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De bibliotheca

Di

Editore: Biblioteca Comunale Milano

3.4
(16)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 34 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Francese

Isbn-10: 8885262228 | Isbn-13: 9788885262225 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Genere: Education & Teaching , Non-fiction , Social Science

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Descrizione del libro
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  • 3

    Il libretto è scaricabile gratuitamente da qui


    http://www.liberliber.it/libri/e/eco/index.htm#elenco_opere


    e consiste in un intervento tenuto dall’autore nel 1981 alla celebrazione dei 25 anni di attività della Biblioteca Comunale di Milano.


    Eco comincia con una citazione da ...continua

    Il libretto è scaricabile gratuitamente da qui

    http://www.liberliber.it/libri/e/eco/index.htm#elenco_opere

    e consiste in un intervento tenuto dall’autore nel 1981 alla celebrazione dei 25 anni di attività della Biblioteca Comunale di Milano.

    Eco comincia con una citazione dalla Biblioteca di Babele di Borges, perché “in un luogo così venerando è opportuno cominciare, come in una cerimonia religiosa, con la lettura del Libro, non a scopo di informazione, perché quando si legge un libro sacro tutti sanno già quello che il libro dice, ma con funzioni litaniali e di buona disposizione dello spirito”. Concordo. Da qui si sviluppa tutta una serie di riflessioni sulla natura e la funzione, diciamo pure l’essenza, della biblioteca – la quale peraltro, come sanno tutti quelli che hanno letto Terry Pratchett, è fondamentalmente un buco nero ben istruito. Alcune considerazioni contingenti sono un po’ datate, e sono state inevitabilmente superate dalla diffusione di internet ebook eccetera; per esempio il discorso sulla xerociviltà, cioè la civiltà della fotocopia, destinato a diventare sempre più marginale man mano che i lettori diversamente onesti, invece di fotocopiare il libro pagina per pagina (che almeno pagavano, se non con soldi, con tempo e fatica), se lo fanno portare a dorso di mulo comodamente stravaccati davanti al pc. Altri concetti e problematiche invece sono tuttora perduranti: per esempio la divertente descrizione in 21 punti della biblioteca incubatica, cioè la biblioteca come non dovrebbe essere ma come spesso è, del tipo

    I) Quasi tutto il personale deve essere affetto da limitazioni fisiche […]

    P) Gli orari devono assolutamente coincidere con quelli di lavoro, discussi preventivamente coi sindacati: chiusura assoluta di sabato, di domenica, la sera e alle ore dei pasti. Il maggior nemico della biblioteca è lo studente lavoratore; il migliore amico è Don Ferrante, qualcuno che ha una biblioteca in proprio, quindi che non ha bisogno di venire in biblioteca e quando muore la lascia in eredità.

    T) Possibilmente, niente latrine.

    oppure l’annoso problema relazionale: come deve porsi la biblioteca nei confronti degli utenti?

    bisogna scegliere se si vuole proteggere i libri o farli leggere. Non dico che bisogna scegliere di farli leggere senza proteggerli, ma non bisogna neanche scegliere di proteggerli senza farli leggere. E non dico neanche che bisogna trovare una via di mezzo. Bisogna che uno dei due ideali prevalga, poi si cercherà di fare i conti con la realtà per difendere l'ideale secondario. […] correre maggiori rischi sulla preservazione dei libri, ma avere tutti i vantaggi sociali di una loro più ampia circolazione. Cioè se la biblioteca è, come vuole Borges, un modello dell'Universo, cerchiamo di trasformarla in un universo a misura d'uomo, e, ricordo, a misura d'uomo vuol dire anche gaio, anche con la possibilità del cappuccino, anche con la possibilità per i due studenti in un pomeriggio di sedersi sul divano e, non dico darsi a un indecente amplesso, ma consumare parte del loro flirt nella biblioteca […]

    E(c)co, io conosco bibliotecari che, alla prospettiva di veder ragazzotti in calore pomiciare nella loro biblioteca, minacciano di amputare lingue col tagliacarte. Loro sì che hanno le idee chiare sul problema relazionale, altroché.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    dopo il doveroso richiamo alla Biblioteca di Babele di Borges, Eco inizia la sua descrizione negativa della biblioteca ideale...alcuni punti sono spassosissimi.
    "f)I libri consegnati dall'inserviente perché richiesti su scheda non possono essere portati in sala consultazione, cioè bisogna divide ...continua

    dopo il doveroso richiamo alla Biblioteca di Babele di Borges, Eco inizia la sua descrizione negativa della biblioteca ideale...alcuni punti sono spassosissimi. "f)I libri consegnati dall'inserviente perché richiesti su scheda non possono essere portati in sala consultazione, cioè bisogna dividere la propria vita in due aspetti fondamentali, uno per la lettura e l'altro per la consultazione, cioè la biblioteca deve scoraggiare la lettura incrociata di più libri perché provoca strabismo [...] h) Il bibliotecario deve considerare il lettore un nemico, un perdigiorno (se no sarebbe a lavorare), un ladro potenziale [...] p) Gli orari devono essolutamente coincidere con quelli di lavoro, discussi preventivamente coi sindacati: chiusura assoluta di sabato, di domenica, la sera e nelle ore dei pasti. Il maggior nemico della biblioteca è lo studente lavoratore; il miglior amico è Don Ferrante, qualcuno che ha una biblioteca in proprio, quindi che non ha biogno di venir in biblioteca e quando muore la lascia in eredità" Il discorso continua con il racconto di due biblioteche ideali "reali", a misura d'uomo, in cui è possibile gironzolare tra gli scaffali e trovare ciò che non si cerca. Il dilemma finale: le biblioteche devono proteggere i libri o facilitare l'accesso ai libri?

    ha scritto il 

  • 3

    Il Professore e la biblioteca

    alcune pagine di Eco sulle biblioteche: sarebbe interessante sapere che ne pensa ora dopo oltre vent'anni nell'era dell' e-book(si parla di fotocopie, visori, schede cartacee....la preistoria...)

    ha scritto il