David Golder nel nome rivela l'essenza della sua vita: niente al mondo lo interessa se non riguarda il denaro; fare soldi, conservarli, investirli, guadagnare a tutti i costi è ciò che conta. Ricchissimo e potente uomo d'affari ebreo d'origini russe, ...Continua
♥ Princy ♥
Ha scritto il 14/06/18
Per la prima volta una Némirovsky narrante al maschile. Se, finora, in tutti i suoi libri mi ero ritrovata ad ascoltare voci femminili, stavolta a parlarci è David Golder, ricco industriale che ha dedicato la vita al lavoro. Arrivato agli anni dell'o...Continua
greeneyes
Ha scritto il 12/07/17
SPOILER ALERT
Sono rimasta molto colpita da questo romanzo. David Golder è un personaggio che non ispira simpatia eppure è difficile, soprattutto da un certo punto in poi, non affezionarsi a lui. Viceversa la figlia Joyce, odiosa dall’inizio e ancora di più alla f...Continua
Corrado Truffi
Ha scritto il 19/06/17

Il racconto è un po' troppo meccanico e insistito, ma l'insieme è comunque interessante ed effettivamente questa storia basata sull'ossessione per il denaro è interessante per il suo significato, e comunque godibile.

AK-47
Ha scritto il 24/02/17
Esordio col botto
Il romanzo racconta l'ultimo segmento della parabola di vita del ricco speculatore ebreo francese David Golder, che, dopo una vita dedicata all'accumulazione del capitale, passa dallle stelle alle stalle dopo che un infarto gli toglie ogni energia ri...Continua
Ai Lannister
Ha scritto il 06/11/16

Quando si è nel dubbio, Irène è sempre la risposta giusta.
Mi è piaciuto giusto un po' meno di Jezabel, ma non ho nulla da dire.


Grimilde
Ha scritto il Aug 01, 2009, 18:10
[...] Dunque vuoi diventar ricco?...". Aggiunse a voce ancor più bassa: "Guardami bene. Credi che ne valga la pena?".
Pag. 177
Grimilde
Ha scritto il Aug 01, 2009, 18:09
Desidero talmente essere felice, sono giovane, voglio vivere, voglio, voglio essere felice...!
Pag. 152
Grimilde
Ha scritto il Aug 01, 2009, 18:06
In quell'istante gli pareva di vedere dentro di sé con una lucidità straordinaria. Era... una specie di rimorso? "No, non è colpa mia". A voce più bassa, più rabbiosa, aggiunse. "Non mi pento di niente". Si addormentò.
Pag. 38

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