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Debout les Morts

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Editeur: J'ai Lu

3.9
(3903)

Language:Français | Number of pages: 282 | Format: Paperback | En langues différentes: (langues différentes) Italian , Spanish , German

Isbn-10: 229035130X | Isbn-13: 9782290351307 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Others

Category: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Description du livre
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  • 3

    Primo libro della serie degli evangelisti

    San Matteo, San Marco e San Luca, così sono soprannominati i tre protagonisti dallo zio di San Marco.
    In realtà si tratta di Mathias, Mark e Lucien, tre ragazzi che si auto-definiscono "nella merda" ...continuer

    San Matteo, San Marco e San Luca, così sono soprannominati i tre protagonisti dallo zio di San Marco.
    In realtà si tratta di Mathias, Mark e Lucien, tre ragazzi che si auto-definiscono "nella merda" perché non hanno abbastanza soldi per mantenersi da soli e quindi decidono di andare a vivere assieme. Unica condizione posta da Mark è quella di portare con sé suo zio, che si scoprirà essere ben presto un personaggio di fondamentale importanza, nonché uno sbirro in pensione.
    Inizieranno ben presto a conoscere il nuovo quartiere e i nuovi vicini, fioriranno nuove amicizie e verranno coinvolti, loro malgrado, in un delitto efferato.
    La trame è originale, si è portati a sospettare di diverse persone e, fino alla fine, si rimane nell'incertezza.
    E' un libro scorrevole, scritto in modo semplice, ma efficace. Non alta letteratura, più libro da ombrellone che romanzo thriller, ma godibilissimo.
    Da leggere in meno di una settimana.

    dit le 

  • 3

    Ci si appassiona anche ai 4 evangelisti, anche se non sono interessanti come Adamsberg e Danglar (forse solo Lucien). Ma il problema è un altro: in questo libro la Vargas l'ha messa troppo sul giallo! ...continuer

    Ci si appassiona anche ai 4 evangelisti, anche se non sono interessanti come Adamsberg e Danglar (forse solo Lucien). Ma il problema è un altro: in questo libro la Vargas l'ha messa troppo sul giallo! Il bello degli altri libri è che mentre cerchi un assassino impari un sacco di cose sulla tua vita, mentre qui è solo un esercizio di ricerca. Non darei mai meno di 3 stelle alla Vargas, ma Adamsberg, per ora, è un'altra cosa!

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  • 4

    Primo romanzo che leggo della Vargas e l'ho eletta a mia scrittrice preferita. Bella la storia, buona la descrizione dei protagonisti. Avrei limato qualcosina qua e là, per renderlo forse meno lento, ...continuer

    Primo romanzo che leggo della Vargas e l'ho eletta a mia scrittrice preferita. Bella la storia, buona la descrizione dei protagonisti. Avrei limato qualcosina qua e là, per renderlo forse meno lento, ma ciò non toglie che sia stata una lettura illuminante.

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  • 3

    La Fred Vargas meno riuscita

    Ad oggi, secondo me il libro più sciatto e meno riuscito di Fred Vargas. Si apre con un mistero (l’apparizione di un grosso albero davanti alla casa di Sophia Simeonidis, cantante lirica, la quale in ...continuer

    Ad oggi, secondo me il libro più sciatto e meno riuscito di Fred Vargas. Si apre con un mistero (l’apparizione di un grosso albero davanti alla casa di Sophia Simeonidis, cantante lirica, la quale in seguito scompare) ma manca di tutto il resto che generalmente caratterizza i bei romanzi dell’autrice francese: il richiamo a paure ancestrali (quali, qui?), la doppia-ambientazione, la frizzante ironia dei dialoghi fra personaggi (qui troviamo i tre Evangelisti, il cui amalgama non riesce simpatico, probabilmente anche a causa del fatto che viene letto in italiano e qualcosa si perde sempre e comunque, nonostante la bravura della traduttrice). Il finale rivela un doppio colpo di scena che sorprende e ricattura un po’ la tensione scesa. Tirando le somme, sufficiente, almeno per chi ha già letto altro dell’autrice. Per gli altri consiglio di non iniziare a scoprirla da questo, perché ha scritto di molto meglio.

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  • 4

    Con questo romanzo, ho letto veramente tutto ciò che Fred Vargas ha scritto e che è stato tradotto in italiano. E non mi ricredo...ottima scrittrice, per la quale la definizione di "giallista" è veram ...continuer

    Con questo romanzo, ho letto veramente tutto ciò che Fred Vargas ha scritto e che è stato tradotto in italiano. E non mi ricredo...ottima scrittrice, per la quale la definizione di "giallista" è veramente fuori luogo. Anche in questo racconto, quello che avvince il lettore accorto non è la trama (pur ricca di colpi di scena) ma la stupefacente capacità di farci entrare in sintonia con i suoi protagonisti (qui i cosiddetti evangelisti, privati dell'ineffabile Adamsberg) fino al punto di riconoscerne, dopo poche pagine, il carattere, le peculiarità. le manie...Senza dubbio, una lettura che soddisfa l'intelligenza!

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  • 4

    Vargas ha un suo marchio di fabbrica, nulla da dire e credo che se leggessi un suo brano senza sapere la sua provenienza sarei in grado di riconoscere la sua mano. Sempre astratta, con movimenti minim ...continuer

    Vargas ha un suo marchio di fabbrica, nulla da dire e credo che se leggessi un suo brano senza sapere la sua provenienza sarei in grado di riconoscere la sua mano. Sempre astratta, con movimenti minimi della storia e una tonnellata di eccessi visionari che ubriacherebbe un astemio. I personaggi sono sempre sul filo di lama tra pazzia e genio.
    La quinta stella non arriva solo perchè si fa un pò troppo prendere dalla confusione e più spesso del solito gira intorno alle situazione facendo perdere di continuità il filo del racconto. Peccato, anche se è sempre un gran bel leggere.

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  • 2

    Alzo la mano, sono quasi morto leggendo questo romanzo. Passi per i gialli che si prendono i loro tempi, ma alla quarta descrizione degli anelli (peraltro ininfluenti nell'economia della storia) di un ...continuer

    Alzo la mano, sono quasi morto leggendo questo romanzo. Passi per i gialli che si prendono i loro tempi, ma alla quarta descrizione degli anelli (peraltro ininfluenti nell'economia della storia) di uno dei protagonisti mi sarei impiccato a un faggio. Carini i personaggi (specialmente Lucien) ma penoso tutto il resto. Trama confusa, inutilmente lenta e poco interessante; Vargas non fa per me.

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  • 5

    premettendo che per me questa scrittrice è una scoperta, devo dire che questo libro è fantastico, ti tiene incollata dalla prima all ultima pagina, ben scritto e molto scorrevole nella lettura, è una ...continuer

    premettendo che per me questa scrittrice è una scoperta, devo dire che questo libro è fantastico, ti tiene incollata dalla prima all ultima pagina, ben scritto e molto scorrevole nella lettura, è una di quelle occasioni in cui pensi che l assassino sia proprio quello e invece colpo di scena finale e scopri che non è quel personaggio ma tutt altro!! Davvero fantastico e consigliatissimo!!! Sono davvero felicissima della mia nuova scoperta!!!

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  • *** Ce commentaire dévoile des détails importants de l\'intrigue ! ***

    4

    Mi unisco al coro di lodi per un romanzo che, se certamente non è un "capolavoro letterario", è però avvincente e ben scritto, oltre ad avere un'impostazione abbastanza "classica"... alla Christie, pe ...continuer

    Mi unisco al coro di lodi per un romanzo che, se certamente non è un "capolavoro letterario", è però avvincente e ben scritto, oltre ad avere un'impostazione abbastanza "classica"... alla Christie, per intenderci.
    SPOILERISSIMI! Nel momento in cui si crede di scoprire che l'assassino è la vittima stessa, ovvero Sophia, mi sono data dell'imbecille... innanzitutto perchè non mi ero soffermata più di tanto sul significato del titolo (sebbene continuassi a dire che era molto originale e simpatico), che da solo sarebbe valso la soluzione (così almeno credevo io!), e poi perchè - dopo tanti e tanti romanzi della Christie, non avevo ancora imparato ad applicare il principio fondamentale di un buon giallo - o, per meglio dire, non avevo la certezza che la Vargas fosse stata talmente brava ad usarlo lei stessa - e cioè che l'assassino è sempre uno dei personaggi principali, e mai - è proprio il caso di dirlo! - una "comparsa". La scrittrice francese questo lo sa e l'ha messo in pratica alla perfezione, prima facendoci credere che l'assassino fosse Sophia (e proprio quando i miei sospetti si stavano finalmente concentrando su Juliette, magari per difendere o il fratello o chissà per quale altro motivo...), per poi - ultimo e decisivo colpo di scena - rovesciare di nuovo tutto e darci in pasto il vero colpevole. Tanto di cappello...
    Il risultato funziona: un numero di pagine tutto sommato esiguo per un romanzo in grado di dare coerenza e consistenza psicologica a tutti i personaggi, oltre a congegnare bene la trama e tutti i passaggi intermedi. Mi sembra proprio che la Vargas abbia studiato alla "vecchia scuola" della "zia Agatha", dimostrando di aver imparato bene la lezione. Piacevole sorpresa.

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  • 5

    Avrei dovuto leggere questo giallo prima di "Io sono il tenebroso", della stessa autrice, perché qui vengono presentati per la prima volta i quattro nuovi personaggi ideati dalla Vargas: tre giovani s ...continuer

    Avrei dovuto leggere questo giallo prima di "Io sono il tenebroso", della stessa autrice, perché qui vengono presentati per la prima volta i quattro nuovi personaggi ideati dalla Vargas: tre giovani storici e un vecchio poliziotto sollevato dal servizio.
    Vargas non ci fa rimpiangere il commissario Adamsberg e delinea quattro personaggi irreali, ironici, spiritosi e intelligenti (che sembrano parenti stretti del Signor Malaussene di Pennac).
    Questo giallo è intessuto benissimo, il ritmo è incalzante e non si intuisce chi sia l'assassino fino alla fine. I dialoghi sono spassosissimi e surreali, i protagonisti anche, e sebbene la figura di Marc sembri avere maggiore rilievo, non viene meno la luce su ognuno degli "evangelisti della topaia", che abitano in un'improbabile casa secondo una stratificazione storica.
    Da leggere. Vargas non mi delude mai.

    dit le 

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