De stad der blinden

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Uitgever: J.M. Meulenhoff

4.4
(11633)

Language: Nederlands | Number of Pages: 303 | Format: Others | In other languages: (other languages) Portuguese , English , Spanish , Catalan , Chi traditional , German , Italian , French , Swedish

Isbn-10: 9029077255 | Isbn-13: 9789029077255 | Publish date: 

Also available as: Mass Market Paperback , Paperback

Category: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Social Science

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Book Description
Een rij auto´s staat te wachten voor een rood stoplicht. Alshet licht eindelijk op groen springt, trekt de eerste auto niet op,tot groeiend ongenoegen van de automobilisten erachter. Als ze hetportier opentrekken, treffen ze een wanhopige bestuurder aan, diealleen maar kan uitbrengen dat hij van het ene moment op het andereblind is geworden.

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  • 0

    Non male ma neanche niente di speciale, sicuramente sopravvalutato. Spunto originale, sviluppo abbastanza prevedibile.
    Si fa leggere, ma non è sicuramente un obbligo averlo letto.

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  • 5

    Ingredienti: un’umanità intera annegata in una cecità bianco latte, una donna sola in grado di vedere il mondo, la disumanità guadagnata in cambio di un senso perduto, la sopravvivenza ottenuta con gl ...doorgaan

    Ingredienti: un’umanità intera annegata in una cecità bianco latte, una donna sola in grado di vedere il mondo, la disumanità guadagnata in cambio di un senso perduto, la sopravvivenza ottenuta con gli occhi del cuore e della ragione.
    Consigliato: a chi è curioso di “vedere” cosa c’è dentro gli uomini, a chi vive nella luce pensando nel buio (e viceversa).

    gezegd op 

  • 4

    Non c'è cieco in peggiore condizione di quello che non riesce a leggere tra le virgole - mi si perdoni il gioco - infatti, per la prima volta mi sono imbattuto in questa giungla di simboli e interruzi ...doorgaan

    Non c'è cieco in peggiore condizione di quello che non riesce a leggere tra le virgole - mi si perdoni il gioco - infatti, per la prima volta mi sono imbattuto in questa giungla di simboli e interruzioni. Ho letto questo libro in questo modo, senza punteggiatura differente da punti e virgole, per poi accorgermi alla fine che si trattava di una lettura da parte di un lettore cieco.

    Chissà che mondo sarebbe se tutti diventassimo ciechi da un momento all'altro...chissà se sarebbe poi peggiore di questo o se, invece, potesse migliorare o almeno insegnare a migliorarci. E pensare che tutto è nato da me che chiedo "Ma scusa, che caspita succede se uno come me non sa che votare, non vuole votare, non gliene frega niente di votare perché nessuno gli interessa?".

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  • 5

    Il libro più travolgente che abbia mai letto.

    L'ho letto ININTERROTTAMENTE durante un volo transoceanico. Sono arrivata a metà libro all'andata del viaggio e l'ho finito all'aeroporto di Venezia, mentre camminavo con la mia valigia.
    Impossibile s ...doorgaan

    L'ho letto ININTERROTTAMENTE durante un volo transoceanico. Sono arrivata a metà libro all'andata del viaggio e l'ho finito all'aeroporto di Venezia, mentre camminavo con la mia valigia.
    Impossibile staccarsi, l'ho letteralmente divorato.
    Agghiacciante, travolgente, umano e disumano. Profondissimo. Buona lettura.

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  • 0

    6/40: un libro di un autore portoghese
    “Cecità” di J. Saramago
    Libro scelto dal gruppo di lettura online di febbraio, Cecità è un romanzo che mi aspettava in libreria da molti anni. Forse la tematica ...doorgaan

    6/40: un libro di un autore portoghese
    “Cecità” di J. Saramago
    Libro scelto dal gruppo di lettura online di febbraio, Cecità è un romanzo che mi aspettava in libreria da molti anni. Forse la tematica forte, forse le recensioni entusiastiche, ma intimorite mi hanno trattenuta dal leggerlo prima.
    La trama è semplice: in un paese non specificato un'improvvisa epidemia di cecità colpisce la popolazione. Il governo prova ad arginare il fenomeno rinchiudendo i primi contagiati in un ex manicomio, ma le drastiche misure adottate non servono a circoscrivere l’infezione che dilaga inesorabilmente in tutto il paese. In questo terribile contesto ogni parvenza di umanità pare dissolversi rapidamente, lasciando ogni uomo in balia di se stesso, pronto a sfogare la sua natura animale ed egoista.
    Il primo impatto con lo stile di Saramago è stato inatteso e all’inizio difficile; duro e a tratti disorientante, la mancanza, o meglio, l’uso insolito della punteggiatura mi ha confuso, ma con l’avanzare della lettura mi sono abituata e il suo stile mi ha avvolto e affascinato. I protagonisti sono privi di nome ma identificati con delle perifrasi, come “la moglie del medico”, “la ragazza con gli occhiali scuri”, “il vecchio dalla benda nera”, e nonostante ciò mi sono affezionata molto a tutti loro, soffrendo davanti all’indifferenza, alla violenza e alla mancanza di umanità che subiscono. Perché alla fine di tutto, questo romanzo costituisce una straordinaria metafora della società contemporanea, contaminata dall’apatia e dalla totale mancanza di solidarietà verso il prossimo, dove la vera cecità non è quella fisica ma quella del cuore.

    “Secondo me non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo, Ciechi che vedono, Ciechi che, pur vedendo, non vedono”

    gezegd op 

  • 5

    Ho letto Cecità tanti anni fa. Stranamente è l'unico libro di Saramago tra i già letti che non ho riletto. Stranamente non l'ho recensito prima di ora. Stranamente non riesco ancora a dire nulla di qu ...doorgaan

    Ho letto Cecità tanti anni fa. Stranamente è l'unico libro di Saramago tra i già letti che non ho riletto. Stranamente non l'ho recensito prima di ora. Stranamente non riesco ancora a dire nulla di questo libro. Stranamente mi è rimasto addosso, non si scolla. Stranamente ogni giorno penso a lui, al libro. Stranamente non ricordo una sola parola, stranamente ricordo ogni singola parola sottintesa, non scritta, non letta. Stranamente credo Cecità sia parte di me.

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  • 4

    recensione a cura di lunaticamente.com

    link: http://www.lunaticamente.com/recensioni-di-libri/item/52-cecit%C3%A0-di-jos%C3%A9-saramago.html

    E' stata durissima affrontare questo libro. Una botta psicologica e morale.
    Imbattermi nella scrit ...doorgaan

    link: http://www.lunaticamente.com/recensioni-di-libri/item/52-cecit%C3%A0-di-jos%C3%A9-saramago.html

    E' stata durissima affrontare questo libro. Una botta psicologica e morale.
    Imbattermi nella scrittura di Saramago è stata un'esperienza affascinante; un flusso continuo in cui niente e nessuno ha nome ("la moglie del medico", "il cane delle lacrime", il medico, il ladro e via dicendo)
    E' un dettaglio che può rendere tutto difficile all'inizio, soprattutto se non si è abituati ad affrontare temi di questa intensità e spessore letterario.
    Una volta presa un po' di confidenza con questo stile di scrittura diventa tutto fluido e i dialoghi senza punteggiatura si perdono in un flusso continuo con le descrizioni... un flusso continuo che ad un certo punto ci farà dimenticare di avere un libro fra le mani e da cui sempre più spesso si vorrà ri-emergere dall'incubo.
    E' un saggio attuale che non avendo luogo ne tempo può essere ambientato in qualsiasi tipo società: passata, odierna, futura.
    Leggendolo si capisce che l'intento è quello di non risparmiare nulla al lettore.
    Tu che leggi sei destinato a provare dolore e rabbia, paura e angoscia fino all'ultima pagina.
    Si, come se chiudendo il libro poi finisse tutto...
    Cecità è un pugno nello stomaco.
    Cecità è ingoiare una scatola di lamette con l'aiuto di acqua salata.
    Cecità è un inno al lato selvaggio dell'uomo che, privato dei suoi confini sociali, tira fuori l'istinto e scavalca (uccidendo e sottomettendo in tutti i sensi) lo spirito e il corpo altrui per sopravvivere.
    Questo libro mi ha fatto paura, mi ha emozionato, mi ha annoiato e mi ha fatto provare disgusto.
    Ed è anche per questo che non lo consiglierei a tutti.
    E' uno di quei libri il quale scopo è quello di fare l'elettroshock!
    ...Sono contenta di averlo letto, ma una parte di me non avrebbe voluto.

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  • 4

    Cecità

    Secondo me non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo, ciechi che pur vedendo, non vedono". Queste sono le parole del medico – uno dei protagonisti della vicenda – che riassumono in un’unica fras ...doorgaan

    Secondo me non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo, ciechi che pur vedendo, non vedono". Queste sono le parole del medico – uno dei protagonisti della vicenda – che riassumono in un’unica frase il senso della storia. Una storia tragica, catastrofica, angosciante, terrorizzante ma che arriva ad aprirsi, nelle pagine conclusive, ad un barlume di speranza.
    La trama è assolutamente geniale. Siamo in un paese non meglio specificato: un'improvvisa quanto inattesa epidemia di cecità colpisce la popolazione. Le autorità provano ad arginare il fenomeno, rinchiudendo i primi contagiati in isolamento. Le drastiche misure adottate non servono però a circoscrivere l’infezione che dilaga inesorabilmente, in un’escalation di terrore che trabocca a poco a poco fino ad invadere l’intero paese.
    Mentre procedevo nella lettura di questo romanzo, lasciandomi completamente avvolgere dalle spire della vicenda, ho pensato quasi immediatamente ad un altro libro: “Il signor delle mosche” di William Golding.
    Sì, perché i punti di contatto tra le due vicende sono notevoli. In entrambe le storie, un gruppo di persone – là i ragazzini, qui i ciechi – si trovano segregate in un luogo da cui è impossibile evadere e, in entrambe le situazioni, si sviluppa una lotta aspra e crudele in cui il principio darwiniano della “sopravvivenza del più forte” trova una concreta applicazione. In questo terribile contesto ogni parvenza di umanità pare rapidamente dissolversi, lasciando ogni essere in balia di se stesso, pronto a sfogare la sua natura atavica ed animale.
    Al di là di tutto, questo romanzo costituisce una straordinaria metafora della società contemporanea, contaminata dall’indifferenza e dalla totale mancanza di solidarietà verso il prossimo. Perché la vera cecità, alla fine dei conti, non è quella fisica: molto più gravi sono la cecità del cuore e l’offuscamento della ragione, che disvelano un’aridità dei sentimenti ed un buio dell'animo difficilmente colmabili.
    Raccontare una storia come questa non era per niente facile: il rischio di sprofondare in dialettiche compassionevoli nei confronti dei disabili è tutt’altro che peregrino. Saramago, da grande narratore, evita comunque gli scogli di un pietismo di maniera e va ben oltre, affermando – in sostanza - che non è sufficiente essere disabili per essere onesti e virtuosi: nel mondo popolato da ciechi, infatti, i “ciechi cattivi” si distinguono ben presto da quelli moralmente ineccepibili.
    Lo stile di Saramago è caratteristico: duro, avvolgente e a tratti disorientante, con uno sviluppo della punteggiatura piuttosto particolare (per non dire unico). I protagonisti del romanzo sono privi di nome: durante l’arco della storia li identifichiamo come “il medico”, “la moglie del medico”, “la ragazza con gli occhiali scuri”, “il vecchio dalla benda nera”.
    Nonostante tutto, riusciamo ad affezionarci a loro ed a condividere – seppur da distante – le loro vicissitudini. Come se li conoscessimo davvero.

    gezegd op 

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