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De stad der Blinden

Roman

By

4.4
(10792)

Language:Nederlands | Number of Pages: 303 | Format: Others | In other languages: (other languages) Portuguese , English , Spanish , Catalan , Chi traditional , German , Italian , French , Swedish

Isbn-10: 9029056576 | Isbn-13: 9789029056571 | Publish date: 

Also available as: Mass Market Paperback , Paperback

Category: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Social Science

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Book Description
Als een land getroffen wordt door een besmettelijke blindheid, verandert het leven in een elementaire strijd op leven en dood.
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  • 4

    Ovviamente molto meglio del film

    Saramago riesce a raccontare una storia da brividi con la leggerezza e facilità che contraddistinguono il suo stile.
    Il libro scorre velocemente, a tratti si viene fagocitati dal testo e a tratti il r ...doorgaan

    Saramago riesce a raccontare una storia da brividi con la leggerezza e facilità che contraddistinguono il suo stile.
    Il libro scorre velocemente, a tratti si viene fagocitati dal testo e a tratti il ritmo rallenta.
    Nel complesso un buon libro

    gezegd op 

  • 5

    In un luogo e in un tempo non definito la realtà viene stravolta da una epidemia di cecità. Sperando di ridurre il contagio si avvia una quarantena allontanando i contaminati in diverse strutture, un ...doorgaan

    In un luogo e in un tempo non definito la realtà viene stravolta da una epidemia di cecità. Sperando di ridurre il contagio si avvia una quarantena allontanando i contaminati in diverse strutture, una di queste è il manicomio. Una scelta non causale se consideriamo che generalmente i malati vengono curati in ospedale, quindi perché manicomio e non semplicemente ospedale? Perché apparentemente la malattia sembra fisica, in realtà è mentale. Gli occhi donano all'uomo la visione, ma non sempre l'osservazione. All'osservazione si unisce il pensiero. L'uomo vede, ma non osserva.
    Da qui ha inizio un nuovo campo di concentramento.
    E come in campo di concentramento non esistono beni di prima necessità e non c'è acqua ne cibo a sufficienza, non ci sono regole che differenziano il bene dal male - il giusto dallo sbagliato, non c'è dignità e non c'è coscienza. Retrocedono fino allo stato animalesco, la ragione lentamente viene spazzata via da quello è l'istinto di sopravvivenza.

    I protagonisti sono uomini, donne, anziani e bambini imprigionati a cui viene tolto tutto. Di loro non si sa nome perché a cosa serve un nome a un cieco il quale non può associarlo a un viso?

    Saramago affronta il tema dell'identità, mette in dubbio ciò che noi crediamo questa sia, fa volutamente crollare le nostre certezze.
    Saramago come Pirandello mette in discussione l'identità dell'uomo, fa cadere ogni maschera sul volto, lo svuota fino a renderlo folle, animale. Nel romanzo toglie la possibilità al ladro di essere ladro perché senza occhi non può rubare; il medico non sarà più medico perché non avrà occhi per operare.

    Induce l'uomo a vedere perché non vede nonostante egli sia convinto del contrario.
    Come in un equazione occhi sta per mente, visione sta per pensiero. Saramago accusa l'uomo di non usare gli strumenti per mezzo dei quali si ha la possibilità di giungere alla verità, a quella che a me piace chiamare "vetta". Punisce l'uomo togliendogli la vista, ma non la speranza. Lo mette alla prova, ma come un buon padre non lo abbandona sebbene così sembra, a fianco ai ciechi c'è colei che ancora vede, c'è una guida.

    Saramago ha ridipinto in un unico quadro la storia dell'umanità.
    Il suo romanzo è un invito a vedere perché il luogo di cui non viene precisato il nome potrebbe essere il nostro, il tempo che decide di rendere indefinito potrebbe essere infinito e quegli uomini inizialmente privi d'identità potremmo essere noi.

    gezegd op 

  • 3

    Ho interpretato questo testo come una vigorosa metafora dell'indifferenza, male comune e onnipervasivo della società moderna. Tutto sommato mi è piaciuto, le pagine migliori a mio avviso sono nella pr ...doorgaan

    Ho interpretato questo testo come una vigorosa metafora dell'indifferenza, male comune e onnipervasivo della società moderna. Tutto sommato mi è piaciuto, le pagine migliori a mio avviso sono nella prima parte, le tragiche lotte per la sopravvivenza in quel microcosmo allucinante che è il manicomio-luogo di quarantena, quasi uno specchio deformato e grottesco dell'umanità moderna e delle sue peggiori pulsioni, a tratti mi ha richiamato alla mente certi angoscianti quadri di Goya. Meno bella, meno compatta la seconda parte, al di fuori del sanatorio. Comunque, un autore interessante, del quale avevo già trovato molto originale e stimolante "Le intermittenze della morte", e di cui leggerò certamente dell'altro.

    gezegd op 

  • 2

    di recente l'ha letto quella che mi piaceva

    specie per le tette

    chissà se ci ha capito qualcosa

    io no

    dà però l'impressione di un grande libro

    forse lo è

    in fondo non lo credo ...doorgaan

    di recente l'ha letto quella che mi piaceva

    specie per le tette

    chissà se ci ha capito qualcosa

    io no

    dà però l'impressione di un grande libro

    forse lo è

    in fondo non lo credo

    gezegd op 

  • 3

    di recente l'ha letto quella che mi piaceva

    specie per le tette

    chissà se ci ha capito qualcosa

    io no

    dà però l'impressione di un grande libro

    forse lo è

    in fondo non lo credo ...doorgaan

    di recente l'ha letto quella che mi piaceva

    specie per le tette

    chissà se ci ha capito qualcosa

    io no

    dà però l'impressione di un grande libro

    forse lo è

    in fondo non lo credo

    gezegd op 

  • 1

    Commento all'audiolibro

    Che impostura. Come fantascienza fa ridere, come libro distopico, pure. Sembra Il signore delle mosche con più pretese.
    Per fortuna non ho dovuto leggerlo, ma l'ho solo ascoltato, quindi Sergio Rubini ...doorgaan

    Che impostura. Come fantascienza fa ridere, come libro distopico, pure. Sembra Il signore delle mosche con più pretese.
    Per fortuna non ho dovuto leggerlo, ma l'ho solo ascoltato, quindi Sergio Rubini e non io si è dovuto sorbire l'"innovativa" punteggiatura.
    I personaggi senza nome una trovatina stupida, soprattutto la donna cogli occhiali scuri, persi sicuramente dopo pochi giorni di quarantena: odiosi tutti, ma ripetuti migliaia di volte e in ogni situazione assurda fanno proprio perdere la pazienza. Qua e là qualche frase maschilista e da vecchio trombone. Saramago sopravvalutatissimo.

    gezegd op 

  • 5

    Finalmente la luce

    Si sa con Saramago non ho un bel rapporto; dopo l'esordio con il vangelo (gruppo di lettura) e poi la profonda delusione provata con Viaggio in Portogallo, ho afferrato Cecità e finalmente quel bianco ...doorgaan

    Si sa con Saramago non ho un bel rapporto; dopo l'esordio con il vangelo (gruppo di lettura) e poi la profonda delusione provata con Viaggio in Portogallo, ho afferrato Cecità e finalmente quel bianco mi ha catturata. La soddisfazione che provo nel poter dare 5 stellette e nel poter esprimere la bellezza che questo autore acclamato da tutti ha suscitato in me è indicibile. Cecità è un signor Libro. Originale, crudele, realistico, riflessivo, coinvolgente a livello emotivo e spirituale. Mi è piaciuto tantissimo, un'opera visionaria ma estremamente vicina alla realtà. La vera cecità non è quella fisica che colpisce l'intera città meno una persona, ma è quella interiore, quella che spinge l'uomo a compiere nefandezze e a seguire solo il proprio istinto primordiale. Neanche l'istinto di sopravvivenza, ma è quella che porta a perdere il senso del pudore e della dignità umana. Da davvero molto da riflettere e sopratutto il finale lascia aperti scenari dove tutto è possibile. Per quanto la chiusura potrebbe essere a prima vista positiva mi ha lasciato addosso un senso di orrore e mi sono trovata a domandarmi se davvero la cecità fosse il peggiore dei mali o se il peggio sarebbe ancora dovuto arrivare. Davvero consigliato a tutti.

    gezegd op 

  • 4

    Ma che succederebbe se... Saramago usa un'epidemia di cecità come cartina di tornasole per mostrare atrocità e nobiltà della specie umana. Molto riuscito e coinvolgente. Ho apprezzato l'innovazione s ...doorgaan

    Ma che succederebbe se... Saramago usa un'epidemia di cecità come cartina di tornasole per mostrare atrocità e nobiltà della specie umana. Molto riuscito e coinvolgente. Ho apprezzato l'innovazione stilistica del discorso diretto inserito senza interpunzioni, introdotto dalla sola maiuscola, per il resto lo stile non mi ha colpito.

    gezegd op 

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