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De stad der blinden

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Uitgever: Meulenhoff

4.4
(10497)

Language:Nederlands | Number of Pages: 329 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Portuguese , English , Spanish , Catalan , Chi traditional , German , Italian , French , Swedish

Isbn-10: 9029083654 | Isbn-13: 9789029083652 | Publish date: 

Translator: Harrie Lemmens

Also available as: Others , Mass Market Paperback

Category: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Social Science

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Book Description
Als een land getroffen wordt door een besmettelijke blindheid, verandert het leven in een elementaire strijd op leven en dood.
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  • 5

    "SURREALTA'"

    Il termine "Surrealta'" non esiste nei dizionari e neanche ne esiste un suo neologismo.
    Potrebbe significare (come si puo' trovare in qualche scritto) "oltre la realta'".
    -
    Termine perfetto, surrealta', per questo libro di Saramago (ma anche per "L'intermittenza della morte" ...doorgaan

    Il termine "Surrealta'" non esiste nei dizionari e neanche ne esiste un suo neologismo.
    Potrebbe significare (come si puo' trovare in qualche scritto) "oltre la realta'".
    -
    Termine perfetto, surrealta', per questo libro di Saramago (ma anche per "L'intermittenza della morte" con cui ha diverse similitudini e tematiche) dove per sostenere le sue tesi l'Autore parte da un fatto di assoluta tragicita' : una "epidemia" che rende ciechi, progressivamente, tutta la popolazione.
    -
    La morte (e le conseguenze sulla popolazione) rientra nella "realta'", mentre la cecita' (e le conseguenze sulla popolazione) rientra nella "surrealta'".
    -
    La morte (nell'"Intermittenza della morte") e' un punto di arrivo, la cecita' (in "Cecita" e giova ricordare che il titolo originale e' "Saggio sulla cecita'") e' una specie di morte/vivente, chi ne e' colpito non vede buio assoluto ma bianco, bianco latte, come se vedesse il nulla).
    -
    Invenzione del tema, suo sviluppo, pathos, metafore, concetti e scrittura "alla Saramaghese" (che dopo aver letto qualche suo libro diventa familiare, anzi, esagero, diventa "strana" la scrittura normale) al massimo livello.
    -
    Pochi altri narratori avrebbero potuto scrivere un testo di questo tipo, dove il grottesco diventa guida in questa "surrealta'" riallacciandosi (implicitamente) alla storia passata (epidemie di peste, guerre, invasioni e barbarie varie) dove il degrado dell'essere umano ha toccato il fondo, ammesso che ci sia un fondo.

    gezegd op 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Il semaforo di una città, di cui non si conosce il nome, è rosso. Le macchine sono tutte in attesa del verde per ripartire e proseguire il loro percorso, ma allo scattare della luce verde, la macchina in prima posizione non riparte e un gruppo di persone si avvicina per capire cosa è successo all ...doorgaan

    Il semaforo di una città, di cui non si conosce il nome, è rosso. Le macchine sono tutte in attesa del verde per ripartire e proseguire il loro percorso, ma allo scattare della luce verde, la macchina in prima posizione non riparte e un gruppo di persone si avvicina per capire cosa è successo all’automobilista che ha creato l’ingorgo. Quest’ultimo è incredulo al posto di guida: sta cercando egli stesso di capire perchè non veda più niente e tutto sia avvolto da una luce bianca accecante.

    Da quel momento in poi la cecità dell’automobilista comincia a contagiare diverse persone, il Governo prende provvedimenti e organizza in quattro e quattr’otto una quarantena. Tutti i contagiati vengono rinchiusi in un’ala di una struttura abbandonata da tempo, e pertanto in precarie condizioni, e tutti quelli venuti a contatto con i ciechi vengono rinchiusi in un’altra ala della stessa struttura, in attesa di capirci qualcosa.

    All’interno della struttura i ciechi dovranno cercare di adattarsi alla nuova realtà, orientandosi come meglio possono. Solo una donna, che per amore ha voluto seguire il marito, non è stata e non sarà mai contagiata.

    Tutto procede con molte difficoltà, ma anche un gruppo di malvagi viene internato e dal quel momento in poi si scatenano, all’interno di quella sorta di carcere, gli istinti peggiori degli uomini. Noi lettori assisteremo ad atti di violenza di ogni genere, fino allo scoppio di un incendio.

    Solo il gruppo guidato dall’unica donna vedente uscirà da quell’inferno e si avventurerà per le strade della città, per scoprire che tutti sono diventati ciechi, non esiste più un governo e che regna il caos.

    E’ il libro più angoscioso di tutti quelli che ho letto in tutta la mia vita, risulta più angosciante di quei testi che trattano dell’Olocausto e dei campi di sterminio tedeschi.

    Tuttavia è un libro ben scritto e, il fatto che trasmetta così tanto al lettore è un punto a suo favore.

    La storia è assolutamente intrigante, non si capisce cosa aspettarsi nel corso della lettura e la curiosità sull’epilogo va crescendo in modo esponenziale. Ma quando sono arrivata alla fine, devo ammettere di essere rimasta delusa: mi aspettavo una soluzione ingegnosa da parte dell’autore che non è arrivata. E questo fa scendere il voto…

    gezegd op 

  • 4

    Come al solito non posso esimermi dal lodare Saramago. Mi piace tantissimo il suo modo di scrivere, gli argomenti che riesce a toccare, la profondità con la quale riesce a far risaltare i suoi personaggi.

    gezegd op 

  • 3

    rispetto alle aspettative mi trovo delusa sia nell'epilogo che nella storia. al di là delle descrizioni dei personaggi, dei fatti e degli ambienti, scritte in modo scorrevole e a tratti emozionante, la grandezza dell'aspettativa riferita alla storia viene smontata bruscamente alla fine. un libro ...doorgaan

    rispetto alle aspettative mi trovo delusa sia nell'epilogo che nella storia. al di là delle descrizioni dei personaggi, dei fatti e degli ambienti, scritte in modo scorrevole e a tratti emozionante, la grandezza dell'aspettativa riferita alla storia viene smontata bruscamente alla fine. un libro che parla di un fenomeno volendo analizzarne i comportamenti umani derivanti, non puo' soprassedere sulle spiegazioni e sul soffermarsi ai dettagli esplicitando causa-effetto.

    gezegd op 

  • 0

    Un libro che oserei definire al di sopra del normale.
    Devo ammettere che ho faticato un po' a leggerlo, soprattutto per il senso di angoscia che mi ha suscitato, tant'è che ero in procinto di abbandonarlo.
    Ma la curiosità di giungere a conoscenza dell'epilogo e, soprattutto il modo cr ...doorgaan

    Un libro che oserei definire al di sopra del normale.
    Devo ammettere che ho faticato un po' a leggerlo, soprattutto per il senso di angoscia che mi ha suscitato, tant'è che ero in procinto di abbandonarlo.
    Ma la curiosità di giungere a conoscenza dell'epilogo e, soprattutto il modo crudo e diretto dello scrivere dell'autore, che ho apprezzato molto, mi hanno portato a proseguire la lettura.
    E per fortuna: non mi sono trovato per niente pentito, anzi, il mio interesse e l'apprezzamento per questo libro, hanno incominciato ad aumentare sempre di più, sino a raggiungere il massimo alla fine.
    Che dire, un bel capolavoro.
    L'unica cosa, sconsiglio di leggerlo se non si è dell'umore adatto.

    gezegd op 

  • 5

    Le forze eruttate dalla psiche collettiva portano confusione e cecità mentale. ( Carl Jung )

    Cecità è indubbiamente straordinario, ma ho fatto una gran fatica a leggerlo tutto fino alla fine, a non cedere alla tentazione di lasciarlo lì, in attesa.
    Perché?
    Perché è assolutamente troppo crudo ed angosciante. Questi ciechi che si aggirano persi e disperati come fantasmi non han ...doorgaan

    Cecità è indubbiamente straordinario, ma ho fatto una gran fatica a leggerlo tutto fino alla fine, a non cedere alla tentazione di lasciarlo lì, in attesa.
    Perché?
    Perché è assolutamente troppo crudo ed angosciante. Questi ciechi che si aggirano persi e disperati come fantasmi non hanno nome ne volto, solo ruoli, e svelano quanto di più oscuro e torbido c’è nell’animo umano. La cecità degli occhi, non nera ma di un bianco abbagliante, diventa così inevitabilmente cecità dell’anima, e rende l’uomo peggiore degli animali da cui discende.
    Terribili i racconti degli stupri, della degradazione della mente e dei corpi, della inevitabile discesa nella miseria morale più totale. Non sembra esserci alcuna possibilità di riscatto, non si può uscire puliti da tutta la sporcizia portata allo scoperto da quel bianco.
    Leggendo alcune pagine, in cui si descrivono gli accaparramenti da parte dei ciechi cattivi del cibo, lasciato marcire piuttosto che essere condiviso, è impossibile non andare col pensiero agli sprechi alimentari del nostro ricco mondo, sempre impegnato a studiare strategie per rimanere in linea abbuffandosi, mentre dall’altra parte, quella più sfortunata, si muore di fame. E come resistere all’impulso, svegliandomi di notte, di accendere la luce per controllare se ci vedevo ancora?
    Fa riflettere molto, questo romanzo, e spaventa anche molto. Siamo davvero potenzialmente tutti così?
    Secondo me non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo, Ciechi che vedono, Ciechi che, pur vedendo, non vedono.
    Terribilmente bello. Ma anche terribilmente difficile da assimilare.

    ☆☆☆☆☆ ma non lo rileggerò

    5 stelle = bellissimo

    gezegd op 

  • 5

    un'apocalisse strana, quella raccontata da saramango: un mondo dove (quasi) tutti diventano ciechi, e precipitano lentamente ma inesorabilmente nel caos, con le persone ridotte quasi ad animali selvatici.
    saramango -usando peraltro uno stile letterario unico- costruisce un mondo incredibile ...doorgaan

    un'apocalisse strana, quella raccontata da saramango: un mondo dove (quasi) tutti diventano ciechi, e precipitano lentamente ma inesorabilmente nel caos, con le persone ridotte quasi ad animali selvatici.
    saramango -usando peraltro uno stile letterario unico- costruisce un mondo incredibile, fuori dal tempo, che gli permette di studiare la natura umana e le sue reazioni in condizioni disperate.
    uno di quei libri da consigliare a chiunque a scatola chiusa.

    gezegd op 

  • 4

    Il libro sembra surreale, ma in realtà è la cronaca fedele di una malattia psicosomatica collettiva. La malattia in questione è la più letale della società contemporanea: LA CECITA'. Non si tratta beninteso di una cecità di natura medica, ma di una cecità immanente all'essere umano nella società ...doorgaan

    Il libro sembra surreale, ma in realtà è la cronaca fedele di una malattia psicosomatica collettiva. La malattia in questione è la più letale della società contemporanea: LA CECITA'. Non si tratta beninteso di una cecità di natura medica, ma di una cecità immanente all'essere umano nella società contemporanea, consistente nell'incapacità di vedere e accettare "l'altro" come se stesso, in tutti i suoi bisogni e in tutta la sua fragilità. Un libro che mi ha dato molto.

    gezegd op 

  • 5

    Veramente eccezionale come lo scrittore sia riuscito a scandagliare gli istinti migliori e, soprattutto, i peggiori dell'uomo, i comportamenti più degradanti e quelli più edificanti e soprattutto a prendere coscienza di ciò che è bene e ciò che è male.

    gezegd op 

  • 4

    un pò di peste di camus, un pizzico di esperimenti di pavlov su uno sfondo di resident evil con annunci alla grande fratello. un pugno nello stomaco che ti trascina fino nelle viscere dell'umanità ... ma siamo proprio così?

    gezegd op 

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