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De naam van de roos and Naschrift

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4.4
(22384)

Language:Nederlands | Number of Pages: 578 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , Chi simplified , Chi traditional , Spanish , Italian , German , French , Catalan , Russian , Finnish , Polish , Portuguese , Hungarian , Norwegian , Slovak , Slovenian , Swedish , Czech , Greek , Turkish , Romanian , Korean

Isbn-10: 9057134632 | Isbn-13: 9789057134630 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Mass Market Paperback

Category: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Book Description
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  • 3

    Il velo del mistero...

    Scaturita dalla narrazione di un vecchio frate che ricorda il suo soggiorno in un monastero Benedettino insieme al suo maestro, la storia è articolata e interessante.
    Ambientata nell'Oscuro Medioevo, in cui la Chiesa Cattolica domina le menti e i cuori del popolo, in cui viene soppresso ogn ...doorgaan

    Scaturita dalla narrazione di un vecchio frate che ricorda il suo soggiorno in un monastero Benedettino insieme al suo maestro, la storia è articolata e interessante.
    Ambientata nell'Oscuro Medioevo, in cui la Chiesa Cattolica domina le menti e i cuori del popolo, in cui viene soppresso ogni tentativo di idee progressiste, in questo convento avvengono dei delitti.
    E alla fine si strapperà il velo al mistero di queste morti, mettendo in luce una verità scomoda e oltremodo indecente se riferita a dei frati che dovrebbero vivere nella castità...
    Ma...in fondo l'autore non fa altro che dire una verità che per alcuni è scomoda...Cioè che la Chiesa non è stata poi quella Santa Istituzione che vorrebbe sembrare.
    E ciò nonostante l'Inquisizione, il rogo per le streghe e tutte le altre istituzioni fondate per addormentare le coscienze umane.
    Un elogio particolare a questo autore.
    Saluti.
    Ginseng666

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  • 5

    Lo si deve leggere per capire

    E' un giallo. E' un trattato filosofico. E' un libro sulla religione. E' un saggio storico sul Medioevo. E' un trattato di semiotica. Un compendio di letteratura cristiana antica.
    E soprattutto è una scrittura complessa ma non noiosa. Bellissimo, avvincente, istruttivo, inimitabile.

    gezegd op 

  • 5

    Ormai un classico della letteratura italiana

    Questo libro, che ha avuto un largo e meritato successo, è ormai a tutti gli effetti un "classico" della letteratura italiana.
    Non è certo una lettura agevole, soprattutto nella parti in cui Eco approfondisce - con dovizia di particolari - le dispute politiche e teologiche dell'epoca, ma va ...doorgaan

    Questo libro, che ha avuto un largo e meritato successo, è ormai a tutti gli effetti un "classico" della letteratura italiana.
    Non è certo una lettura agevole, soprattutto nella parti in cui Eco approfondisce - con dovizia di particolari - le dispute politiche e teologiche dell'epoca, ma vale la pena di fare lo sforzo.
    Inoltre, il giallo è portato avanti con grande maestria.
    Mi lascia solo un po' perplesso la spiegazione finale: tanti morti, misteri, intrighi per un segreto che non sembra poi così determinante.

    gezegd op 

  • 4

    Omicidi all'abbazia

    Mi sono accostata a questo libro con un certo timore vista la fama di Eco. Devo dire che il libro complessivamente mi è piaciuto molto anche se non gli dò il massimo punteggio poiché la narrazione è rallentata da troppe descrizioni e digressioni colte, molto lunghe e, dal mio punto di vista, fine ...doorgaan

    Mi sono accostata a questo libro con un certo timore vista la fama di Eco. Devo dire che il libro complessivamente mi è piaciuto molto anche se non gli dò il massimo punteggio poiché la narrazione è rallentata da troppe descrizioni e digressioni colte, molto lunghe e, dal mio punto di vista, fine a se stesse (insomma 6 pagine di descrizione del portale della cattedrale del monastero oppure 3 sul significato delle pietre degli anelli dei porporati sono davvero un po’ troppe!). Ho apprezzato, invece, forse anche perché più funzionali alla narrazione, le parti storiche sugli eretici e su fra Dolcino.
    Eco è un grande narratore. Quando racconta gli eventi, i delitti o nei dialoghi tra personaggi fa davvero un ottimo lavoro. L’evoluzione dei due personaggi principali, Adso, giovane voce narrante, e Guglielmo, frate dalle grandi capacità deduttive, è interessante soprattutto in relazione a come entrambi reagiscono alla soluzione del mistero dei delitti dell’abazia.
    Lo consiglio assolutamente… magari con l’astuzia di saltare qualche pagina qua e là :-PPP

    gezegd op 

  • 5

    In pochi non hanno mai avuto il piacere - o il dispiacere, dipende dai punti di vista - di sentir parlare de Il nome della rosa; chi per motivi scolastici, chi per la fama quasi ingombrante che questo libro ha nella nostra cultura.
    Sono questi gli aspetti che solitamente intimidiscono di pi ...doorgaan

    In pochi non hanno mai avuto il piacere - o il dispiacere, dipende dai punti di vista - di sentir parlare de Il nome della rosa; chi per motivi scolastici, chi per la fama quasi ingombrante che questo libro ha nella nostra cultura.
    Sono questi gli aspetti che solitamente intimidiscono di più i lettori, senza alcun dubbio.
    La paura di dover affrontare una lettura pesante e troppo impegnativa dilaga tra chi preferisce solitamente leggere qualcosa di più "leggero".
    Eppure oggi il mio tentativo sarà proprio quello di demolire il mito della lettura impossibile, pesante e noiosa di questo libro per fare spazio a una visione un pochino più positiva, nel limite delle mie capacità ovviamente!

    Romanzo storico ambientato nel 1327, Il nome della rosa è teatro di un giallo assolutamente moderno ed affascinante, ma soprattutto intelligente ed acuto.
    Nulla a che vedere con i molteplici libri di serie zeta che si spacciano per romanzi storici nei vari bookstores.

    Fonte di ispirazioni per numerose riflessioni etiche e religiose, coinvolge il lettore fin dalle prime pagine.
    Il registro linguistico, un tantino forbito, potrebbe essere un piccolo scoglio da superare per il lettore.
    Eppure, non si può che ammettere come proprio questa caratteristica peculiare dia quel tocco in più a tutte le vicende; parliamo di latinismi, e varie citazioni in latino, e di un lessico molto ricercato, che però calzano a pennello il mondo complesso, curioso, articolato, cupo e peccaminoso dell'abbazia benedettina sperduta nei monti dell'Italia settentrionale in cui soggiornano Guglielmo da Baskerville e Adso da Melk per sette giorni.
    Per continuare a leggere: http://lagiovanelibraia.blogspot.it/2014/11/bookreview-recensione-il-nome-della.html#more

    gezegd op 

  • 5

    "L'Anticristo può nascere dalla stessa pietà, dall'eccessivo amor di Dio o della Verità, come l'eretico nasce dal Santo e l'indemoniato dal veggente"

    "Cosa vi terrorizza di più nella purezza?", chiede Adso.
    E Guglielmo risponde: "La fretta".

    gezegd op 

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