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Dedalus

Ritratto dell'artista in gioventù

Di

Editore: Arnoldo Mondadori (Oscar)

3.9
(1892)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 288 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Portoghese , Svedese , Francese , Tedesco , Spagnolo , Catalano

Data di pubblicazione: 

Traduttore: Bruno Oddera

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Biography , Fiction & Literature , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
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  • 4

    Infernale e lirico

    Che si legga prima "Ritratto dell'artista da giovane" e poi "Ulisse" è prassi di buonsenso, nell'approccio ragionato e cronologico a Joyce. D'altronde, si saluta Stephen Dedalus al termine del romanzo ...continua

    Che si legga prima "Ritratto dell'artista da giovane" e poi "Ulisse" è prassi di buonsenso, nell'approccio ragionato e cronologico a Joyce. D'altronde, si saluta Stephen Dedalus al termine del romanzo che lo vede personaggio principale per poi ritrovarlo nel successivo capolavoro, in certi capitoli anche da co-protagonista.
    Poiché, però, ho conquistato voracemente "Ulisse" senza curarmi delle opere più semplici e anteriori, la mia lettura di "Dedalus" è stata - direi - abbastanza consapevole e un po' compiaciuta. Della serie: vediamo cosa accadeva al giovane artista nell'infanzia e negli anni della sua formazione.
    Un percorso al contrario, eppure molto affascinante.
    Qui non ci sono le costruzioni narrative ardite e semi-impenetrabili dell'Ulisse, ma c'è molta, moltissima, musica: versi, rime, echi di canzoni, inni sacri e canti popolari, poesie perdute e nuove composizioni.
    Qui non c'è il divertimento di scrivere disorientando il lettore, moltiplicando i narratori, ma ci sono le intenzioni - che l'autore attribuisce al personaggio - su cosa voglia dire essere uno scrittore: diventare invisibile rispetto alla sua opera, rispetto al capolavoro.
    Qui ci sono decine e decine di assonanze fra la biografia di un personaggio d'invenzione e quella autentica del suo inventore e i temi sono ancora gli stessi: il padre, la madre, la tradizione, la religione, la Patria. E la lotta, coraggiosa e irriverente, verso tutto questo.
    E' coraggioso, Dedalus. Gode di quello spirito consapevolmente ribelle proprio di chiunque abbia già sofferto abbastanza, di chi ritiene di avere tutto da guadagnare.
    E quando prende in mano la sua esistenza è un riveder le stelle, dopo oltre cinquanta pagine infernali... Ah! L'inferno descritto da Joyce: una delle visioni più tremende, soffocanti e appiccicose a cui abbia mai assistito. Le ultime liriche e filosofiche pagine diventano così la boccata d'aria più fresca e pura possibile.
    Ancora una volta, Joyce compie il prodigio: colpisce con la forza più terribile, per poi salvarci.

    ha scritto il 

  • 2

    Sarò uno dei pochi che non ritiene magnifico, eccezionale, superlativo questo libro. Mi ha annoiato (e non poco). Ho fatto fatica a portarlo a termine. Sono stato tentato più volte di abbandonarlo, ma ...continua

    Sarò uno dei pochi che non ritiene magnifico, eccezionale, superlativo questo libro. Mi ha annoiato (e non poco). Ho fatto fatica a portarlo a termine. Sono stato tentato più volte di abbandonarlo, ma non rientra tra le mie opzioni quando leggo un libro. Credo che un'opera vada sempre letta per intera prima di giudicarla e a me, in tutta onestà, non è piaciuta affatto. A parte qualche frase qui e là, per il resto è stato pesante, soprattutto la parte dedicata alla religione e lento (dovuto forse alla tecnica narrativa). 2 stelle più che sufficienti.

    ha scritto il 

  • 3

    Il classico romanzo d'inizio novecento che propone un capovolgimento del romanzo di formazione settecentesco: invece di integrarsi e normalizzarsi il giovane protagonista sceglie di distaccarsi da rel ...continua

    Il classico romanzo d'inizio novecento che propone un capovolgimento del romanzo di formazione settecentesco: invece di integrarsi e normalizzarsi il giovane protagonista sceglie di distaccarsi da religione, patria e famiglia per darsi alla religione delle lettere. Abbastanza noioso.

    ha scritto il 

  • 5

    Insieme a Gente di Dublino, Dedalus è il libro più 'accessibile', poi la lettura delle altre opere di Joyce diventa difficile, a tratti impossibile, ma è questo a renderlo unico secondo me. Sta a voi ...continua

    Insieme a Gente di Dublino, Dedalus è il libro più 'accessibile', poi la lettura delle altre opere di Joyce diventa difficile, a tratti impossibile, ma è questo a renderlo unico secondo me. Sta a voi decidere: o te ne innamori o finisci per odiarlo. Per me il suo stile è affascinante come pochi altri.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libricino ormai ingiallito dagli anni e dai miei vagabondaggi, anche il gatto vi ha lasciato i suoi segni, ma sempre presente nella mia biblioteca. Ne sono folgorata, sebbene leggerlo in inglese si ...continua

    Un libricino ormai ingiallito dagli anni e dai miei vagabondaggi, anche il gatto vi ha lasciato i suoi segni, ma sempre presente nella mia biblioteca. Ne sono folgorata, sebbene leggerlo in inglese sia un'impresa non facilissima,soprattutto all'inizio. Dopo l'incontro da givanissima con Jane Austen e V. Woolf, un altro incontro felice con la letteratura e con il romanzo in lingua inglese. E' nella seconda parte un trattato di estetica vissuta e narrata. E' dirompente, per comprendere l'arte moderna, forse molto prima che comprendesse se stessa. Mi chiedo, perché venga citato così di rado, Joyce.

    ha scritto il 

  • 4

    L'edizione Newton Compton (almeno quella con anche "Gente di Dublino") avrebbe però necessitato di note; spesso, negli sfottò intellettuali fra i ragazzi o nei riferimenti all'Irlanda, se ne sente il ...continua

    L'edizione Newton Compton (almeno quella con anche "Gente di Dublino") avrebbe però necessitato di note; spesso, negli sfottò intellettuali fra i ragazzi o nei riferimenti all'Irlanda, se ne sente il bisogno.

    ha scritto il 

  • 3

    E' complicato leggerlo. La parte centrale in cui vengono spese montagne e montagne di parole su temi religiosi (di cui poco mi interessa) le ho trovate pesanti. Però vale la pena di essere letto, inta ...continua

    E' complicato leggerlo. La parte centrale in cui vengono spese montagne e montagne di parole su temi religiosi (di cui poco mi interessa) le ho trovate pesanti. Però vale la pena di essere letto, intanto perché le ultime pagine sono un vero gioiellino, ma soprattutto perché in quelle pagine ci sta dentro tutto quello che Joyce concepisce come ruolo e compito dello scrittore, e quindi come suo ruolo.

    ha scritto il 

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