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De qué hablo cuando hablo de correr

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Publisher: Tusquets

3.9
(4208)

Language:Español | Number of Pages: 232 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Japanese , English , German , Chi traditional , Chi simplified , Galego , French , Italian , Dutch , Catalan , Portuguese , Swedish , Czech , Polish

Isbn-10: 8483835932 | Isbn-13: 9788483835937 | Publish date:  | Edition 1

Translator: Francisco Barberán Pelegrín

Also available as: Softcover and Stapled , Mass Market Paperback , Hardcover , Others

Category: Biography , Health, Mind & Body , Sports, Outdoors & Adventure

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Book Description
Ahora, ya con numerosos libros publicados con gran éxito en todo el mundo, y después de participar en muchas carreras de larga distancia, Murakami reflexiona sobre la influencia que este deporte ha ejercido en su vida y en su obra. Este libro es tal vez el más personal de los suyos, donde manifiesta más ampliamente sus opiniones sobre la literatura y sus propias obras.
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  • 2

    Frasi dal libro

    “Voglio pensare ai fiumi. Voglio pensare alle nuvole. Ma in realtà non penso a niente. Semplicemente continuo a correre in un silenzio di cui avevo nostalgia, in un comodo spazio vuoto che mi sono creato da solo. E dicano quello che vogliono, ma è una cosa fantastica.”
    https://frasiarzianti ...continue

    “Voglio pensare ai fiumi. Voglio pensare alle nuvole. Ma in realtà non penso a niente. Semplicemente continuo a correre in un silenzio di cui avevo nostalgia, in un comodo spazio vuoto che mi sono creato da solo. E dicano quello che vogliono, ma è una cosa fantastica.”
    https://frasiarzianti.wordpress.com/2014/12/19/larte-di-correre-murakami/

    said on 

  • 5

    Vale sempre la pena correre

    “Non avevo mai letto nulla di Murakami.
    Ne avevo sentito parlare tanto, forse troppo, e mi ero convinta che fosse un autore non adatto a me, un filosofo-sognatore, mentre io preferisco le situazioni concrete. Mai giudicare senza aver provato in prima persona!
    Nonostante lo scetticismo ...continue

    “Non avevo mai letto nulla di Murakami.
    Ne avevo sentito parlare tanto, forse troppo, e mi ero convinta che fosse un autore non adatto a me, un filosofo-sognatore, mentre io preferisco le situazioni concrete. Mai giudicare senza aver provato in prima persona!
    Nonostante lo scetticismo mi sono decisa ad incominciare l'Arte di Correre, perché mi era stato presentato come "la Bibbia" del runner, un testo che non poteva mancare nel mio background. Sarà stato l'argomento, fatto sta che già dalla prima pagina mi sono trovata talmente coinvolta dalla narrazione che non avrei più smesso di leggere.
    Non ho scoperto niente di nuovo sulla corsa, per contro Murakami ed io condividiamo la stessa filosofia di vita.
    Sono andata a controllare la sua data di nascita e, come prevedevo, è nato sotto il segno del capricorno, esattamente come me. Alla faccia di chi non crede ai segni zodiacali.
    L'Arte di Correre è una via di mezzo tra il diario e la biografia: una raccolta di osservazioni, pensieri, stati d'animo legati alla passione per la corsa e alle ripercussioni che questo hobby ha avuto sull'attività di scrittore.
    Questo perché Murakami di professione scrive, ma sarebbe giunto alle stesse conclusioni anche se avesse fatto il muratore o lo spazzino, perchè ciò che s’impara correndo prescinde dalla professione.”

    said on 

  • 5

    "Se non altro, fino alla fine non ha camminato"

    Breve. Autobiografico. Intenso.
    Chi non ha mai inforcato un paio di scarpette da corsa per mettersi sulla strada e macinare chilometri, incurante della stagione, del dolore muscolare, del fiato corto e della fatica; chi non si è mai seduto davanti ad un pc - o ha preso una penna in mano - p ...continue

    Breve. Autobiografico. Intenso.
    Chi non ha mai inforcato un paio di scarpette da corsa per mettersi sulla strada e macinare chilometri, incurante della stagione, del dolore muscolare, del fiato corto e della fatica; chi non si è mai seduto davanti ad un pc - o ha preso una penna in mano - per buttare giù qualche riga di una storia, non potrà capire appieno quello che Murakami descrive in questo piccolo pamphlet sul significato della corsa applicata alla scrittura. Per tutti gli altri, beh, si tratterà di un'evocativa descrizione di automatismi introiettati. Lo sforzo cui ci si sottopone in nome della passione, del benessere fisico, della paturnia o per qualsiasi altra motivazione plausibile (oppure no) è una "sofferenza opzionale".
    Ma chi ce lo fa fa'? Diciamo pure così. Le persone cosiddette "normali" non capiranno mai il senso dell'allenamento costante che implica motivazione, concentrazione, sacrificio, determinazione e perseveranza nel corso degli anni. Non è meglio incontrare gli amici di fronte ad una birra? Distendersi a prendere il sole? Fare un lavoro tranquillo e poco impegnativo? Quale perverso meccanismo spinge a farsi "tutto questo male" per sentirsi pienamente vivi?
    Murakami cerca di darci la sua, personale, risposta. Incline allo sforzo prolungato, ottimo corridore su lunga distanza, ha iniziato all'età di trent'anni a dedicarsi all'arte di correre, come la chiama lui. Sì, perché la corsa non è soltanto uno sport salutista ma una vera e propria disciplina che affina la mente e lo spirito mentre forgia il corpo, rinnova i tessuti organici, rinvigorisce le fibre e le ossa. Chi ha visto aumentare pian piano, metro dopo metro, giorno dopo giorno, passo dopo passo, la propria resistenza, chi ha sentito diminuire col tempo il proprio battito cardiaco, chi ha smesso di ansimare, chi ha ascoltato interi album dei propri musicisti preferiti gustandosi il paesaggio circostante, l'avvicendarsi della stagioni, chi si è bruciato la pelle sotto il cielo estivo, chi ha tremato di freddo o si è inzuppato di pioggia, capirà. Per gli altri non sarà mai troppo tardi per prendere spunto.
    L'arte di correre, come l'arte del buon romanziere, non è qualcosa cui ci si possa dedicare semplicemente per hobby. È una vocazione, un'attività mistica, è un elevarsi e trascendere nell'impegno costante che spinge a superare i propri limiti, le barriere che ci siamo costruiti per dimostrarci che non c'è ripetizione che tenga. Qualcosa, dentro e fuori di noi, produrrà frutto se verrà ben coltivata.

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  • 4

    La cosa che ho trovato straordinaria di questo libro, oltre all'autore che ancora conosco poco, è la sensazione che in fondo non vi è età per raggiungere traguardi e per realizzarsi. La sua attività di scrittore e di maratoneta inizia verso i 33 anni, quindi in età adulta.

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  • 3

    La differenza tra smart-easy e strong willpower!

    In un mondo dove il paradigma da coniugare è impostato sul concetto di intelligente e facile da raggiungere, L'arte di correre di Murakami è una spinta a riflettere sul concetto di zelo e forza di volontà, anche perché con la sola essenza del pensiero si rischia di prevedere tutto e non fare nien ...continue

    In un mondo dove il paradigma da coniugare è impostato sul concetto di intelligente e facile da raggiungere, L'arte di correre di Murakami è una spinta a riflettere sul concetto di zelo e forza di volontà, anche perché con la sola essenza del pensiero si rischia di prevedere tutto e non fare niente per evitare il primo ostacolo!

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  • 3

    Non credo questo sia un libro sulla corsa in sé, bensì su ciò che correre possa significare per uno scrittore o chiunque pratichi fondamentalmente altro nella vita: un modo non solo per tenersi in forma per via della sedentarietà -banalmente- ma soprattutto un esercizio psicofisico che, al pari d ...continue

    Non credo questo sia un libro sulla corsa in sé, bensì su ciò che correre possa significare per uno scrittore o chiunque pratichi fondamentalmente altro nella vita: un modo non solo per tenersi in forma per via della sedentarietà -banalmente- ma soprattutto un esercizio psicofisico che, al pari della scrittura, spinga alla ricerca dei propri limiti con l'obiettivo di superarli. Murakami non corre infatti per vincere medaglie o premi, corre per sé stesso, per il proprio benessere. In questo libro racconta del suo percorso parallelo di scrittore/maratoneta, col sottile humour tipico dei suoi libri, stavolta autoironia, ammettendo e descrivendo i suoi insuccessi nella corsa, controbilanciati dal successo dei suoi libri. Bellissimi i paesaggi da sfondo alle sue ore di corsa, le facce, i pensieri e l'immancabile colonna sonora.
    Alla fine rimane al suo lettore affezionato una speranza: che non smetta mai di scrivere!

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  • 3

    Breve, semplice, magari a tratti anche ripetitivo. Ma svela un lato quasi sconosciuto di Murakami e fa venire voglia di infilarsi un paio di scarpe e iniziare a correre.

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