De qué hablamos cuando hablamos de amor

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Publisher: Anagrama

4.0
(2339)

Language: Español | Number of Pages: 157 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , Japanese , Italian , German , Chi simplified

Isbn-10: 8433920669 | Isbn-13: 9788433920669 | Publish date:  | Edition 1

Translator: Jesús Zulaika

Also available as: Others , Mass Market Paperback

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Philosophy

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Book Description
Los deslumbrados lectores de Catedral, primer libro publicado en España de Carver, reencontrarán en De qué hablamos cuando hablamos de amor la atmósfera y los personajes de un autor que domina indiscutiblemente el panorama literario norteamericano de esta década. Parejas que se despedazan, compañeros que parten desesperadamente a la aventura, hijos que intentan comunicarse con sus padres, un universo injusto, violento, tenso, a veces irrisorio.
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    premesso che non mi piacciono i racconti brevi.
    premesso che lo stile minimalista dopo un po' mi annoia, soprattutto se non sostenuto da una storia, mi riservo il giudizio definitivo su Carver dopo av ...continue

    premesso che non mi piacciono i racconti brevi.
    premesso che lo stile minimalista dopo un po' mi annoia, soprattutto se non sostenuto da una storia, mi riservo il giudizio definitivo su Carver dopo aver letto "Principianti" (voglio vedere quanto è farina dell'autore e quanto del suo editor).

    said on 

  • 4

    La vita è altrove

    Una serie di racconti molto belli che esprimono al meglio Carver. Ritratti di persone mosse dall'inerzia, che hanno abbandonato la ricerca di un senso pieno della vita o mai nemmeno l'hanno intrapresa ...continue

    Una serie di racconti molto belli che esprimono al meglio Carver. Ritratti di persone mosse dall'inerzia, che hanno abbandonato la ricerca di un senso pieno della vita o mai nemmeno l'hanno intrapresa. Se un Joyce celebrava le epifanie, qui al massimo a volte c'è un eco melmoso di una rivelazione di cui si è persa l'origine. La vita scorre sempre in un altro tempo o da un'altra parte, e anche l'occhio del narratore si fissa sui momenti laterali dove ciò che doveva accadere o non accadrà o, senza rendersene conto, già è accaduto. Si riesce a intuire la presenza di qualcosa di più fecondo da perseguire, ma si desiste, ci si lascia andare all'ordinaria amministrazione della vita e delle passioni. Infine ci si dimentica anche di ciò che si era percepito.
    Il primo racconto - "Perché non Ballate? - è meraviglioso e esemplificativo. Un uomo di mezza età che, non si sa bene perché, si può solo immaginare, piazza nel giardino tutto ciò che possiede e lo mette in vendita: mobilia, lampade, dischi ecc. Due ragazzi fermano l'auto, iniziano a considerare cosa potrebbe fare loro comodo, scrutano il proprietario immaginando cosa possa essergli accaduto, preparano le strategie per comprare le cose a prezzi modici. Il proprietario conduce le trattative per inerzia, senza essere realmente interessato, si siede con i ragazzi, accende le lampade traslate dalla casa al giardino, offre loro da bere, balla con la ragazza in questo scenario surreale, tutti si muovono in una sorta di mestizia alcolica, con gesti che risuonano di modelli di felicità nemmeno intuiti.
    < < Dopo qualche settimana , lei ne parlava ancora: "Era un tizio di mezz'età. Aveva tutte le cose là fuori, nel bel mezzo del giardino. Vi giuro. Ci siamo presi una bella sbronza e abbiamo ballato. Lì, sul vialetto. Oh Signore. C'è poco da ridere. Metteva su i dischi per noi. Guardate questo giradischi. Ce l'ha dato quel tizio. Anche tutti questi dischi di merda. Ma avete visto che roba?"
    Non smetteva di parlarne. Lo raccontava a tutti. C'era qualcos'altro da dire e lei tentata di tirarlo fuori. Ma dopo un po' smise di provarci.>>

    said on 

  • 3

    Raccolta "Must Read" per conoscere lo stile di Carver, altrimenti detto, di cosa parliamo quando non sappiamo di cosa stiamo parlando.
    Cosa che più o meno caratterizza tutte le conversazione tra esser ...continue

    Raccolta "Must Read" per conoscere lo stile di Carver, altrimenti detto, di cosa parliamo quando non sappiamo di cosa stiamo parlando.
    Cosa che più o meno caratterizza tutte le conversazione tra esseri umani. Ecco, quello, Carver lo sa rappresentare molto bene.

    said on 

  • 4

    La raccolta di racconti che rese famoso Carver

    Non lasciatevi ingannare dal titolo, questo libro non è una guida alla comprensione dell’amore, non è nemmeno una storia romantica con lieto fine. “Di cosa parliamo quando parliamo d’amore” è una racc ...continue

    Non lasciatevi ingannare dal titolo, questo libro non è una guida alla comprensione dell’amore, non è nemmeno una storia romantica con lieto fine. “Di cosa parliamo quando parliamo d’amore” è una raccolta di diciassette racconti sconclusionati scritti in uno stile letterario che fa dell’inesattezza, dell’incapacità di trovare la parola giusta, il fulcro delle stesse storie.
    In genere Carver è quel tipo di scrittore che è impossibile da capire fino in fondo; i lettori che si imbattono in lui, convivono poi con un senso di disorientamento perché nei suoi racconti senza un vero finale esiste quel qualcosa che sfugge a qualsiasi definizione, qualcosa che ci farà sentire impreparati nei confronti della vita, come se non avessimo gli strumenti o la preparazione adatti a viverla. Infatti, l’intento di Carver in questa e in altre sue raccolte non è quello di fornirci delle chiavi di lettura della realtà; egli punta sì al realismo, ma il realismo di un uomo vissuto in ristrettezze economiche, costretto a lavorare duramente e, quindi, sprovvisto del tempo adeguato per contemplare. Egli è definito per questo motivo “miope” perché si avvicina alle cose, alle persone, alle storie per guardarle e raccontarle, essendogli stata negata una prospettiva più ampia e chiara.
    Quindi, perché dovremmo leggere questo libro e, magari, approfondire Carver? Perché, come spiega Diego De Silva nell’introduzione al libro, immergersi nella lettura dei diciassette racconti significa "realizzare che molte delle cose che pensi –quelle che meno sei disposto a dire perché temi che ti sfotterebbero se provassi a raccontarle – non solo esistono (e contano), ma puoi addirittura parlarne, anche se (o proprio perché) non sai esattamente di cosa parli". Una di queste cose è proprio l’amore di cui nessuno possiede l’esatta definizione. Inoltre, un altro motivo per avvicinarsi allo scrittore statunitense è per riconoscere nella sua “miopia” un po’ della nostra, troppo presi dal tran tran quotidiano per assumere le sembianze del pirandelliano forestiere della vita e fermarci ad analizzare l’essenza delle cose.

    said on 

  • 2

    Ehm, ma più che altro... Di cosa parliamo quando parliamo di Carver?!

    Posso dirlo? Lo dico. Per me è un NO pieno.
    Su ben 17 short stories me ne sono piaciucchiate quattro, e solo una, quella che porta il titolo della raccolta, ha fatto breccia nel mio cuore. Le ho trova ...continue

    Posso dirlo? Lo dico. Per me è un NO pieno.
    Su ben 17 short stories me ne sono piaciucchiate quattro, e solo una, quella che porta il titolo della raccolta, ha fatto breccia nel mio cuore. Le ho trovate piuttosto insulse, senza nè capo nè coda, mi sono rimaste davvero indifferenti, non mi hanno suscitato emozione alcuna.
    Avevo delle aspettative stellari, soprattutto dopo aver visto "Birdman" - che lo metteva addirittura in scena -, ma sono state non deluse, di più. So che Carver scrive in modo scarno e parla di storie semplici, ma per me è un no pieno, almeno per ora.
    De Silva, nell'introduzione, afferma: «Quando arrivi alla fine di un racconto di Carver è sempre come se ricominciassi, o stessi lì a chiederti: 'E quindi?'».
    E' esattamente ciò che mi sono domandata per quasi l'intera durata della lettura.
    Almeno ha una bella copertina.

    said on 

  • 3

    Ho il sospetto che io, Carver, non lo capisco. Però mi mette addosso un'inquietudine e un malessere quasi fisico che forse la sua bravura di scrittore sta proprio in questo.

    said on 

  • 0

    新手 vs. 當我們討論愛情

    村上春樹語錄極多,個人最愛的一句是:「不說明就不會懂的事,是怎麼說明也不懂的事」;如今讀了瑞蒙卡佛的《當我們談論愛情時,我們在談論什麼》,卡佛最經典的,肯定就是這句能無限造句的段子了,事實上村上的《當我談論跑步時,我談論些什麼》也是無限造句之一。那麼書名能被沿用來向大師致敬,可見這部作品在卡佛的所有創作當中,是具有藝術性趨於成熟的經典地位的。

    瑞蒙卡佛簡單乾淨的文字,閱讀感是俐落暢達,但其中言猶未 ...continue

    村上春樹語錄極多,個人最愛的一句是:「不說明就不會懂的事,是怎麼說明也不懂的事」;如今讀了瑞蒙卡佛的《當我們談論愛情時,我們在談論什麼》,卡佛最經典的,肯定就是這句能無限造句的段子了,事實上村上的《當我談論跑步時,我談論些什麼》也是無限造句之一。那麼書名能被沿用來向大師致敬,可見這部作品在卡佛的所有創作當中,是具有藝術性趨於成熟的經典地位的。

    瑞蒙卡佛簡單乾淨的文字,閱讀感是俐落暢達,但其中言猶未盡、藏而不露的深處,卻盡是壓抑與沈鬱(由於太簡潔,往往需要仔細推敲尋思才能懂)。如果要選一些適合在旅途中讀的小書,比如活潑簡短的莫泊桑、極有滋味的汪曾祺、筆墨灑逸的日本文庫本等等都很適合,但文字既精緻,也非常簡約的卡佛,卻一點也不適合—實在太過沈重,並且也太費腦筋了。

    讀多了卡佛的作品,慢慢會喜歡上這種,由極簡文字所營造出來的神秘詩意(雖然剛開始會有點一頭霧水)。不過,長久以來卻有個關於瑞蒙卡佛的震憾傳言:我們所熟悉的簡約的卡佛,其實是經過編輯去改造的。此話的源頭,就是當卡佛的作品將被收入美國文庫本時,被放入一本名為《新手》的作品—即《當我們談論愛情時,我們在談論什麼》的原稿版,也就是未經編輯大刀刪減過的卡佛版。人們發現兩個版本間有著鉅大的差異,開始有了這樣極富八卦意味的傳言。因為已開始喜歡這位作者,自然會想要兩種版本都讀一讀,親自驗證傳言的真偽。

    從字數來看,編輯版大概一百八十頁,卡佛版則是三百二十頁,原汁原味版幾乎多了整整一倍內容。還沒細讀,心中就有了幾個疑問:「卡佛在《新手》中變囉嗦了?」「兩者究竟誰勝出?」「原始的卡佛還能稱為極簡主義嗎?」

    由於蠻多篇名也被編輯改過,對照著讀時有點辛苦,這就造福一下後人,列出不同的篇名—

    (新手)一件很小、很美的事
    (當我們談論愛情)洗澡

    (新手)人都去哪了?
    (當我們談論愛情)咖啡先生和修理先生

    (新手)要不要看一樣東西?
    (當我們談論愛情)我可以看見最細小的東西

    (新手)貪歡
    (當我們談論愛情)紙袋

    (新手)只要你喜歡
    (當我們談論愛情)粗斜棉布

    (新手)啞巴
    (當我們談論愛情)毁了我父親的第三件事

    (新手)派
    (當我們談論愛情)嚴肅的談話

    (新手)是我的
    (當我們談論愛情)大眾力學

    (新手)距離
    (當我們談論愛情)所有東西都黏在了他身上

    (新手)新手
    (當我們談論愛情)當我們談論愛情,我們在談論什麼

    以上十篇是篇名被更動過的,另七篇是編輯留下卡佛原書名的,其中兩書的首篇《你們為什麼不跳個舞?》,是個人非常喜歡的一篇,先讀了《談論愛情》版,沈吟好一會兒才懂,原來整篇有如流水帳的故事當中,最令人心頭一緊的是,女孩和賣二手家當的男人跳舞時說的那句:「你肯定是很絶望或怎麼了」在一片平舖直敘、毫無內心情感透露的白描之中,這神來一筆突然點出了埋伏在日常感裡的蒼白和絶望,讓人不禁愕然。之後的結尾也很教人沈浸在卡佛式的無力哀愁中。接著讀《新手》版,極短的這篇短到無可刪減,所以兩者篇幅差不多,但神奇的是,那句幾乎是「文眼」的對話竟然消失了!也就是說....編輯版比較讚耶!?

    光比一篇不夠客觀,再來看看上列第一篇,《新手》中名為「一件很小、很美的事」的故事。故事性很豐富的這篇,照例在人生描摹中寫進了卡佛式的毁滅性家庭情境—小兒子車禍頭部受創,夫妻倆在醫院經歷了三天的等待,原先要開的生日派對當然沒有舉行,製作蛋糕的師傅打了幾次電話來催,回家洗澡的先生接到了,不知道有蛋糕之事的他以為是惡作劇。後來太太回家處理瑣事也再接到,《談論愛情》就把故事定格於此,讓後續發展成為懸念。但《新手》之後還有很完整的發展:兒子後來不治—生日成祭辰,平白而來的打擊讓夫妻倆難以承受,竟將怨懟化成怒氣、發洩在打電話來的蛋糕師傅身上,甚至激動去找師傅理論。話一說開,蛋糕師傅才知是場誤會。一面勸慰兩夫婦,端出熱騰騰的麵包,要好一陣子不怎麼吃喝的夫婦多少用一點。「這種時候,吃雖然是小事,卻非常有用」。於是,他們邊吃邊聊到天亮,仍沒有離去的念頭。痛心的故事於是有了溫暖寬厚的”結局”(絕對不是印象中的卡佛啊!)

    這篇的比較非常有趣。《新手》有一些故事情節、作者的觀點和評論,能夠幫助人讀懂這本書。注重高潮迭起的會更喜歡《新手》,因為它讓讀者更容易看懂、曉得這是一個什麼故事,它會引導情緒,使人讀起來比較輕鬆。而《談論愛情》裡蘊含了很多具有卡佛味道的東西:極端的不確定性、開放性、省略……讓人看了摸不著頭腦,需要琢磨一番才能得出結果。但這也吸引了讀者去思考領悟,因為他脫離了講故事的層面,反而達到跟讀者互動的效果,一起去思索那交代得不仔細的東西究竟是什麼。

    儘管比較了兩者的利弊,明白小說可以有各種的寫法(可長可短、可精彩可語焉不詳),心中還是大大震驚了—編輯的存在對於作品,竟能起到這麼顛覆性的作用?書中很多個短篇經過即使是小小的改動,簡直就「再創作」!有些則是刪去大量的細節和心理過程的描繪,孰優孰劣?很難評斷,也許擁有不同閱讀趣味的,會有不同的喜好吧!

    在寫《能不能請你安靜點》的書評時,好奇村上對於卡佛所謂"充滿偏見的熱愛"是什麼,讀了《當我們談論愛情時,我們在談論什麼》,又有了新的猜測,村上或許偏好這種大量表面事物的行文法(人物對白、瑣碎日常流水帳、細微動作等),讓深度內涵隱於故事之下,大幅留白和省略,提供讀者自我解讀的空間,當恍然大悟出其中的一些什麼時,會生出豁然開朗的喜悅;即使百思不得其解,也會為那”似乎有點什麼”的隱約哀愁,發出一聲深沈的歎息⋯

    said on 

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