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De broers Karamazov

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Uitgever: Van Oorschot

4.6
(4796)

Language:Nederlands | Number of Pages: 992 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , Spanish , German , Italian , Swedish , French , Portuguese , Catalan , Polish , Finnish

Isbn-10: 9028242465 | Isbn-13: 9789028242463 | Publish date: 

Also available as: Others , Paperback

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Religion & Spirituality

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Book Description
Dankzij de nieuwe vertaling van Arthur Langeveld zijn Dostojevski’s ‘gebroeders’ voorgoed de ‘broers’ Karamazov geworden. Reacties op de vertaling waren ronduit jubelend en als klap op de vuurpijl werd Langeveld de prestigieuze Martinus Nijhoffprijs 2006 toegekend. De broers Karamazov gaat over vier zoons die elk een motief hadden om hun vader te vermoorden. Het is een meeslepende roman waarin Dostojevski tegengestelde ideeën aan de orde stelt die vergaand actueel zijn: de verhouding tussen geloof en verstand, misdaad en gerechtelijke dwaling, christelijke gedachten en atheïstische ideeën.
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  • 4

    "Quieti morranno, quieti si spegneranno nel tuo nome, e oltre la tomba troveranno soltanto la morte. Ma noi serberemo il segreto e per la loro stessa felicità li alletteremo con una ricompensa eterna ...doorgaan

    "Quieti morranno, quieti si spegneranno nel tuo nome, e oltre la tomba troveranno soltanto la morte. Ma noi serberemo il segreto e per la loro stessa felicità li alletteremo con una ricompensa eterna e celeste. Poichè anche se ci fosse qualcosa in quell'altro mondo, non sarebbe certo per creature come loro."
    Ivan Karamazov

    gezegd op 

  • 5

    Riletto a distanza di tanti anni, è come ritrovarsi davanti a un monumento dell'ingegno umano: il Partenone, il Colosseo, la Pietà di Michelangelo...
    Non c'è nient'altro da dire, e quando non c'è più ...doorgaan

    Riletto a distanza di tanti anni, è come ritrovarsi davanti a un monumento dell'ingegno umano: il Partenone, il Colosseo, la Pietà di Michelangelo...
    Non c'è nient'altro da dire, e quando non c'è più niente da dire si deve tacere.

    Solo una piccola notazione personale. Avevo dimenticato alcuni termini ripetutamente utilizzati da Dostoevskij: mammina, manina, piedini. Soprattutto i piedini, adesso, mi commuovono ...

    gezegd op 

  • 4

    che dire? si è scritto di tutto e di più su questo libro e non mi piace ripetere quello che hanno getto altri. a me è piaciuto abbastanza perché le digressioni sono molte e molto difficili (non ho abb ...doorgaan

    che dire? si è scritto di tutto e di più su questo libro e non mi piace ripetere quello che hanno getto altri. a me è piaciuto abbastanza perché le digressioni sono molte e molto difficili (non ho abbastanza cultura filosofica per apprezzare appieno). Tuttavia amo moltissimo il modo di scrivere di Dostojeskj, tutti i suoi aggettivi per descrivere ogni minimo particolare, quel procedere maestoso e quasi solenne verso la parte più importante del romanzo per poi sparire senza rumore

    gezegd op 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Sicuramente un capolavoro,scritto in maniera magistrale. Insinua un sacco di dubbi e ti fa sondare il tuo io e le tue certezze, da leggere quando si è assolutamente sereni per captarne i messaggi intr ...doorgaan

    Sicuramente un capolavoro,scritto in maniera magistrale. Insinua un sacco di dubbi e ti fa sondare il tuo io e le tue certezze, da leggere quando si è assolutamente sereni per captarne i messaggi intrinsechi e confrontarsi con loro........

    gezegd op 

  • 4

    “I Fratelli Karamazov”, titolo originale: “Brat'ja Karamazovy”, di Fëdor Dostoevskij, traduzione di Agostino Villa, edizioni Einaudi, ISBN: 978-88-06-22033-4.

    A mio avviso l’opera di Dostoevskij merit ...doorgaan

    “I Fratelli Karamazov”, titolo originale: “Brat'ja Karamazovy”, di Fëdor Dostoevskij, traduzione di Agostino Villa, edizioni Einaudi, ISBN: 978-88-06-22033-4.

    A mio avviso l’opera di Dostoevskij merita ancora la sua fama di capolavoro, quanto meno per la rilevanza che ancora caratterizza alcuni dei temi trattati e a causa della notorietà che lo circonda e che continua ad alimentarne la critica.
    A parte queste considerazioni ed anche un po’ più modestamente, è bene aggiungere che il romanzo è bello al di là e nonostante la sua fama un po’ ingombrante. Una volta cominciata l’opera e non appena ci si sia abituati ad uno stile ormai un po’ superato, si arriva ad un punto dove, come per ogni buon racconto, si desidera semplicemente sapere come andrà a finire la faccenda e cosa succederà ai diversi comprimari. Da un altro punto di vista, però, se si tiene conto che i personaggi e le situazioni descritte cominciano a sentire il peso degli anni e ad apparire, di conseguenza, un po’ forzati, forse comincia ad essere legittimo ritenere di poter sottrarsi al compito di digerirne la non modesta mole senza sentirsi per questo troppo in colpa verso il nostro vecchio professore di letteratura del liceo.

    Personalmente, dopo “Delitto e Castigo” del medesimo Autore aspettavo l’occasione per leggere anche quest’opera e, in particolare, ero interessato a inquadrare più esattamente all’interno della stessa il famoso e forse abusato pezzo della “Leggenda del Grande Inquisitore” che appare nel libro quinto del romanzo. L’occasione me l’ha data la recente uscita di un saggio incentrato sul medesimo argomento “Liberi Servi – Il Grande Inquisitore e l’enigma del Potere” di Gustavo Zagrebelsky (Einaudi ISBN 978-88-06-20458-7). A questo punto, ho sciolto gli indugi e le vele!
    Ho trovato che “La leggenda” regga ancora e pienamente la fama che la circonda; per me si tratta di un pezzo di grande letteratura. Forse, però, se si è interessati solo ad essa, non vale la pena di leggersi tutte le 1033 pagine che costituiscono la presente edizione al solo scopo di inquadrarla al meglio.

    A me, per altro, queste mille e passa pagine non sono pesate e vorrei anche aggiungere che sarebbe assai limitativo ridurre la bellezza e l’importanza di quest’opera alle poche decine di pagine attraverso le quali si sviluppa “La leggenda”. Essa costituisce, infatti, sicuramente una parte notissima ed importante del romanzo, ma non può comunque assumere una tale evidenza da potersi sostituire ad esso e neppure per poterlo rappresentare efficacemente e completamente.

    gezegd op 

  • 5

    Dopo quasi quarant'anni

    ho avuto il coraggio di riprenderlo in mano. Ovviamente temevo una delusione, come quando si rincontra un vecchio amore, e il tempo passato è tanto, e si temono le rughe, e gli occhi senza più la luce ...doorgaan

    ho avuto il coraggio di riprenderlo in mano. Ovviamente temevo una delusione, come quando si rincontra un vecchio amore, e il tempo passato è tanto, e si temono le rughe, e gli occhi senza più la luce d'una volta, e i capelli diradati, e si ha paura di essere defraudati di un grande ricordo, derubati del nostro passato. Invece... che Scrittore, che Autore! E' stata di nuovo passione, subito, sin dalle prime pagine, è stato straniamento, amore, e ora mi perdo nel romanzo come allora, ragazzetta che lo leggeva di notte accanto alla finestra con le tapparelle sollevate, perché era tardi e mio padre mi aveva imposto di spegnere la luce.
    *********************
    Solo per chi avesse voglia di sapere com'è andata

    ++++++++++++++++++++++++++++++++
    La libreria è in sala, un brutto mobile di panforte impiallacciato, solo le antine sono in legno massello, mamma dice che è noce, papà dice che è radica di quercia. Anche questo è stato motivo di un litigio tremendo.
    Il mobile sta addossato alla parete di destra, appena si entra. Ha preso il posto del buffet con gli specchi e a me manca un po’ la mia immagine rimandata all’infinito mentre ceniamo. D’altra parte anche le mamme d’Irene e di Viridiana hanno cambiato mobilio: il buffet e il contro buffet non si usano più, appartengono agli anni Cinquanta e al dopoguerra. Ormai quel periodo è finito.
    Tra i libri di papà scopro una vecchia Divina Commedia illustrata dal Doré, un librone che sollevo a fatica e che sfoglio con devozione. Ci sono libri di politica, testi di Gramsci, Il Capitale di Karl Marx. C’è una raccolta del quotidiano “L’Avanti” e molti saggi. Ma anche tanti romanzi. Da una parte gli italiani: Berto, Berretta, Bianciardi, Cassola, Levi, Morante, Moravia, Pavese, Pratolini, Pasolini, Silone, Tobino; dall’altra gli stranieri, soprattutto Hemingway e Steinbeck.
    Un libro m’incuriosisce. E’ rosso con due strisce nere in costa.
    Mi avvicino, lo prendo.
    E’ mezzanotte passata ma ancora sto leggendo.
    Mio padre s’incavola se vede che mi attardo sui romanzi – studia matematica invece di perdere tempo! Se sei bocciata quest’anno ti spedisco diritto a lavorare! – e mi costringe a spegnere la luce presto. Non vuole neanche che veda la televisione oltre le nove di sera, soprattutto se canta Gianni Morandi di cui a me non può importare di meno, ma basta che papà veda sullo schermo una faccia giovane e vagamente rockeggiante per fargli scattare la furia censoria: niet!
    Ma stasera aspetto che lui e mamma se ne vadano a letto, poi sollevo adagio la tapparella della sala dove dormo ormai da qualche anno. I miei fratelli sono rimasti nella cameretta, nei letti appoggiati alla parete. Non so più se Giulio dorme con la bocca semiaperta e sorride, o se Marco nel sogno fa Vff, vff a qualche pirata che vuole portarselo via.
    Da fuori arriva un chiarore tenue e spettrale: i lampioni della strada mandano un alone giallo che pare malato. Per fortuna c’è anche la luna che illumina a cono parte del balcone, ha un brillio più netto, distinguo i vasi vuoti dei fiori che se ne stanno impilati, silenziosi, uno dentro l’altro.
    Mi appoggio ai vetri della finestra, il libro girato verso la luce, e riprendo a leggere I Fratelli Karamazov: Ivan sta salutando il fratello Alioscia prima di andarsene per sempre. Se avrò veramente la forza di guardare le foglioline tenere – riprese Ivan – sarà solo ricordandomi di te, Alioscia, che le amerò. Mi basterà sapere che in un angolo di mondo esisti tu per non perdere la voglia di vivere, per non considerare il mondo con disgusto. Ti basta? se vuoi, prendi pure le mie parole per una dichiarazione d’amore.
    Decido subito che dedicherò a Marco queste righe. Per un po’ di tempo è stato male, gli venivano dei gran febbroni, si addormentava esausto, si svegliava battendo i denti per il freddo, chiamava disperato mamma, una volta sono corsa anch’io, gli ho preso la mano e l’ho sentita di ghiaccio, lui tremava come una foglia poi improvvisamente ha cominciato a sudare.
    La settimana prima l’hanno ricoverato per degli accertamenti, quando è uscito dall’ospedale gli ho chiesto che cosa gli avevano trovato i dottori.
    “Ipertensione endocranica”, mi ha risposto serio.
    Per consolarlo gli scriverò queste righe sul diario, così quando a scuola le leggerà saprà che gli sono vicina.
    E’ notte fonda quando finalmente decido di andarmene a letto.
    Il sonno mi ha afferrata all’improvviso, una colata di piombo che m’impedisce di tenere gli occhi aperti. Guardo la mia stanza: gli oggetti conosciuti palpitano nell’oscurità, il lenzuolo bianco del divano letto è una strana creatura accucciata nell’attesa che la raggiunga. Mi dirigo verso quel chiarore cercando di non sbattere contro i mobili. Qualcosa mi risucchia in un baratro nero dove finalmente potrò riposare. Mi sdraio e aspetto di sprofondarci. Dopo cinque minuti mi rigiro, afferro il cuscino e ci ficco sotto la testa. Non riesco a addormentarmi. Nelle vene sento vibrare un’energia che è adrenalina pura, è il fiume di parole che ho letto che ora scorre incessante si agita mormora mi toglie il sonno. D’un tratto mi dico che un giorno vorrei anch’io scrivere così. Mi tengo stretto il mio pensiero felice e mi addormento.

    gezegd op 

  • 3

    'il tempo scorre assai lentamente

    dimitri fiodorovic karamazòv'

    ...

    il romanzo si lascia leggere, ma è melenso e quindi non di universale accettazione e comprensione

    molto forte però

    amo il pers ...doorgaan

    'il tempo scorre assai lentamente

    dimitri fiodorovic karamazòv'

    ...

    il romanzo si lascia leggere, ma è melenso e quindi non di universale accettazione e comprensione

    molto forte però

    amo il personaggio di dimitri

    e ovviamente alioscia mi sta sul culo

    ha ragione in quello che dice, ma l' "idiota" principe Myskin lo dice meglio

    e soprattutto non mi sta sul culo

    gezegd op 

  • 3

    il tempo scorre assai lentamente

    dimitri fiodorovic karamazòv

    si lascia leggere, ma è melenso e quindi non di universale accettazione e comprensione

    molto forte però

    amo il personaggio di dimitri

    e ov ...doorgaan

    il tempo scorre assai lentamente

    dimitri fiodorovic karamazòv

    si lascia leggere, ma è melenso e quindi non di universale accettazione e comprensione

    molto forte però

    amo il personaggio di dimitri

    e ovviamente alioscia mi sta sul culo

    ha ragione in quello che dice, ma il principe Myskin lo dice meglio

    e soprattutto non mi sta sul culo

    gezegd op 

  • 0

    La mia avversione per i libri Newton & Compton è tale e tanta da spingermi a fare pubblica ammenda dell'acquisto, per la modica e discutibilissima cifra di 2,93 euro, di questa orripilante edizione. ( ...doorgaan

    La mia avversione per i libri Newton & Compton è tale e tanta da spingermi a fare pubblica ammenda dell'acquisto, per la modica e discutibilissima cifra di 2,93 euro, di questa orripilante edizione. (vogliamo parlare della chiassosità della grafica di copertina? o dell'imbottitura della stessa, in stile bracciolo da piscina? o del bollino che recita "diffida delle imitazioni!", eccetera? No. Sorvoliamo. Anche perché sono i mali minori.)
    L'impiego sistematico da parte di questo editore di traduzioni "a basso costo" ha generato mostri ormai proverbiali; ma certe volte tale pratica dà lieti frutti inconsulti, come in questo caso, in cui la traduzione scelta (evidentemente per questioni di diritti scaduti, non certo di ricercato prestigio) è quella, datata sì (1930) ma "storica" e autorevole, di Alfredo Polledro, che fu a suo tempo figura fondamentale nella diffusione in Italia di classici russi tradotti non più dalle versioni e adattamenti francesi ma direttamente dagli originali; si cerchi a tal proposito "Polledro" in questo articolo http://rivistatradurre.it/2011/04/tradurre-dal-russo-2/. Ecco fatto. Fine ammenda ^_^

    gezegd op 

  • 5

    Estasiato dal libro, posso solo ripetere il pensiero di G. A. Borgese riguardo a questo capolavoro: "I Karamàzov vanno oltre il bello. Essi raggiungono la dignità del libro sacro".

    gezegd op 

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