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Dedalus

Ritratto dell'artista in gioventù

Di

Editore: Arnoldo Mondadori (Oscar)

3.9
(1902)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 288 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Portoghese , Svedese , Francese , Tedesco , Spagnolo , Catalano

Data di pubblicazione: 

Traduttore: Bruno Oddera

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , Cofanetto

Genere: Biography , Fiction & Literature , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
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  • 4

    Consapevole delle proprie forze, l'artista si erge a gigante e fa tabula rasa di tutte gli idoli che l'hanno terrorizzato sin dalla nascita: patria, famiglia, religione, sentimenti, aspettative.
    Consa ...continua

    Consapevole delle proprie forze, l'artista si erge a gigante e fa tabula rasa di tutte gli idoli che l'hanno terrorizzato sin dalla nascita: patria, famiglia, religione, sentimenti, aspettative.
    Consapevole delle proprie capacità, l'artista si erge a gigante: sulle fondamenta di quegli idoli eleva cattedrali nelle quali il suo spirito risuonerà eterno nei secoli.
    Indispensabile per capire la sostanza di quello che sta dietro e dentro all'Ulisse.

    ha scritto il 

  • 4

    Infernale e lirico

    Che si legga prima "Ritratto dell'artista da giovane" e poi "Ulisse" è prassi di buonsenso, nell'approccio ragionato e cronologico a Joyce. D'altronde, si saluta Stephen Dedalus al termine del romanzo ...continua

    Che si legga prima "Ritratto dell'artista da giovane" e poi "Ulisse" è prassi di buonsenso, nell'approccio ragionato e cronologico a Joyce. D'altronde, si saluta Stephen Dedalus al termine del romanzo che lo vede personaggio principale per poi ritrovarlo nel successivo capolavoro, in certi capitoli anche da co-protagonista.
    Poiché, però, ho conquistato voracemente "Ulisse" senza curarmi delle opere più semplici e anteriori, la mia lettura di "Dedalus" è stata - direi - abbastanza consapevole e un po' compiaciuta. Della serie: vediamo cosa accadeva al giovane artista nell'infanzia e negli anni della sua formazione.
    Un percorso al contrario, eppure molto affascinante.
    Qui non ci sono le costruzioni narrative ardite e semi-impenetrabili dell'Ulisse, ma c'è molta, moltissima, musica: versi, rime, echi di canzoni, inni sacri e canti popolari, poesie perdute e nuove composizioni.
    Qui non c'è il divertimento di scrivere disorientando il lettore, moltiplicando i narratori, ma ci sono le intenzioni - che l'autore attribuisce al personaggio - su cosa voglia dire essere uno scrittore: diventare invisibile rispetto alla sua opera, rispetto al capolavoro.
    Qui ci sono decine e decine di assonanze fra la biografia di un personaggio d'invenzione e quella autentica del suo inventore e i temi sono ancora gli stessi: il padre, la madre, la tradizione, la religione, la Patria. E la lotta, coraggiosa e irriverente, verso tutto questo.
    E' coraggioso, Dedalus. Gode di quello spirito consapevolmente ribelle proprio di chiunque abbia già sofferto abbastanza, di chi ritiene di avere tutto da guadagnare.
    E quando prende in mano la sua esistenza è un riveder le stelle, dopo oltre cinquanta pagine infernali... Ah! L'inferno descritto da Joyce: una delle visioni più tremende, soffocanti e appiccicose a cui abbia mai assistito. Le ultime liriche e filosofiche pagine diventano così la boccata d'aria più fresca e pura possibile.
    Ancora una volta, Joyce compie il prodigio: colpisce con la forza più terribile, per poi salvarci.

    ha scritto il 

  • 2

    Sarò uno dei pochi che non ritiene magnifico, eccezionale, superlativo questo libro. Mi ha annoiato (e non poco). Ho fatto fatica a portarlo a termine. Sono stato tentato più volte di abbandonarlo, ma ...continua

    Sarò uno dei pochi che non ritiene magnifico, eccezionale, superlativo questo libro. Mi ha annoiato (e non poco). Ho fatto fatica a portarlo a termine. Sono stato tentato più volte di abbandonarlo, ma non rientra tra le mie opzioni quando leggo un libro. Credo che un'opera vada sempre letta per intera prima di giudicarla e a me, in tutta onestà, non è piaciuta affatto. A parte qualche frase qui e là, per il resto è stato pesante, soprattutto la parte dedicata alla religione e lento (dovuto forse alla tecnica narrativa). 2 stelle più che sufficienti.

    ha scritto il 

  • 3

    Il classico romanzo d'inizio novecento che propone un capovolgimento del romanzo di formazione settecentesco: invece di integrarsi e normalizzarsi il giovane protagonista sceglie di distaccarsi da rel ...continua

    Il classico romanzo d'inizio novecento che propone un capovolgimento del romanzo di formazione settecentesco: invece di integrarsi e normalizzarsi il giovane protagonista sceglie di distaccarsi da religione, patria e famiglia per darsi alla religione delle lettere. Abbastanza noioso.

    ha scritto il 

  • 5

    Insieme a Gente di Dublino, Dedalus è il libro più 'accessibile', poi la lettura delle altre opere di Joyce diventa difficile, a tratti impossibile, ma è questo a renderlo unico secondo me. Sta a voi ...continua

    Insieme a Gente di Dublino, Dedalus è il libro più 'accessibile', poi la lettura delle altre opere di Joyce diventa difficile, a tratti impossibile, ma è questo a renderlo unico secondo me. Sta a voi decidere: o te ne innamori o finisci per odiarlo. Per me il suo stile è affascinante come pochi altri.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libricino ormai ingiallito dagli anni e dai miei vagabondaggi, anche il gatto vi ha lasciato i suoi segni, ma sempre presente nella mia biblioteca. Ne sono folgorata, sebbene leggerlo in inglese si ...continua

    Un libricino ormai ingiallito dagli anni e dai miei vagabondaggi, anche il gatto vi ha lasciato i suoi segni, ma sempre presente nella mia biblioteca. Ne sono folgorata, sebbene leggerlo in inglese sia un'impresa non facilissima,soprattutto all'inizio. Dopo l'incontro da givanissima con Jane Austen e V. Woolf, un altro incontro felice con la letteratura e con il romanzo in lingua inglese. E' nella seconda parte un trattato di estetica vissuta e narrata. E' dirompente, per comprendere l'arte moderna, forse molto prima che comprendesse se stessa. Mi chiedo, perché venga citato così di rado, Joyce.

    ha scritto il 

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