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Dei delitti e delle pene

I classici del pensiero libero, 5

By Cesare Beccaria

(272)

| Paperback

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Book Description

A quasi duecentocinquanta anni dalla sua pubblicazione l'opera di Cesare Beccaria dei delitti e delle pene continua a rappresentare una pietra miliare nella storia del pensiero filosofico e giuridico relativo al settore della giustizia penale.
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A quasi duecentocinquanta anni dalla sua pubblicazione l'opera di Cesare Beccaria dei delitti e delle pene continua a rappresentare una pietra miliare nella storia del pensiero filosofico e giuridico relativo al settore della giustizia penale.
Dalla prefazione di Vittorio Grevi

68 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    "Niente avrei detto, se fosse necessario dir tutto."

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    Eugenia said on May 9, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Letto al quarto anno di liceo classico; un caposaldo del pensiero occidentale. Da leggere.

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    Giulia Malighetti said on Jan 8, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Stupendo. Un'analisi critica dei sistemi giudiziari moderni, illuminante non solo per l'epoca in cui è stato scritto, ma anche per un lettore contemporaneo. Stupendo il paragrafo sulla pena di morte. Da leggere sicuramente

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    Giancarlo Carta said on Jul 21, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    “Dei Delitti e Delle Pene”, di Cesare Beccaria, a cura di Alberto Burgio, edizioni Feltrinelli, ISBN: 978-88-07-82000-7.

    Scritto dall’illuminista Cesare Beccaria e pubblicato nel 1764, “Dei Delitti e Delle Pene” è forse uno dei saggi giuridici più c ...(continue)

    “Dei Delitti e Delle Pene”, di Cesare Beccaria, a cura di Alberto Burgio, edizioni Feltrinelli, ISBN: 978-88-07-82000-7.

    Scritto dall’illuminista Cesare Beccaria e pubblicato nel 1764, “Dei Delitti e Delle Pene” è forse uno dei saggi giuridici più conosciuti e citati fin dal suo esordio. In esso si affronta in maniera razionale, forse per la prima volta, il tema di ciò che dovrebbe essere in una società civile, vista come aggregazione libera e spontanea di soggetti individuali, la funzione delle pene in rapporto ai delitti commessi dai cittadini.

    Vista la notorietà dell’opera e l’alone di cui essa è circonfusa, ci si potrebbe aspettare un tomo ponderoso, invece, la prima sorpresa che forse colpisce il lettore, è il formato del trattato, poco più di un breve saggio di circa di cento pagine, alle quali, l’edizione in oggetto ne aggiunge una settantina d’indispensabili note, in tutto meno di duecento.

    Il linguaggio appare un po’ superato (stiamo parlando di un libro del diciottesimo secolo!), eppure, il saggio conserva pienamente la sua modernità. Gli argomenti principali, fra i quali alcuni sistemi di pesi e contrappesi che sono alla base della separatezza fra sistema legislativo, esecutivo e giudiziario, ci sono tutti e, ormai, risultano così incorporati nei moderni ordinamenti giuridici e nel nostro modo di pensare da apparirci completamente famigliari; a ben vedere, però, è opportuno che essi non siano mai dati per scontati. Ecco quindi che l'Autore parla dell'indipendenza dei giudici dal potere esecutivo, della proporzionalità della pena, della presunzione di non colpevolezza, dei limiti posti alle autorità nell'opera di prevenzione dei delitti, della rapidità del processo penale, della prescrizione dei reati, del rifiuto dei metodi istruttori violenti e della tortura. Infine, risulta conosciutissima e molto citata la parte dell’opera che critica le pene eccessive e, in particolare, la pena di morte; non solo perché da considerarsi inefficaci ai fini della prevenzione dei delitti, ma anche, perché contrarie allo spirito del contratto sociale che lega i cittadini.

    Proprio sul concetto di patto o contratto sociale, Beccaria dimostra di essere figlio del suo tempo, tributario della filosofia utilitarista di Bentham, del pensiero filosofico di Rousseau, ma in realtà, impregnato, ispirato e promotore di quella particolare corrente del pensiero razionale che verrà definita “illuminismo” e che getterà le fondamenta del moderno pensiero laico e scientifico occidentale.

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    Dario Varese said on Feb 12, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Dopo aver letto questo libro ho capito cosa voglia dire avere una mente illuminata.
    Trovo straordinaria la lungimiranza, la perspiacacia ed il senso di giustizia insito nell'animo di questo filosofo. Questo piccolo saggio oltre ad essere un documento ...(continue)

    Dopo aver letto questo libro ho capito cosa voglia dire avere una mente illuminata.
    Trovo straordinaria la lungimiranza, la perspiacacia ed il senso di giustizia insito nell'animo di questo filosofo. Questo piccolo saggio oltre ad essere un documento storico può fungere da ave maria all'odierno legislatore.
    Ci sono intuizioni che ad oggi non riescono ad applicarsi alla società.
    Sulla pena di morte, sulla tortura i pensieri migliori e + lodevoli.
    Rilevante e straordinaria è anche la parte sulla intrepretazione delle leggi, sulla terzietà del giudice e sulla presunata colpevolezza dell'accusato.
    Chiunque si occupi di legge, politica e amministrazione dovrebbe leggerlo d'obbligo.

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    Nasten'kà said on Dec 9, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Libri dell'università - esame di letteratura italiana 2

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    Cristina Contilli said on Oct 13, 2012 | Add your feedback

Book Details

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Page 39 , 41 , 54 , 57 , 74 , 94 , 96 , 134