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De god van kleine dingen

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3.9
(4191)

Language:Nederlands | Number of Pages: | Format: Others | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , French , German , Italian , Spanish , Swedish , Catalan , Greek , Norwegian , Portuguese , Danish , Polish

Isbn-10: 9053335560 | Isbn-13: 9789053335567 | Publish date: 

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Religion & Spirituality

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Book Description
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  • 4

    Quando un libro è di difficile lettura, e questo senza dubbio lo è, ognuno di noi cerca, credo, un appiglio particolare che lo convinca a proseguire o ad abbandonare. Io ho trovato Rahel, come me gemella eterozigote di un maschietto, e da lei, semplicemente, mi sono lasciata prendere per mano fac ...doorgaan

    Quando un libro è di difficile lettura, e questo senza dubbio lo è, ognuno di noi cerca, credo, un appiglio particolare che lo convinca a proseguire o ad abbandonare. Io ho trovato Rahel, come me gemella eterozigote di un maschietto, e da lei, semplicemente, mi sono lasciata prendere per mano facendomi guidare nel cammino che, ammetto, è parso inizialmente assai ostico. Pagina dopo pagina, seguendo i suoi passi, ho “ritrovato” l’infanzia con mio fratello, tutti quei particolari meccanismi che solo noi eravamo in grado di vivere e comprendere, gli ingranaggi di un modo di comunicare, verbale e fisico, a nostro esclusivo appannaggio e svanito quasi completamente con l’età adulta, il sentirci un unico Noi a dispetto di chi insisteva nel volerci distinti. Ho ripensato a parole e gesti infantili, al senso di paura al pensiero di non essere amati, tipico dei bambini, al modo semplice e disincantato di affrontare problemi che non si è in grado di comprendere e di difendersi dal dolore arrecato da parole adulte che, spesso senza rendersene conto, insinuano dubbi ed insicurezze, pesando sul cuore come macigni. Per mia enorme fortuna io e Dando, così storpiavo da piccina il nome di mio fratello, abbiamo avuto una splendida infanzia e non siamo dovuti crescere, come i due piccoli protagonisti del libro, in un universo che non è affatto a misura di bambino ma, forse, è stato proprio questo rientrare in parte in una visione fanciullesca del mondo, dove le storie non hanno una sequenza logica e temporale ma puramente emozionale, nel quale la punteggiatura è strana e le maiuscole si infilano a caso tra le parole che mi ha permesso di continuare a leggere e ad imparare ad apprezzare questa narrazione da adulti vista attraverso occhi infantili. Una storia cruda e dolorosa, come solo la vita può essere, che si sviluppa, in modo assolutamente frammentario e discontinuo, tra andate e ritorni, ricordi e sensazioni, passato e presente, profumi ed emozioni, dolori e rimpianti, paure e rassegnazioni, odio e rimorsi; l’Amore, nelle sue mille forme, in un mondo dove, nonostante il “nuovo” nascente, regnano ancora, sovrani indiscussi, l’ingiustizia, la differenza di casta, il maschilismo e gli altri mille demoni che fanno l’essere umano. E in un mondo siffatto non si può più credere nella divina bontà; il Dio delle Piccole Cose soccombe portando con sé la speranza, la delicatezza, l’infanzia con i suoi sogni e le sue fantasie e cedendo il passo all’orrore, alla barbarie, ad eventi tragici ed incomprensibili ed alle cicatrici che essi lasceranno per il tempo e venire. L’autrice crea uno stile unico, complesso, ricco di allegorie, metafore complicate ma sempre perfette, cantilene e parole storpiate di bimbi che raccontano il Dolore così come l’hanno vissuto: parole che lasciano incantati, stupiti ed interdetti a fasi alterne, come alterni sono i sentimenti che hanno generato in me, prevenuta all’inizio, proprio per il tipo di scrittura che mi ha lentamente conquistata, forse proprio grazie alla piccola Rahel che non ha lasciato la mia mano lungo il cammino.

    “E l’Aria era piena di Pensieri e Cose da Dire. Ma in momenti simili vengono dette solo le Piccole Cose. Le Grandi Cose si acquattano dentro, non dette”.

    gezegd op 

  • 0

    Quando è troppo è troppo

    La trama in sè non sarebbe neanche male e le ultime pagine dove la storia (dopo 300 e passa pagina di sproloqui) prende finalmente forma sono belle; passino anche i continui sbalzi temporali o i nomi indiani difficili da ricordare e simili tra loro, ma lo stile della scrittrice è pessimo (o forse ...doorgaan

    La trama in sè non sarebbe neanche male e le ultime pagine dove la storia (dopo 300 e passa pagina di sproloqui) prende finalmente forma sono belle; passino anche i continui sbalzi temporali o i nomi indiani difficili da ricordare e simili tra loro, ma lo stile della scrittrice è pessimo (o forse è colpa della traduzione). Troppe maiuscole, troppo corsivo, troppe parole unite da un trattino mi rendono nervoso!

    gezegd op 

  • 5

    meraviglioso

    L'ho letto nel 2003 ed è diventato il libro emblema del "libro da finire", cioè avevo pensato di mollarlo, ma ad un certo punto sono entrata nel meccanismo e l'ho adorato. E' effettivamente una scrittura pregna, carica, difficile da cogliere appieno e quindi ti porta ad una lettura lenta.Ora ho c ...doorgaan

    L'ho letto nel 2003 ed è diventato il libro emblema del "libro da finire", cioè avevo pensato di mollarlo, ma ad un certo punto sono entrata nel meccanismo e l'ho adorato. E' effettivamente una scrittura pregna, carica, difficile da cogliere appieno e quindi ti porta ad una lettura lenta.Ora ho capito la sua scrittura è difficile perchè non segue un filo logico, ma emozionale; lo scrive attraverso i ricordi e le sensazioni e le emozioni. Il tutto nel cervello e nelle emozioni di una bambina di 8/9 anni, quindi che cùvede il mondo a suo modo. E' frammentario, pieno di anticipazioni e rimandi e cose che poi vengono spiegate, ma non troppo, come pensieri sparsi ed incoerenti. Ma la forza e la coerenza del libro sta proprio qui.
    E' una sorta di scrittura creativa.
    Quindi seconda lettura ancora più avvolgente.
    Il messaggio poi mi ha colpito: "a ciascuno può succedere qualsiasi cosa"; "bisogna essere preparati". Mai più che a me si può sottolienare una cosa così... e alla fine non si è pronti lo stesso!

    gezegd op 

  • 3

    La storia, drammatica e definitiva, è evidente dalle prime pagine, ma è la narrazione a prendere e trascinare in un vortice di colori, profumi, suoni. Come un piatto molto elaborato, che stupisce all'inizio ma alla lunga tende a nauseare, così lo stile della Roy è talmente ricco e insolito che in ...doorgaan

    La storia, drammatica e definitiva, è evidente dalle prime pagine, ma è la narrazione a prendere e trascinare in un vortice di colori, profumi, suoni. Come un piatto molto elaborato, che stupisce all'inizio ma alla lunga tende a nauseare, così lo stile della Roy è talmente ricco e insolito che incanta per gran parte del libro e poi improvvisamente raggiunge la saturazione e si ha voglia di una boccata di aria fresca. Negli ultimi anni la Roy ha scritto solo saggi e solo ora ha in cantiere un romanzo: spero che il tempo e le altre frequentazioni abbiamo asciugato il suo stile per poterlo assaporare in equilibrio perfetto.

    gezegd op 

  • 2

    che confusione!

    L'ho letto molto tempo fa ma ancora ricordo il senso di delusione e tristezza che mi ha lasciato a causa della trama e personaggi deprimenti. Ma a renderne abbastanza irritante la lettura è stato il modo in cui è stato scritto. Qualcuno l'ha trovato geniale, io ho percepito una gran confusione. < ...doorgaan

    L'ho letto molto tempo fa ma ancora ricordo il senso di delusione e tristezza che mi ha lasciato a causa della trama e personaggi deprimenti. Ma a renderne abbastanza irritante la lettura è stato il modo in cui è stato scritto. Qualcuno l'ha trovato geniale, io ho percepito una gran confusione.

    gezegd op 

  • 5

    Un peluche... con una bomba de relojería en su interior

    (Extracto de la reseña publicada en mi blog, http://cosasmiasjc.blogspot.com.es/2014/09/libro-el-dio…

    Nada más empezar a leer este libro, su calidad literaria se nota, se paladea. Sin embargo, en los primeros días de su lectura me dio una impresión como de que n ...doorgaan

    (Extracto de la reseña publicada en mi blog, http://cosasmiasjc.blogspot.com.es/2014/09/libro-el-dios-de-las-pequenas-cosas.html)

    Nada más empezar a leer este libro, su calidad literaria se nota, se paladea. Sin embargo, en los primeros días de su lectura me dio una impresión como de que no había elegido el momento adecuado: el libro estaba muy bien escrito, pero no terminaba de seducirme. Muy “peluche”, muy “bonito”, entrañable, pero quizás no lo más adecuado para las tardes veraniegas…
    Qué equivocado estaba. Tuve que llegar casi hasta la mitad (tampoco es muy largo) para sentirme ya atrapado dentro de su lectura, pero a partir de ahí caí totalmente rendido a sus pies. ¡Qué maravilla de libro! ¡Qué forma de escribir la de esta mujer, y qué maravillosa pequeña-gran historia la que nos cuenta en estas páginas! Uno de los mejores libros que he leído en los últimos tiempos, sin ninguna duda. Y uno de los pocos que bien merece una relectura.
    (...)
    Un libro maravilloso. Una gran obra literaria, tanto en el fondo como en la forma. Una delicia para paladear. Un libro que no se olvida. Aunque cueste un poco entrar en él. Pero el esfuerzo se ve recompensado con creces. Probablemente, uno de los mejores libros que he leído. Aunque sólo trate sobre pequeñas cosas.

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  • 4

    前三章讓人看了頭很暈(也有可能和翻譯有關, 但絕對和註解放在章節的最後有關), 撐過去了之後, 後面就很棒了.

    gezegd op 

  • 5

    Il Dio delle Piccole Cose

    Come molti altri libri di cui ho parlato in precedenza, anche Il Dio delle Piccole Cose è uscito molto tempo fa, nel 1997, e ha già ricevuto i suoi giusti riconoscimenti, come il noto Booker Prize che ha consacrato la fama di Arundhati Roy come scrittrice affermata.
    Purtroppo, a me non piac ...doorgaan

    Come molti altri libri di cui ho parlato in precedenza, anche Il Dio delle Piccole Cose è uscito molto tempo fa, nel 1997, e ha già ricevuto i suoi giusti riconoscimenti, come il noto Booker Prize che ha consacrato la fama di Arundhati Roy come scrittrice affermata.
    Purtroppo, a me non piace seguire molto il fattore novità per la scelta delle letture. Devo arrivarci coi miei tempi e spinta dal giusto stimolo.

    In questo caso, tutto è nato quando ho rivisto questo romanzo in libreria questa estate e me ne sono sentita chiamata. Ho capito che era arrivato il momento di leggerlo e ho riscovato la vecchia copia che avevo comprato in edicola tempo fa. Ammetto di non essere molto esperta di letteratura indiana, ma conto di colmare questa lacuna. E questa lettura mi è sembrata un ottimo punto di partenza.

    Il Dio delle Piccole Cose è la storia di una famiglia indiana, filtrata a più riprese dagli occhi dei due giovani discendenti, una coppia dizigotica di gemelli, un maschio e una femmina, Estha e Rahel. Il romanzo non si sofferma a narrare la storia delle vite dei due gemelli nel presente, quanto piuttosto utilizza il filtro della loro percezione ipersensibile per dipingere un quadro ben preciso della famiglia in cui sono cresciuti e dei legami da cui è costituita.

    La storia si incentra attorno agli eventi collegati a un preciso episodio, coincidente con l’arrivo dall’Inghilterra, di una giovanissima cugina dei gemelli... (segue nel blog)
    http://labibliotecadellalettricesolitaria.wordpress.com/2014/08/07/il-dio-delle-piccole-cose-arundhati-roy/

    gezegd op 

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