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David Golder

By

Publisher: Chatto and Windus

4.0
(1095)

Language:English | Number of Pages: 256 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) French , Italian , Spanish , Catalan , German

Isbn-10: 070118129X | Isbn-13: 9780701181291 | Publish date: 

Translator: Sandra Smith ; Preface Patrick Marnham

Also available as: Paperback , Softcover and Stapled , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Book Description
This title is translated by Sandra Smith, with an introduction by Patrick Marnham. In 1929, 26-year-old Irene Nemirovsky shot to fame in France with the publication of her first novel "David Golder". At the time, only the most prescient would have predicted the events that led to her extraordinary final novel "Suite Francaise" and her death at Auschwitz. Yet, the clues are there in this astonishingly mature story of an elderly Jewish businessman who has sold his soul. "Golder" is a superb creation. Born into poverty on the Black Sea, he has clawed his way to fabulous wealth by speculating on gold and oil. When the novel opens, he is at work in his magnificent Parisian apartment while his wife and beloved daughter, Joy, spend his money at their villa in Biarritz. But Golder's security is fragile. For years, he has defended his business interests from cut-throat competitors. Now, his health is beginning to show the strain. As his body betrays him, so too do his wife and child, leaving him to decide which to pursue: revenge or altruism?
Available for the first time since 1930, "David Golder" is a page-turningly chilling and brilliant portrait of the frenzied capitalism of the 1920s and a universal parable about the mirage of wealth.
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  • 3

    David Golder è un libro che gronda odio...

    così scrive Pietro Citati sul retro di copertina. Odio verso il denaro. E quello che ti lascia questa storia è proprio l'aridità e l'egoismo dei personaggi che la popolano, tutti protesi a vivere una ...continue

    così scrive Pietro Citati sul retro di copertina. Odio verso il denaro. E quello che ti lascia questa storia è proprio l'aridità e l'egoismo dei personaggi che la popolano, tutti protesi a vivere una vita di agiatezza e vacuità, interessati solo al denaro, che David Golder elargisce come fosse se stesso, perché David Golder è solo questo: denaro e fatica. La storia non mi ha appassionato più di tanto, devo ammettere, perché troppo estranea al mio mondo ma la scrittura della Némirovsky per me è superlativa. Amo la sua abilità di trasformare la parola in sensazione: riesco a vedere, sentire, toccare, annusare quello che scrive.

    said on 

  • 4

    Capitalisti Avidi

    Un romanzo evidentemente figlio del tempo in cui fu scritto, poco prima che la grande crisi del 1929 rendesse evidenti a tutti i lati peggiori del capitalismo finanziario. Feroce attacco al dio denaro ...continue

    Un romanzo evidentemente figlio del tempo in cui fu scritto, poco prima che la grande crisi del 1929 rendesse evidenti a tutti i lati peggiori del capitalismo finanziario. Feroce attacco al dio denaro che ha distrutto nelle persone ogni residuo di umanità, che non teme di servirsi di un protagonista che é uno stereotipo, per certi versi della propaganda antisemita di sempre, il ricco vecchio ebreo avido di denaro, prima carnefice e poi vittima, un eroe in fondo, ma di una causa sbagliata.

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  • 5

    La parte finale della vita di un ricco ebreo, i suoi traffici, la moglie e la figlia che vivono nel lusso, mantenendo anche un amante a testa.
    E l'uomo che si rende sempre più conto della vicinanza de ...continue

    La parte finale della vita di un ricco ebreo, i suoi traffici, la moglie e la figlia che vivono nel lusso, mantenendo anche un amante a testa.
    E l'uomo che si rende sempre più conto della vicinanza della fine e pensa continuamente a quanto si è sentito solo.
    La narrazione dell'autrice è sempre avvincente e impeccabile.

    said on 

  • 4

    Un uomo al centro di un libro della Némirovsky. Di solito il suo coté è per lo più femminile e mi è piaciuto un protagonista diverso, un uomo tanto antipatico e odioso. Per chi poi? Ma per tutti! Per ...continue

    Un uomo al centro di un libro della Némirovsky. Di solito il suo coté è per lo più femminile e mi è piaciuto un protagonista diverso, un uomo tanto antipatico e odioso. Per chi poi? Ma per tutti! Per la sua famiglia, per il suo socio... per tutto il mondo. Un uomo d'affari, senza scrupoli. Iréne a quanto pare non ha avuto nessuna remora, nessun timore di dipingere questo personaggio con tanta sottile e secca "cattiveria" e di descriverne il mondo circostante. Le donne (principalmente la moglie e la figlia di Golder) sono oltre l'odioso, opportuniste ed interessate solo ed unicamente ai soldi, ai milioni. Come Golder del resto, fino al momento in cui si accorge che non ha molto tempo... Golder mi piace perchè, dopo tutto, come gli altri personaggi del romanzo, non può modificare la sua natura e deve per forza inseguire il suo destino. Senza remore e senza salvezza, cercando forse di salvare 'l'onore', ammesso che di onore si parli...
    Cinico.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Prima opera che leggo di questa autrice. Sono rimasta abbastanza soddisfatta della lettura, ma non posso dire che mi sia piaciuta tantissimo. Lo spaccato che da' degli ultimi giorni della vita del cap ...continue

    Prima opera che leggo di questa autrice. Sono rimasta abbastanza soddisfatta della lettura, ma non posso dire che mi sia piaciuta tantissimo. Lo spaccato che da' degli ultimi giorni della vita del capitalista ebreo David Golder rimane sicuramente impresso per la sua resa, in toni concisi ma efficaci, della miseria morale che circonda lui e la sua famiglia, moglie e figlia che hanno lo sguardo perennemente rivolto ai soldi, col terrore di veder sparire da un momento all'altro una ricchezza che non basta mai ("Quando non si hanno i mezzi bisogna arrangiarsi", dice Gloria Golder rigirandosi una collana di perle al collo), mentre il protagonista comincia sempre piu' a sentire il peso di una vita passata ad affrontare gli alti e bassi della finanza, solo per ritrovarsi con nulla per cui valga la pena risalire la china per l'ennesima volta. Ottimi i flash psicologici dei personaggi che vediamo solo da fuori, che lampeggiano ogni tanto nelle loro parole per mostrarci un breve scorcio delle loro complesse figure, ma per me, per cui la bellezza di un romanzo sta spesso anche nell'approfondimento psicologico, rimangono un po' pochi. Pesa anche un po' la quasi completa mancanza di descrizioni di ambienti, ma alla fine non piu' di tanto, ci si puo' passar sopra tranquillamente. Forse questi aspetti sono conseguenza della brevita' del romanzo, ma mi sembrano piu' caratteristiche stilistiche dell'autrice.
    Voto: 7

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  • 4

    Bel libro, carico di risentimento e di amarezza verso il denaro e tutto quello che comporta, verso i nuovi ricchi che dimenticano le propria origine. La Nemirovsky riesce sempre a risultare attuale. ...continue

    Bel libro, carico di risentimento e di amarezza verso il denaro e tutto quello che comporta, verso i nuovi ricchi che dimenticano le propria origine. La Nemirovsky riesce sempre a risultare attuale.

    said on 

  • 5

    Ebreo russo, emigrato a vent’anni in America, David Golder si è fatto da sé con estrema spregiudicatezza. A sessantotto anni, è ricchissimo, corpulento e pallido, occhi azzurri e folti capelli bianchi ...continue

    Ebreo russo, emigrato a vent’anni in America, David Golder si è fatto da sé con estrema spregiudicatezza. A sessantotto anni, è ricchissimo, corpulento e pallido, occhi azzurri e folti capelli bianchi. Dopo essersi visto rifiutare ogni aiuto, il socio si suicida, sparandosi un colpo al cuore in un bordello di minorenni. Golder lo disprezza, anche a lui era capitato un paio di volte di fallire e dover ricominciare daccapo. Dopo il funerale (e qualche spregevole, opportunistico accordo con la vedova), Golder parte per Biarritz, dove ha una grande casa. In treno, di notte, si sente male. Ha un infarto. Prova una fortissima paura di morire. E quando capisce che non morirà, si chiede se sta provando rimorso per la morte del socio. Scaccia rabbiosamente il pensiero, non si pente di niente.

    Golder finge severità, ma asseconda la figlia in ogni capriccio; le regala anche una nuova automobile, che lei guida con esuberante imprudenza. Quando Joyce trascina il padre in una sala da gioco, la descrizione è da brividi, con quella “folla ammassata intorno ai tavoli: uomini muti, tremanti, donne che protendevano il collo, tutte insieme, con lo stesso movimento dall’alto verso il basso, avido e bizzarro, in direzione delle carte, dei soldi”. Quella notte, proprio davanti all’irresponsabile, cinica figlia, Golder ha un nuovo cedimento fisico: “alzò le braccia, annaspò nel vuoto, poi crollò, con quello schianto cupo e profondo, simile a un gemito, che sembra salire dalle radici vive di un albero abbattuto e salirgli fino al cuore”.

    Leggendo, anche per una certa coincidenza temporale, mi è tornato in mente un film di Von Stroheim, Greed (Rapacità): ecco, rapacità mi sembra la parola chiave per descrivere il respiro fetido, che si alza da queste pagine.

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