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Debout les Morts

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Editeur: J'ai Lu

3.9
(3877)

Language:Français | Number of pages: 282 | Format: Paperback | En langues différentes: (langues différentes) Italian , Spanish , German

Isbn-10: 229035130X | Isbn-13: 9782290351307 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Others

Category: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Description du livre
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  • 3

    La Fred Vargas meno riuscita

    Ad oggi, secondo me il libro più sciatto e meno riuscito di Fred Vargas. Si apre con un mistero (l’apparizione di un grosso albero davanti alla casa di Sophia Simeonidis, cantante lirica, la quale in seguito scompare) ma manca di tutto il resto che generalmente caratterizza i bei romanzi dell’aut ...continuer

    Ad oggi, secondo me il libro più sciatto e meno riuscito di Fred Vargas. Si apre con un mistero (l’apparizione di un grosso albero davanti alla casa di Sophia Simeonidis, cantante lirica, la quale in seguito scompare) ma manca di tutto il resto che generalmente caratterizza i bei romanzi dell’autrice francese: il richiamo a paure ancestrali (quali, qui?), la doppia-ambientazione, la frizzante ironia dei dialoghi fra personaggi (qui troviamo i tre Evangelisti, il cui amalgama non riesce simpatico, probabilmente anche a causa del fatto che viene letto in italiano e qualcosa si perde sempre e comunque, nonostante la bravura della traduttrice). Il finale rivela un doppio colpo di scena che sorprende e ricattura un po’ la tensione scesa. Tirando le somme, sufficiente, almeno per chi ha già letto altro dell’autrice. Per gli altri consiglio di non iniziare a scoprirla da questo, perché ha scritto di molto meglio.

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  • 4

    Con questo romanzo, ho letto veramente tutto ciò che Fred Vargas ha scritto e che è stato tradotto in italiano. E non mi ricredo...ottima scrittrice, per la quale la definizione di "giallista" è veramente fuori luogo. Anche in questo racconto, quello che avvince il lettore accorto non è la trama ...continuer

    Con questo romanzo, ho letto veramente tutto ciò che Fred Vargas ha scritto e che è stato tradotto in italiano. E non mi ricredo...ottima scrittrice, per la quale la definizione di "giallista" è veramente fuori luogo. Anche in questo racconto, quello che avvince il lettore accorto non è la trama (pur ricca di colpi di scena) ma la stupefacente capacità di farci entrare in sintonia con i suoi protagonisti (qui i cosiddetti evangelisti, privati dell'ineffabile Adamsberg) fino al punto di riconoscerne, dopo poche pagine, il carattere, le peculiarità. le manie...Senza dubbio, una lettura che soddisfa l'intelligenza!

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  • 4

    Vargas ha un suo marchio di fabbrica, nulla da dire e credo che se leggessi un suo brano senza sapere la sua provenienza sarei in grado di riconoscere la sua mano. Sempre astratta, con movimenti minimi della storia e una tonnellata di eccessi visionari che ubriacherebbe un astemio. I personaggi s ...continuer

    Vargas ha un suo marchio di fabbrica, nulla da dire e credo che se leggessi un suo brano senza sapere la sua provenienza sarei in grado di riconoscere la sua mano. Sempre astratta, con movimenti minimi della storia e una tonnellata di eccessi visionari che ubriacherebbe un astemio. I personaggi sono sempre sul filo di lama tra pazzia e genio.
    La quinta stella non arriva solo perchè si fa un pò troppo prendere dalla confusione e più spesso del solito gira intorno alle situazione facendo perdere di continuità il filo del racconto. Peccato, anche se è sempre un gran bel leggere.

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  • 2

    Alzo la mano, sono quasi morto leggendo questo romanzo. Passi per i gialli che si prendono i loro tempi, ma alla quarta descrizione degli anelli (peraltro ininfluenti nell'economia della storia) di uno dei protagonisti mi sarei impiccato a un faggio. Carini i personaggi (specialmente Lucien) ma p ...continuer

    Alzo la mano, sono quasi morto leggendo questo romanzo. Passi per i gialli che si prendono i loro tempi, ma alla quarta descrizione degli anelli (peraltro ininfluenti nell'economia della storia) di uno dei protagonisti mi sarei impiccato a un faggio. Carini i personaggi (specialmente Lucien) ma penoso tutto il resto. Trama confusa, inutilmente lenta e poco interessante; Vargas non fa per me.

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  • 5

    premettendo che per me questa scrittrice è una scoperta, devo dire che questo libro è fantastico, ti tiene incollata dalla prima all ultima pagina, ben scritto e molto scorrevole nella lettura, è una di quelle occasioni in cui pensi che l assassino sia proprio quello e invece colpo di scena final ...continuer

    premettendo che per me questa scrittrice è una scoperta, devo dire che questo libro è fantastico, ti tiene incollata dalla prima all ultima pagina, ben scritto e molto scorrevole nella lettura, è una di quelle occasioni in cui pensi che l assassino sia proprio quello e invece colpo di scena finale e scopri che non è quel personaggio ma tutt altro!! Davvero fantastico e consigliatissimo!!! Sono davvero felicissima della mia nuova scoperta!!!

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  • *** Ce commentaire dévoile des détails importants de l\'intrigue ! ***

    4

    Mi unisco al coro di lodi per un romanzo che, se certamente non è un "capolavoro letterario", è però avvincente e ben scritto, oltre ad avere un'impostazione abbastanza "classica"... alla Christie, per intenderci.
    SPOILERISSIMI! Nel momento in cui si crede di scoprire che l'assassino ...continuer

    Mi unisco al coro di lodi per un romanzo che, se certamente non è un "capolavoro letterario", è però avvincente e ben scritto, oltre ad avere un'impostazione abbastanza "classica"... alla Christie, per intenderci.
    SPOILERISSIMI! Nel momento in cui si crede di scoprire che l'assassino è la vittima stessa, ovvero Sophia, mi sono data dell'imbecille... innanzitutto perchè non mi ero soffermata più di tanto sul significato del titolo (sebbene continuassi a dire che era molto originale e simpatico), che da solo sarebbe valso la soluzione (così almeno credevo io!), e poi perchè - dopo tanti e tanti romanzi della Christie, non avevo ancora imparato ad applicare il principio fondamentale di un buon giallo - o, per meglio dire, non avevo la certezza che la Vargas fosse stata talmente brava ad usarlo lei stessa - e cioè che l'assassino è sempre uno dei personaggi principali, e mai - è proprio il caso di dirlo! - una "comparsa". La scrittrice francese questo lo sa e l'ha messo in pratica alla perfezione, prima facendoci credere che l'assassino fosse Sophia (e proprio quando i miei sospetti si stavano finalmente concentrando su Juliette, magari per difendere o il fratello o chissà per quale altro motivo...), per poi - ultimo e decisivo colpo di scena - rovesciare di nuovo tutto e darci in pasto il vero colpevole. Tanto di cappello...
    Il risultato funziona: un numero di pagine tutto sommato esiguo per un romanzo in grado di dare coerenza e consistenza psicologica a tutti i personaggi, oltre a congegnare bene la trama e tutti i passaggi intermedi. Mi sembra proprio che la Vargas abbia studiato alla "vecchia scuola" della "zia Agatha", dimostrando di aver imparato bene la lezione. Piacevole sorpresa.

    dit le 

  • 5

    Avrei dovuto leggere questo giallo prima di "Io sono il tenebroso", della stessa autrice, perché qui vengono presentati per la prima volta i quattro nuovi personaggi ideati dalla Vargas: tre giovani storici e un vecchio poliziotto sollevato dal servizio.
    Vargas non ci fa rimpiangere il comm ...continuer

    Avrei dovuto leggere questo giallo prima di "Io sono il tenebroso", della stessa autrice, perché qui vengono presentati per la prima volta i quattro nuovi personaggi ideati dalla Vargas: tre giovani storici e un vecchio poliziotto sollevato dal servizio.
    Vargas non ci fa rimpiangere il commissario Adamsberg e delinea quattro personaggi irreali, ironici, spiritosi e intelligenti (che sembrano parenti stretti del Signor Malaussene di Pennac).
    Questo giallo è intessuto benissimo, il ritmo è incalzante e non si intuisce chi sia l'assassino fino alla fine. I dialoghi sono spassosissimi e surreali, i protagonisti anche, e sebbene la figura di Marc sembri avere maggiore rilievo, non viene meno la luce su ognuno degli "evangelisti della topaia", che abitano in un'improbabile casa secondo una stratificazione storica.
    Da leggere. Vargas non mi delude mai.

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  • 4

    I quattro evangelisti erano tre...

    Interessante questo microcosmo degli “evangelisti”, terzetto (più uno) alternativo (e per brevi tratti intersecante) al più noto (e amato) commissario Adamsberg! Considerando che gran parte del romanzo si snoda in orizzontale su 500 metri di una via parigina e in “verticale” sui 4 piani di un edi ...continuer

    Interessante questo microcosmo degli “evangelisti”, terzetto (più uno) alternativo (e per brevi tratti intersecante) al più noto (e amato) commissario Adamsberg! Considerando che gran parte del romanzo si snoda in orizzontale su 500 metri di una via parigina e in “verticale” sui 4 piani di un edificio diroccato chiamato “la topaia”, in cui vivono i protagonisti, la straordinaria capacità dell'autrice di caratterizzare i suoi personaggi emerge pienamente.
    “Chi è morto alzi la mano” è il primo della mini trilogia, mi sto attivando per procurarmi gli altri due volumi per leggerli e completare il mio giudizio...
    Per ora 4 stelle perché, diversamente da quanto mi succede con la Vargas, ho capito in anticipo chi è il colpevole! Battute a parte, un altro inchino convinto.

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  • 4

    Piacevolmente stupita da questo romanzo. Mi aspettavo qualcosa di totalmente diverso, ma è un giallo in piena regola. Si legge bene, lo stile è abbastanza semplice ma mai banale. La storia è ricca di particolari e curata nei minimi dettagli. Nonostante la mole di informazioni che un po' alla volt ...continuer

    Piacevolmente stupita da questo romanzo. Mi aspettavo qualcosa di totalmente diverso, ma è un giallo in piena regola. Si legge bene, lo stile è abbastanza semplice ma mai banale. La storia è ricca di particolari e curata nei minimi dettagli. Nonostante la mole di informazioni che un po' alla volta vengono fornite al lettore, la storia segue un filo logico ben visibile e la struttura è pienamente soddisfacente. Il quadro prende forma sotto gli occhi del lettore, pagina dopo pagina, con le intuizioni che vanno di pari passo con le scoperte dei protagonisti. Ben elaborato e ottima conclusione di un giallo che ha dell'incredibile. Consigliato agli amanti del genere, ma anche a tutti gli altri.

    L'amore fiorisce ovunque, e un fiore vale l'altro, basta chinarsi a raccoglierli. E' così. Niente di grave. Non è vero che alcuni sono meglio, tutte storie.

    Quando le persone si portano dentro una storia triste, non si riesce a vedere bene.

    A volte si legge bene perchè si sono perse altre cose.

    Quando una persona prende una decisione, sul suo volto accade qualcosa che dura una frazione di secondo ma basta a fartelo capire.

    Per tenere in piedi una menzogna non c'è niente di meglio di un supporto veritiero.

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  • 4

    il primo libro che ho letto di vargas, e forse a posteriori il mio preferito insieme a "parti in fretta e tornare". originale, ben scritto, intrigante: credo che anche il fatto che l'autrice sia archeologa abbia avuto un ruolo nella riuscita felice di questo giallo che ha proprio degli archeologi ...continuer

    il primo libro che ho letto di vargas, e forse a posteriori il mio preferito insieme a "parti in fretta e tornare". originale, ben scritto, intrigante: credo che anche il fatto che l'autrice sia archeologa abbia avuto un ruolo nella riuscita felice di questo giallo che ha proprio degli archeologi come protagonisti. soprattutto, non è ancora uno di quei "romanzi dell'obbligo" che vargas si è messa a scrivere negli ultimi anni. libri che troppo spesso sembrano confezionati solo per andare in libreria una volta all'anno e vendere il loro bravo numero di copie, sfruttando la notorietà del brand.

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