De eenzaamheid van de priemgetallen

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Uitgever: Cargo

3.4
(27012)

Language: Nederlands | Number of Pages: 304 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , English , Spanish , Portuguese , Catalan , French , Chi traditional , Finnish , German , Chi simplified , Polish

Isbn-10: 902343496X | Isbn-13: 9789023434962 | Publish date: 

Also available as: Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

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Book Description
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  • 1

    Semplicemente...SOPRAVVALUTATO.

    Premessa: ho 15 anni.
    Ho comprato questo libro incuriosita dall'enorme successo che aveva riscontrato tra i ragazzi della mia età e mentre lo leggevo, pagina dopo pagina, non facevo altro che chiederm ...doorgaan

    Premessa: ho 15 anni.
    Ho comprato questo libro incuriosita dall'enorme successo che aveva riscontrato tra i ragazzi della mia età e mentre lo leggevo, pagina dopo pagina, non facevo altro che chiedermi il perché di tanto rumore. Descritto da tutti come un romanzo triste e profondo, a me non ha lasciato niente. Temi come l'autolesionismo e l'anoressia trattati in modo superfluo, imbarazzante, a tratti ridicolo. I miei coetanei dopo aver detto ciò anche a loro mi hanno disprezzata, ma continuo ad essere dello stesso parere. Questa storiella, perché non saprei come definirla altrimenti, non merita neanche uno di tutti i riconoscimenti che ha avuto. Giordano, per me è un grande NO.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Una storia delicata, in cui forse ognuno di noi, a tratti, ci si ritrova coinvolto per qualche motivo, in quei momenti in cui ci si sente così diversi da tutti gli altri, in quei momenti in cui i dolo ...doorgaan

    Una storia delicata, in cui forse ognuno di noi, a tratti, ci si ritrova coinvolto per qualche motivo, in quei momenti in cui ci si sente così diversi da tutti gli altri, in quei momenti in cui i dolori dentro di noi pesano come macigni da anni e anni e ci rendono diversi. Una storia triste, ma scritta bene, scorrevole ma non banale, descrittiva ma non noiosa. Una storia che in realtà è due storie. Quella di Alice che in seguito ad un incidente sulla neve rimane zoppa; e quella di Mattia divorato dai rimorsi di quando, ancora bambino, aveva abbandonato sua sorella, la gemella "riuscita male", quella a cui tutta l'intelligenza era stata rubata da Mattia ancora prima di nascere. Due persone con in comune la solitudine e la negazione della vita. Triste, ma merita.

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  • 1

    L'Edizione in pillole

    Se la parola ignominia non fosse l'unica che definisce con esattezza questa perversa castrazione del romanzo in edizione ridotta, si dovrebbe quanto meno aggiungere l'aggettivo miserabile, dal momento ...doorgaan

    Se la parola ignominia non fosse l'unica che definisce con esattezza questa perversa castrazione del romanzo in edizione ridotta, si dovrebbe quanto meno aggiungere l'aggettivo miserabile, dal momento che tale castrazione rivela il completo disprezzo di tutte le necessarie caratteristiche di un buon romanzo.

    Ma probabilmente è un pessimo libro anche nella versione integrale, dato l'infantile repertorio da circo d'emozioni evacuate che pervade ogni singola pagina che ho letto.

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  • 3

    Come due numeri primi, solitari ed isolati ma vicinissimi tra loro, la vita di Alice e Mattia sembra viaggiare su binari paralleli, si attraggono ma non si uniscono mai. Vicende diverse traumatizzano ...doorgaan

    Come due numeri primi, solitari ed isolati ma vicinissimi tra loro, la vita di Alice e Mattia sembra viaggiare su binari paralleli, si attraggono ma non si uniscono mai. Vicende diverse traumatizzano la loro infanzia e segnano la loro esistenza tra l’adolescenza e l’età adulta. La diversità dagli altri li caratterizza entrambi portandoli a vivere sensazioni di inadeguatezza. Il lettore percorre le loro vite assistendo ad esperienze diverse che in qualche modo però trovano sempre un momento di riavvicinamento. Immaginando le pagine successive sono portato a credere che “finalmente ci siamo” e invece, come cariche magnetiche di stesso segno, inaspettatamente si riallontanano. Paolo Giordano nasce nel 1982, si laurea in fisica teorica nel 2006 e nel 2008, giovanissimo, scrive “La solitudine dei numeri primi”. Nel 2010 esce l’omonimo film, che ancora non ho visto. Riuscirà ad essere all’altezza del libro? Il romanzo mi lascia dormire la notte, ma lo leggo velocemente perché profuma di novità. Mi coinvolge in disagi infantili e adolescenziali che, anche se non ho vissuto, cerco di comprendere. Mi ricorda che a volte capitano vicende, o si fanno scelte, che inaspettatamente segnano la vita. Mi svela che spesso, come i numeri primi, alcune persone ci sono molto più vicine di quanto si possa pensare.
    [14.12.2010]

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  • 3

    La matematica dei sentimenti

    Inizio banale e scontato, dal ritmo lento e ripetitivo. L'unica motivazione che spinge alla lettura è conoscere il finale che, tuttavia, delude noi adolescenti per l'estrema e radicale solitudine cui ...doorgaan

    Inizio banale e scontato, dal ritmo lento e ripetitivo. L'unica motivazione che spinge alla lettura è conoscere il finale che, tuttavia, delude noi adolescenti per l'estrema e radicale solitudine cui sono destinati i protagonisti. Appare, però, affascinante il continuo accostamento al mondo della matematica: ci è piaciuto il modo originale in cui l'autore raffronta i sentimenti vasti e diversi che il cuore umano può concepire con una disciplina rigida e che apparentemente non permette interpretazioni.

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  • 1

    Libro nero, triste, cinico. Fa male

    Questo è l'unico libro che - nella mia vita - ho abbandonato a 10 pagine dalla fine (forse incoraggiato da Daniel Pennac e dal suo decalogo di diritti del lettore).
    Ero furioso.
    Per carità, la storia ...doorgaan

    Questo è l'unico libro che - nella mia vita - ho abbandonato a 10 pagine dalla fine (forse incoraggiato da Daniel Pennac e dal suo decalogo di diritti del lettore).
    Ero furioso.
    Per carità, la storia scorre, è scritta bene... ma perché mi devo ingurgitare centinaia di pagine di storie tristi, ciniche, di sofferenza senza senso qualcuno me lo deve spiegare.
    La sofferenza e le tragedie tengono facilmente il lettore incollato alle pagine.
    La domanda vera però è il senso di quello che si racconta: ad esempio "niente di nuovo sul fronte occidentale" è terribile, quasi splatter in certi passaggi, ma lascia qualcosa, dipinge uno scenario che racconta la storia di un'epoca; fa capire cosa sia davvero la guerra e il suo nonsenso.
    Cosa racconta invece "La solitudine dei nuomeri primi", che senso hanno le tragedie raccontate? Dov'è il senso di tutto?
    Ci hanno forse propinato l'ennesimo libro sul vuoto di valori e di punti di riferimento di questa epoca di pazzi [cit. Battiato]?
    Se così è, leggetevelo voi, io preferisco spendere il mio tempo in altri modi.

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