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Dei doveri

Di

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

3.8
(44)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 392 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8804387580 | Isbn-13: 9788804387589 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , Philosophy

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Descrizione del libro
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  • 3

    Mi ha appena chiamato il capo mi ha detto di interrompere ogni altra attività, di tornare da lei perché dobbiamo lavorare ci sono stati degli sviluppi, le sono arrivati i risultati, l'analisi dei dati, e dice che la situazione non è così buona come prevedeva.

    ha scritto il 

  • 3

    Lettura scolastica

    Va bene, posso ammettere che il ragionamento di fondo sia abbastanza condivisibile, ma certe cose sono proprio streuse! Alla fine l'unica parte sensata è il primo libro. Negli ultimi due non fa altro che ripetere sempre le stesse cose.
    E comunque continuo a dire che non è una lettura cui ob ...continua

    Va bene, posso ammettere che il ragionamento di fondo sia abbastanza condivisibile, ma certe cose sono proprio streuse! Alla fine l'unica parte sensata è il primo libro. Negli ultimi due non fa altro che ripetere sempre le stesse cose.
    E comunque continuo a dire che non è una lettura cui obbligare una classe di quindicenni u.u Io, per esempio, ne avrei fatto volentieri a meno.

    ha scritto il 

  • 3

    "Nessuno scriverà mai nulla di più saggio." Voltaire sul De Officiis. Un po' esagerato?


    Libro sicuramente da leggere per la sua importanza storico-filosofica, tuttavia l'etica che propone, forse troppo influenzata dallo stoicismo medio, non mi è del tutto congeniale. Inolt ...continua

    "Nessuno scriverà mai nulla di più saggio." Voltaire sul De Officiis. Un po' esagerato?

    Libro sicuramente da leggere per la sua importanza storico-filosofica, tuttavia l'etica che propone, forse troppo influenzata dallo stoicismo medio, non mi è del tutto congeniale. Inoltre Cicerone spesso si limita a esporre le sue idee senza motivarle, senza alcuna argomentazione. Ciò che è giusto per lui dev'essere giusto anche per te. E se non fossi d'accordo?

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Un libro di un'altra epoca (ma va!?) come stile, scarno e didascalico all'inverosimile, con molti esempi di suoi coevi, quindi non attualizzabili facilmente. Moltissimi concetti legati alla moralità dell'uomo privato e soprattutto di quello pubblico sarebbero utilissimi anche ora. La morale priva ...continua

    Un libro di un'altra epoca (ma va!?) come stile, scarno e didascalico all'inverosimile, con molti esempi di suoi coevi, quindi non attualizzabili facilmente. Moltissimi concetti legati alla moralità dell'uomo privato e soprattutto di quello pubblico sarebbero utilissimi anche ora. La morale privata forse è un po' diversa, ma quella dell'uomo pubblico sarebbe veramente l'ideale da perseguire, ma come dicevo all'inizio, tutto è fuorchè attuale...
    Alcuni esempi:
    Un'azione retta non è giusta se non è spontanea.

    Ci sono due maniere di contendere: con la ragione e con la forza; e poichè la ragione è propria dell'uomo e la forza è propria delle bestie, bisogna ricorrere alla seconda solo quando non ci si può valere della prima.

    Il governo dello stato deve esercitarsi a vantaggio non dei governanti ma dei governati. Quelli che provvedono ad una parte dei cittadini e ne trascurano un'altra introducono nello stato il più funesto dei malanni: la discordia e la sedizione.
    [] Mali che un cittadino austero e forte, degno di primeggiare nello stato, fuggirà con orrore: consacrandosi interamente allo stato, senza cercare per sè nè ricchezza nè potere, egli lo custodirà e lo proteggerà tutto quanto, in modo dal provvedere al bene di tutti i cittadini. Inoltre, con false accuse, egli non ecciterà nè odio nè disprezzo contro alcuno.

    Soprattutto è da schivare la collera dell'atto stesso del punire: chi ci accinge al castigo in preda alla collera non terrà mai quella giusta via di mezzo.
    Le leggi inducono a punire non per impeto d'ira, ma per dovere di giustizia.

    Il far sapiente uso della parola e della ragione, il meditare ogni azione, e in ogni cosa cercare e seguire la verità, e ad essa attenersi, è decoroso, mentre al contrario l'ingannarsi e l'errare, il cadere in fallo ed il lasciarsi gabbare è altrettanto indecoroso quanto l'uscire di strada e l'essere fuori di senno.

    Il vitto e la cura della persona abbiano per fine non il piacere ma la buona salute ed il vigore.

    Quanto ai vecchi, essi dovranno diminuire le fatiche del corpo e aumentare gli esercizi della mente.
    Non c'è cosa da cui la vecchiezza debba rifuggire che dall'abbandonarsi a una torpida inerzia; e la lussuria, se è brutta in ogni età, nella vecchiezza è suprema vergogna.

    Compito particolare del magistrato è di ben comprendere che egli rappresenta lo Stato, e deve perciò sostenerne la dignità ed il decoro.

    La prodigalità è un pozzo senza fondo: qual misura può esserci quando chi ha avuto vuol avere ancora e chi non ha avuto vuol anch'esso?

    Nesun vizio è puù abominevole dell'avidità del denaro, soprattutto nei più autorevoli cittadini e negli uomini che reggono lo Stato. Invero, considerare lo Stato come fonte di lucro non solo è disonesto ma anche delittuoso e sacrilego.

    ha scritto il 

  • 5

    Ho scritto di aver finito questo libro nell'88, ed è vero, ero una giovane studentessa! Ma questo libro è come se lo finissi "ogni tanto", perchè spesso mi capita di riprenderlo in mano di rilegerne qualche passo, di usarlo per preparare una lezione; vi è in questo libro quella che definisco, con ...continua

    Ho scritto di aver finito questo libro nell'88, ed è vero, ero una giovane studentessa! Ma questo libro è come se lo finissi "ogni tanto", perchè spesso mi capita di riprenderlo in mano di rilegerne qualche passo, di usarlo per preparare una lezione; vi è in questo libro quella che definisco, con tutta la modestia possibile, la bellezza dei classici, la capacità di analizzare e proporre un comportamento di vita possibile, vario in cui spesso si ritrova "quel giusto mezzo", così utile ed importante, di cui oggi si è dimenticato il significato.
    " Ma tutto l'onesto nasce da una di queste quattro fonti: o si trova infatti nella diligente ricerca del vero; o nel proteggere la società umana, nel dare a ciascuno il suo e nell'attenersi agli impegni assunti; o nella grandezza o fortezza di un animo sublime o invitto; o nell'ordine e nella misura di tutte le cose che si fanno e si dicono, nella moderazione quindi e nella temperanza."

    ha scritto il