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Davanti al dolore degli altri

By Susan Sontag

(192)

| Others | 9788804518044

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Book Description

Dalla metà dell'Ottocento ai giorni nostri i media, e soprattutto lafotografia, si sono intrecciati strettamente con le guerre. Il lavoro deifotoreporter ha contribuito a formare, spesso senza che ce ne accorgessimo, lanostra opinione sugli ev Continue

Dalla metà dell'Ottocento ai giorni nostri i media, e soprattutto lafotografia, si sono intrecciati strettamente con le guerre. Il lavoro deifotoreporter ha contribuito a formare, spesso senza che ce ne accorgessimo, lanostra opinione sugli eventi, il nostro giudizio su vittime e carnefici, sucolpa e giustizia, su ragione e torto. Con questo saggio Susan Sontag cispiega come e perché la fotografia ha influito sui destini dei conflitti,sulla costruzione del senso collettivo, sulla propaganda a favore o contro laprosecuzione degli scontri negli ultimi anni della nostra tormentata storia.

27 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Un saggio che apre molte porte

    SS ritorna sul suo saggio "sulla fotografia" del 1977. Lo fa aprendo il discorso sull'eticità dell'immagine che "guarda" la violenza. Serve a qualcosa? Spinge ad agire? O è solo morbosa osservazione del fatto e compiaciuto apprezzamento del proprio ...(continue)

    SS ritorna sul suo saggio "sulla fotografia" del 1977. Lo fa aprendo il discorso sull'eticità dell'immagine che "guarda" la violenza. Serve a qualcosa? Spinge ad agire? O è solo morbosa osservazione del fatto e compiaciuto apprezzamento del proprio essere altro? SS ancora una volta non da' risposte ma apre a molti interrogativi.

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    Moltenim said on Feb 3, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La familiarità di certe fotografie plasma la nostra coscienza del presente e del passato più recente. Le fotografie tracciano percorsi di riferimento e possono servire da totem di una causa: un sentimento si cristallizza più facilmente attorno a un'i ...(continue)

    La familiarità di certe fotografie plasma la nostra coscienza del presente e del passato più recente. Le fotografie tracciano percorsi di riferimento e possono servire da totem di una causa: un sentimento si cristallizza più facilmente attorno a un'immagine che a uno slogan verbale. Le fotografie contribuiscono a forgiare – e a sottoporre a revisione – il senso del passato più lontano, grazie allo shock postumo provocato dalla diffusione di immagini fino a quel momento sconosciute. Le fotografie che tutti sono in grado di riconoscere sono ormai parte costitutiva di ciò su cui una società decide, o dichiara di aver deciso, di riflettere. Tali idee vengono chiamate «memorie» ma, a lungo andare, questa è una finzione. A rigor di termini, infatti, la memoria collettiva – riconducibile alla stessa famiglia di false nozioni a cui appartiene la colpa collettiva – non esiste. Esiste invece l'istruzione collettiva.
    Ogni ricordo è individuale, irriproducibile, e muore insieme all'individuo. Quella che si definisce memoria collettiva non è affatto il risultato di un ricordo ma di un patto, per cui ci si accorda su ciò che è importante e su come sono andate le cose, utilizzando le fotografie per fissare gli eventi nella nostra mente. Le ideologie creano archivi di immagini probatorie e rappresentative che incapsulano idee condivise, innescano pensieri e sentimenti facilmente prevedibili. Le fotografie pronte a trasformarsi in manifesti – la nuvola a forma di fungo di un test atomico, Martin Luther King Jr. che parla davanti al monumento di Lincoln a Washington, l'astronauta che cammina sulla luna – sono gli equivalenti visivi delle tracce sonore. Servono a commemorare Importanti Eventi Storici con l'immediatezza dei francobolli; e infatti, le immagini trionfalistiche (a eccezione dell'immagine della bomba atomica) diventano francobolli. Fortunatamente, non c'è un'immagine simbolo dei campi di sterminio nazisti.

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    said on Dec 13, 2013 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    "Chi riflette a fondo sulla storia non riesce a prendere del tutto sul serio la politica." (p. 77)

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    NULLA_DIES_SINE_LINEA said on Jun 4, 2013 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    In questo piccolo libro, fin dal titolo, Susan Sontag definisce la situazione in cui si trova la minoranza privilegiata del pianeta: davanti al dolore degli altri.
    Davanti significa a distanza di sicurezza, garantita, ad esempio, da un ...(continue)

    In questo piccolo libro, fin dal titolo, Susan Sontag definisce la situazione in cui si trova la minoranza privilegiata del pianeta: davanti al dolore degli altri.
    Davanti significa a distanza di sicurezza, garantita, ad esempio, da un telecomando che, in caso di bisogno, le viene in soccorso, liberandola da uno spettacolo che può farsi sgradevole.
    La metafora dello spettacolo è abusata (la stessa Sontag scrive di non apprezzarla) ma offre uno spunto di riflessione.
    Quando qualcosa, come il dolore, diventa spettacolo, acquisisce un'intangibilità di principio.
    Tra i tanti confini che l'uomo può tracciare, nessuno è più definitivo di quello che separa la scena dalla platea.
    Il suo prototipo è la cornice con la quale un pezzo di mondo è separato arbitrariamente dal resto del mondo per diventare luogo di raffigurazione: ogni immagine, per essere immagine di qualcosa per qualcuno, implica questa soluzione di continuità. Deve, per emergere, staccarsi da ciò che la circonda.
    Da questo momento in poi, quello che appare sulla scena, sullo schermo oppure dentro la cornice, potrà commuoverci, inquietarci, farci indignare o cambiare canale, in ogni caso non sarà più parte del nostro mondo, essendosi generato proprio grazie a questa separazione iniziale.
    Nessuno spettacolo può pertanto occupare la totalità della nostra esistenza, senza che questa non ne sia irrimediabilmente minata nella sua salute...

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    spiove. said on Dec 27, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Davanti al dolore degli altri

    Ho letto questo libro per la tesi, ma rimane comunque un saggio interessante che "apre gli occhi" sul ruolo della fotografia, in questo caso della fotografia di guerra.
    Lettura interessante e consigliata a tutti.

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    Saronkia said on Nov 12, 2012 | Add your feedback

Book Details

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  • ISBN-10: 8804518049
  • ISBN-13: 9788804518044
  • Publisher: Mondadori
  • Publish date: 2003-01-01
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