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Deadhouse Gates

By Steven Erikson

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| Others | 9781435270305

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39 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Quasi cinque stelline.

    Nel secondo tomo della saga assistiamo alla lotta dei protagonisti contro le forze dell'impero Malazan che, invece di acquisire nuovi alleati continua ad accumulare nemici come mosche su una carcassa putrescente.

    Erikson narr ...(continue)

    Quasi cinque stelline.

    Nel secondo tomo della saga assistiamo alla lotta dei protagonisti contro le forze dell'impero Malazan che, invece di acquisire nuovi alleati continua ad accumulare nemici come mosche su una carcassa putrescente.

    Erikson narra le vicende dell'impero attraverso vari gruppi di personaggi.
    In viaggio sul mistico sentiero delle Mani ricercato dai Soletaken e dai D'ivers che mirano all'Ascendenza (una specie di mutanti) troviamo Icarium e Mappo. Questi due personaggi, praticamente inscindibili l'uno dall'altro, mi mettono una grande tristezza. Mappo è un Trell ed è il guardiano di Icarium. I due viaggiano da anni alla ricerca infinita... della verità. Icarium è uno Jaghut uno degli ultimi sopravvissuti, l'immortale non ha più nessun ricordo del proprio passato ed è alla disperata ricerca della propria identità.
    Ricerca continuamente ostacolata dal fedele Mappo. I poteri di Icarium sembrano sconfinati e, quando lo Jaghut perde la calma, lasciandosi trascinare dalla collera, perde il controllo. Ha distrutto città, regni ed intere civiltà massacrando migliaia di persone... tuttavia, ogni volta che cede alla collera furiosa, quando torna in sé, non rimembra nulla del proprio sanguinario passato.
    è per questo che Mappo cerca sempre di allontanare il compagno dalla verità e di prolungare la sua infinita ricerca...
    Frattanto, nel deserto santo Raraku, si è risvegliata Shaik dea del Vortice e perfino l'Imperatrice dell'Impero Malazan teme la sua potenza distruttiva. Quale destino lega il vortice alla giovane Felisin? Un tempo rampolla di una famiglia nobile, sorella di Paran (il capitano che si trova tra i personaggi principali del libro precedente) si vede abbandonata e venduta come schiava dalla sorella, il crudele aggiunto Tavore.
    Felisin è un personaggio... difficile. Da un lato, Erikson descrive alla perfezione la sua discesa negli inferi, l'arrivo alle miniere, la disperazione che portano la fanciulla a vedere il suo corpo per poter sopravvivere, è altrettanto vero che c'è qualcosa di oscuro nell'animo della ragazzina. Una ragazza costretta a crescere di colpo una quindicenne che vende il proprio corpo e che abusa di droghe. Eppure è la sua cocciutaggine che l'aiuterà a fuggire dalle miniere assieme all'ex sacerdote di Fener, Heboric Tocco-leggero e a Baudin.
    Heboric mi piace come personaggio, ha ripudiato il suo dio e, per questo, gli sono state amputate le mani eppure, Fener non l'ha del tutto abbandonato. Le sue mani fantasma si colmeranno di potere nel corso del lungo e difficile viaggio che li condurrà nel cuore di Raraku nel bel mezzo del Vortice.
    Sarà proprio qui che Felisin scoprirà qual'è il suo destino.
    L'incontro con Tavore è rimandato al prossimo libro e si prospetta come qualcosa di imperdibile.

    Parte quasi centrale del libro è la lunga ed estenuante marcia di Coltaine e della Catena dei Cani.
    Coltaine guida il suo esercito e un numeroso gruppo di civili e fuggiaschi in un'estenuante fuga dalle truppe del perfido Korbolo Dom. La lunga fuga porterà Coltaine e, con lui, lo storico Duiker da Hissar fino ad Aren. Sarà un viaggio infinito costellato da morti, scontri violenti e atrocità. Un viaggio che toglierà la speranza a molti, farà perdere l'innocenza dei bambini, un viaggio che, con mio sgomento, non si concluderà con la salvezza dei fuggiaschi che pure raggiungono l'agognata meta ma con una lunga fila di croci sporche di sangue.

    Così, mentre Kalam Mekar è in viaggio per assassinare l'imperatrice, i personaggi convergono verso il sentiero delle Mani. Fiddler, Crokus e Apsalar faranno la conoscenza del bislacco e inquietante Iskaral Pust il sacerdote dell'ombra, come sempre gli dei metteranno il becco nelle faccende dei mortali.

    Mi ha colpito molto scoprire che Tronod'Ombra era, in realtà, il vecchio imperatore Kellanved che tutti credono morto da molti anni e che, invece, è asceso così come, sotto le spoglie di Cotillion (detto La Fune) sicario dell'Alta Casa dell'Ombra, si cela Dancer, un tempo un Artiglio e braccio destro dell'imperatore. Cosa sta tramando Tronod'Ombra? Il vecchio imperatore vuole tirare le fila dell'impero anche adesso che non è più mortale?

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    Strega Del Crepuscolo said on Jan 12, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Se il primo libro della saga dei Malazan era stato una piacevole scoperta, questo secondo volume "La Dimora Fantasma" si prospetta come un ottimo romanzo di conferma. La penna di Erikson ci porta alla scoperta del misterioso "Deserto Santo" di Raraku ...(continue)

    Se il primo libro della saga dei Malazan era stato una piacevole scoperta, questo secondo volume "La Dimora Fantasma" si prospetta come un ottimo romanzo di conferma. La penna di Erikson ci porta alla scoperta del misterioso "Deserto Santo" di Raraku e della tragica rivolta di Sette Città, il tuo visto sotto diversi ed incrociati punti di vista. La parte più bella, e tragica allo stesso tempo, è quella della tremenda "Catena Dei Cani" nei quali il Pugno Coltaine porta i profughi Malazan al sicuro verso l'ultima città occupata di Aren, osservata dall'occhio clinico ma sentito di Druiker, lo storico imperiale. Nuovamente incomprensibile il finale, mi riferisco in particolare al post incontro con la presunta imperatrice Laseen di Kalam, tutti i membri della compagnia si ritrovano al cospetto di Tronod 'Ombra, i quale farà dei doni (non ho capito per quale motivo) ai vari personaggi. E' chiaro che molte cose rimaste in sospeso (l'assedio di Aren, Felisin nuova condottiera dell'Apocalisse, la storia di Icarium e Mappo) verranno sicuramente affrontate nei libri successivi, ma questo libro non ha quasi mai mostrato cali d'interesse, mantenendo sempre viva azione, mistero e politica. Un piccolo capolavoro del fantasy.

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    Historiae said on Dec 12, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    E' stata una lettura ardua. La scrittura di Erikson unita agli argomenti che tratta meritano letture lente e tranquille.
    Il che non è necessariamente un male: chi dice che un libro che richiede mesi per essere finito debba essere necessariamente un ...(continue)

    E' stata una lettura ardua. La scrittura di Erikson unita agli argomenti che tratta meritano letture lente e tranquille.
    Il che non è necessariamente un male: chi dice che un libro che richiede mesi per essere finito debba essere necessariamente un libro brutto?
    Ora come ora, non mi vengono in mente, parti che Erikson avrebbe potuto tagliare. Non so, è come se persino la presenza del cane mangia topi sia necessaria.
    Le morti sono state dolorose e crudeli. Amare quei personaggi e vederli morire così...
    Comunque l'epilogo è stato fonte di speranza: quando la massa informe si avvicina pensi a due cose o sono farfalle o sono corvi.
    Alla fine, hai la risposta e pensi: "Lo sapevo! Lo sapevo!"

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    ananke said on Oct 2, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Solo una parola per descrivere questo libro: CAPOLAVORO! Questa saga merita davvero di essere letta: non farlo sarebbe un errore.

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    Francesco Dinoia said on Jul 22, 2012 | Add your feedback

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