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David Golder

By Irène Némirovsky

(543)

| Paperback | 9788845923555

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Book Description

"David Golder è un libro che gronda odio, soprattutto verso il denaro e tutto ciò che può essere trasformato in denaro, oggetti e sentimenti, e verso le forme infinite che il denaro può assumere. Oggi, non ci rendiamo conto di cosa sia stato il denar Continue

"David Golder è un libro che gronda odio, soprattutto verso il denaro e tutto ciò che può essere trasformato in denaro, oggetti e sentimenti, e verso le forme infinite che il denaro può assumere. Oggi, non ci rendiamo conto di cosa sia stato il denaro nel diciannovesimo secolo, o nella prima parte del ventesimo: una fiamma ardentissima, una colata di sangue disseccata, sbarre d'oro sciolte e di nuovo pietrificate. Diventava eros, pensiero,sensazioni, sentimenti, fango, abisso, potere, violenza, furore, come nella Comédie humaine...David Golder è un libro durissimo e secchissimo, che incide di continuo terribili ritratti, che in parte ricordano la memorialistica e la tradizione aforistica francese".

196 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Ebreo russo, emigrato a vent’anni in America, David Golder si è fatto da sé con estrema spregiudicatezza. A sessantotto anni, è ricchissimo, corpulento e pallido, occhi azzurri e folti capelli bianchi. Dopo essersi visto rifiutare ogni aiuto, il soci ...(continue)

    Ebreo russo, emigrato a vent’anni in America, David Golder si è fatto da sé con estrema spregiudicatezza. A sessantotto anni, è ricchissimo, corpulento e pallido, occhi azzurri e folti capelli bianchi. Dopo essersi visto rifiutare ogni aiuto, il socio si suicida, sparandosi un colpo al cuore in un bordello di minorenni. Golder lo disprezza, anche a lui era capitato un paio di volte di fallire e dover ricominciare daccapo. Dopo il funerale (e qualche spregevole, opportunistico accordo con la vedova), Golder parte per Biarritz, dove ha una grande casa. In treno, di notte, si sente male. Ha un infarto. Prova una fortissima paura di morire. E quando capisce che non morirà, si chiede se sta provando rimorso per la morte del socio. Scaccia rabbiosamente il pensiero, non si pente di niente.

    Golder finge severità, ma asseconda la figlia in ogni capriccio; le regala anche una nuova automobile, che lei guida con esuberante imprudenza. Quando Joyce trascina il padre in una sala da gioco, la descrizione è da brividi, con quella “folla ammassata intorno ai tavoli: uomini muti, tremanti, donne che protendevano il collo, tutte insieme, con lo stesso movimento dall’alto verso il basso, avido e bizzarro, in direzione delle carte, dei soldi”. Quella notte, proprio davanti all’irresponsabile, cinica figlia, Golder ha un nuovo cedimento fisico: “alzò le braccia, annaspò nel vuoto, poi crollò, con quello schianto cupo e profondo, simile a un gemito, che sembra salire dalle radici vive di un albero abbattuto e salirgli fino al cuore”.

    Leggendo, anche per una certa coincidenza temporale, mi è tornato in mente un film di Von Stroheim, Greed (Rapacità): ecco, rapacità mi sembra la parola chiave per descrivere il respiro fetido, che si alza da queste pagine.

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    Rudi said on Oct 25, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    David Golder

    Il mio esordio con la Nemirovsky.

    Una figura interessante questo David Golder, magistralmente dipinto nel suo duro disincanto senile (mi ha ricordato il vecchio della Gatta sul tetto che scotta)

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    Armando said on Sep 23, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    golder e' il classico povero che ha sgobbato tutta la vita per diventare qlcn per poi contsre per le persone care solo per i soldi... confesso di provare molta pietà e compassione perr il protagonista.
    si può dire che qst libroha una morale ed è i so ...(continue)

    golder e' il classico povero che ha sgobbato tutta la vita per diventare qlcn per poi contsre per le persone care solo per i soldi... confesso di provare molta pietà e compassione perr il protagonista.
    si può dire che qst libroha una morale ed è i soldi non fanno la felicità!

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    araba fenice said on Sep 3, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La Nemirovsky scrisse questo romanzo giovanissima e l’editore non voleva credere che fosse suo ma che fosse il prestanome di qualche famoso scrittore che voleva restare anonimo, e in effetti è un romanzo “maturo”. Dopo aver letto diversi romanzi dell ...(continue)

    La Nemirovsky scrisse questo romanzo giovanissima e l’editore non voleva credere che fosse suo ma che fosse il prestanome di qualche famoso scrittore che voleva restare anonimo, e in effetti è un romanzo “maturo”. Dopo aver letto diversi romanzi della Nemirovsky posso dire che in assoluto quelli che mi sono piaciuti di più sono quelli ispirati al mondo russo o ambientati in Russia come per il magnifico “L’affare Kurilov”.
    La storia è estremamente attuale se si considera che il mondo degli affari che trattano combustibile non è molto cambiato, ma quello che maggiormente colpisce è l’introspezione di questo personaggio, David Golder, il tipico ebreo yiddish (che mi ha fatto pensare molto alle tematiche di Philip Roth) che poverissimo ma tenace emigra e tenta la fortuna realizzando una ricchezza spropositata. E come Roth anche la Nemirovsky fu oggetto di aspre critiche da parte della comunità ebraica per aver rappresentato un certo tipo di ebrei e di averne esasperato tratti caratteristici come la brama della ricchezza, come l’avidità, la meschinità nei rapporti familiari e amicali. Ma io non credo che si tratti di caratteristiche prettamente ebraiche, l’uomo, chiunque, può essere anche questo

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    Itaca said on Jul 16, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    L'écrivaine juive antisémite?

    Je renvoie à cet article de blog très bien écrit de Caroline White: http://www.avoslivrescitoyennes.com/david-golder-d%e2%80%99irene-nemirovsky/

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    Katalin said on Jul 7, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Cinico e tremendo, ma bello come sempre quando c'è lei, Irène

    Non sto a mettere 5 stelline ma "solo" 4, un po' perché la mitica Irène mi fa arrabbiare per queste sue trame che non apportano certo molta gioia e positività, tutt'altro! :) ...e un po' perché rispetto ad altri libri questa trama mi ha preso leggerm ...(continue)

    Non sto a mettere 5 stelline ma "solo" 4, un po' perché la mitica Irène mi fa arrabbiare per queste sue trame che non apportano certo molta gioia e positività, tutt'altro! :) ...e un po' perché rispetto ad altri libri questa trama mi ha preso leggermente di meno.
    Ma lo stile è eccelso, come sempre.

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    gio' said on May 30, 2014 | Add your feedback

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