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De fattiga i Lódz

By Steve Sem-Sandberg

(1)

| Audio CD | 9789173484305

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Book Description

Vinnare av Augustpriset 2009

En roman om det judiska getto som nazisterna inrättade i den polska staden Lodz, och om dess av nazisterna utsedde ledare, Chaim Rumkowski, och hans svårutredda, mycket tvetydiga roll i förintelsen av de polska judarna. Continue

Vinnare av Augustpriset 2009

En roman om det judiska getto som nazisterna inrättade i den polska staden Lodz, och om dess av nazisterna utsedde ledare, Chaim Rumkowski, och hans svårutredda, mycket tvetydiga roll i förintelsen av de polska judarna. Särskilt hans förhållande till barnen i gettot är komplicerat. Det är en roman om livet i den avspärrade stadsdelen, om den påbjudna tyska kadaverdisciplinen, det mördande slavarbetet, svältdöden och de utsiktslösa flyktförsöken men också, paradoxalt nog, om överlevnadskonst och livsvilja, som t ex framväxten av den kollektiva, så småningom listigt subversiva Getto-Krönikan, som varit författarens viktigaste källa, och om hur transporterna till de för de bortforslade till en början okända förintelselägren vidtar tills gettot med dess ursprungligen 250 000 innevånare tömts. Med sin bok ger Steve Sem-sandberg en stark och , även internationellt sett, inte tidigare skådad inblick i Förintelsens verklighet.

11 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    " - Quindi le è il famoso ricco ebreo di Litzmannstadt, signor Rumkowski.
    - Sono ricco, Herr Reichsführer, perché ho un intero popolo a mia disposizione.
    - E cosa se ne fa di questo suo popolo, signor Rumkowski?
    - Con il mio popolo sto costruendo una ...(continue)

    " - Quindi le è il famoso ricco ebreo di Litzmannstadt, signor Rumkowski.
    - Sono ricco, Herr Reichsführer, perché ho un intero popolo a mia disposizione.
    - E cosa se ne fa di questo suo popolo, signor Rumkowski?
    - Con il mio popolo sto costruendo una città operaia, Herr Reichsführer.
    - Ma questa non è una città operaia, è un ghetto!
    - È una città operaia, Herr Reichsführer; e continueremo a lavorare finché non avrete richieste da farci."
    Così il dialogo tra Himmler in visita al ghetto di Lodz nel giugno del 1941 ed il suo "presidente", Chaim Rumkovski, riportanto in questo romanzo-cronaca, che contiene in nuce tutte le tematiche cruciali al centro di questa storia: il potere, la follia, il carisma e la catastrofe. Nel suo delirio di onnipotenza e nella sua ansia di riconoscimento il "re Chaim" diventa così lo specchio tragico e insanguinato della medesima follia circolare che avvince demonicamente il Reich nazista.
    Un libro bellissimo, avvincente e dolente.

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    Gabguerra said on Oct 25, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un po' troppo lungo IMO, qualche taglio non avrebbe guastato. Serve leggerlo con molta attenzione, tornare indietro a volte per tirare le fila di parecchi personaggi abbandonati qui e là nella storia che rispuntano molte pagine dopo e non ci si ricor ...(continue)

    Un po' troppo lungo IMO, qualche taglio non avrebbe guastato. Serve leggerlo con molta attenzione, tornare indietro a volte per tirare le fila di parecchi personaggi abbandonati qui e là nella storia che rispuntano molte pagine dopo e non ci si ricorda dove erano stati lasciati. Di altri ci si chiede, a libro terminato, il destino anche se non è difficie da immaginare: "Dei 204.000 ebrei che passarono attraverso il ghetto di Łódź, solo 10.000 sopravvissero alla guerra." (wikipedia)
    A tratti la realtà narrativa si mescola al sogno, e capita di dirsi: ma non era morta? ahhh, sta sognando!

    Molto bene documentato e molto credibile nell'invenzione narrativa.

    agghiaccianti la fame, il freddo, la perdita della dignità, la vita o la morte determinate dall'arbitrio di soldati violenti e ubriaconi, la paura che fa emergere il meglio o il peggio di ognuno; l'inutile speranza dell'arrivo dei russi: quando succederà sarà troppo tardi.

    E alla fine, Rumkowski: santo o traditore? collaboratore dei nazisti o salvatore? Tutto il suo darsi da fare, per interessi personali o per prolungare di qualche mese la vita del ghetto? se finisce il ghetto muore anche lui, e lo sa.
    La persona risulta molto sgradevole: pedofilo, ambizioso, arrogante con i deboli e servile con i forti, ma avrebbe potuto fare altro? La storia non ha saputo prendere una posizione e io, alla fine, nemmeno.

    Da leggere, a mio avviso, la pagina di wikipedia dedicata al ghetto di Łódź:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Ghetto_di_L%C3%B3dz
    e scorrere la documentazione fotografica
    http://tinyurl.com/bedoxyk

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    MoscO said on Jan 14, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Interessante, documentatissimo.

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    Gioia said on Nov 18, 2012 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Poteva uscirne un capolavoro...

    La storia del ghetto ebraico di Lodz, esempio unico di piccola "città stato" che dall'occupazione tedesca al 1944 è stata utilizzata dal reich nazista come centro di produzione industriale per i fabbisogni di guerra. Centinaia di migliaia di persone ...(continue)

    La storia del ghetto ebraico di Lodz, esempio unico di piccola "città stato" che dall'occupazione tedesca al 1944 è stata utilizzata dal reich nazista come centro di produzione industriale per i fabbisogni di guerra. Centinaia di migliaia di persone rappresentate dal "decano degli ebrei" Mordechai Chaim Rumkowski, detto anche "il presidente", padre padrone di questa piccola patria, figura reale da alcuni rivalutata come esempio di realismo ai limiti del cinismo (collaboriamo con i nostri carnefici per far loro credere che hanno bisogno di noi) e da altri considerato quasi un criminale di guerra.
    Fin qui la - incredibile - vicenda reale, così diversa dalla storia del ghetto di Varsavia.
    Apprezzabile l'utilizzo delle pagine dal "Diario del ghetto" e di documenti originali. La messa in scena drammatica lascia un po' a desiderare: caotica e in molte parti incapace di creare la giusta tensione. Peccato.

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    Trasibulo said on Sep 20, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Pensavo fosse un romanzo, è una pietra. C'ho provato in tutti i modi, anche saltando pagine, ma non ce l'ho fatta.
    Pesante. E scritto non bene. Troppi rimandi che confondono solo e basta. Pesante.

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    Simona said on Jul 18, 2012 | Add your feedback

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