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De qué hablamos cuando hablamos de amor

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Publisher: Anagrama

4.1
(2000)

Language:Español | Number of Pages: 157 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , Japanese , Italian , German , Chi simplified

Isbn-10: 8433920669 | Isbn-13: 9788433920669 | Publish date:  | Edition 1

Translator: Jesús Zulaika

Also available as: Others , Mass Market Paperback

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Book Description
Los deslumbrados lectores de Catedral, primer libro publicado en España de Carver, reencontrarán en De qué hablamos cuando hablamos de amor la atmósfera y los personajes de un autor que domina indiscutiblemente el panorama literario norteamericano de esta década. Parejas que se despedazan, compañeros que parten desesperadamente a la aventura, hijos que intentan comunicarse con sus padres, un universo injusto, violento, tenso, a veces irrisorio.
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  • 4

    Il racconto...

    ...che da il nome a questa raccolta è l'istantanea di una serata tra amici, una serata normale in cui però emergono particolari incredibili. Ecco forse è questa la cifra dei racconti di Carver: situaz ...continue

    ...che da il nome a questa raccolta è l'istantanea di una serata tra amici, una serata normale in cui però emergono particolari incredibili. Ecco forse è questa la cifra dei racconti di Carver: situazioni normalissime vissute però da persone profondamente in crisi o situazioni di crisi vissute da persone che erano normalissime, il risultato è una sorta di sconnessione, di corto circuito, di incertezza, vite sospese.

    said on 

  • 1

    Perchè leggere quest'opera praticamente "distrutta" dall'editor Gordon Lish?

    Chi si accontenta... si fa una pessima opinione di Raymond Carver senza sapere che sta leggendo un'opera "sconciata" dall'editor Gordon Lish.
    Fate ricerche in internet sul rapporto Carver - Lish, oppu ...continue

    Chi si accontenta... si fa una pessima opinione di Raymond Carver senza sapere che sta leggendo un'opera "sconciata" dall'editor Gordon Lish.
    Fate ricerche in internet sul rapporto Carver - Lish, oppure leggete qui:
    http://lanostralibreria.blogspot.it/2015/05/glo-thinking-perche-non-ballate-la.html?spref=fb

    Personalmente, dopo aver confrontato i primi due racconti. abbandono questo e continuo a leggere "Principianti".

    said on 

  • 3

    La bellezza può essere ridotta all'osso?

    Premetto che il Minimalismo è lontano mille miglia dal tipo di letteratura che amo, tuttavia non si può non rendere merito a Carver. Per un semplice motivo: negli ambienti disfatti e devastati di cui ...continue

    Premetto che il Minimalismo è lontano mille miglia dal tipo di letteratura che amo, tuttavia non si può non rendere merito a Carver. Per un semplice motivo: negli ambienti disfatti e devastati di cui narra, c'è sempre qualcosa di bello. Un piccola luce, un minimo segno di speranza, di un cambiamento possibile, di resurrezione, anche. Inoltre la cura delle parole, la scelta delle voci a cui affidare la narrazione della storia, insomma tutto il lavoro di cesellatura che c'è dietro ogni suo racconto. Quindi, noblesse oblige.

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  • 4

    Una lettura di alcuni anni fa non mi aveva entusiasmata. Oggi la vedo così. Recita la quarta di copertina: "Carver non era un minimalista: era un artista". Firmato David Foster Wallace.

    said on 

  • 4

    Più segnali mi erano arrivati su questo libro..uno da Birdman, un altro dal libro di Piccolo che ne descriveva uno dei racconti, un altro ancora da un articolo letto; non potevo non leggerlo e non pot ...continue

    Più segnali mi erano arrivati su questo libro..uno da Birdman, un altro dal libro di Piccolo che ne descriveva uno dei racconti, un altro ancora da un articolo letto; non potevo non leggerlo e non potevo, forse, non rimanerne affascinata, piccoli racconti, a volte piccolissimi, ma così densi, così pieni di un mondo che dietro te lo immagini davvero; immagini di quadri di Hopper che vengono alla memoria. Scontata come battuta ma la faccio lo stesso..un solo difetto: troppo corto il libro, ne vorrei altri 1000 di racconti così.

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  • 0

    Di cosa parliamo quando parliamo d'amore?potrebbe essere una bella domanda! Bravissimo Carver e bravissimo pure il regista che ha fatto un capolavoro come "Birdman".Beh, io non sono stata mai brava n ...continue

    Di cosa parliamo quando parliamo d'amore?potrebbe essere una bella domanda! Bravissimo Carver e bravissimo pure il regista che ha fatto un capolavoro come "Birdman".Beh, io non sono stata mai brava nella sintesi. Lo dico subito, sono didascalica e spesso prolissa, ma l'amore è un argomento così vasto, che per me, fare una sintesi sminuirebbe la sua complessità, mentre troppe parole, allo stesso tempo, allagherebbero forse la sua stessa essenza semplice e bella...Il titolo del libro mi ha subito rimandato al bellissimo monolgo di Barbra Streisand nel film "L'amore ha due facce" con Jeff Bridge, sì lui, l'attore de "Il grande Lebosky".La Streisand è fantastica nella sua "Lezione d'amore".,..Vabbè, meglio non divagare....Tornando all'amore e alla vicenda umana che lo collega ad esso, penso che l'amore inizi così,con un grande incendio,un incendio che fa sentire vivi e nello stesso tempo smarrisce e fa perdere ogni difesa, ogni sicurezza. Esso è una luce che riscalda lo sguardo, è una cosa meravigliosa che travolge e avvolge, è una coperta di lana quando fa freddo, una finestra sul mondo,è qualcosa di immenso che muove e commuove .... Va oltre le budella aggrovigliate o un viso acceso di emozione, va oltre le farfalle che fanno la ola nello stomaco. Va oltre la voce che inciampa nelle parole o nel silenzio loquace, va oltre i propri limiti.E' questo, e tanto altro che diventa percorso, percorso, però che si fa in due, altrimenti è solo un mero monologo.Quando si prova un sentimento così grande, si vorrebbero le ali di Birdman per planare su di esso, ma con leggerezza, senza pesi sul cuore.Credo che Carver condensi tutto in modo lineare e poetico. Con i suoi racconti colpisce direttamente al cuore, perchè traduce il bisogno di ciascuno di essere amati, lo spaesamento che l'amore provoca, la paura di fallire,ma anche di soffrire...In fondo l'amore scombussola l'esistenza, cambia la vita,ma ci vuole equilibrio e forza per mantenerlo in vita e reggere le sfide che mettono a dura prova l'amore stesso o ciò di cui si sta parlando adesso.
    P.S. l'ho letto al bar..con il brusio della gente come sottofondo, un brusio che non mi dava fastidio, ma faceva da nastro isolante. Ogni racconto mi ha lasciato una patina di tristezza infinita, amplificata forse da uno stato d'animo non proprio allegro e da unn caffè dal gusto amaro.Il racconto per me più significativo è quello che ha come titolo il titolo del libro.

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  • 4

    Minimal moralia

    Chiudi il libro e non capisci come faccia Carver con racconti brevissimi una scrittura minimal e narrando scampoli di vita di tutti i giorni di persone comuni a risultare poi così ricco e incisivo e ...continue

    Chiudi il libro e non capisci come faccia Carver con racconti brevissimi una scrittura minimal e narrando scampoli di vita di tutti i giorni di persone comuni a risultare poi così ricco e incisivo e a farti riflettere sulla vita, sull'infelicità, sull'amore (?). Perché non è che ti sta proponendo un micro-reality letterario, non sta sbirciando morbosamente e a caso nelle vite degli altri.
    E allora ho fatto un mio ragionamento, ho riletto un paio di racconti e ho formulato un'ipotesi: non è che carver ti racconti un momento qualsiasi delle vite di questi uomini e donne...sta facendo un distillato. Un distillato parte da una materia prima liquida la scalda fino a farla evaporare o poi ricondensare goccia a goccia. Quel che resta alla fine del processo è molto alcol (e in Carver non manca mai) e tutta una serie di aromi, di richiami volatili, di essenze, di profumi e sapori che sono il concentrato e la sintesi della sostanza di partenza. Carver ha fatto così con queste vite, ne ha distillato l'essenza, ne ha isolato in uno spazio quasi metafisico (come scrive la Pivano nella bellissima post-fazione) i profumi di tabacco e di whisky, l'odore acre della tristezza o della disperazione, quello più rassicurante della noia, il sapore della sconfitta e dell'indifferenza, il forte retrogusto del tradimento. Ha catturato per noi le tenui sensazioni di un attimo, di quell'attimo che non tornerà mai più e ce le ha proposte in un mix che non ha bisogno di invecchiamento in botti di rovere per trovare qualità.

    said on 

  • 4

    Letto a distanza ravvicinata da "Cattedrale", ho trovato questi 17 racconti tutti di alta qualità, mentre nella raccolta precedente almeno tre emergevano dagli altri come capolavori puri.
    Tra questi i ...continue

    Letto a distanza ravvicinata da "Cattedrale", ho trovato questi 17 racconti tutti di alta qualità, mentre nella raccolta precedente almeno tre emergevano dagli altri come capolavori puri.
    Tra questi il racconto della torta di compleanno, presente in questa raccolta in versione troncata.
    Dopo la lettura ho trovato l'articolo del 1999 di Baricco che parlava del rapporto tra Carver e l'editor Gordon Lish ...

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  • 4

    Short stories

    Spesso, troppo spesso i racconti brevi hanno deluso le mie aspettative di lettore. Forse avanzavo delle pretese eccessive, però Carver ha cambiato le carte in tavola, risvegliando la pigrizia che nutr ...continue

    Spesso, troppo spesso i racconti brevi hanno deluso le mie aspettative di lettore. Forse avanzavo delle pretese eccessive, però Carver ha cambiato le carte in tavola, risvegliando la pigrizia che nutrivo nell'avvicinarmici.

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