David Copperfield

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4.2
(3436)

Language: Español | Number of Pages: 544 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , Chi simplified , German , Italian , French , Swedish , Hungarian , Finnish , Japanese , Portuguese , Dutch , Polish

Isbn-10: 9700725502 | Isbn-13: 9789700725505 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Paperback , Mass Market Paperback , eBook

Category: Fiction & Literature , History , Teens

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Book Description
The story of an abandoned waif who discovers life and love in an indifferent
world, this classic tale of childhood is populated with a cast of eccentrics,
...
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  • 5

    Dickens è fichissimo, E in audiolibro, poi...!

    Non l'ho letto, ma ascoltato leggere. Audiolibrato.
    E mi è piaciuto un sacco.
    Lasciamo da parte le cadute moraleggianti, e certi discorsi che, insomma...vanno contestualizzati, Dickens mica scrive nel ...continue

    Non l'ho letto, ma ascoltato leggere. Audiolibrato.
    E mi è piaciuto un sacco.
    Lasciamo da parte le cadute moraleggianti, e certi discorsi che, insomma...vanno contestualizzati, Dickens mica scrive nel 2016, d'altronde.
    E' un romanzo piacevolissimo, con certi sprazzi di ironia che non ti aspetti, deliziosi!

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  • 4

    Capisco molto bene di essere banale nel proclamare questo romanzo bellissimo, ma quando c’è la bellezza nessuna parola o frase è mai all’altezza di descriverla. Devo dire che sono arrivata persino a v ...continue

    Capisco molto bene di essere banale nel proclamare questo romanzo bellissimo, ma quando c’è la bellezza nessuna parola o frase è mai all’altezza di descriverla. Devo dire che sono arrivata persino a versare delle lacrime in parecchi punti della storia, cosa che non mi aspettavo minimamente, per come sono fatta. Non so, è come se Dickens descrivesse un’umanità ormai persa, sfortunatamente solo nel bene, e invece ben presente ancora nel male…un’umanità capace di essere bella (Agnes) o di compiere errori in buona fede e per ingenuità (Micawber), di risplendere pur in tutti i suoi limiti (Dora), di essere tenace e genuina (Traddles), di espiare le proprie colpe elevando se stessa (Emily), di amare e onorare senza se e senza ma (Ham, Mr. Peggotty). E una capace di perdere la via e svilire le sue potenziali ottime qualità (Steerforth), una che trasforma l’amore e la passione in odio, finendo per consumare se stessa (Rosa Dartle), una che pecca per smisurato orgolio (Mrs. Steerforth), una che crede che gli svantaggi patiti nella vita l’autorizzino a complottare nell’ombra distruggendo la felicità altrui (Uriah Heep). E ancora molto altro. Nessuno di questi personaggi si può dimenticare facilmente…vivranno per sempre nella mia coscienza (e, spero, nella coscienza di quante più persone possibile fino alla fine dei tempi). E’ anche un libro che ha stimolato molte importanti riflessioni, ad esempio sul destino, sulle scelte, sui matrimoni, sull’amicizia…davvero imperdibile.
    Per voler tacere, poi, dello stile…pieno, corposo, elegante senza essere affatto pesante. E infine, la profonda ironia con la quale Dickens tratteggia i suoi personaggi (quasi tutti! Ma i più irresistibili sono i coniugi Micawber, Traddles coi suoi capelli ritti in testa, la zia Betsey Trotwood con il suo carattere brusco, Mr. Dick con Carlo I che gli entra sempre in testa, il cagnolino Jip…non si può proprio descrivere quale gioia provochi la lettura di questo romanzo, come scaldi il cuore seguire le vicende di questi meravigliosi personaggi, come l’animo soffra nel leggere dei lutti e frema nel condividere le gioie, quasi come se fossero nostre.

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  • 4

    Ci sono autori capaci di creazioni indimenticabili, che fanno soffrire, riflettere, ridere e che permettono di immedesimarsi nei loro personaggi come pochi altri hanno saputo fare nella storia della l ...continue

    Ci sono autori capaci di creazioni indimenticabili, che fanno soffrire, riflettere, ridere e che permettono di immedesimarsi nei loro personaggi come pochi altri hanno saputo fare nella storia della letteratura. Charles Dickens non può non essere inserito in questa cerchia ristretta, perché ogni suo romanzo è un concentrato di vitalità, un racconto di una vita straordinaria e al contempo profondamente umana. Il protagonista David si racconta retrospettivamente. Le sue sofferenze di orfano per via di una madre debole e vittima di un patrigno tirannico. La vita dura del collegio. La serenità accanto alla formidabile zia Betsey. Le peripezie della vita londinese. L'amore per una donna vanesia, e infine quello per una ragazza con cui era destinato a vivere fin dal principio, perché per Dickens è giusto che le anime affini debbano ritrovarsi. Certo vi sono anche delle pecche, un moralismo un po' troppo antico, la visione della donna ideale come "angelo del focolare" e talvolta dei colpi di scena così artificiosi da far irritare il lettore. Ma Dickens è anche questo, e noi non possiamo che scivolare nella storia, facendo il tifo per il piccolo David, e gioire infine per la sua serenità, conquistata con tanto dolore e dopo tanti sbagli. E non è questo profondamente umano? L'autore ci ha regalato un viaggio nella vita di un uomo, seppure lontano da noi nel tempo, e chi vuole sa ritrovare un po' di se stesso nelle pagine in cui c'è una cupa tristezza e in quelle dove la felicità tanto attesa arriva finalmente a riscaldarci.

    said on 

  • 5

    Troppo spesso mi capita di leggere dei romanzi un pò per inerzia e di non vedere l'ora di finirli per passare ad altro. Con questo non succede perchè fin dalle prime pagine si avverte di avere tra le ...continue

    Troppo spesso mi capita di leggere dei romanzi un pò per inerzia e di non vedere l'ora di finirli per passare ad altro. Con questo non succede perchè fin dalle prime pagine si avverte di avere tra le mani Il Romanzo con la R maiuscola. Un romanzo di formazione, una storia bellissima, personaggi cui ti affezioni ... Che peccato finirlo! Meno male che Dickens ha scritto tanto altro e che io devo ancora scoprirlo!

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  • 4

    Une vero piacere leggerlo, come non lo avessi fatto prima, non so. Se posso un confronto, non lo farei con Balzac, ma con Hugo. Personaggi a tutto tondo

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  • 5

    Una luce brilla sul mio cammino

    Credo sia il miglior libro che ho letto,anche se ultimamente sono indecisa,paradossale,con lo straniero di Camus. Ma perché? Perché è commovente,profondo,perché lascia intravedere la speranza anche qu ...continue

    Credo sia il miglior libro che ho letto,anche se ultimamente sono indecisa,paradossale,con lo straniero di Camus. Ma perché? Perché è commovente,profondo,perché lascia intravedere la speranza anche quando lo sconforto può essere massimo e la disperazione sembra opprimente ,perché insegna che le apparenze ingannano,e perché mi ha reso meno cinica.
    Da leggere possibilmente durante gli anni del liceo!

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  • 4

    Eccezionale no, Ottimo sì

    Che dire del David Copperfield e di Dickens che non abbia già detto Henry James diciottenne: “ Il più grande dei romanzieri superficiali”? Evidente reazione stizzita, ma non troppo, alla devastazione ...continue

    Che dire del David Copperfield e di Dickens che non abbia già detto Henry James diciottenne: “ Il più grande dei romanzieri superficiali”? Evidente reazione stizzita, ma non troppo, alla devastazione emotiva subita da bambino ascoltando, nascosto in salotto, la lettura delle malefatte del patrigno di David, il Signor Murdstone e di sua sorella, con i loro spietati occhi di tenebra, i capelli e i favoriti color del carbone e le sopracciglia folte e nerissime. O abbia già detto Orwell, “ i personaggi di Dickens non sono altro che pupazzi, delle piccole scintillanti miniature, dipinte su dei coperchi di tabacchiera che ignorano qualsiasi legge psicologica, ma che finiscono per rivelarci le più inquietanti verità”.

    Dico, allora, di avere riempito il vuoto scavato tra la lettura di una riduzione per l’infanzia e lo sceneggiato televisivo degli anni ’60 smettendola anche di mentirmi, dandolo per letto. Perché, con tutti i difetti che vi si possono trovare (non ultima la traduzione di Pavese che la butta il lirica ogni qualvolta Dickens si permette una descrizione di paesaggi) si legge con piacere? “Non amare Dickens è un peccato mortale”, scriveva Pietro Citati; “chi non lo ama, non ama nemmeno il romanzo; e non capisce che l’arte dell’Ottocento ha forse raggiunto il suo culmine quando ha mescolato il folle riso con la più imperterrita discesa nelle tenebre”.

    Di quest’amore una parte è generato dalla suspense. Le innumerevoli marionette, infatti, non si perdono per strada. Gli immensi cattivi di Dickens dirigono la baracca con incontri e scontri, anche quando nella realtà sarebbe impensabile. “Si forma così un mondo chiuso, compatto, perfetto, come una sfera” Ogni personalità “ritorna,: il tutto è un’infinita trama di mille rapporti interni, coincidenze e fatalità.

    E soprattutto quest’amore è generato dai cattivi, su cui svetta Uriah Heep nella versione – tutta mia personale- di Alberto Terrani nel “David Copperfield” televisivo di Anton Giulio Majano. Racconta Terrani - era stato nella compagnia del Giovani e poi con Shara Ferrati- di esserne rimasto tanto soggiogato dal tradire la sua maestra, abbandonandola per diventare un attore televisivo di seconda categoria. Io lo sono rimasta da lui per cinquant’anni.

    Lo strisciante e bavoso Uriah Heep, dai contorcimenti rivoltanti, è stato sempre il prototipo del collega che tramava, umilmente, per farti le scarpe e, a volte, con nemmeno l’obiettivo di vantaggi personali. Uriah Heep è quello sempre pronto a fregarsi le mani umidicce, a guardarti di sbieco con lo sguardo volto a sinistra e a emettere quel suono “ih, ih, ih”, che vorrebbe dire “non pensarci”, ma che è solo contentezza per averti colpito per interposta persona.

    Un cattivo sui generis è James Steerforth, che David amerà con vera e propria passione femminea, l’antesignano di Dorian Gray, circondato da altri due cattivi: la dama di compagnia della nobile madre e il suo maggiordomo.

    Risentono, invece, della polvere tempo le donne, vecchie e giovani, specie se buone e generose. Non esistono più e forse nemmeno allora se non nella fantasia maschile.

    Ciò che invece è in gran rispolvero è l’ambiente sociale: il liberismo, sconfitto dai grandi movimenti rivoluzionari del novecento e dal Keynesismo, è ritornato alla grande. E ora, come allora, imperano da una parte l’evasione scolastica, la precarietà giovanile (stage a gogò), il lavoro in nero, le catastrofi dei piccoli azionisti pensionati, i pignoramenti per insolvenza; e dall’altro il benessere di una certa borghesia che non si sa da provenga la ricchezza ostentata.

    Tralascio innumerevoli e deliziose marionette come i troppo buoni Peggotty, il signor Micawber con la retorica trionfale e ispirata e la sua signora sempre nel mondo delle illusione. Tralascio il delizioso “pazzo” signor Dick, mentre nulla ho da dire sul protagonista nonché autore della sua autobiografia perché un "semplice osservatore" dei tempora e dei mores l’ha voluto Dickens.

    said on 

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