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David Copperfield

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Publisher: Espasa Calpe

4.2
(3231)

Language:Español | Number of Pages: 1079 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , Chi simplified , German , Italian , French , Swedish , Hungarian , Finnish , Japanese , Portuguese , Dutch , Polish , Indian (Hindi)

Isbn-10: 8467038195 | Isbn-13: 9788467038194 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Mass Market Paperback , Others , eBook

Category: Fiction & Literature , History , Teens

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Book Description
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  • 4

    Il grande ricordo che segna quel tempo nella mia mente, sembra aver inghiottito tutte le memorie minori, ed esistere solo.

    Ci sono moltissime passioni che rispondono nel modo più perfetto ad un determinato uomo. Divengono timone e vela della nostra anima navigante e spargono ovunque un pizzico di follia. Personalmente, se dovessi esprimermi per metafore, ho sempre considerato le passioni come una sorta di vertigine a ...continue

    Ci sono moltissime passioni che rispondono nel modo più perfetto ad un determinato uomo. Divengono timone e vela della nostra anima navigante e spargono ovunque un pizzico di follia. Personalmente, se dovessi esprimermi per metafore, ho sempre considerato le passioni come una sorta di vertigine alla nostra ispirazione. Piccole venuzze che spuntano da una fessura di una roccia che continua a zampillare senza interruzione. Si accumulano lentamente nella cavità della nostra anima e, solo dopo, attingerne qualcosa di naturale. Per me, e per molti altri autori, le attività individuali più fertili e affidabili per il nutrimento della mia anima furono la lettura e la scrittura. E il proposito di scrivere per caso lo concepì constatando quanta gioia si celi nel catturare il pensiero astratto su pagina. Il mio stile ancora semplice e acerbo, tuttavia, mi rende consapevole di come scrivere un romanzo richiede molta energia fisica. Molto tempo e molta cura. Un po' come correre una maratona, come dice il mio amato Murakami. Le recensioni che scrivo, i romanzi che leggo, mi fanno prendere coscienza su qualcosa che ormai considero come una certezza: le stanze buie della mia anima trovano lucentezza, rifugio e senso di conforto nella letteratura. Un'idea folle che è nata in me quando ero ancora una bambina e che, in un momento imprecisato della mia vita, ha affondato le sue radici crescendo lentamente. Per poter scrivere l'ennesima recensione di uno dei pilastri di tutta la letteratura vittoriana, l'autobiografia romanzata della vita del grande scrittore ottocentesco, del mio incontro con David - una lotta tra due mondi che restano tuttavia nettamente separati -, ho atteso il momento più adatto in cui le parole scivolassero nei ricordi luminosi della mia coscienza e si scontrassero contro oscure ombre, nello spazio bianco della mia camera. Per qualche momento, frustrata e insoddisfatta, osservando una pagina bianca intrappolata in una finestra virtuale dalla luce vaporosa, aspettavo trepidante che mi venissero date le parole. Scivolassero lentamente nella mia coscienza in un luogo diverso da quello di cui ero circondata fino a quel momento. E, allo stesso tempo, trasmettessero immagini nitide ma remote. Echi lontani di una realtà che ha le caratteristiche di una giardino abbandonato in cui è impossibile non provare compassione. Nutrire il nostro cuore di piccole gocce di veleno, anche se per qualche giorno. Esperienze tanto strane quanto sordide. Mi sono circondata da fantasmi prigionieri che, in un' incessante lotta contro il protagonista, mi si coagularono attorno. Non presero consapevolezza di se stessi persino nelle loro fantasie più nascoste, amalgamandosi a tal punto da costituire un unico essere. Seduta sulla mia poltrona preferita, completamente assorbita dalla storia, sentivo rintoccare le ore di questi intensissimi pomeriggi dedichi a David dall'orologio della mia camera. I miei pensieri erano contrastanti; non riuscivano a soffermarsi sulla tragedia che pesava nel cuore del protagonista, ma indugiavano su tutto ciò che lo circondavano. La sua infanzia, che scorre lentamente con la scioglievolezza e la dolcezza di un sogno; l'ombra incombente del suo grande dolore e, una serie di sfortunati avvenimenti, che non avevano ancora una forma precisa. E' una storia in cui pervade una generale malinconia, ma nel mio inconscio aspettavo che la luce di un mero sprazzo di luce rischiarasse le tenebre dell' animo di questi fantasmi. Quel raggio di sole abbagliante che per poco tempo veniva sporadicamente rammentandogli che in ogni comunità si mescolano il buono e il cattivo, e che la fugacità di un misero atto d'amore non doveva investire inevitabilmente anche l'atto più insignificante. Vestire i panni del giovane David, anche se per un breve lasso di tempo, entrare nel giardino delle sue avventure - non scoprendo, tuttavia, le ombre ambigue dei suoi passi -, vederlo interagire con creature che ostacolarono il suo benessere e lo indussero alla disperazione, mi ha permesso di condividere pienamente questa storia che l'autore si portava dentro. I volti che, per qualche giorno, divennero famigliari ai miei occhi, al termine della lettura, col romanzo riposto sullo scaffale, immerso nella pace del giorno, svanirono nel momento in cui erano divenute "persone". Lasciarono dietro di loro uno spazio vuoto che aveva una sua forma. Ma a brillare nella volta celeste, ed assistere continuamente alle mie spericolate immersioni in un epoca che ha sempre destato il mio fascino, era un unico volto: quello di David che, guardandomi attorno, nella meravigliosa serenità del giorno, mi tenne compagnia più di chiunque altro. Non fu quel genere di eroe che mi ero aspettata, ma, come il giovane Pip di Grandi speranze, un giovane scrittore pieno di ambizioni che mi narrò la sua storia quasi come una lunga e profonda meditazione sul senso della vita. Scritte in quelle che non sono altro che pagine della sua memoria, che si trascineranno fino a quando metterà il punto finale, per poter così mettere a nudo una parte della sua anima per noi completamente estranea. Derivati trascurati di una vita carica di sofferenze mentali, dolori, mancanze di speranze che, come un fastidiosissimo incubo, popolarono i suoi sogni. Gettando una spettrale aria di malinconia e pervadendo i sensi in una lenta agonia. Nel pellegrinaggio solitario della sua giovinezza, che solo una volta giunto alla fine gli permetterà di scovare la sua identità, percorrerà quelle che non sono altro che le tappe della sua vita e, riversandole in quel contenitore che è la letteratura, brilleranno come la profondità di un altura smossa da qualcosa di lucente. Invadendo completamente il mio corpo di una strana luce, compiendo un incantesimo a cui non ho saputo resistere. David Copperfield è un'opera radicata nel territorio dell'immaginazione urbana e negli spazi urbani, in cui fa sfondo una Londra distesa in una cappa di vapore. Tragico/comico, oscilla continuamente con la stessa energia verbale cui l'autore mescola le vicende di altri personaggi. E, su uno spazio capace di mutare ogni volta, adattandosi come una pelle al ceto sociale e al linguaggio di ognuno, Dickens, costituisce un palcoscenico frenetico in cui il lungo viaggio del giovane David entra in contatto con diversi meccanismi: la famiglia, l'istruzione, la prigione. Racconto di un uomo apparentemente forte ma fragile, disilluso, timoroso del futuro e del senso della vita, trascinante, formativo e piuttosto appassionante, David Copperfield non è solo un affresco della letteratura vittoriana. Piuttosto un affascinante intreccio di follia, passione, affetti, malessere e benessere, ma anche un meraviglioso viaggio per aver permesso sia a David sia al lettore di crescere in questa tetra solitudine. Rifocillare l'anima, quando non aveva la certezza di poterlo fare.

    said on 

  • 3

    Es una gran novela de Dickens, con el sello inconfundible del autor y un estilo de escritura impecable como en todas sus obras. Sin embargo, la historia me resultó demasiado pesada y densa, e incluso en algunas partes aburrida. No obstante es una recomendación aceptable e imprescindible para los ...continue

    Es una gran novela de Dickens, con el sello inconfundible del autor y un estilo de escritura impecable como en todas sus obras. Sin embargo, la historia me resultó demasiado pesada y densa, e incluso en algunas partes aburrida. No obstante es una recomendación aceptable e imprescindible para los fanáticos de este autor.

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  • 5

    Ho dimenticato di fare la recensione appena finito, ed è un peccato, perchè a caldo sarei stata ancora più emozionata!
    E' libro che mi ha rapita, un tomo spaventoso che se ne è andato via in un attimo
    Ho voluto leggerlo perché spesso in altri libri ho trovato riferimento a questo, e ora ho capito ...continue

    Ho dimenticato di fare la recensione appena finito, ed è un peccato, perchè a caldo sarei stata ancora più emozionata! E' libro che mi ha rapita, un tomo spaventoso che se ne è andato via in un attimo Ho voluto leggerlo perché spesso in altri libri ho trovato riferimento a questo, e ora ho capito perché Un romanzo che contiene forza, determinazione, tristezza e dolore, ma anche tanto amore, a infiniti livelli La vita di David dalla sua infanzia alla vita adulta, un percorso a volte crudele, straziante, ma dove la speranza non si spegne mai Ho amato (quasi) tutti i personaggi, tutti incisivi e indimenticabili Che dire, inizierò a citarlo anche io!

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  • 0

    Da leggere con la lente di ingrandimento. Capisco eapprezzo l'idea di rendere tascabile un mattonazzo, ma come si può pensare che qualcuno (anche senza problemi di vista) riesca a leggere quasi 800 pagg. scritte col Times New Roman 8 o 8,5? <_<

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  • 5

    Ho provato fin da subito una forte empatia per David: un sentimento non mosso dalla pietà e dalla compassione che provai per Pip ( il protagonista di Grandi Speranze non rientra affatto tra i miei preferiti), o dalla profonda tenerezza, provata fin dalle prime pagine, che determinò la mia prefere ...continue

    Ho provato fin da subito una forte empatia per David: un sentimento non mosso dalla pietà e dalla compassione che provai per Pip ( il protagonista di Grandi Speranze non rientra affatto tra i miei preferiti), o dalla profonda tenerezza, provata fin dalle prime pagine, che determinò la mia preferenza per Oliver; per David è stato amore a prima vista: l'ho visto nascere tra le braccia di una madre sola, amorevole ma troppo ingenua, l'ho visto circondato dall'amore di una governante materna sempre pronta a proteggerlo, l'ho visto ribellarsi contro quel nuovo papà manesco e rigido che non avrebbe mai voluto, l'ho visto soffrire, essere sfruttato e umiliato, l'ho visto ribellarsi al destino e prendere una nuova strada, crescere e diventare prima un ragazzo educato poi colto e amante delle donne, l'ho visto prendersi la prima cotta e cedere ad un amore immaturo, rendersene conto ma provarci fino alla fine, ho tifato per lui durante tutto il suo percorso, ho sperato che si accorgesse della brutalità delle persone che vivono nella speranza di ingannare e approfittarsi, ho sperato che non facesse quello sbaglio che per anni gli ha chiuso gli occhi, ho sperato che li riaprisse per accorgersi che quello che voleva era là, proprio davanti a lui.

    Non ho resistito all'infinita dolcezza di Peggotty, quella governante che rispecchia, nell'immaginario collettivo, tutte quelle tate affettuose che, con qualche chilo in più, buoni messaggi e maniere dirette, avremmo voluto nella nostra infanzia; ho tifato per Agnes, dal primo secondo in cui l'ho incontrata ne sono rimasta affascinata e ho capito che era lei, quella ragazzina oggetto dell'amore eccessivo di un padre vedovo, debole e sofferente, la donna del romanzo; zia Betsey, così eccessiva e particolare, ha fatto breccia nel mio cuore nel momento stesso in cui decide di prendersi cura del piccolo David, quando affronta i due fratelli Murdstone sono fiera di lei, sorrido alla sua abitudine di cambiare il nome a qualsiasi personaggio incontrato, la sua singolarità è unica e ha fatto si che sia tra i miei personaggi preferiti...

    Poi ci sono quei personaggi che hanno l'ovvia funzione di essere gli antagonisti, e qui nessuno viene risparmiato: Edward Murdstone è il primo che David ha la sfortuna di incontrare, apparentemente affascinante e affabile riesce ad ingannare Clara e a sposarla, in realtà si rivelerà un uomo rigido e freddo, bugiardo e violento; Uriah Heep è sicuramente il personaggio più odioso che abbia mai incontrato, con la sua professata “umiltà” è un ragazzo dall'aspetto inquietante, all'apparenza auto-ironico in realtà si dimostrerò subdolo e infido, malvagio e contorto; Steerforth non è proprio un antagonista ma è sicuramente un personaggio negativo, compagno di scuola di David è carismatico e affascinante, leader ma con una pessima condotta etica.

    “Qui, benché i personaggi si offollino uno dietro l'altro e la vita scorra ovunque, un certo comune sentire – la giovinezza, la gioia e la speranza – avvolge il tumulto, raccolgie gli elementi sparsi e investe la migliore delle opere di Dickens di un'atmosfera di bellezza” Saggio di V. Woolf

    Questi sono solo alcuni dei tantissimi personaggi che ci presenta Dickens, sicuramente quelli che sono stati maggiormente evidenziati (forse ho dimenticato di citare lo sciocco Micawber) o almeno quelli che hanno colpito particolarmente me, ma vi assicuro che anche quelli secondari sono degni di nota. David Copperfield, romanzo più autobiografico dell'autore inglese, è sostanzialmente diviso il due parti: la prima è la più classica del repertorio dickensiano, con i temi del lavoro in fabbrica, lo sfruttamento minorile, la Londra fumosa e grigia, il degrado umano e urbano, mentre nella seconda assistiamo alla crescita del protagonista che diventa uomo e affronta le tragedie della vita; ho letteralmente divorato la prima parte con David bambino perchè adoro le tipiche tematiche citate in precedenza, la parte successiva cala un pochettino di intensità ma la storia e lo stile ti catturano magistralmente, spesso mi sono ritrovata a sorridere, a volte addirittura a ridere, dell'ironia che l'autore usa abitualmente per caratterizzare i suoi personaggi.

    Adoro lo stile di Dickens, checché se ne dica, lo trovo estremamente scorrevole, ha la magnifica capacità di presentare una infinità di personaggi tutti perfettamente caratterizzati, tutto è incatenato precisamente e niente è lasciato al caso, ci sono alti e bassi ovviamente ma mai pause monotone che interrompono la lettura...quello che amo ancor di più è il fatto che i “cattivi” siano tutti sempre puniti, nessuno avrà il perdono dell'autore solo i più meritevoli, giusto le ultime pagine, avranno quel lieto fine che si sono guadagnati in tutta una vita di fatica.

    Curiosità: Tolstoj, che considerava Dickens il migliore di tutti i romanzieri inglesi, dichiarò che "David Copperfield" era il suo romanzo riuscito meglio; Henry James ricordò di amare sentirlo leggere da sua madre nascosto sotto un tavolino; Dostoevskij rimase affascinato dalla sua lettura nel campo di prigionia in Siberia; Kafka definì il suo libro “America" "una pura imitazione" di esso; James Joyce espresse il suo rispetto per questo romanzo nel suo libro "Ulisse"; Virginia Woolf, che non aveva normalmente una grande considerazione per Dickens, confessò il valore di questo romanzo, che racconta "i miti e le memorie della vita"; esso era inoltre il romanzo preferito di Sigmund Freud.

    Questo è il mio Charles Dickens.

    http://geekybookers.blogspot.it/2014/10/recensione-david-copperfield-di-charles.html

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  • 5

    Indimenticabile

    Questo libro é semplicemente unico. Mi vergogno quasi nel recensire un opera, a mio avviso, perfetta, da divorare capitolo per capitolo.
    L'unico inconveniente é quel sentimento di vuoto che ti coglie quando arrivi all'ultima pagina di questo libro splendido, talmente ricco di particolari da rende ...continue

    Questo libro é semplicemente unico. Mi vergogno quasi nel recensire un opera, a mio avviso, perfetta, da divorare capitolo per capitolo. L'unico inconveniente é quel sentimento di vuoto che ti coglie quando arrivi all'ultima pagina di questo libro splendido, talmente ricco di particolari da rendere tutto reale, popolato da personaggi estremamente umani e dai tratti intensi.

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  • 2

    Muy pesado y sin objetivo.

    La verdad es que es el tercer libro de Dickens que leo y ya se me han quitado las ganas de leer alguno más. El libro no tiene objetivo alguno, va sin rumbo contando una historia cuya única historia realmente interesante es la de su joventud... ¡y tan solo son unas 100 páginas! Lo demás es llenar ...continue

    La verdad es que es el tercer libro de Dickens que leo y ya se me han quitado las ganas de leer alguno más. El libro no tiene objetivo alguno, va sin rumbo contando una historia cuya única historia realmente interesante es la de su joventud... ¡y tan solo son unas 100 páginas! Lo demás es llenar el libro de diálogos estúpidos y sin trama alguna.

    Dudo mucho que vuelva a leer algo de Dickens al ser mi segunda decepción.

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  • 5

    Il mio primo libro, scelto accuratamente dalla collezione di mia madre. Piansi per giorni, e solo qualche anno fa sono riuscita a rileggerlo. A mia discolpa posso dire che credevo parlasse del mago.

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  • 5

    Una vita

    Non posso e non voglio recensire il romanzo citandolo, con il rischio di sollevare anche il più lieve sospetto nell'ancora innocente lettore.
    Dirò soltanto che le quasi 900 pagine che Dickens (con la splendida traduzione di Pavese) mi ha affidato, hanno rappresentato un forte disincentivo a comi ...continue

    Non posso e non voglio recensire il romanzo citandolo, con il rischio di sollevare anche il più lieve sospetto nell'ancora innocente lettore. Dirò soltanto che le quasi 900 pagine che Dickens (con la splendida traduzione di Pavese) mi ha affidato, hanno rappresentato un forte disincentivo a cominciare la lettura, come spesso accade per opere letterarie di lunghezza considerevole. A chi vorrà intraprendere questa lettura consiglio di non temerne le parole e di non rimandare la partenza di un solo giorno. Alcune parti del romanzo sono più "lente" di altre, ma soltanto perché necessarie allo sviluppo dell'intreccio narrativo. Mi sono affezionato a David dal primo momento in cui è venuto al mondo e la sola cosa che mi è dispiaciuta, alla fine del racconto, è stato non avere altre pagine a disposizione, per continuare a leggere di lui e della sua vita.

    said on 

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