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Debout les Morts

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Editeur: J'ai Lu

3.9
(3938)

Language:Français | Number of pages: 282 | Format: Paperback | En langues différentes: (langues différentes) Italian , Spanish , German

Isbn-10: 229035130X | Isbn-13: 9782290351307 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Others

Category: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Description du livre
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  • 2

    Sicuramente è anche colpa della traduzione, ma il primo, tardivo, esperimento con Fred Vargas non è andato molto bene.
    Ok, la traduzione: espressioni desuete o poco adatte al contesto/personaggi a cui ...continuer

    Sicuramente è anche colpa della traduzione, ma il primo, tardivo, esperimento con Fred Vargas non è andato molto bene.
    Ok, la traduzione: espressioni desuete o poco adatte al contesto/personaggi a cui sono riferite, una certa grossolanità di insieme (traduzione troppo letterale di un generico tono sbrigativo tipicamente parigino, ok, difficile da rendere in italiano ma..) fino a locuzioni aggettivali tipo "..e compagnia cantante.." che non si possono leggere, o verbi spericolati tipo "si docciò".
    Ne risulta un brutta lingua, anche se tecnicamente corretta.
    Ma questo non è colpa di FV, forse.
    Il giallo: leggerino e con triplo salto mortale finale nella ricerca del colpo di scena. Poca analisi sui personaggi, che risultano tutti un po' stereotipati, anche quelli che dovrebbero essere meno convenzionali.
    E alla fine i dialoghi, dai quali esce la maggiore connotazione: ironici secondo quel codice di ironia francese, a metà fea il buffo e il burbero che funziona forse di più al cinema, meno da scritto, secondo me. Del resto lo humour non è proprio il segno caratteristico dei francesi, forse un motivo c'è.
    Molte idee interessanti, ma anche le invenzioni più riuscite (i periodi di ricerca storica sui quali si modella il carattere dei ricercatori una volta, due, è carino, a alla lunga è meccanico e stucchevole.
    Grande "boh. O MEH.

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  • 0

    Sono profondamente addolorata dal fatto che non avrò più altri libri degli Evangelisti da leggere, e allo stesso tempo mi maledico per aver temporeggiato così tanto prima di prendere Chi è morto alzi ...continuer

    Sono profondamente addolorata dal fatto che non avrò più altri libri degli Evangelisti da leggere, e allo stesso tempo mi maledico per aver temporeggiato così tanto prima di prendere Chi è morto alzi la mano in mano, perché convinta del fatto che i personaggi sarebbero stati appena abbozzati, che ormai avendo letto i due libri successivi avevo perso il gusto della novità. Quanto mi sbagliavo!
    Ho amato ogni riga di questo libro, non tanto per il caso a cui si viene sottoposti, ma per gli Evangelisti. Quei tre studiosi geniali e un po' pazzi, lunatici, eccentrici, sghangherati, ma indimenticabili. Leggendo per la prima volta la loro presentazione ufficiale mi è subito tornato alla mente il perché li ami così tanto, perché li preferisca a Adamsberg. Un genio stralunato è simpatico, ma tre allo stesso tempo sono eccezionali.

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  • 4

    Primo libro della Vargas, primo libro appartenente a un certo "genere" (anche se non si può proprio parlare ne di giallo, ne di thriller propriamente detto, forse si avvicina maggiormente al noir), ch ...continuer

    Primo libro della Vargas, primo libro appartenente a un certo "genere" (anche se non si può proprio parlare ne di giallo, ne di thriller propriamente detto, forse si avvicina maggiormente al noir), che personalmente non avevo mai frequentato senza una buona ragione.
    Mi ha incuriosito la trama e le copertine di questo primo libro di una trilogia, I tre evangelisti, che comprende questo, "Un po' più in là sulla destra" e "Io sono il tenebroso".
    Mi hanno divertito questi tre maldestri studiosi, il loro amico poliziotto e la situazione alquanto inverosimile in cui si trovano.
    Scrittura incalzante ma ricca di particolari, buoni dialoghi e situazione più da noir, che da thriller o giallo.

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  • 3

    Primo libro della serie degli evangelisti

    San Matteo, San Marco e San Luca, così sono soprannominati i tre protagonisti dallo zio di San Marco.
    In realtà si tratta di Mathias, Mark e Lucien, tre ragazzi che si auto-definiscono "nella merda" ...continuer

    San Matteo, San Marco e San Luca, così sono soprannominati i tre protagonisti dallo zio di San Marco.
    In realtà si tratta di Mathias, Mark e Lucien, tre ragazzi che si auto-definiscono "nella merda" perché non hanno abbastanza soldi per mantenersi da soli e quindi decidono di andare a vivere assieme. Unica condizione posta da Mark è quella di portare con sé suo zio, che si scoprirà essere ben presto un personaggio di fondamentale importanza, nonché uno sbirro in pensione.
    Inizieranno ben presto a conoscere il nuovo quartiere e i nuovi vicini, fioriranno nuove amicizie e verranno coinvolti, loro malgrado, in un delitto efferato.
    La trame è originale, si è portati a sospettare di diverse persone e, fino alla fine, si rimane nell'incertezza.
    E' un libro scorrevole, scritto in modo semplice, ma efficace. Non alta letteratura, più libro da ombrellone che romanzo thriller, ma godibilissimo.
    Da leggere in meno di una settimana.

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  • 3

    Ci si appassiona anche ai 4 evangelisti, anche se non sono interessanti come Adamsberg e Danglar (forse solo Lucien). Ma il problema è un altro: in questo libro la Vargas l'ha messa troppo sul giallo! ...continuer

    Ci si appassiona anche ai 4 evangelisti, anche se non sono interessanti come Adamsberg e Danglar (forse solo Lucien). Ma il problema è un altro: in questo libro la Vargas l'ha messa troppo sul giallo! Il bello degli altri libri è che mentre cerchi un assassino impari un sacco di cose sulla tua vita, mentre qui è solo un esercizio di ricerca. Non darei mai meno di 3 stelle alla Vargas, ma Adamsberg, per ora, è un'altra cosa!

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  • 4

    Primo romanzo che leggo della Vargas e l'ho eletta a mia scrittrice preferita. Bella la storia, buona la descrizione dei protagonisti. Avrei limato qualcosina qua e là, per renderlo forse meno lento, ...continuer

    Primo romanzo che leggo della Vargas e l'ho eletta a mia scrittrice preferita. Bella la storia, buona la descrizione dei protagonisti. Avrei limato qualcosina qua e là, per renderlo forse meno lento, ma ciò non toglie che sia stata una lettura illuminante.

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  • 3

    La Fred Vargas meno riuscita

    Ad oggi, secondo me il libro più sciatto e meno riuscito di Fred Vargas. Si apre con un mistero (l’apparizione di un grosso albero davanti alla casa di Sophia Simeonidis, cantante lirica, la quale in ...continuer

    Ad oggi, secondo me il libro più sciatto e meno riuscito di Fred Vargas. Si apre con un mistero (l’apparizione di un grosso albero davanti alla casa di Sophia Simeonidis, cantante lirica, la quale in seguito scompare) ma manca di tutto il resto che generalmente caratterizza i bei romanzi dell’autrice francese: il richiamo a paure ancestrali (quali, qui?), la doppia-ambientazione, la frizzante ironia dei dialoghi fra personaggi (qui troviamo i tre Evangelisti, il cui amalgama non riesce simpatico, probabilmente anche a causa del fatto che viene letto in italiano e qualcosa si perde sempre e comunque, nonostante la bravura della traduttrice). Il finale rivela un doppio colpo di scena che sorprende e ricattura un po’ la tensione scesa. Tirando le somme, sufficiente, almeno per chi ha già letto altro dell’autrice. Per gli altri consiglio di non iniziare a scoprirla da questo, perché ha scritto di molto meglio.

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  • 4

    Con questo romanzo, ho letto veramente tutto ciò che Fred Vargas ha scritto e che è stato tradotto in italiano. E non mi ricredo...ottima scrittrice, per la quale la definizione di "giallista" è veram ...continuer

    Con questo romanzo, ho letto veramente tutto ciò che Fred Vargas ha scritto e che è stato tradotto in italiano. E non mi ricredo...ottima scrittrice, per la quale la definizione di "giallista" è veramente fuori luogo. Anche in questo racconto, quello che avvince il lettore accorto non è la trama (pur ricca di colpi di scena) ma la stupefacente capacità di farci entrare in sintonia con i suoi protagonisti (qui i cosiddetti evangelisti, privati dell'ineffabile Adamsberg) fino al punto di riconoscerne, dopo poche pagine, il carattere, le peculiarità. le manie...Senza dubbio, una lettura che soddisfa l'intelligenza!

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