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Dedalus

Ritratto dell'artista da giovane

Di

Editore: Euroclub su licenza Adelphi

3.9
(1867)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 237 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Portoghese , Svedese , Francese , Tedesco , Spagnolo , Catalano

Data di pubblicazione:  | Edizione 3

Traduttore: Cesare Pavese

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Tascabile economico

Genere: Biography , Fiction & Literature , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
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  • 5

    Insieme a Gente di Dublino, Dedalus è il libro più 'accessibile', poi la lettura delle altre opere di Joyce diventa difficile, a tratti impossibile, ma è questo a renderlo unico secondo me. Sta a ...continua

    Insieme a Gente di Dublino, Dedalus è il libro più 'accessibile', poi la lettura delle altre opere di Joyce diventa difficile, a tratti impossibile, ma è questo a renderlo unico secondo me. Sta a voi decidere: o te ne innamori o finisci per odiarlo. Per me il suo stile è affascinante come pochi altri.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libricino ormai ingiallito dagli anni e dai miei vagabondaggi, anche il gatto vi ha lasciato i suoi segni, ma sempre presente nella mia biblioteca. Ne sono folgorata, sebbene leggerlo in inglese ...continua

    Un libricino ormai ingiallito dagli anni e dai miei vagabondaggi, anche il gatto vi ha lasciato i suoi segni, ma sempre presente nella mia biblioteca. Ne sono folgorata, sebbene leggerlo in inglese sia un'impresa non facilissima,soprattutto all'inizio. Dopo l'incontro da givanissima con Jane Austen e V. Woolf, un altro incontro felice con la letteratura e con il romanzo in lingua inglese. E' nella seconda parte un trattato di estetica vissuta e narrata. E' dirompente, per comprendere l'arte moderna, forse molto prima che comprendesse se stessa. Mi chiedo, perché venga citato così di rado, Joyce.

    ha scritto il 

  • 4

    L'edizione Newton Compton (almeno quella con anche "Gente di Dublino") avrebbe però necessitato di note; spesso, negli sfottò intellettuali fra i ragazzi o nei riferimenti all'Irlanda, se ne sente ...continua

    L'edizione Newton Compton (almeno quella con anche "Gente di Dublino") avrebbe però necessitato di note; spesso, negli sfottò intellettuali fra i ragazzi o nei riferimenti all'Irlanda, se ne sente il bisogno.

    ha scritto il 

  • 3

    E' complicato leggerlo. La parte centrale in cui vengono spese montagne e montagne di parole su temi religiosi (di cui poco mi interessa) le ho trovate pesanti. Però vale la pena di essere letto, ...continua

    E' complicato leggerlo. La parte centrale in cui vengono spese montagne e montagne di parole su temi religiosi (di cui poco mi interessa) le ho trovate pesanti. Però vale la pena di essere letto, intanto perché le ultime pagine sono un vero gioiellino, ma soprattutto perché in quelle pagine ci sta dentro tutto quello che Joyce concepisce come ruolo e compito dello scrittore, e quindi come suo ruolo.

    ha scritto il 

  • 3

    "Una ragazza gli stava dinnanzi nel bel mezzo della corrente, sola e immobile, contemplando il mare. Si sarebbe detto che una magia le avesse fatto assumere l’aspetto di un ignoto e splendido ...continua

    "Una ragazza gli stava dinnanzi nel bel mezzo della corrente, sola e immobile, contemplando il mare. Si sarebbe detto che una magia le avesse fatto assumere l’aspetto di un ignoto e splendido uccello marino. Le lunghe gambe nude e snelle erano delicate come quelle di un fenicottero, tranne là dove una striscia smeraldina d’alga di mare aveva aderito come un emblema alla carne. Le cosce, più piene e delle stesse sfumature morbide dell’avorio eran nude sin quasi alle anche dove l’orlo candido delle mutandine appariva come un soffice rivestimento bianco piumino. Audace, aveva raccolto in pieghe intorno alla vita la sottana azzurro-ardesia ed essa ricadeva dietro di lei a coda di colomba. (…) Sola, ella continuò a contemplare il mare; e quando sentì la presenza del ragazzo e l’adorazione dei suoi occhi, volse lo sguardo su di lui subendone placida l’ammirazione, senza imbarazzo né malizia. A lungo, a lungo subì lo sguardo di lui e poi, serena, distolse gli occhi dai suoi e li volse alla corrente, increspando appena l’acqua con il piede, qua e là. Il primo lieve suono dell’acqua smossa con dolcezza turbò il silenzio, un suono sommesso e bisbigliante, fioco come le campane del sonno; or qua or là; e un rossore lieve le tremò sulla gota."

    ha scritto il 

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