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De glazen stolp

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4.2
(1436)

Language:Nederlands | Number of Pages: | Format: Others | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , Italian , Catalan , Spanish

Isbn-10: 902953351X | Isbn-13: 9789029533515 | Publish date: 

Category: Biography , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Book Description
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  • 4

    "Per la persona che è sotto la campana di vetro, vuota, e che è bloccata lá dentro come un bimbo morto, il mondo è in sé un brutto sogno"

    La campana di vetro rappresenta il nostro disagio di fronte alla società che, ancora oggi, ci vuole rappresentati sotto dei ruoli ben definiti, quali mogli, madri, donne domabili e private della loro natura selvaggia (su questo la Estés ha scritto molto). Onestamente, credo che come concetto poss ...doorgaan

    La campana di vetro rappresenta il nostro disagio di fronte alla società che, ancora oggi, ci vuole rappresentati sotto dei ruoli ben definiti, quali mogli, madri, donne domabili e private della loro natura selvaggia (su questo la Estés ha scritto molto). Onestamente, credo che come concetto possa anche estendersi all'uomo. La libertà di poter essere e apparire quello che siamo e come desideriamo è estesa a tutti gli esseri, per parere mio. In una società funzionante ognuno di noi sarebbe libero di vivere andando verso ciò che il proprio animo lo spinge a seguire, ma se secoli di storia, cultura, pensieri religiosi e sociali hanno impiegato a radicare in noi muraglie e rovi che ci bloccano dentro questi falsi schemi, puramente mentali, infondo, altrettanti secoli serviranno ad abbattere e sradicare mura e radici.
    La Plath non ha raccontato solamente il suo senso di alienazione, attraverso l'alter ego Esther, ma di tutti coloro che soffocano dentro se stessi per una pienezza troppo pressante che, per paradosso, implode piuttosto che sfociare al di fuori perché, che noi lo vogliamo oppure no, una donna (o un uomo) che sceglie un cammino differente dal resto della massa è ancora vista con sguardo torvo. Una donna forte e sicura di sé e del suo essere libera viene in qualche modo temuta o allontanata, come se fosse un prodotto di fabbrica difettoso. Una strega da mettere al rogo.
    Esther voleva essere tutto. Non essere la verginale sposa di un finto modello di purezza che tutti si aspettassero che fosse. Non limitarsi a un ruolo che altri volevano per lei.
    E quando il peso della catena si fa sempre più pesante e opprimente, la campana di vetro diventa l'unico spazio in cui annegare in noi stessi. Spazio di nichilismo e apatia, dentro il quale, alle volte, si galleggia privi d'aria e persino di se stessi.

    gezegd op 

  • 4

    Pur non essendo io una grande estimatrice del genere poesia sono sempre stata affascinata dalla Plath. Ho letto i suoi Diari una decina di anni fa e da quel momento è entrata a pieno titolo tra i miei amori letterari.
    “The bell jar” è un libro non meno intimo dei suoi stessi diari. Narra ...doorgaan

    Pur non essendo io una grande estimatrice del genere poesia sono sempre stata affascinata dalla Plath. Ho letto i suoi Diari una decina di anni fa e da quel momento è entrata a pieno titolo tra i miei amori letterari.
    “The bell jar” è un libro non meno intimo dei suoi stessi diari. Narra di una fittizia Esther Greenwood che altri non è che la stessa Sylvia, incapace di trovare il proprio ruolo in una società che sta cambiando troppo velocemente (siamo nei primi anni ‘60). Esther, studentessa estremamente dotata, oscilla confusamente tra pensieri progressisti quali l’importanza di affermarsi indipendentemente da matrimonio e maternità a giudizi quasi bigotti quali la “doppiezza” di Buddy perché non si è mantenuto vergine per il matrimonio..
    L’incapacità di destreggiarsi in un mondo confuso la porta da un lato a pensieri ossessivi come perdere la verginità con chiunque capiti per una sorta di “pareggio dei conti”, dall’altro a tendenze auto-distruttive.
    Più che la storia in sé ho amato l’intelligenza e l’ironia con cui questo intimo conflitto è raccontato.

    gezegd op 

  • 4

    I was supposed to be having the time of my life.

    Iniziato, poi abbandonato, poi ripreso e letto fino in fondo, con un nodo alla gola. Sylvia è Esther Greenwood, prima nella scintillante New York, poi nel caldo umido della sua città, vicino Boston, dove, lontana dal luccichio di Manhattan, scivola nell'ombra, nella solitudine, una descrizione es ...doorgaan

    Iniziato, poi abbandonato, poi ripreso e letto fino in fondo, con un nodo alla gola. Sylvia è Esther Greenwood, prima nella scintillante New York, poi nel caldo umido della sua città, vicino Boston, dove, lontana dal luccichio di Manhattan, scivola nell'ombra, nella solitudine, una descrizione estremamente concreta che ti spinge quasi a voler tendere la mano e cercare di riportare a galla una mente che si sta perdendo nel silenzio, nella follia, nell'insensatezza del quotidiano. Perché vestirsi se si resta tutta la mattina a casa? Perché lavarsi i capelli, se tra due giorni saranno di nuovo da lavare? Perché rifare il letto? Perché la gente fa cose se sa di dover morire? Tutto questo è accompagnato dall'inconfondibile ironia della Plath, dalla sua straordinaria capacità di creare i dialoghi, come se l'ultimo scampolo di lucidità sia sopravvissuto al resto. Nell'ultima parte, infine, emerge tutta la squallida procedura degli asili mentali negli anni Cinquanta, dall'elettroshock facile, dalla lobotomia a portata di mano, un ritratto scabroso a metà tra Ragazze Interrotte e Qualcuno volò sul nido del cuculo.
    Diversissimo da quanto m'aspettavo.
    Bello.

    "I felt myself melting into the shadows like the negative of a person I'd never seen before in my life."

    "The silence depressed me. It wasn't the silence of silence. It was my own silence."

    "That's one of the reasons I never wanted to get married. The last thing I wanted was infinite security and to be the place an arrow shoots from. I wanted change and excitement and to shoot off in all directions myself, like the coloured arrows from a Fourth of July rocket."

    "I felt overstuffed and dull and disappointed, the way I always do the day after Christmas, as if whatever it was the pine boughs and the candles and the silver and gilt-ribboned presents and the birch-log fires and the Christmas turkey and the carols at the piano promised never came to pass."

    "If neurotic is wanting two mutually exclusive things at one and the same time, then I'm neurotic as hell. I'll be flying back and forth between one mutually exclusive thing and another for the rest of my days."

    gezegd op 

  • 3

    Ho letto che alcuni considerano questo libro una versione femminile di Il giovane Holden, e la cosa mi ha stupita. Esther, protagonista di questo romanzo e alter ego della stessa Silvia Plath, non ha davvero nulla della simpatia di Holden (si, a me Holden pur con tutte le sue stranezze sta molto ...doorgaan

    Ho letto che alcuni considerano questo libro una versione femminile di Il giovane Holden, e la cosa mi ha stupita. Esther, protagonista di questo romanzo e alter ego della stessa Silvia Plath, non ha davvero nulla della simpatia di Holden (si, a me Holden pur con tutte le sue stranezze sta molto simpatico! xD) e per quanto conoscere la vita (e la triste morte) dell'autrice getti una luce significativa su tutta l'opera non sono proprio riuscita a farmela piacere...mi ha trasmesso angoscia e "claustrofobia". Alcune belle riflessioni nella prima parte mi hanno strappato la terza stella, ma non è un libro che consiglierei a chi non sia più che sereno! xD

    gezegd op 

  • 5

    Antidepressivo naturale

    Finito di leggere La Campana di Vetro c'è il vuoto.
    Anche se tutte le pagine sono costellate di dolore, solitudine, depressione, rassegnazione, il vuoto non lo percepisci. Anzi, sei letteralmente pieno. Pieno di questa donna unica e della sua scrittura sorprendente. Ridi, sorridi, sei vivo, ...doorgaan

    Finito di leggere La Campana di Vetro c'è il vuoto.
    Anche se tutte le pagine sono costellate di dolore, solitudine, depressione, rassegnazione, il vuoto non lo percepisci. Anzi, sei letteralmente pieno. Pieno di questa donna unica e della sua scrittura sorprendente. Ridi, sorridi, sei vivo, sei felice. Il vuoto è ciò che senti quando chiudi il libro e ti guardi intorno smarrito, pensando che la prossima lettura non sarà all'altezza.

    gezegd op 

  • 4

    Un libro bellissimo! E' bellissimo da mille punti di vista: la scrittura che raggiunge delle punte eccezionali, la storia che prende il lettore, la profondità dei contenuti, il modo in cui sono descritti i personaggi con umana simpatia, con ironia, con leggerezza. Tutto un mondo è messo in discus ...doorgaan

    Un libro bellissimo! E' bellissimo da mille punti di vista: la scrittura che raggiunge delle punte eccezionali, la storia che prende il lettore, la profondità dei contenuti, il modo in cui sono descritti i personaggi con umana simpatia, con ironia, con leggerezza. Tutto un mondo è messo in discussione, il mondo ebraico, la religione, Dio. Tutto un modo di vivere si scontra con la modernità e con nuove scuole di pensiero: Spinoza ad es. Un postulato dell'etica di Spinoza fa coincidere moralità e felicità: l'unico scopo dell'umanità dovrebbe essere dunque il piacere. Questo postulato viene sviluppato e discusso nel romanzo.
    Tutti i personaggi del libro, i figli di Moskat e i figli dei figli, sono alla ricerca della felicità. Per questa ricerca vengono buttate all'aria famiglie, valori, si ruba. Ogni affanno, cattiva azione, arrabattamento non porta a niente. Tutto è vanità. L'uomo non si muove di un pelo dalla sua condizione d'infelicità se non per peggiorarla ulteriormente. Il giudizio morale dello scrittore non pesa mai sulle azioni dei personaggi. C'è nel libro un clima di grande comprensione, simpatia, affetto per le debolezze umane. I personaggi più cari sono quelli più umani. Restano nell'ombra quelli che si trincerano dietro a rigidi precetti o che li impongono agli altri. Ma prima o poi, il buon cuore ha la meglio sui precetti.
    Alcuni personaggi sono indimenticabili: ad es. Abram, il vecchio satiro gaudente e generosissimo; Hadassah la ragazza pura nel senso di pulizia morale e di pensiero che sembra quasi l'agnello sacrificale della storia, Adele, Koppel, Asa Hashel.
    La storia di Hadassah fa riflettere su come Dio sembri tartassare alcune persone che devono scontare i peccati di altri. E comunque è bellissimo il fatto che ogni personaggio ha la sua anima, i suoi dubbi, i suoi pensieri e debolezze, un po' come i personaggi dostojeskiani. Questo scrittore mi sembra affine al grande Dostojeski e mi ha ricordato Irene per il tema della ricerca del piacere e della felicità nel piacere. Dosto. forse è più ingenuo(non come scrittura che è profondissima) ma nel fatto che in alcuni suoi romanzi si intravede una pace, un riposo possibile dei due amanti l'uno nell'altro. Per Singer non c'è grande amore che tenga. L'uomo è votato all'infelicità, non ha pace nè scampo dalla sua condizione. C'è il rimpianto per la religione accettata e vissuta pienamente perchè chi ha fede in Dio è più sereno se non più felice. Bellissimo il personaggio dell'usuraio Fishel, marito cornuto di Hadassah, che si dimostra più pietoso della madre della ragazza. Non dà giudizi, si ritira e lascia a Dio il compito di guardare nell'animo dell'altro. Arriva a pensare che forse Hadassah deve scontare qualcosa per gli altri. Bellissimo anche il suo opposto, Koppel, il ladro. Bello che questi personaggi con tutte le loro contraddizioni hanno un'anima in cerca, con i suoi dubbi e debolezze. Sono personaggi vivi e vivaci, più vivi delle persone vive. E in tutto questo pandemonio umano si inserisce il periodo storico terribile che è quello che va dalla prima alla seconda guerra. Già dalla prima guerra aleggia quel clima che poi Hitler porterà alle estreme e naturali conseguenze esprimendo in azioni l'antisemitismo presente da tempo in Europa. E' la fine del mondo, del mondo ebraico. Anche se Singer, nonostante il suo sguardo limpido, ironico, penetrante non rinuncia a una speranza per il futuro. Non sta nell'amore vero (non c'è amore vero che tenga anche se forse tutti gli amori lo sono un po') non nella religione, non negli ebrei. Singer vuole avere fede nelle nuove generazioni. Non possono essere peggiori dei loro genitori. Ecco i figli dei figli che partono per la Palestina, per fondare un mondo nuovo. Nel vecchio mondo, la verità è terribile. Come diceva Guccini, nel vecchio mondo, nella vecchia Europa Dio, il Messia, è morto.
    L'uomo è morto anche lui, probabilmente, come Asa hashel: doveva seguire Dio o morire e l'etica di Spinoza l'ha portato alla morte interiore.

    gezegd op 

  • 5

    "io sono, io sono, io sono"

    11 febbraio 1963.

    Una donna si siede al tavolo e scrive una poesia.

    Orlo

    La donna è a perfezione.
    Il suo morto

    Corpo ha il sorriso del compimento,
    un'illusione di greca necessità

    scorre lungo i drappeggi della sua toga,
    i suoi nud
    ...doorgaan

    11 febbraio 1963.

    Una donna si siede al tavolo e scrive una poesia.

    Orlo

    La donna è a perfezione.
    Il suo morto

    Corpo ha il sorriso del compimento,
    un'illusione di greca necessità

    scorre lungo i drappeggi della sua toga,
    i suoi nudi

    piedi sembran dire:
    abbiamo tanto camminato, è finita.

    Si sono rannicchiati i morti infanti ciascuno
    come un bianco serpente a una delle due piccole

    tazze del latte, ora vuote.
    Lei li ha riavvolti

    Dentro il suo corpo come petali
    di una rosa richiusa quando il giardino

    s'intorpidisce e sanguinano odori
    dalle dolci, profonde gole del fiore della notte.

    Niente di cui rattristarsi ha la luna
    che guarda dal suo cappuccio d'osso.

    A certe cose è ormai abituata.
    Crepitano, si tendono le sue macchie nere.

    Lascia la penna vicino al foglio e prepara pane e burro con due tazze di latte per Frieda e Nicholas, i suoi bambini.
    Poi, accuratamente chiude le porte, spranga le finestre ed infila il capo nella bocca del forno.
    Questo accade ad un mese circa dalla pubblicazione de “La campana di vetro”. Questa è la morte di una poetessa: Sylvia Plath.
    Il suo unico romanzo uscì con lo pseudonimo di Victoria Lucas. Probabilmente vi erano troppi i riferimenti alla sua vita ed alle persone che l'hanno circondata.

    Una campana di vetro può essere un luogo confortante. Un rifugio che dà sicurezza perchè definisce i tuoi limiti, il tuo spazio e sai che se starai lì zitta e buona non avrai noie.

    Una campana di vetro può essere una cappa asfissiante che ti impedisce di avere liberi movimenti mentre il mondo attorno ti appare solo come un brutto sogno dove ci si aggrappa ad un mantra che ripete “io sono, io sono, io sono”.
    Un tormento. Un unico desiderio: la morte. La pace piuttosto che l'angoscia del non essere.

    “Io sono verticale.
    Ma preferirei essere orizzontale”

    gezegd op 

  • 3

    Stavo cercando di spiegare a Elvira che cosa ho provato mentre guardavo Roma uccidersi, soprattutto cosa ho provato mentre mangiavo i pop corn, ma mi sono bloccato quando le ho dovuto spiegare la differenza fra piacere e dolore non ci sono riuscito. Sono stato ore e ore a farle esempi, troppo sal ...doorgaan

    Stavo cercando di spiegare a Elvira che cosa ho provato mentre guardavo Roma uccidersi, soprattutto cosa ho provato mentre mangiavo i pop corn, ma mi sono bloccato quando le ho dovuto spiegare la differenza fra piacere e dolore non ci sono riuscito. Sono stato ore e ore a farle esempi, troppo sale, mi si attaccavano ai denti, quelli non scoppiati erano difficili da rompere e altri dettagli, ma Elvira gli esempi male li sopporta e così si è distratta e ha cominciato a leggere un articolo sulle qualità del colore rosso e del colore verde e del colore blu. Tu avevi le tende una blu e una rossa, vero?, mi ha chiesto lei. Già, erano belle, ho detto io. E quali sono le differenze fra blu e rosso?, ha detto Elvira, non lo so, ho detto io, e tra verde e rosso?, ha detto Elvira, non so neanche questo, ma lo possiamo chiedere alla mia pianta di pomodoro. Vero, ha detto Elvira, mi sono sempre chiesta perché diventa ansiosa quando le faccio vedere il giallo. Andiamo?, ho detto io. Aspettiamo un po', ha detto Elvira, l'ho appena spostata forse sta riposando. Impossibile, ho detto io, e perché?, ha detto Elvira, perché lei è come te non ha un cuore non ha bisogno di dormire. E mentre pensavo alla mia pianta che riposava mi è arrivata un'email da pop artist.

    gezegd op 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Tralasciando la prima parte, in cui si mette in evidenza una "malignità" immatura e, di conseguenza, piuttosto irritante della ragazza, il romanzo "cresce" immensamente in seguito ai tentativi di suicidio della protagonista (alter ego della Plath, a quanto pare), grazie ad una maggiore introspezi ...doorgaan

    Tralasciando la prima parte, in cui si mette in evidenza una "malignità" immatura e, di conseguenza, piuttosto irritante della ragazza, il romanzo "cresce" immensamente in seguito ai tentativi di suicidio della protagonista (alter ego della Plath, a quanto pare), grazie ad una maggiore introspezione e ad una descrizione precisa degli eventi (stavolta molto più interessanti, a mio avviso).
    Di notevole rilevanza le riflessioni sulla campana di vetro, l'angoscia in cui si sente imprigionata la giovane, senza mai trovare, nonostante la dimissione, un vero barlume di speranza (difatti, ella dice tra sé di non essere sicura di non cadere nuovamente sotto la "campana di vetro").
    Apprezzo da tempo la Plath poetessa, leggere il suo unico romanzo è stato interessante

    gezegd op 

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