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Das Monstrum

Tommyknockers

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Verleger: Heyne

3.5
(2125)

Language:Deutsch | Number of Seiten: 878 | Format: Mass Market Paperback | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) English , Spanish , Italian , French , Swedish , Portuguese , Dutch , Polish , Czech , Russian

Isbn-10: 3453435850 | Isbn-13: 9783453435858 | Publish date: 

Translator: Joachim Körber

Auch verfügbar als: Paperback , eBook

Category: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

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Buchbeschreibung
Bobbi Anderson ahnt nicht, was sie sich und den Bewohnern des kleinen Ortes Haven im US-Bundesstaat Maine antut, als sie eines Tages über ihr Schicksal stolpert. Es ist kein Ast oder Stein, es ist ein Raumschiff aus einer weit entfernten Galaxie, das nur darauf wartet, ausgegraben zu werden...
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  • 2

    Tra i kinghiani più accaniti e documentati di me, “Tommyknocker” è considerato il romanzo simbolo del periodo oscuro dello zio Steve, quello dell’alcolismo e della tossicodipendenza, da cui uscirà sol ...weiter

    Tra i kinghiani più accaniti e documentati di me, “Tommyknocker” è considerato il romanzo simbolo del periodo oscuro dello zio Steve, quello dell’alcolismo e della tossicodipendenza, da cui uscirà solo alla fine degli ’80.

    Passa anche per essere uno dei punti bassi della sua produzione, e su questo non posso che essere d’accordo, vista la fatica che ho fatto a finirlo. Credo che il problema principale sia che in questo romanzo emerge in maniera esasperata il difetto principale di King: la grafomania (o logorrea, fate voi). “Tommyknocker” è un discreto romanzo di 250-300 pagine diluito al punto tale da arrivare a dimensioni quasi confrontabili con “It”, che però ha molte più idee, più spunti, più mordente (e in più fa anche paura).

    La dico brutale: di 800 pagine fitte fitte sui dischi volanti si può anche fare a meno. Pure se le ha scritte Stephen King.

    gesagt am 

  • 3

    Un eroe antipatico

    Una scrittrice di western inciampa in un’astronave sepolta da secoli in un bosco nella sua proprietà. Aiutata da un amico ex amante semialcolizzato, la disseppellisce. Mentre lo scavo procede, nella c ...weiter

    Una scrittrice di western inciampa in un’astronave sepolta da secoli in un bosco nella sua proprietà. Aiutata da un amico ex amante semialcolizzato, la disseppellisce. Mentre lo scavo procede, nella cittadina avvengono spiacevoli mutazioni. Il personaggio di Gard è antipatico dall’inizio, cominciando dal suo sproloquio antinucleare, fortunatamente tra i fumi dell’alcol. Come dice lo stesso King, difficilmente letteratura e propaganda vanno d’accordo. Il sacrificio finale x salvare l’umanità pone un altro interrogativo: è morale uccidere in nome della pace? A giudicare dagli avvenimenti politici degli ultimi anni, secondo gli americani si direbbe di sì. A volte prolisso e ripetitivo, è un racconto a tesi e proprio questo è secondo me il limite di King: i suoi eroi sono antipatici. E’ anche un affresco della vita in una comunità del Maine rurale, anche se meno preciso e definito che in altri racconti. Questa è la grandezza dello stile di King: la lettura è sempre piacevole e scorrevole, anche su un argomento difficile, che sembrerebbe relegato alla soffitta dei libri di fantascienza anni ’60. S’intravede sullo sfondo una parabola sull’indottrinamento di massa

    gesagt am 

  • *** Dieser Kommentar enthält Spoiler! ***

    5

    "Ieri notte a tarda ora, i Tommyknockers, i Tommyknockers hanno bussato e oggi ancora, Vorrei uscire, ma non so se posso, Per la paura che m'hanno messo addosso!"

    Stephen King ci porta nella cittadina di Haven, una cittadina normalissima, con la sua gente normalissima, si conoscono tutti ...e tutti sanno di tutti. E' un classico!
    Nel bosco vive Roberta Anderson ...weiter

    Stephen King ci porta nella cittadina di Haven, una cittadina normalissima, con la sua gente normalissima, si conoscono tutti ...e tutti sanno di tutti. E' un classico!
    Nel bosco vive Roberta Anderson, una scrittrice di romanzi western, con il suo cane.
    Durante una passeggiata in un bosco di sua proprietà, la scrittrice, inciampa in uno spuntone del terreno, e decide di iniziare a scavare, per poi scoprire di aver trovato un'astronave aliena sepolta da tempo. Mentre viene disseppellita, la navetta inizia a rilasciare nell'ambiente un gas invisibile ed inodore che trasforma le persone in esseri simili agli alieni che guidarono il mezzo stellare. Fornisce a loro poteri di telecinesi, e un temporaneo genio che li rende inventori, provocando violenza psicotica e la sparizione di David Brown
    Il protagonista del libro, Jim Gardener, poeta, amico e amante di Bobbi, apparentemente immune a causa di una placca d'acciaio in testa che blocca l'influenza della navicella, trascorre gran parte del tempo a ubriacarsi.
    Le persone che avevano metalli addosso rimanevano immuni, ma Gardner lavorava a contatto con la navicella, inutile dire che si stava sgretolando. Forti emorragie al naso, alle orecchie e una musica che proveniva dalla sua placca lo stordiva totalmente. Ma Gardener amava Bobbi, era la sua unica speranza, l'aveva amata e sapeva in cuor suo di amarla ancora.
    Questo libro mi ha colpito davvero! Non riuscivo a smettere di leggerlo, nonostante la sua mole di 800 pagine, Non mi facevano paura, anzi avrei voluto non finissero mai, perché la storia è davvero coinvolgente. Nonostante io non ami il genere fantascientifico, questa volta mi ha preso completamente. Ovviamente si deve alla bravura di mescolare la fantascienza con l'horror. Il romanzo è un viaggio mentale pazzesco, sappiamo che King ha scritto questo romanzo in un momento particolare della sua vita. Alcol, droghe erano i componenti che hanno dato vita alle pagine dei Tommyknocker.
    Un'altra cosa che mi è piaciuta da morire è il riferimento con It, ma non solo...
    Durante un dialogo tra Ev Hillman e un barista, viene menzionata la storia di John Smith, protagonista de La zona Morta. Inoltre il personaggio fittizio David Bright, giornalista del Daily News di Bangor nel libro sopracitato, ha un ruolo anche in quest'altro romanzo di Stephen King.
    Viene anche citata la famosa scena del film Shining di Stanley Kubrick (tratto appunto da un romanzo di King) in cui Jack sfonda a colpi di ascia la porta del bagno, tentando di raggiungere Wendy per ucciderla.
    Uno dei personaggi secondari viaggia fino a Derry per acquistare delle batterie di cui hanno bisogno ad Haven, ma allontandosi dal paese e dall'influsso della nave aliena inizia a sentirsi male. Pensando di avere un'allucinazione, scorge dentro un tombino un clown che tiene in mano un palloncino, ma non vi dà peso. È una evidente autocitazione del romanzo dello stesso IT. Vi è un'altra citazione ad IT, quando Ev Hillman afferma di sentire "sghignazzi nelle tubature" durante la sua residenza a Derry.

    Penso che ci sia molto di autobiografico nel personaggio Gardener. King stava passando un brutto periodo e quella dedica fatta alla moglie vuol dire tanto... promette... che cosa promette?
    Io penso di smettere di essere dipendente dall'alcol e dalle droghe.
    Come al solito King affronta argomenti importanti nei suoi romanzi, qui troviamo Gardener che è un'attivista . Quando beve troppo non può fare a meno di parlare di centrali nucleari, delle loro radiazioni, mettendo in ridicolo chi invece ne è appagato. Quel passo può risultare un po' pesante nel libro, ma ha un gran significato, ti illumina di tante cose, di cosa può avvenire se scoppiasse una centrale nucleare... ne abbiamo l'esempio di Cernobyl.

    A parte ciò vi consiglio di leggerlo e spero di vedere presto il film.

    gesagt am 

  • 5

    Favoloso

    Uno dei miei preferiti suoi,
    e mi dispiace tanto averlo preso dalla biblioteca
    e non averlo a casa.
    Presto rimedierò.
    Sicuramente lo vorrò rileggere.
    Inquietante, e spaventosamente capace di
    farti vis ...weiter

    Uno dei miei preferiti suoi,
    e mi dispiace tanto averlo preso dalla biblioteca
    e non averlo a casa.
    Presto rimedierò.
    Sicuramente lo vorrò rileggere.
    Inquietante, e spaventosamente capace di
    farti visualizzare tutto ciò che viene descritto.

    gesagt am 

  • 2

    Un po' troppo lungo

    Non tutte le ciambelle riescono col buco e in questo libro il buon vecchio King non ha saputo dare il meglio. La storia mi è risultata molto tirata per le lunghe, non molto avvincente come mi risultan ...weiter

    Non tutte le ciambelle riescono col buco e in questo libro il buon vecchio King non ha saputo dare il meglio. La storia mi è risultata molto tirata per le lunghe, non molto avvincente come mi risultano in genere le storie di S.King, qualche pagina in meno non avrebbe guastato.

    gesagt am 

  • 5

    I Tommyknocker nel terzo millennio

    Il libro di per se è kinghiano all' ennesima potenza. Si legge molto bene che lo ha scritto nel periodo di tossicodipendenza. Una alta percentuale di dettagli narrati sono inutili, magari spassosi, al ...weiter

    Il libro di per se è kinghiano all' ennesima potenza. Si legge molto bene che lo ha scritto nel periodo di tossicodipendenza. Una alta percentuale di dettagli narrati sono inutili, magari spassosi, alcuni hanno invece la particolarità di potersi ricollegare diversi capitoli dopo la loro scrittura. Ciò fa sentire appagati.
    La storia è riuscita; come altri hanno detto, nonostante ingrani la marcia piuttosto tardi.
    Il protagonista è un personaggio secondo me autobiografico. Gardener è King.

    EVERGREEN

    Perchè questo libro è un evergreen dell' orrore fantascientifico ? L'ho finito oggi 12 settembre 2014 e posso dire con assoluta certezza che l'avanzamento della tecnologia moderna rispetto a quella di allora non ha diminuito il terrore percepito dal lettore. E questo in una storia di fantascienza-orrore non è banale ed è un ottimo risultato.
    I Tommyknocker sono davvero tra di noi.
    Comunicano senza parlarsi, senza guardarsi, fanno parte di una rete di intelligenza, sono irascibili compulsivamente, non capiscono, sanno fare tutto senza capirlo, e sfiniscono le energie vitali di chi li circonda per alimentarsi. Ditemi, li vedete anche voi? Io sì. E non so come combatterli.

    gesagt am 

  • 3

    "Però adesso qui c'è un odore, malgrado gli scambiatori d'aria, qui c'è un odore, odore di morte, credo. Morte antica. E follia."
    Bobbi Anderson inciampa nel bosco, su un oggetto metallico. Inizia a s ...weiter

    "Però adesso qui c'è un odore, malgrado gli scambiatori d'aria, qui c'è un odore, odore di morte, credo. Morte antica. E follia."
    Bobbi Anderson inciampa nel bosco, su un oggetto metallico. Inizia a scavare, portando alla luce un antico, e ben poco terrestre, male sopito. Jim Garderner, poeta dedito all'alcol, nella sua spirale autodistruttiva decide di aiutare la sua amica, scegliendo di ignorare le sue intuizioni sulla realtà, bevendo. Sullo sfondo un paese intero, che si lascerà guidare diventando strumento di un'entità: i Tommyknocker.
    Partiamo dal dunque: non uno dei romanzi più memorabili di King. La lettura scorre piacevole (del resto è una delle sue principali caratteristiche), ma in diversi momenti della lettura sorge inevitabilmente una sensazione di…superfluo. Già in passato la tendenza del Re di allungare, descrivere minuziosamente, analizzare ogni aspetto, lanciarsi in mille flashback, psicanalizzare anche il più sfigato dei suoi personaggi secondari, mostrandone vizi, virtù, debolezze oppure, semplicemente, preparare il lettore alla sua, inevitabile, orrenda morte, hanno contraddistinto tante sue opere. In questo caso però più volte sembra puro esercizio di stile, a differenza magari di altre opere come L'Ombra dello Scorpione dove anche il più inutile dei dettagli alla fine s'incastrava perfettamente nella trama.
    Ciò non significa che Le Creature del Buio sia da sconsigliare. Anzi. La storia è coinvolgente, come solo King sa fare. Un romanzo claustrofobico in certe situazioni, una descrizione verso la lenta autodistruzione - o sarebbe meglio dire, "mutazione" - di un'intera cittadina (Haven), la sua corsa sfrenata verso la follia, che altro non è che un intelligente piano di…qualcun altro. Qualcuno che ha a che fare con l'oggetto che Bobbi Anderson scoprirà nel bosco vicino casa sua. Il sottoscritto ha voluto anche trovare una libera interpretazione personale: il "progresso tecnologico" (se così può essere definito) che s'impadronisce di Haven, unito al declino a cui andranno incontro i suoi abitanti ("la nostra abilità è nel costruire, non nel comprendere"), vuole forse essere una critica alla corsa al miglioramento tecnologico di quegli anni (siamo nel 1987, anni in cui il dibattito sull'energia nucleare nel mondo è acceso dal disastro di Chernobyl) che senz'altro produce, produce, produce…ma senza una reale comprensione delle conseguenze.

    gesagt am 

  • 3

    Uno dei libri di King che mi è piaciuto di meno. Non mi ha appassionato molto purtroppo e in alcuni capitoli è stato difficile proseguire...
    Un libro strano e a tratti inquietante. Il finale è allucin ...weiter

    Uno dei libri di King che mi è piaciuto di meno. Non mi ha appassionato molto purtroppo e in alcuni capitoli è stato difficile proseguire...
    Un libro strano e a tratti inquietante. Il finale è allucinante ma è anche la parte più bella del libro, quella che gli ha fatto meritare una stellina in più!

    gesagt am 

  • 3

    Stephen King - Tommyknocker

    Il solito King, nel senso di quello che abbina pregi a i suoi storici difetti che hanno contraddistinto i suoi lavori meno riusciti.

    Questa volta il buon Stevie decide di cimentarsi con il genere sci- ...weiter

    Il solito King, nel senso di quello che abbina pregi a i suoi storici difetti che hanno contraddistinto i suoi lavori meno riusciti.

    Questa volta il buon Stevie decide di cimentarsi con il genere sci-fi, costruendo (come di suo consueto) una storia che finisce per coinvolgere un'intera cittadina e nella quale vengono coinvolti numerosi personaggi (chi dice The dome, Cose preziose, L'ombra dello scorpione o IT sa di cosa parlo).

    Diciamo subito che il romanzo soffre di uno dei classici difetti di King, ovvero la prolissità. In alcuni momenti si ha l'impressione che alcuni personaggi di contorno, introdotti con la loro brava dose di storia pregressa, siano abbastanza inutili o comunque aggiunti per allungare un po' il brodo. Il finale in stile da solo contro tutti è francamente indigesto e comunque i cliché dell'autore si ripetono in maniera del tutto prevedibile (il co-protagonista con problemi di alcool, il bambino scomparso, la telepatia, veramente troppo abusata in numerosi romanzi).

    Le cosa da salvare sono l'atmosfera da Ai confini della realtà, le numerose citazioni (da Philip Dick e le sue pecore passando per Orson Welles e pagliacci con palloncini) e qualche personaggio a tutto tondo (direi Anne Anderson). Un po' poco direi per andare oltre le tre stelle. Lettura scorrevole che provoca comunque qualche sbadiglio. Per i fan di King direi. Per gli altri prima di affrontare questo bel mattoncino ci penserei sopra.

    gesagt am 

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