Create your own shelf sign up

Together we find better books

[−]
  • Rechercher Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Darwinia

By

Editeur: Denoël

3.2
(54)

Language:Français | Number of pages: 375 | Format: Others | En langues différentes: (langues différentes) English , German , Spanish , Italian , Portuguese

Isbn-10: 2207249387 | Isbn-13: 9782207249383 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Paperback

Category: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

Aimez-vous Darwinia ?
Devenez membre de aNobii, voyez si vos amis l'ont lu et découvrez des livres du mème genre!

Inscrivez-vous gratuitement
Description du livre
In 1912, history was changed by the Miracle, when the old world of Europe was replaced by Darwinia, a strange land of nightmarish jungle and antedeluvian monsters. To some, the Miracle is an act of divine retribution; to others, it is an opportunity to carve out a new empire.Leaving American now ruled by religious fundamentalism, young Guilford Law travels to Darwinia on a mission of discovery that will take him further than he can possibly imagine....to a shattering revelation about mankind's destiny in the universe.
Sorting by
  • 5

    Spettacolare!

    Originale quanto mai, l'intreccio ed il susseguirsi degli eventi mi hanno davvero stupito!Non me lo sarei mai aspettato!A mio parere, un libro sottovalutato ma che andrebbe riscoperto.Leggetelo!

    dit le 

  • *** Ce commentaire dévoile des détails importants de l\'intrigue ! ***

    3

    Leggendo Darwinia non abbiamo la sensazione di essere di fronte ad un'ucronia pura, ma ad un'ottima opera di fantascienza ed uno scarso romanzo di avventura. Il punto debole sta infatti proprio qui, nel tedioso modo di narrare di Wilson. La prima parte è statica, ingrana lentamente e lo scrittore ...continuer

    Leggendo Darwinia non abbiamo la sensazione di essere di fronte ad un'ucronia pura, ma ad un'ottima opera di fantascienza ed uno scarso romanzo di avventura. Il punto debole sta infatti proprio qui, nel tedioso modo di narrare di Wilson. La prima parte è statica, ingrana lentamente e lo scrittore si perde in ripetizioni e favoleggiamenti filosofici, che sarebbero il fiore all'occhiello del libro, se utilizzati in maniera migliore. Siamo infatti davanti ad un romanzo che sfrutta una delle migliori idee della narrativa fantascientifica, sviluppando temi importanti come il destino ed il libero arbitrio. La cancellazione dell'Europa ai primi del '900 comporta inoltre la ricreazione non solo della sua struttura fisica e geologica (milioni di anni nel passato o milioni di anni nel futuro? O semplicemente un altro presente?), ma anche un rimodellamento di tipo religioso e sociale. Forse avrebbe potuto essere più incisivo anche qui, sebbene potesse rishciare di creare un altro tipo di storia. Il clou però viene fuori con l'enorme archivio e gli uomini visti come interpreti di un ruolo fisso, immutabile e ridondante. Gli esseri senzienti, simili a dèi, che sono dotati di esperienza e capacità tendente all'infinito, turbano e sconvolgono il normale procedere delle vite. Il tutto per un qualcosa di superiore, difficilmente captabile dalle nostre menti terreni. Ma quando di loro è in noi? E quanto di noi si rispecchia nelle loro guerre? Un'opera immancabile che avrebbe potuto essere una fantastica epopea da dieci e lode.

    dit le 

  • 4

    L'ucronia evolutiva di Wilson

    Tempo fa diedi nel mio blog (http://menzinger.splinder.com/post/15476134/Cos'%25C3%25A8+un'ucronia? ) la seguente definizione di ucronia: “L’ucronia o allostoria o fantastoria o storia controfattuale, è un genere letterario intermedio tra la fantascienza e il romanzo storico, in cui il racconto ...continuer

    Tempo fa diedi nel mio blog (http://menzinger.splinder.com/post/15476134/Cos'%25C3%25A8+un'ucronia? ) la seguente definizione di ucronia: “L’ucronia o allostoria o fantastoria o storia controfattuale, è un genere letterario intermedio tra la fantascienza e il romanzo storico, in cui il racconto si differenzia dalla storia comunemente conosciuta, sostituendo a degli eventi storicamente avvenuti altri eventi immaginari.
    Si differenzia dalla fantascienza, perché riguarda sempre fatti del passato e non ricorre, di norma, ad artifizi per modificare la storia. Le mutazioni descritte devono avere un grado accettabile di probabilità di verificarsi. L'ucronia può descrivere il momento in cui la storia muta o gli effetti di questo mutamento.”
    Non si può dire che “Darwinia”, il romanzo di Robert C: Wilson, pubblicato per la prima volta nel 1999, rispecchi in pieno questa definizione.
    La narrazione si svolge in quattro epoche storiche: 1912, 1921,1945, 1965 con un epilogo nel 1999.
    Non c’è dunque dubbio che tratti fatti “storici” antecedenti alla sua stesura. Se dunque “1984”, il romanzo di Orwell, non può essere considerato un’ucronia (ma una distopia), narrando di un futuro ipotetico (essendo stato scritto nel 1948), questa obiezione non vale per “Darwinia”.
    Non solo: gli eventi ucronici descritti si differenziano dalla realtà conosciuta perché nel 1912 è successo qualcosa che ha cambiato il mondo, ma questo qualcosa si è generato in una remotissima preistoria. È li che dovremmo collocare la divergenza allostorica.
    Nel 1912 l’Europa viene cancellata e sostituita da un mondo alternativo in cui tutta l’evoluzione del pianeta ha seguito un percorso diversissimo, con una divergenza presumibilmente da collocarsi in corrispondenza della comparsa dei primi insetti sulla terra (probabilmente 225 milioni di anni fa, se sono vere le recenti teorie che ne vedono l’apparizione 100 milioni di anni prima delle angiosperme).
    Si può parlare dunque di ucronia preistorica (o “preucronia”, termine da me coniato in precedenza) come per “Il libro degli Ylané” di Harrison, “Il mondo perduto” di Conan Doyle o “Viaggio al centro della terra” di Verne.
    Quello che Wilson descrive è, tra le altre cose, la reazione del resto del mondo a questo misterioso sconvolgimento, con pesanti impatti sulla religione e la scienza, al punto che il mutamento verrà definito “Miracolo”.
    Di Miracolo però non si tratta ma di una tecnologia evolutissima (al lettore scoprire cosa sia successo).
    Bisogna dire, dunque, che un qualche artifizio qui è stato usato. Non una macchina del tempo (il cui uso fa di solito propendere per un’esclusione dal campo ucronico), ma l’ipotesi di una civiltà superiore che governi l’universo.
    Se dunque l’allostoria è sempre in precario equilibrio tra romanzo storico e fantascienza, qui si può dire che Wilson, ancor più di Turtledove con i suoi alieni che interrompono la Seconda Guerra Mondiale, ci sta portando nel mondo ipotetico della fantascienza.
    Quando al grado accettabile di probabilità di verificarsi, beh, credo che dovremmo mettere una lunga serie di zeri dopo la virgola!
    Fantascienza o ucronia che sia, questo è comunque un romanzo affascinante, soprattutto perché ci mostra l’uomo impotente davanti alla vastità e inesplicabilità della Natura, l’uomo che arranca e fatica a capire ma non si arrende. Il protagonista Guilford si pone allora sulla scia di Robinson Crusoe, mentre attraversa le foreste aliene dell’Europa rinnovata, è un naufrago volontario su un continente intero, uno straniero nella culla dell’umanità resa all’improvviso il luogo più selvaggio e inospitale che si possa immaginare.
    Wilson coniuga dunque con maestria la miglior avventura con i grandi quesiti del “se”, interrogandosi, con la leggerezza dei grandi narratori, sulla religione, la politica e il senso dell’esistenza dell’umanità. Tutto questo creando un mondo alternativo trai più fantasiosi e originali che siano stati mai prodotti.

    dit le 

  • 4

    Primer libro de Wilson

    Realmente se nota que se trata del primer libro del buen escritor Wilson. De todas maneras, se empieza a perfilar el gusto a la ciencia ficción clásica

    dit le 

  • 3

    De Wilson me ha pasado lo mismo con Cronolitos que con Darwinia.

    Me encantan las premisas, pero o es demasiado ambicioso en sus planteamientos y no es capaz de desarrollarlos, o se le acaba el fuelle demasiado pronto.

    dit le 

  • 5

    Quando hai 15 anni e macinato dal liceo senti scemare la voglia di leggere arriva un romanzo inaspettato e inusuale e ti riporta a galla, per sempre. Fantastico.

    dit le 

  • 2

    資料顯示這是 Wilson 第一部嘗試挑戰「巨大議題」的小說,雖然入圍雨果獎,但就我看來還是無法克盡其功。


    故事一開始還滿吸引人的:1912 年一場異變把歐洲整個抹成全新的「外星」生態系,原有文明全滅,北美居民和原歐洲強權的殖民地人士躍躍欲試,準備開拓「新」疆土。類似的題材後來的 Kim Stanley Robinson 的 The Years of Rice and Salt 也處理過(雖然不算成功,但那是文化隔閡問題,可說非戰之罪),而一戰前的世界情勢原可以讓這場爭奪更有看頭。可惜故事並非如此發展。


    Wilson 一下子把整個格局拉到多元宇宙的永恆鬥爭,雖 ...continuer

    資料顯示這是 Wilson 第一部嘗試挑戰「巨大議題」的小說,雖然入圍雨果獎,但就我看來還是無法克盡其功。

    故事一開始還滿吸引人的:1912 年一場異變把歐洲整個抹成全新的「外星」生態系,原有文明全滅,北美居民和原歐洲強權的殖民地人士躍躍欲試,準備開拓「新」疆土。類似的題材後來的 Kim Stanley Robinson 的 The Years of Rice and Salt 也處理過(雖然不算成功,但那是文化隔閡問題,可說非戰之罪),而一戰前的世界情勢原可以讓這場爭奪更有看頭。可惜故事並非如此發展。

    Wilson 一下子把整個格局拉到多元宇宙的永恆鬥爭,雖然構思頗有新意,但把主角一次次拉進毫無頭緒的戰鬥裡只會讓讀者一頭霧水,對我而言,比 Fritz Leiber 的 The Big Time 還要更慘。Wilson 大可以把後來的設定另外寫成獨立故事,不必硬要插在這裡。

    至於「人」的細膩描寫,在本書中只能算差強人意,要到下一本的 The Chronoliths 才完全發揮。

    dit le