David Copperfield

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Publisher: Alba Editorial S.L.

4.2
(3417)

Language: Español | Number of Pages: 1024 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , Chi simplified , German , Italian , French , Swedish , Hungarian , Finnish , Japanese , Portuguese , Dutch , Polish

Isbn-10: 8484282007 | Isbn-13: 9788484282006 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Paperback , Mass Market Paperback , eBook

Category: Fiction & Literature , History , Teens

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Book Description
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  • 5

    Troppo spesso mi capita di leggere dei romanzi un pò per inerzia e di non vedere l'ora di finirli per passare ad altro. Con questo non succede perchè fin dalle prime pagine si avverte di avere tra le ...continue

    Troppo spesso mi capita di leggere dei romanzi un pò per inerzia e di non vedere l'ora di finirli per passare ad altro. Con questo non succede perchè fin dalle prime pagine si avverte di avere tra le mani Il Romanzo con la R maiuscola. Un romanzo di formazione, una storia bellissima, personaggi cui ti affezioni ... Che peccato finirlo! Meno male che Dickens ha scritto tanto altro e che io devo ancora scoprirlo!

    said on 

  • 4

    Une vero piacere leggerlo, come non lo avessi fatto prima, non so. Se posso un confronto, non lo farei con Balzac, ma con Hugo. Personaggi a tutto tondo

    said on 

  • 5

    Una luce brilla sul mio cammino

    Credo sia il miglior libro che ho letto,anche se ultimamente sono indecisa,paradossale,con lo straniero di Camus. Ma perché? Perché è commovente,profondo,perché lascia intravedere la speranza anche qu ...continue

    Credo sia il miglior libro che ho letto,anche se ultimamente sono indecisa,paradossale,con lo straniero di Camus. Ma perché? Perché è commovente,profondo,perché lascia intravedere la speranza anche quando lo sconforto può essere massimo e la disperazione sembra opprimente ,perché insegna che le apparenze ingannano,e perché mi ha reso meno cinica.
    Da leggere possibilmente durante gli anni del liceo!

    said on 

  • 4

    Eccezionale no, Ottimo sì

    Che dire del David Copperfield e di Dickens che non abbia già detto Henry James diciottenne: “ Il più grande dei romanzieri superficiali”? Evidente reazione stizzita, ma non troppo, alla devastazione ...continue

    Che dire del David Copperfield e di Dickens che non abbia già detto Henry James diciottenne: “ Il più grande dei romanzieri superficiali”? Evidente reazione stizzita, ma non troppo, alla devastazione emotiva subita da bambino ascoltando, nascosto in salotto, la lettura delle malefatte del patrigno di David, il Signor Murdstone e di sua sorella, con i loro spietati occhi di tenebra, i capelli e i favoriti color del carbone e le sopracciglia folte e nerissime. O abbia già detto Orwell, “ i personaggi di Dickens non sono altro che pupazzi, delle piccole scintillanti miniature, dipinte su dei coperchi di tabacchiera che ignorano qualsiasi legge psicologica, ma che finiscono per rivelarci le più inquietanti verità”.

    Dico, allora, di avere riempito il vuoto scavato tra la lettura di una riduzione per l’infanzia e lo sceneggiato televisivo degli anni ’60 smettendola anche di mentirmi, dandolo per letto. Perché, con tutti i difetti che vi si possono trovare (non ultima la traduzione di Pavese che la butta il lirica ogni qualvolta Dickens si permette una descrizione di paesaggi) si legge con piacere? “Non amare Dickens è un peccato mortale”, scriveva Pietro Citati; “chi non lo ama, non ama nemmeno il romanzo; e non capisce che l’arte dell’Ottocento ha forse raggiunto il suo culmine quando ha mescolato il folle riso con la più imperterrita discesa nelle tenebre”.

    Di quest’amore una parte è generato dalla suspense. Le innumerevoli marionette, infatti, non si perdono per strada. Gli immensi cattivi di Dickens dirigono la baracca con incontri e scontri, anche quando nella realtà sarebbe impensabile. “Si forma così un mondo chiuso, compatto, perfetto, come una sfera” Ogni personalità “ritorna,: il tutto è un’infinita trama di mille rapporti interni, coincidenze e fatalità.

    E soprattutto quest’amore è generato dai cattivi, su cui svetta Uriah Heep nella versione – tutta mia personale- di Alberto Terrani nel “David Copperfield” televisivo di Anton Giulio Majano. Racconta Terrani - era stato nella compagnia del Giovani e poi con Shara Ferrati- di esserne rimasto tanto soggiogato dal tradire la sua maestra, abbandonandola per diventare un attore televisivo di seconda categoria. Io lo sono rimasta da lui per cinquant’anni.

    Lo strisciante e bavoso Uriah Heep, dai contorcimenti rivoltanti, è stato sempre il prototipo del collega che tramava, umilmente, per farti le scarpe e, a volte, con nemmeno l’obiettivo di vantaggi personali. Uriah Heep è quello sempre pronto a fregarsi le mani umidicce, a guardarti di sbieco con lo sguardo volto a sinistra e a emettere quel suono “ih, ih, ih”, che vorrebbe dire “non pensarci”, ma che è solo contentezza per averti colpito per interposta persona.

    Un cattivo sui generis è James Steerforth, che David amerà con vera e propria passione femminea, l’antesignano di Dorian Gray, circondato da altri due cattivi: la dama di compagnia della nobile madre e il suo maggiordomo.

    Risentono, invece, della polvere tempo le donne, vecchie e giovani, specie se buone e generose. Non esistono più e forse nemmeno allora se non nella fantasia maschile.

    Ciò che invece è in gran rispolvero è l’ambiente sociale: il liberismo, sconfitto dai grandi movimenti rivoluzionari del novecento e dal Keynesismo, è ritornato alla grande. E ora, come allora, imperano da una parte l’evasione scolastica, la precarietà giovanile (stage a gogò), il lavoro in nero, le catastrofi dei piccoli azionisti pensionati, i pignoramenti per insolvenza; e dall’altro il benessere di una certa borghesia che non si sa da provenga la ricchezza ostentata.

    Tralascio innumerevoli e deliziose marionette come i troppo buoni Peggotty, il signor Micawber con la retorica trionfale e ispirata e la sua signora sempre nel mondo delle illusione. Tralascio il delizioso “pazzo” signor Dick, mentre nulla ho da dire sul protagonista nonché autore della sua autobiografia perché un "semplice osservatore" dei tempora e dei mores l’ha voluto Dickens.

    said on 

  • 5

    Una bella vacuità

    Dickens è forse l'unico autore che una pagina è capace di incantarmi per la prosa scintillante incisa con la lama della sua ironia, la successiva mi manda in bestia col facile sentimentalismo, la bidi ...continue

    Dickens è forse l'unico autore che una pagina è capace di incantarmi per la prosa scintillante incisa con la lama della sua ironia, la successiva mi manda in bestia col facile sentimentalismo, la bidimensionalità psicologica, la propaganda moralistica e le lungaggini estenuanti.
    Decisamente i contro surclassano i pro.
    Grandi Speranze e Oliver Twist mi hanno lasciato tiepido. Mi regalano David Copperfield, un fantastico vetusto tomo dagli angoli smussati e le pagine ingiallite che odorano di tempi morti, ne leggo un centinaio di pagine, lo abbandono sfinito. Pochi giorni dopo alla radio si parla proprio del romanzo, la coincidenza mi piace e mi stimola a riprovarci. Lo porto come compagno di viaggio a Portorico, alla penombra delle palme presso la riva abbagliante. L'ostilità tra noi è sottesa alla partenza; al ritorno siamo grandi amici.

    Poche parole: mai letta tanta bella vacuità.

    said on 

  • 5

    Indimenticabile

    A quarant'anni il mio primo Dickens. Un ritardo spaventoso. Ma meglio tardi che mai. Mi sto spostando dai russi ai francesi e agli inglesi e voltandomi posso affermare che Dickens, forse li batte tutt ...continue

    A quarant'anni il mio primo Dickens. Un ritardo spaventoso. Ma meglio tardi che mai. Mi sto spostando dai russi ai francesi e agli inglesi e voltandomi posso affermare che Dickens, forse li batte tutti. Non tanto per la complessità della storia, che ne ho lette di molto più intircate, ma per il suo stile. La magia con cui ricopre tutto ciò che sfiora, e l'orfano di padre ha sempre una madre dolce e gioiosa pronta a consolarlo. La madre impazzisce ma c'è la sua governante a proteggerlo. E anche quando si ritrova solo, abbandonato poco più che infante in una fabbrica in cui viene sfruttato, trova sempre la forza nella sua bontà d'animo e in quella dignità che non perde mai. David Copperfield in qualunque occasione si è dimostrato alto, come il signor Peggoty, quell'umile pescatore - fratello della sua governante - dotato di una dignità che i più grandi capi di stato possono scordarsi. La barca sulla spiaggia in cui vive quella famiglia, un padre con figli non suoi, orfanelli accolti da un uomo che amerò finché avrò vita. I suoi personaggi sono davvero indimenticabili, anche quelli secondari. Come il Signor Dick che la zia apparentemente arcigna salva dal manicomio. Che nessuno come lei sa quanto valga quell'uomo. La stessa zia che inizialmente viene dipinta come una strega - perché lui dipinge magnificamente - dimostra com le apparenze spesso inganno, e anche alcune ruvidità caratteriali possono essere dovute a dei drammi vissuti e non superati. I personaggi negativi sono i più negativi di ogni tempo, e attraversano ogni epoca. Sono sempre loro, l'ambizioso viscido opportunista, il patrigno privo di amore, ma nessuno a mio avviso li rende odiosi quanto lui.
    La sensazione di tornare a casa e avere qualcuno che ti aspetta in un libro, nel caso di David Copperfield è stata particolarmente accentuata. "Il mio Davidino" dicevo a mio marito, fino alla fine. Anche se alla fine aveva più di quarant'anni. Ma anche il signor Peggoty quandò lo salutò lo chiamò "Signorino Davy". Perchè David, come Dickens, non ha perso la purezza dei fanciulli, quel loro modo di guardare il mondo. Con stupore e candore. Ed è questo che mi ha insegnato questo romanzo. A non dimenticare mai la mia parte bambina. Dovremmo farlo tutti, ricordando sempre che è proprio quella la parte migliore di noi.

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  • 4

    Ero prevenuto e invece…

    E invece David Copperfield è un bellissimo romanzo, che in certi momenti acquista un’intensità incalzante che ti avvince alla lettura.
    E invece ho capito che se nelle opere più brevi (penso al “Canto ...continue

    E invece David Copperfield è un bellissimo romanzo, che in certi momenti acquista un’intensità incalzante che ti avvince alla lettura.
    E invece ho capito che se nelle opere più brevi (penso al “Canto di Natale” o alle “Due Città”) Dickens deve esprimere il suo pensiero in periodi concentrati e necessariamente involuti, quando ha diverse centinaia di pagine per svolgere la storia, questa scorre in modo molto più gradevole.
    La vita del protagonista è narrata dai primi vagiti alla maturità, in una successione di momenti tristi o allegri, tragici o gioiosi, in alcuni casi saltando diversi mesi o anni, in altri seguendola minuto per minuto. Il tutto ambientato nell’Inghilterra vittoriana in un vortice di personaggi indimenticabili, a volte eccessivi, a volte improbabilmente buoni, ma certamente con alcune delle pagine d’amore più belle ed intense che siano mai state scritte.

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  • 5

    Un capolavoro!

    Quando leggi un libro come questo capisci veramente perché esistono i classici della letteratura e perché alcuni libri, piuttosto che altri, vengono definiti tali.
    Una storia straordinaria, che abbrac ...continue

    Quando leggi un libro come questo capisci veramente perché esistono i classici della letteratura e perché alcuni libri, piuttosto che altri, vengono definiti tali.
    Una storia straordinaria, che abbraccia l'intera vita di David Copperfield, nato orfano di padre e costretto dal signor Murdstone, secondo marito di sua madre, ad abbandonare la casa della sua felice infanzia. E' questo l'inizio delle sue peripezie, dell'altalenarsi di gioie e dolori, dalla durissima scuola di Mr. Creakle, dove però conosce Traddles suo amico anche in età adulta, all'estenuante lavoro presso la fabbrica "Murdstone e Grinby" trovatogli dal suo patrigno, ma grazie al quale conoscerà Wilkins Micawber.
    La maestria di Dickens in questo libro sta nell'aver dato vita ad un numero esagerato di personaggi, tutti tratteggiati alla perfezione, cosicché è impossibile non affezionarsi alla dolce domestica Peggotty, alla burbera dal cuore tenero zia Betsey Trotwood, alla Piccola Emily, a Traddles, alla ingenua e sciocchina Dora, alla dolce Agnes, e non odiare con tutte le proprie forze il viscido Uriah Heep.
    L'unica nota stonata, per quanto io nel mio piccolo possa permettermi di dire una cosa del genere, è, oltre allo stile un po' prolisso, il carattere delle giovani donne: mentre le figure femminili più adulte hanno tutte un carattere indubbiamente forte, le ragazze sono tutte dolce e gentili ma alquanto remissive. Solo questo mi ha dato un pochino fastidio, ma contestualizzando il romanzo può anche essere comprensibile. Da ultimo, non posso che ringraziare Nick Hornby che, nel suo libro/raccolta di recensioni "Una vita da lettore", ha parlato di questo libro in modo così entusiastico da farmi venire una voglia matta di leggerlo!
    Voto: 9/10
    Se vi va' passate sulla mia pagina Facebook: www.facebook.com/quandounlibroticambialavita

    said on 

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