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De muur

Verhalen

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Uitgever: De Bezige Bij

4.2
(1805)

Language:Nederlands | Number of Pages: 203 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , French , Italian , Finnish , Swedish , German

Isbn-10: 9023424832 | Isbn-13: 9789023424833 | Publish date: 

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Philosophy

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Book Description
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  • 4

    Racconti di modi diversi di affrontare nodi cruciali della vita: un anarchico che nella Guerra di Spagna affronta con coraggio il plotone d'esecuzione franchista, salvo poi la beffa finale del destino ...doorgaan

    Racconti di modi diversi di affrontare nodi cruciali della vita: un anarchico che nella Guerra di Spagna affronta con coraggio il plotone d'esecuzione franchista, salvo poi la beffa finale del destino (opera dell'assurdo, il vero "dominus" dell'esistenza umana), una donna che deve lasciare definitivamente il marito per l'amante, ma che non riesce a dare un taglio netto alla situazione, un potenziale omicida seriale, odiatore della società, che deve decidersi a mettere in atto il suo piano criminoso, un giovane rampollo di famiglia benestante che, passando attraverso esperienze contraddittorie e frustranti, alla fine arriva a capire che ciò che lui vuole essere nella vita. Sartre non delude, consegnando al lettore una galleria di personaggi tipici del Novecento, il secolo dell'incertezza, che rimangono impressi nella memoria grazie a un'introspezione di eccezionale acume e profondità.

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  • 0

    "(voleva continuamente andare a letto con lui, era seccante, le loro carni confuse sprigionavano nel calore torrido di quel principio di primavera un odore d'arrosto un po' attaccato)"
    "Quando lei si ...doorgaan

    "(voleva continuamente andare a letto con lui, era seccante, le loro carni confuse sprigionavano nel calore torrido di quel principio di primavera un odore d'arrosto un po' attaccato)"
    "Quando lei si spogliava, la sera, con piccoli gesti rituali, era come un olocausto."

    gezegd op 

  • 0

    "Il libro in cui Sartre rivela l'uomo in tutta la nudità dei suoi artifici"

    Penso che la descrizione presente sulla copertina della mia edizione sintetizzi perfettamente l'intento dell'autore francese che ne "Il muro", più che in ogni altra sua opera, mostra l'intimità dei pe ...doorgaan

    Penso che la descrizione presente sulla copertina della mia edizione sintetizzi perfettamente l'intento dell'autore francese che ne "Il muro", più che in ogni altra sua opera, mostra l'intimità dei pensieri più reconditi dell'uomo, tra il disturbo e il disagio.
    Sartre genera le stesse sensazioni della sua precedente opera, di cui prende il nome: la nausea.
    Infatti, il modo in cui riesce a scavare, a sviscerare l'essenza umana, avviene con disarmante naturalezza, indiscretamente, anche per il lettore, che può rimaner turbato dalla violazione di una intimità dell'Io che non si pensava potesse esser estrapolata.
    Sartre è conciso, diretto, esplicito. Non si perde in ciance. Evidenzia le convenzionalità, i limiti - muri invisibili imposti dalla società e da altri -, e ci si sente soffocare: situazioni squallide e denigranti per chi le affronta; persone assoggettate e sottomesse, condannate al proprio destino o chi ha scelto tristemente il proprio.
    Una lettura dunque impegnativa emotivamente e anche fisicamente. E ognivolta, ne esco distrutto.

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  • 4

    Casi eclatanti di borghesia clinica francese (il più equilibrato è l’anarchico spagnolo che riesce a non farsela sotto).

    Sartre non l’avevo mai letto. Se in giro si dice che il tuo romanzo più bello si chiama “La nausea” e tratta dell’esistenzialismo, poi non ti stupire se faccio a meno di te. Hai rifiutato il Nobel del ...doorgaan

    Sartre non l’avevo mai letto. Se in giro si dice che il tuo romanzo più bello si chiama “La nausea” e tratta dell’esistenzialismo, poi non ti stupire se faccio a meno di te. Hai rifiutato il Nobel della letteratura, i miei omaggi, ti sei lasciato un po’ prendere la mano dall’ideologia comunista, capita, e sarebbe potuta finira qua.

    Aldo Busi in “Vacche amiche” però scrive che “Il muro” e “Le parole” sono due capolavori. Allora io vado nella biblioteca civica vicino casa (fin quando si tratta di autori morti c’è qualche possibilità che ne abbiano qualche copia) e chiedo e “Il muro” ce l’hanno, e chiedo “Le parole” che doveva esserci ma non si trova, perciò presi “Gatto e topo” di Grass. Se “Le parole” l’hanno rubato alla biblioteca è un buon segno.

    “Il muro” è una edizione degli Anni Sessanta, muffe della carta a picchiettarlo in tutte le pagine, come confezione rende bene l’idea della malattia-nervosa che placca la psiche ai personaggi dei cinque racconti, separati dalla normalità e per questo meglio indicati a farla risaltare, per contrasto.

    Il primo racconto, dell’anarchico spagnolo, è scritto con una facile felicità che definirei quasi americana più che francese, ma è quando leggo in ‘La camera’ il passaggio “La luce era invecchiata, tendeva al grigio: si era appesantita, come l’acqua in un vaso di fiori, quando non è stata cambiata da due giorni” che la contentezza per aver scelto di leggere questi racconti si manifesta.

    Sono i racconti di un borghese che per criticare i borghesi li deve esasperare, se uno è in vena di trovare pecche nell’opera potrebbe accontentarsi di questa. Ci voleva un anarchico per sopportare, come l’ha sopportata lui, la notte in carcere prima della condanna a morte, per le altre quattro storie (della morbosità sessuale verso un esaurito totale, della mania di persecuzione e di onnipotenza, dell’inappetenza del desiderio, di una formazione al comando) però sarebbe stati più ‘estranianti’ dei personaggi meno estremizzati, quindi meno letterari. La normalità è una condizione eccezionale, tutti la fingono ma a voler onesti nessuno saprebbe dire cos’è o come si fa a viverne una.

    In “Intimità” c’è il biglietto più autentico che una donna potrebbe lasciare un uomo quando ne ha abbastanza, e se toccasse a me un biglietto così non potrei covare nessun rancore, nessun alibi di femminicidio, tale è la sua asciutta esattezza:

    “Le lenticchie sono sul fuoco. Sèrviti e spengi il gas. C’è del prosciutto nella ghiacciaia. Io sono stufa e taglio la corda. Addio.”

    Sartre sa fare un eloquente e affabile utilizzo dell’anticlimax, e di ogni tragedia umana sa suggerire il leggero ridicolo di cui è permeata e che porterà pure all’omicidio o alla pazzia o al fascimo al potere, non per questo è meno leggerao o meno ridicola.

    “Quando gli accadeva di pensare che non aveva la stoffa d’un capo si sentiva romantico e aveva voglia di camminare per ore sotto la luna; ma i genitori non gli davano ancora il permesso d’uscire la sera.”

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  • 4

    Le mur

    Come primo libro di Sartre ho letto "Il muro". Si è dimostrato davvero sorprendente, innazitutto è scritto con grande facilità di narrazione, i dialoghi sono pochi e gli avvenimenti, le emozioni, le p ...doorgaan

    Come primo libro di Sartre ho letto "Il muro". Si è dimostrato davvero sorprendente, innazitutto è scritto con grande facilità di narrazione, i dialoghi sono pochi e gli avvenimenti, le emozioni, le parole e i pensieri dei vari personaggi li ritroviamo nelle descrizioni del narratore. I vari racconti sono legati tutti da un filo conduttore, ovvero, i personaggi vivono, in qualche modo, murati, circondati da limiti invalicabili, imprigionati fisicamente o mentalmente. Sartre legge la società e ne descrive le sue finzieni, anche queste parti di mura.

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  • 5

    Ricordando Pessoa sono cinque vicende collegate e allo stesso tempo diverse: apprensione ed affanno, codardia, pavidità ed audacia pervadono il libro in dualismi distinti ed opposti. Ai tempi del peri ...doorgaan

    Ricordando Pessoa sono cinque vicende collegate e allo stesso tempo diverse: apprensione ed affanno, codardia, pavidità ed audacia pervadono il libro in dualismi distinti ed opposti. Ai tempi del periodo franchista, in Spagna, un giovane, credendo di essere giustiziato, viene scrutato e spiato da un medico per raccoglierne le sue inquietudini. Altra storia descrive l'innamoramento di una donna nei confronti di un folle, il rattristamento della protagonista per la mancanza delle stesse emozioni dell'innamorato, la non partecipazione alla sua vita. La terza storia è incentrata su un uomo che non accetta la sua condizione ed ha un profondo astio e livore nei confronti dell'umanità. Altra vicenda narra di una donna infelice che trova la propria consapevolezza della sua condizione negli atti formali della vita quotidiana. Per ultimo, in un passaggio generazionale, un figlio titubante ed esitante dovrà sobbarcarsi il peso dell'azienda familiare con tutte le contraddizioni, i condizionamenti e le riserve che ne deriveranno. Cinque racconti, cinque vite spezzate che raffigurano il caleidoscopio dei sentimenti umani con una leggerezza e una profondità che nemmeno un trattato di psicanalisi riesce a fornire..Un libro forte e introspettivo, stupendo!!!

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  • 4

    « Pensai ai suoi begli occhi teneri. Quando mi guardava, qualcosa passava da lei in me. Ma pensavo che ormai era finito: se m'avesse guardato adesso, il suo sguardo sarebbe restato nei suoi occhi. » ...doorgaan

    « Pensai ai suoi begli occhi teneri. Quando mi guardava, qualcosa passava da lei in me. Ma pensavo che ormai era finito: se m'avesse guardato adesso, il suo sguardo sarebbe restato nei suoi occhi. »

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