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Decamerón

By Giovanni Boccaccio

(2)

| Others | 9788432078224

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Book Description

The stories are told in a country villa outside the city of Florence by ten young noblemen and women who are seeking to escape the ravages of the plague.

171 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    superata una leggera difficoltà a entrare nel ritmo e nel costrutto si finisce poi per rimpiangere un italiano sicuramente più bello e ricco dell'attuale e prevale quindi il divertimento nel leggere le arguzie narrate in molte novelle.

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    lordthuna said on Sep 29, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Darò un giudizio meramente sull'edizione perché un giudizio sull'opera stessa è inutile: trattasi di cento novelle di fama quasi millenaria, alcune belle, alcune brutte, molte discrete.

    Io possiedo l'edizione BUR a cura di Amedeo Quondam, Maurizio F ...(continue)

    Darò un giudizio meramente sull'edizione perché un giudizio sull'opera stessa è inutile: trattasi di cento novelle di fama quasi millenaria, alcune belle, alcune brutte, molte discrete.

    Io possiedo l'edizione BUR a cura di Amedeo Quondam, Maurizio Fiorilla e Giancarlo Alfano.
    L'edizione è molto chiara, con numerosi riferimenti critici ai manoscritti ed alla storia delle varie edizioni, quindi è molto consigliabile per chi volesse avere informazioni al riguardo. Resta il fatto che è pur sempre un'edizione educolorata. "Proemio. Umana cosa è aver compassione degli afflitti". Può sembrare che Boccaccio scriva quasi in italiano; in realtà l'originale suonava più o meno così: "Prohemio. Humana Cosa è haver compassione de gli afflitti". Quindi la maggioranza delle parole (e per et, aver per haver etc.) sono state ritoccate e modernizzate, mentre le strutture del discorso sono rimaste complicate e lunghe così come Boccaccio le aveva ideate. Che senso ha? Un italiano moderno non comprende che "et" significa "e"? Non intende che "Humana" è certamente riconducibile ad "umana"? Che senso ha lasciare la difficoltà delle proposizioni (tanto che metà libro è composto da note di parafrasi), lasciare i termini arcaici (giustamente tradotti in nota), ma cambiare minime cose che farebbero gustare maggiormente l'antichità di tale opera? Purtroppo tale fine han fatto anche Dante e Petrarca e tutti i loro coevi, ma è una storia vecchia di secoli.

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    Pan said on Sep 22, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Non mi è piaciuto. E' stato incredibilmente lungo e spesso noioso, raccontava per lo più novelle basate su sconcerie e non mi è rimasto nulla, o quasi, dopo questa lettura. Sò solo che, considerando l'epoca in cui è stato scritto, la donna aveva un r ...(continue)

    Non mi è piaciuto. E' stato incredibilmente lungo e spesso noioso, raccontava per lo più novelle basate su sconcerie e non mi è rimasto nulla, o quasi, dopo questa lettura. Sò solo che, considerando l'epoca in cui è stato scritto, la donna aveva un ruolo, sì, spesso, di gran lunga inferiore a quello dell'uomo, ma non così tanto quanto mi sarei apettata. Bisogna anche, però, considerare la classe nobiliare da cui provenivano gran parte delle donne su cui è stata incentrata la narrazione.

    Devo dire che l'idea di questo romanzo mi ha da sempre incuriosita, ma scrivere CENTO novelle (tra cui quelle lunghe 40 pagine e quelle lunghe 3)l'ho trovato eccessivamente dilungativo.

    E poi vorrei calcare molto la mano sulla sconciaggine del libro: insomma Boccaccio era una personalità MOLTOOO sconcia. E' stata un impresONA venirne al termine e, quando finalmente l'ho fatto, sono stata estremamente sollevata e felice. Boccaccio, per i MIEI gusti, è bocciato.

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    Iustinabradan said on Sep 13, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ho avuto la fortuna di leggerlo non ai tempi della scuola (dove mi hanno rifilato solo qualche novellina sparsa) ma da "grande", senza associarlo mentalmente a interrogazioni e compiti in classe.
    Ha pochissimo senso commentare un libro così noto e un ...(continue)

    Ho avuto la fortuna di leggerlo non ai tempi della scuola (dove mi hanno rifilato solo qualche novellina sparsa) ma da "grande", senza associarlo mentalmente a interrogazioni e compiti in classe.
    Ha pochissimo senso commentare un libro così noto e universalmente celebrato e infatti è per questo che non lo avevo ancora inserito. Parlando da lettore improvvisato posso solo dire che man mano che la lettura procede ci si abitua all'italiano arcaico, certe espressioni e vocaboli ricorrenti diventano famigliari, e si riesce a gustarselo senza dover ricorrere alle note a piè di pagina.
    Racconta semplicemente e intensamente la vita in tutta la sua vastità, materiale e spirituale. Un'opera straordinaria.

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    Ariano Geta said on Oct 6, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Finitooooooooo :))) che capolavoro!! E' stato un po impegnativo..ma ne è valsa la pena! E che stile il novellar del '300 :)

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    ♫♥♪ kiara ♫♥♪ said on Sep 9, 2013 | Add your feedback

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