene gli stessi errori (e gli stessi orrori).
    No, non è vero, visto che l'ho già fatto in passato: per quello che ho letto un self-publisher lo avrei stroncato di brutto. Che dovrei fare, dunque. quando mi ritrovo in mano una cosa del genere che è stata pubblicata da una CASA EDITRICE di rilevanza nazionale?!

    Nell'ebook mi sono ritrovata frasi sgrammaticate, errori ortografici e di battitura, ritmo delle frasi interrotta (un buon editor avrebbe girato due parole per mantenerlo), un intero periodo sospeso, troncato lì, senza capo né coda!
    Ora, è vero che talvolta io forse posso anche risultare troppo esigente, ma lo sono anche con me stessa in tutto quello che scrivo, perché dovrei pretendere di meno da un altro, specialmente se pubblicato da una casa editrice nazionale come UteLibri?
    Dobbiamo fare il dovuto distinguo, comunque, poiché non sto parlando di gravi errori quali buchi narrativi, parti inutili, tagli malfatti o contraddizioni nel testo, anzi la storia l'ho divorata nonostante questi inciampi proprio per la sua forza intrinseca di coinvolgere NONOSTANTE i ripetuti errori.

    In pratica, non si capisce se è stato editato o meno, la prima impressione è che gli editor della casa editrice non si siano nemmeno sprecati di dare una passata al file con il correttore ortografico di word. Non con chissà quale strumento super-mega-figo-struca-boton-fa-tutto-queo, ma con il banalissimo correttore ortografico di word! Insomma, a me dispiace da morire per Davide, perché nel corso del tempo siamo anche diventati amici e ci siamo sostenuti a vicenda in momenti difficili nonostante la distanza fisica che ci separa, ma il risultato editoriale purtroppo da questo punto di vista è penoso.
    Il che mi fa doppiamente incavolare, perché sarebbe bastato tanto poco, dal punto di vista organizzativo, per rendere questo libro il capolavoro editoriale del fantasy italiano che si meriterebbe di essere al pari del suo predecessore. E invece sembra sia stato lavorato con i piedi e di fretta, pure.

    Risolleviamoci il morale (e ai maschietti si risollevi anche la pressione) con la splendida copertina e con l'acquolina in bocca per la prossima uscita.

    ha scritto il