De stad der Blinden

Roman

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4.4
(11750)

Language: Nederlands | Number of Pages: 303 | Format: Others | In other languages: (other languages) Portuguese , English , Spanish , Catalan , Chi traditional , German , Italian , French , Swedish

Isbn-10: 9029056576 | Isbn-13: 9789029056571 | Publish date: 

Also available as: Mass Market Paperback , Paperback

Category: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Social Science

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Book Description
Als een land getroffen wordt door een besmettelijke blindheid, verandert het leven in een elementaire strijd op leven en dood.
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  • 5

    Ci vuole stomaco, un po' come ce ne vuole tutti i giorni, a ben guardarsi intorno, solo che siamo talmente distratti che non ce ne accorgiamo. Qui invece sei costretto a leggere per centinaia di pagin ...doorgaan

    Ci vuole stomaco, un po' come ce ne vuole tutti i giorni, a ben guardarsi intorno, solo che siamo talmente distratti che non ce ne accorgiamo. Qui invece sei costretto a leggere per centinaia di pagine l'abisso, saltarci dentro, trovare il modo di uscirne fuori. Un libro che VA LETTO, a prescindere, perché libri così forti e perfetti ne capitano raramente in una vita. Mi ha ricordato per certi versi Il signore delle mosche, anche lui forte, crudo ed eticamente stimolante.

    gezegd op 

  • 4

    La giungla è sempre dietro l'angolo

    Sentimenti contrastanti : da un lato la sensazione di avere in mano un'opera di grande impatto e di grande valore. Dall'altro quella di una continua e sottile angoscia, non tanto dovuta alla cecità in ...doorgaan

    Sentimenti contrastanti : da un lato la sensazione di avere in mano un'opera di grande impatto e di grande valore. Dall'altro quella di una continua e sottile angoscia, non tanto dovuta alla cecità in sé ma al vedersi continuamente sbattere in piena faccia una serie di cose che preferiremmo non vedere e non sentire. E su tutto il dubbio che l'ordine sociale che ci ha sottratto alla giungla sia in realtà molto fragile e un paio di colpi ben assestati basterebbero per mandarlo in frantumi e restituirci tutti alla giungla stessa. O, peggio, ad affogare nei nostri stessi escrementi.

    gezegd op 

  • 5

    Tenebra bianca

    Molto probabilmente non avrei letto il libro…il mio primo Saramago, se non avessi visto il film; se non avessi tentato di vedere il film perché ad un certo punto, pag. 147, mi sono allontanata dallo s ...doorgaan

    Molto probabilmente non avrei letto il libro…il mio primo Saramago, se non avessi visto il film; se non avessi tentato di vedere il film perché ad un certo punto, pag. 147, mi sono allontanata dallo schermo:
    "Stavano lì in piedi, tremanti e risolute …
    lentamente, guidate dalla moglie del medico, ciascuna con la mano sulla spalla della seguente, le donne cominciarono a camminare. Erano tutte scalze…"
    Un dolore fisico mi ha impedito di continuare a vedere ...
    ( Una sensazione del genere l’ho provata solo davanti alle ultime sequenze di Orwell 1984).

    Poi, il giorno successivo, il desiderio di leggere il libro. Davvero strano per me che non amo romanzi apocalittici.. ma la “bellezza” atroce del film mi ha intrappolato.
    E così mi son trovata avvolta in un flusso di pensieri terrificanti come e forse più delle immagini.
    Uomini e donne sono descritti come sconosciuti, non esistono nomi propri e non ci sono ruoli: protagonista è l’essere umano che reagisce in modo orribile e devastante mostrando tutte le sue debolezze e le sue cattiverie; ma ci sono anche squarci di umanità e momenti di grande coraggio.
    Non dimenticherò il manicomio-lager, la violenza sulle donne, la crudeltà degli uomini, le statue bendate della chiesa e le tre donne, la moglie del dottore, la ragazza dagli occhiali scuri e la moglie del primo cieco, che si lavano sotto la pioggia.

    Un libro faticoso, ma potente.

    “Dio mio quanto ci mancano gli occhi, vedere, vedere, vedere, sia pur appena delle vaghe ombre…”

    gezegd op 

  • 5

    Leggerlo subito dopo aver visto l'ottimo film che ne è stato tratto è una impresa a dir poco dolorosa.
    La storia è quella, in tutto il suo orrore.
    Nel film i commenti dell'autore e i pensieri dei prot ...doorgaan

    Leggerlo subito dopo aver visto l'ottimo film che ne è stato tratto è una impresa a dir poco dolorosa.
    La storia è quella, in tutto il suo orrore.
    Nel film i commenti dell'autore e i pensieri dei protagonisti sono ovviamente ridotti, mentre nel romanzo sono la parte più importante.
    Non so quanto possa essere potente la lettura senza le immagini del film, ma certo è un romanzo straordinario, scritto con maestria.
    Rispetto ai capolavori del genere questo ha in più il realismo dei personaggi, la profondità dei loro pensieri.
    Da appassionato divoratore di fantascienza devo ammettere che i capolavori del genere (io sono leggenda, il giorno dei trifidi, la morte dell'erba, Largo! largo! eccetera) non sono all'altezza di questo romanzo.
    Saper scrivere non è solo raccontare bene storie interessanti.

    gezegd op 

  • 5

    È sempre uno sbaglio madornale guardare la trasposizione cinematografica di una grande opera letteraria, prima di averla letta: si rischia di farsi dei preconcetti e di non apprezzarne la levatura pro ...doorgaan

    È sempre uno sbaglio madornale guardare la trasposizione cinematografica di una grande opera letteraria, prima di averla letta: si rischia di farsi dei preconcetti e di non apprezzarne la levatura proprio perché fuorviati dalla sceneggiatura, che non può dare adito alle riflessioni che inevitabilmente soggiacciono alla parola scritta.
    Questo è stato il mio errore con Cecità.
    Una composizione dal tema inquietante e che nella sua crudezza permette di riflettere sulla serie di bestialità di cui il genere umano si fa portavoce, dal momento in cui si manifesta un handicap sociale che palesa la nostra indole più primitiva. Si assiste ad un'epopea distopica, una lenta apocalisse le cui conseguenze sono oggetto di continua riflessione sia per chi subisce la disabilità, sia soprattutto per l'unica vedente. Sembra che l'abbrutimento e l'orrore non possano avere fine in questa spirale discendente, in cui sono entrati repentinamente gli uomini invasi dal "mare di latte" che ha tolto loro la vista.
    E man mano si scende in questo inferno, man mano la voce narrante di Saramago ci invita a riflettere, a considerare tutte le possibili ripercussioni di ogni singolo gesto, pensiero, atto dei personaggi coinvolti, come a volerci far "vedere con occhi nuovi" quello che comporta la cecità che da fisica si allarga sempre più ad abbracciare un'altra cecità, quella della mente e del cuore. Da questa "malattia" dei sensi e non solo, i protagonisti proprio un attimo dopo aver toccato il fondo "più nero" riescono a riemergere, ritornano a vedere con una nuova e faticosa consapevolezza... e devo dire che queste pagine non testimoniano solo l'evoluzione dei protagonisti ma anche quella del lettore, che esce da questa lettura edificato, più cosciente e più greve.
    Un'opera da studiare, da inserire doverosamente nei programmi scolastici dei nostri studenti adolescenti. Una pietra miliare, correttamente annoverata tra i migliori libri di sempre.

    gezegd op 

  • 5

    "..ma chi dice che questa cecità bianca non sia un male dello spirito.."

    Un'ironia grottesca e disperata iniziale cede pian piano il passo a un senso di angoscia e smarrimento. Un libro apocalittico. Non è dato di sapere né l'epoca, né il luogo, né tanto meno il nome dei p ...doorgaan

    Un'ironia grottesca e disperata iniziale cede pian piano il passo a un senso di angoscia e smarrimento. Un libro apocalittico. Non è dato di sapere né l'epoca, né il luogo, né tanto meno il nome dei personaggi.
    Lo stile di Saramago in questo caso, con quei periodi lunghi, la punteggiatura mancante, i dialoghi fusi alla narrazione senza alcune virgolette, fa crollare tutte le nostre certezze di lettori: ci chiediamo dove siano i punti di riferimento per orientarci, così come il vortice di spaesamento travolge pian piano tutti i cechi. Non è dato di sapere né l'epoca, né il luogo, né tanto meno il nome dei personaggi.
    -Ho passato la vita a guardare negli occhi della gente, è l'unico luogo del corpo dove forse esiste ancora un'anima - commenta il medico oculista.
    E se violenza, fobie, egoismi e indifferenza accecano, sembra chiederci l'autore, dove va a finire l'anima dell'Umanità?.........

    gezegd op 

  • 5

    Che libro !!!! Sicuramente fa riflettere molto . Gli occhi sono il filtro della ragione , dei sentimenti , della dignità ? Cosa succederebbe se non vedessimo più , come ci trasformeremmo ? Un branco d ...doorgaan

    Che libro !!!! Sicuramente fa riflettere molto . Gli occhi sono il filtro della ragione , dei sentimenti , della dignità ? Cosa succederebbe se non vedessimo più , come ci trasformeremmo ? Un branco di animali selvaggi vaganti , senza regole ed organizzazione .....
    Inutile dire che mi è piaciuto tantissimo , secondo me stiamo parlando di un capolavoro ......

    gezegd op 

  • 5

    "I sentimenti con i quali abbiamo vissuto e che ci hanno fatto vivere come eravamo, sono nati perché avevamo gli occhi, senza di essi i sentimenti si trasformano."

    Un libro che ci spoglia di tutta la ...doorgaan

    "I sentimenti con i quali abbiamo vissuto e che ci hanno fatto vivere come eravamo, sono nati perché avevamo gli occhi, senza di essi i sentimenti si trasformano."

    Un libro che ci spoglia di tutta la nostra umanità, e che ci espone al freddo degli istinti e dell'egoismo che afferra il cuore di chi si trova improvvisamente a dover sopravvivere. Con quest'epidemia dilagante, la sporcizia cresce progressivamente, non solo quella materiale, che invade ogni superficie della città, ma anche quella insita nell'animo dell'uomo, in una discesa inesorabile in cui dignità e autodeterminazione sembrano essere destinate ad annegare nel bianco latteo della cecità.

    L'autore ci lascia senza spiegarci l'origine di questa maledizione arrivata a colpire l'umanità intera, eppure è la protagonista, l'unica ad aver mantenuto la vista, ad affermare che "non siamo diventati ciechi, lo siamo, ciechi che vedono, ciechi che, pur vedendo, non vedono." Una considerazione più che mai attuale per il tempo in cui viviamo.

    Siamo anche noi ciechi che, pur vedendo, non vedono?

    gezegd op 

  • 5

    Il mago Saramago

    "Cecità" è senza dubbio uno dei libri più belli e coinvolgenti che abbia mai letto. È stato il primo dei tanti libri di Saramago che ho letto (in realtà divorato).
    È un romanzo crudo, brutalmente uman ...doorgaan

    "Cecità" è senza dubbio uno dei libri più belli e coinvolgenti che abbia mai letto. È stato il primo dei tanti libri di Saramago che ho letto (in realtà divorato).
    È un romanzo crudo, brutalmente umano e umanamente brutale, è inquietante, coraggioso. A tratti il linguaggio adoperato è un po' troppo forte.
    Voto massimo

    gezegd op 

  • 5

    Travolgente, angosciante, crudo

    La lettura di Cecità è stata per me una vera e propria esperienza, un'immersione in un altro mondo con un senso di disagio e angoscia inframezzato da qualche frammento di parentesi di lieve sollievo g ...doorgaan

    La lettura di Cecità è stata per me una vera e propria esperienza, un'immersione in un altro mondo con un senso di disagio e angoscia inframezzato da qualche frammento di parentesi di lieve sollievo grazie all'umanità dimostrata da alcuni personaggi.
    La cecità rappresenta in questo caso sia una malattia immaginaria (coloro che ne sono affetti -senza apparente motivo- vedono tutto bianco) che uno spunto di una metafora per descrivere gli aspetti peggiori dell'uomo.
    Non si salva quasi nessuno: le parole che descrivono chi non ne è affetto sono sintetizzabili in paura, emarginazione (verso i malati), violenza, menefreghismo e scherno. Coloro che vengono ghettizzati formano invece una piccola società a sé stante che invece deve fare i conti con lotta per la sopravvivenza, avidità per scarsità di risorse di ogni tipo ed egoismo. Qui vige la legge del più forte in cui chi ha il sopravvento usa il proprio potere per accaparrarsi le risorse, sfruttando ed umiliando i più deboli nei modi peggiori. Quando invece questa piccola società si estende su grande scala, ecco che regna caos e panico generalizzato, indifferenza e solidarietà assente, se non quella all'interno di piccoli gruppi che si sono venuti a formare.
    Lo stile usato da Saramago non è comune, senza pause, il luogo e il tempo non sono precisati, così come i nomi propri delle persone che non vengono mai menzionati.
    Tutto questo contribuisce a creare il senso di disagio ed immergerti in quella realtà di cui ti sembra fare parte.
    Libro non semplice, ma vale la pena fare un piccolo sforzo: la lettura stessa é una vera e propria esperienza

    gezegd op 

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