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Decameron

Di

Editore: Garzanti Libri

4.2
(2518)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 968 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Tedesco , Spagnolo , Francese , Olandese , Galego , Ungherese , Polacco

Isbn-10: 8811370175 | Isbn-13: 9788811370178 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Cofanetto , Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico , Rilegato in pelle , Copertina rinforzata scuole e biblioteche , eBook

Genere: Fiction & Literature , History , Humor

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Descrizione del libro
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  • 5

    superata una leggera difficoltà a entrare nel ritmo e nel costrutto si finisce poi per rimpiangere un italiano sicuramente più bello e ricco dell'attuale e prevale quindi il divertimento nel ...continua

    superata una leggera difficoltà a entrare nel ritmo e nel costrutto si finisce poi per rimpiangere un italiano sicuramente più bello e ricco dell'attuale e prevale quindi il divertimento nel leggere le arguzie narrate in molte novelle.

    ha scritto il 

  • 4

    Darò un giudizio meramente sull'edizione perché un giudizio sull'opera stessa è inutile: trattasi di cento novelle di fama quasi millenaria, alcune belle, alcune brutte, molte discrete.

    Io ...continua

    Darò un giudizio meramente sull'edizione perché un giudizio sull'opera stessa è inutile: trattasi di cento novelle di fama quasi millenaria, alcune belle, alcune brutte, molte discrete.

    Io possiedo l'edizione BUR a cura di Amedeo Quondam, Maurizio Fiorilla e Giancarlo Alfano. L'edizione è molto chiara, con numerosi riferimenti critici ai manoscritti ed alla storia delle varie edizioni, quindi è molto consigliabile per chi volesse avere informazioni al riguardo. Resta il fatto che è pur sempre un'edizione educolorata. "Proemio. Umana cosa è aver compassione degli afflitti". Può sembrare che Boccaccio scriva quasi in italiano; in realtà l'originale suonava più o meno così: "Prohemio. Humana Cosa è haver compassione de gli afflitti". Quindi la maggioranza delle parole (e per et, aver per haver etc.) sono state ritoccate e modernizzate, mentre le strutture del discorso sono rimaste complicate e lunghe così come Boccaccio le aveva ideate. Che senso ha? Un italiano moderno non comprende che "et" significa "e"? Non intende che "Humana" è certamente riconducibile ad "umana"? Che senso ha lasciare la difficoltà delle proposizioni (tanto che metà libro è composto da note di parafrasi), lasciare i termini arcaici (giustamente tradotti in nota), ma cambiare minime cose che farebbero gustare maggiormente l'antichità di tale opera? Purtroppo tale fine han fatto anche Dante e Petrarca e tutti i loro coevi, ma è una storia vecchia di secoli.

    ha scritto il 

  • 2

    Non mi è piaciuto. E' stato incredibilmente lungo e spesso noioso, raccontava per lo più novelle basate su sconcerie e non mi è rimasto nulla, o quasi, dopo questa lettura. Sò solo che, ...continua

    Non mi è piaciuto. E' stato incredibilmente lungo e spesso noioso, raccontava per lo più novelle basate su sconcerie e non mi è rimasto nulla, o quasi, dopo questa lettura. Sò solo che, considerando l'epoca in cui è stato scritto, la donna aveva un ruolo, sì, spesso, di gran lunga inferiore a quello dell'uomo, ma non così tanto quanto mi sarei apettata. Bisogna anche, però, considerare la classe nobiliare da cui provenivano gran parte delle donne su cui è stata incentrata la narrazione.

    Devo dire che l'idea di questo romanzo mi ha da sempre incuriosita, ma scrivere CENTO novelle (tra cui quelle lunghe 40 pagine e quelle lunghe 3)l'ho trovato eccessivamente dilungativo.

    E poi vorrei calcare molto la mano sulla sconciaggine del libro: insomma Boccaccio era una personalità MOLTOOO sconcia. E' stata un impresONA venirne al termine e, quando finalmente l'ho fatto, sono stata estremamente sollevata e felice. Boccaccio, per i MIEI gusti, è bocciato.

    ha scritto il 

  • 5

    Ho avuto la fortuna di leggerlo non ai tempi della scuola (dove mi hanno rifilato solo qualche novellina sparsa) ma da "grande", senza associarlo mentalmente a interrogazioni e compiti in classe. Ha ...continua

    Ho avuto la fortuna di leggerlo non ai tempi della scuola (dove mi hanno rifilato solo qualche novellina sparsa) ma da "grande", senza associarlo mentalmente a interrogazioni e compiti in classe. Ha pochissimo senso commentare un libro così noto e universalmente celebrato e infatti è per questo che non lo avevo ancora inserito. Parlando da lettore improvvisato posso solo dire che man mano che la lettura procede ci si abitua all'italiano arcaico, certe espressioni e vocaboli ricorrenti diventano famigliari, e si riesce a gustarselo senza dover ricorrere alle note a piè di pagina. Racconta semplicemente e intensamente la vita in tutta la sua vastità, materiale e spirituale. Un'opera straordinaria.

    ha scritto il 

  • 5

    Se si riesce a superare il linguaggio dell'epoca, a volte un po' ostico, si potrà godere pienamente dell'atmosfera di felicità e di amore per la vita, in tutti i suoi aspetti, sia spirituali che ...continua

    Se si riesce a superare il linguaggio dell'epoca, a volte un po' ostico, si potrà godere pienamente dell'atmosfera di felicità e di amore per la vita, in tutti i suoi aspetti, sia spirituali che carnali, che è il tema dominante di questi stupendi racconti.

    ha scritto il 

  • 0

    pessima edizione

    refusi, impaginato male, righe mancanti, alcune ripetute. Ho dovuto leggerlo con a fianco un'altra edizione per correggere gli errore e leggerlo come dovuto. Viste la sciatteria e l'offesa portate ...continua

    refusi, impaginato male, righe mancanti, alcune ripetute. Ho dovuto leggerlo con a fianco un'altra edizione per correggere gli errore e leggerlo come dovuto. Viste la sciatteria e l'offesa portate alla letteratura mondiale spero vivamente che la casa editrice abbia cessato le pubblicazioni, o meglio che editi solo bollettini parrocchiali e annunci di sagre di paese.

    ha scritto il 

  • 4

    Uno specchio del Medioevo impertinente

    Per quanto se ne dica, il Medioevo non è stato solo un'epoca buia.

    Giovanni Boccaccio in questo tomo ne dà prova, attraverso una serie di novelle i cui temi vanno dalla furbizia all'intelligenza, ...continua

    Per quanto se ne dica, il Medioevo non è stato solo un'epoca buia.

    Giovanni Boccaccio in questo tomo ne dà prova, attraverso una serie di novelle i cui temi vanno dalla furbizia all'intelligenza, dalla licenziosità al rapporto chiesa/popolo.

    L'opera è scritta in un fresco vernacolo, comprensibilissimo anche ai giorni nostri, e risulta fresca anche nei contenuti, quantomai attuali.

    Un largo affresco che ci insegna che la storia si ripete: in forme e modalità diverse, ma per alcuni versi anche ciò che accadeva nel 1300 non era molto diverso da ciò che, in sostanza, accade ora.

    ha scritto il 

  • 5

    Si studia tanto (?), ma lo si conosce poco!

    Ho avuto l'occasione di studiare l'edizione integrale del "Decamerone" di Giovanni Boccaccio grazie al mio primo esame universitario, a Febbraio. Nel nostro programma vi erano segnate le novelle e le ...continua

    Ho avuto l'occasione di studiare l'edizione integrale del "Decamerone" di Giovanni Boccaccio grazie al mio primo esame universitario, a Febbraio. Nel nostro programma vi erano segnate le novelle e le introduzioni che dovevamo leggere e studiare nei dettagli (di cui il Proemio, l'introduzione alla prima giornata e quella alla quarta giornata + 33 novelle scelte dalla prof etc...). Il Decamerone è un libro, non è una "raccolta di novelle", giacché lo schema della disposizione dei testi non è casuale ma è stato programmato dallo stesso autore; è un sistema poliedrico, ossia formato da più scenari dove le novelle sono inserite come ad incastro. Abbiamo la voce del narratore-autore nel proemio e nell'introduzione della quarta giornata (chi lo ha studiato, sa bene che l'intro della IV giornata serve a spiegare al lettore che l'opera si indirizza a un pubblico femminile etc.), abbiamo le voci dei personaggi della trama "portante" dell'opera (lo scenario della peste e dei dieci ragazzi, di cui 7 donne e 3 uomini, che si rifugiano in una casa in campagna poco distante da Firenze) e la sistemazione delle novelle in base al tema sviluppato in ogni singola giornata (Prima e nona giornata - tema libero, II giornata novelle a lieto fine, III giornata discorsi sull'amore, IV giornata amori infelici etc). Le più belle novelle, a mio dire, sono la prima novella della prima giornata, Ser Ciappelletto (uomo d'affari crudele e spietato che, in punto di morte, finge di aver condotto una vita onesta e simile a quella di un Santo cosicché al suo funerale la città lo andrà a vedere e a commemorare come se si fosse trattato veramente di un buonuomo), la settima novella della II giornata raccontata da Panfilo, quella della figlia del Sultano della Babilonia, Alatiel, che dopo 4 anni di peripezie riesce a tornare dal padre e a sposarsi con un re fingendo di essere vergine (infatti era stata con 9 uomini diversi nel giro di 4 anni!). E' stata divertente anche l'ottava novella della terza giornata, quella del prete che per portarsi a letto la moglie di un tizio geloso rinchiude il marito in cella facendogli credere di essere in purgatorio. Ovviamente fra le novelle preferite... come poterci scordare la famosissima novella di Andreuccio da Perugia?

    In poche parole, credo che Boccaccio sia uno di quei pochi autori italiani del 1300 che ha introdotto un pizzico di modernità nelle sue opere, modernità che emerge dai racconti che parlano senza censure né vergogna di rapporti sessuali, promiscuità, furti, congiure e fatti alquanto esilaranti.

    5/5

    ha scritto il 

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