De la terra a la lluna

Per

Editor: Editorial Selecta

3.8
(904)

Language: Català | Number of Pàgines: | Format: Mass Market Paperback | En altres llengües: (altres llengües) English , Spanish , French , Italian , German , Dutch , Danish , Portuguese

Isbn-10: A000194292 | Data publicació: 

Translator: Jordi Ribot i Rius

Category: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Travel

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Descripció del llibre
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  • 4

    Ecco un altro libro che mi porta indietro nel tempo, a quando giovinetto lanciavo i miei primi razzi artigianali in alto nel cielo (beh non proprio in alto in alto...) con propellente indebitamente so ...continua

    Ecco un altro libro che mi porta indietro nel tempo, a quando giovinetto lanciavo i miei primi razzi artigianali in alto nel cielo (beh non proprio in alto in alto...) con propellente indebitamente sottratto nel ripostiglio dei detersivi della mia genitrice o delle vernici del suo coniuge. Avevo predisposto una piazzola accuratamente ripulita dalle erbe di campagna onde limitare il rischio di incendi, ma disgraziatamente troppo vicina a un grandissimo, vetusto albero di ciliegio che più di una volta intercettò l'audace lancio. Assai spesso, devo dire, il lancio abortiva ben prima di raggiungere i rami, schizzando pericolosamente a destra o a manca oppure ribaltandosi penosamente senza sollevarsi da terra neppure di un centimetro. però che soddisfazione invece quelle poche volte che, ogni componente ben assestato, la miscela azzeccata di propellente, che soddisfazione quando un sibilo prolungato accompagnava la traiettoria verticale, senza sbalzi o virate impreviste o tentennamenti di sorta del mio piccolo gioiello. E allora pensavo che lo zio, aveva un bel contestare lo zio il mio eccessivo utilizzo di nastro adesivo nella costruzione dei miei prototipini (intendiamoci, aveva ragione lui), io volavo davvero, e un giorno avrei oltrepassato la ionosfera!

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  • 5

    Ho decisamente apprezzato questo romanzo, leggero, a tratti surreale e decisamente ironico. Al di là della trama in sè, che incuriosisce sin dalla prima pagina e ci rende partecipi dell'attesa per l'i ...continua

    Ho decisamente apprezzato questo romanzo, leggero, a tratti surreale e decisamente ironico. Al di là della trama in sè, che incuriosisce sin dalla prima pagina e ci rende partecipi dell'attesa per l'impresa del Gun-Club, mi ha soddisfatto la solita tendenza di Verne a spiegare ogni dettaglio in maniera da rendere tutto verosimile. Molto forte, come dicevo, la componente ironica, che a volte deride lo "stereotipo" dell'americano e che non risparmia frecciatine anche al resto del mondo (nel capitolo sulle donazioni). Incredibile, come già segnalato, la somiglianza tra l'impresa allora fantascientifica e la reale conquista della luna nel ventesimo secolo.

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  • 2

    Numeri, numeri, numeri...

    Non è stato, purtroppo, tra i miei preferiti di Verne. Per il mio gusto personale ci sono troppe nozioni logistiche, calcoli, stime numeriche, ecc...che spezzano letteralmente il concetto di avventura ...continua

    Non è stato, purtroppo, tra i miei preferiti di Verne. Per il mio gusto personale ci sono troppe nozioni logistiche, calcoli, stime numeriche, ecc...che spezzano letteralmente il concetto di avventura e di narratività. Il libro inizia a diventare interessante dalla metà in poi, ma prima ho davvero fatto fatica e ammetto di aver saltato qualche pagina.

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  • 2

    nel romanzo viene citato Edgar Allan Poe. ora nella mia ignoranza pensavo, prima di leggere poe, che verne fosse il padre della "fantascienza", poi ho letto poe e mi è stata fatta notare, in un commen ...continua

    nel romanzo viene citato Edgar Allan Poe. ora nella mia ignoranza pensavo, prima di leggere poe, che verne fosse il padre della "fantascienza", poi ho letto poe e mi è stata fatta notare, in un commento alla mia recensione di poe, la mia ignoranza. ora io so di essere ignorante, ma spero di poter evitare ad altri la mia stessa ignoranza. in questo romanzo nel secondo capitolo è citato un racconto di poe. il racconto si chiama: l'incomparabile avventura di un certo hans pfaal. in questo racconto il protagonista dopo essersi liberato di tre suoi creditori, sfugge alla pena fuggendo sulla luna. una vera ispirazione per i romanzi visionari di verne. spero possiate imparare dalla mia ignoranza e dalle mie brutte figure.
    detto questo ecco la recensione del libro.
    al momento capitolo III e capitolo IV un pò noiosi. capisco che bisogna dare qualche nozione, ma addirittura due capitoli... troppo.
    lo sto trovando un pò noioso. rispetto a L'isola misteriosa, questo libro non mi sta emozionando... mi rendo conto che si debba arrivare alla luna e che quindi bisogna raccontare l'iter, ma niente mi sta annoiando. forse è perchè ho letto il racconto di Poe, non ve lo so dire, ma questo libro non mi sta piacendo

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  • 4

    Grande fantascienza dal sapore pioneristico

    Come mi piace questo libro!

    Verne riesce a raccontare storie semplici ma che sono affascinanti per i lettori di tutte le età: come non farsi conquistare dal sogno di andare sulla Luna? Ed è impressio ...continua

    Come mi piace questo libro!

    Verne riesce a raccontare storie semplici ma che sono affascinanti per i lettori di tutte le età: come non farsi conquistare dal sogno di andare sulla Luna? Ed è impressionante la preparazione tecnica e scientifica che ha evidentemente accumulato per scrivere il libro: i più avanzati concetti di astronomia assieme alle nozioni più precise che si potevano trovare all'epoca, il tutto servito al lettore in uno stile sempre semplice e mai pedante. Sarebbe grandioso che i nostri insegnanti fossero tutti come lui!

    Non do il punteggio massimo perché, nonostante tutto, la fantascienza invecchia e alcune trovate diventano involontariamente comiche. Ma resta un grande libro.

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  • 0

    Avevo provato a leggerlo qualche mese fa.
    Solo una decina di pagine, un centinaio di sbadigli.
    Un epub di pubblico dominio, integrale e con traduzione ottocentesca.
    [Imperrocchè]

    L’ho ripreso, e l’ho ...continua

    Avevo provato a leggerlo qualche mese fa.
    Solo una decina di pagine, un centinaio di sbadigli.
    Un epub di pubblico dominio, integrale e con traduzione ottocentesca.
    [Imperrocchè]

    L’ho ripreso, e l’ho letto comunque sbuffando, che oltre alla pesantezza del linguaggio, ci sono capitoli e capitoli zeppi di roba di cui non capisco niente - balistica, astronomia, fisica, calcoli e scienza dei materiali – che mi ammorba anche a distanze siderali.
    Malgrado il mio appallamento, riconosco che Verne non avrebbe potuto fare altrimenti.
    Le pignole descrizione di studi e preparativi sono funzionali alla storia: anche Astolfo era andato sulla luna, ma certo il suo allunaggio non era “fantascienza” .

    L’idea del viaggio verso la luna nasce dal presidente del Gun-Club, mister Barbicane.
    (Barbicane: ouverture dans le mur d’une forteresse pour permettre l’envoi de projectiles)
    La mancanza di guerre in cui far piroettare revolver, pistole fucili e cannoni, produce negli arma-fondai del Gun-Club , irriducibili appassionati di armi da fuoco pur rimanendo, per esperienza diretta della guerra, cionchi cecati e ammaccati - un grande scoramento, sicchè il presidente propone ai soci uno sparo di dimensioni inaudite: il lancio di una palla di cannone fino alla luna.
    Entusiasmo e acclamazione.
    (la fissa delle armi agli americani non è ancora passata)
    Barbicane sovrintende la costruzione di un cannone smisurato, da interrare nei pressi di Tampa, in Florida, che sparerà un gigantesco proiettile nel momento in cui la Luna avrà raggiunto il punto più vicino alla Terra.
    La comparsa di un aitante francese – oibò, un francese – Michele Ardan, che si propone come astronauta antelitteram, complica l’impresa.
    Alla fine sono in tre – Ardan, Barbicane e il suo ex avversario - a prendere posto nell’interno del proiettile insieme a sementi, vanghe, picconi, viveri e naturalmente fucili, poiché i temerari sono convinti, una volta atterrati sul suolo lunare, di trovare genti, animali, acqua e soprattutto aria.

    Dalla terra alla luna non è il romanzo di Verne che ho preferito, tuttavia non ho potuto fare a meno di pensare quanto ci sia andato vicino a ciò che davvero è successo 100 anni dopo, non tanto per l’assonanza navicella spaziale/proiettile e razzo/cannone, quanto per l’idea della conquista della luna come alternativa alla guerra.

    Verne tra le maglie della sua sfrigolante immaginazione aveva il filo d’oro della chiaroveggenza.

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  • 2

    PEGGIORE

    L’unico di Verne mai letto in gioventù. E dopo averlo letto devo dire che ho fatto bene, una noia mortale. Io amo la fisica ma 4 o 5 capitoli di balistica non li ho retti proprio. Anche la storia in s ...continua

    L’unico di Verne mai letto in gioventù. E dopo averlo letto devo dire che ho fatto bene, una noia mortale. Io amo la fisica ma 4 o 5 capitoli di balistica non li ho retti proprio. Anche la storia in se poteva essere raccontata meglio. Che dire … il peggior Verne.

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  • 3

    Da contestualizzare nell'anno in cui è stato scritto. Buon libro in cui "perdersi" per qualche giorno, con leggerezza. Di lettura facile con modesto trasporto. Mi aspettavo qualcosa di più, forse non ...continua

    Da contestualizzare nell'anno in cui è stato scritto. Buon libro in cui "perdersi" per qualche giorno, con leggerezza. Di lettura facile con modesto trasporto. Mi aspettavo qualcosa di più, forse non ho colto proprio tutto.

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  • 2

    Non all'altezza dei migliori libri di Verne, questa volta l'ho trovato un po noioso.

    Passino le ingenuità tipiche dell'epoca in cui è stato scritto che sono più che comprensibili sembra più un pretest ...continua

    Non all'altezza dei migliori libri di Verne, questa volta l'ho trovato un po noioso.

    Passino le ingenuità tipiche dell'epoca in cui è stato scritto che sono più che comprensibili sembra più un pretesto per dare sfoggio delle conoscenze dell'autore mentre la trama è povera ai limiti dell'inesistente.

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