Delitto di mezza estate

Di

Editore: Marsilio

4.0
(1159)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 597 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese , Svedese , Sloveno

Isbn-10: 8831797077 | Isbn-13: 9788831797078 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
La settima inchiesta del commissario Wallander
Notte di solstizio: tre giovani in una macchia isolata del bosco nei pressi di Osterlen. Qualcuno li spia. La loro festa si tinge di sangue. Intanto, la quiete della centrale di polizia di Ystad è spezzata dal ritrovamento del corpo di Svedberg, da anni collega di Wallander, ucciso da tre colpi di pistola sparati in pieno volto. Due foto tra le carte di Svedberg convincono Wallander dell'inesorabile intreccio tra i due casi di omicidio, ma l'assassino è sempre un passo in anticipo sulle mosse degli investigatori, che sono alle prese con gli inquietanti segreti di "uno di loro", un uomo che credevano di conoscere. È impossibile intuirne i movimenti, prevedere chi sarà la sua prossima vittima: in una calma apparente cova la follia criminale.
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  • 4

    Buon vecchio Wallander

    Veramente avvincente.
    La dimensione personale che l'indagine acquista ha la duplice funzione di mostrarci un Wallander (e un commissariato) più intimo e di variare uno schema che, essendo ormai al set ...continua

    Veramente avvincente.
    La dimensione personale che l'indagine acquista ha la duplice funzione di mostrarci un Wallander (e un commissariato) più intimo e di variare uno schema che, essendo ormai al settimo romanzo, avrebbe anche potuto stancare.
    Belli come sempre i temi affrontati o anche solo sfiorati, magnifiche le ambientazioni, che stavolta raggiungono luoghi a Nord. Piacevole la lentezza in cui il commissario ci trascina.
    Peccato per il finale, che ho trovato frettoloso, ma questo ormai, per me, è un tratto tipico di Mankell...

    ha scritto il 

  • 4

    Uno degli episodi più coinvolgenti della serie Wallander.
    Il serial killer che odia la gioia semina il panico nella Scania, e il commissario stavolta pensa di non farcela...
    Feebbrile e avvincente in ...continua

    Uno degli episodi più coinvolgenti della serie Wallander.
    Il serial killer che odia la gioia semina il panico nella Scania, e il commissario stavolta pensa di non farcela...
    Feebbrile e avvincente in un crescendo contagioso.
    Da non perdere.

    ha scritto il 

  • 0

    Non so come ho fatto a perdermelo fino ad oggi, ma è certamente il più grande.

    Direi il più grande non solo della scuola nordica di giallisti, ma in assoluto del noir contemporaneo. E non solo. Però ok, ho letto un solo romanzo, questo, magari mi sto allargando troppo, ma quello ...continua

    Direi il più grande non solo della scuola nordica di giallisti, ma in assoluto del noir contemporaneo. E non solo. Però ok, ho letto un solo romanzo, questo, magari mi sto allargando troppo, ma quello che c'era dentro questo qui, è talento puro, possibile che negli altri sparisca?
    Due sono le capacità di Mankell, ma utilizzate ai massimi livelli.
    La prima è di mettere dentro la scrittura la vita, quella vera, dei piccoli contrattempi quotidiani, del sonno mancato, del mal di testa, del bisogno di mangiare, urinare, radersi. Tutte tracce di vita sapientemente sparse nella scrittura. Oltre a rendere vero il romanzo, servono anche a scandire il ritmo, e si compenetrano talmente bene con il racconto da non rallentarlo mai ma arrivando addirittura a renderlo più intenso.
    Da questo punto di vista qui è incredibile la gestione delle ultime 100 pagine, con l'assassino pronto all'ultimo assalto (non dico altro) e il momento cruciale sapientemente continuamente rimandato ma senza nessun artificio, semplicemente utilizzando la vita.
    Poi, altro talento superbo, il modo in cui no svela niente dell'assassino per oltre, quanto, metà romanzo, quasi. Lo tiene coperto, sempre coperto. E nonostante questo la tensione sale, sale, sale. Meraviglioso.
    Forse se un difetto c'è, una forzatura, una cosa che non scorre via placida, è la ragione che spinge il commissario ad entrare nella casa dell'assassino. Lì la forzatura si avverte. Ma chiaro, si tratta di quello che appare una forzatura alla luce di tutto il resto. Niente in confronto a quello che di solito fanno gli altri autori.
    Adesso sono ansioso di leggere altro di Mankell. Cosa che farò veramente presto.

    ha scritto il 

  • 5

    Un bellissimo thriller

    Storia molto bella, ben congegnata e fino all'ultimo tiene sul filo.
    Mankell è come il vino buono: invecchiando migliora, nel senso che mano a mano che sto andando avanti nella sua serie i romanzi son ...continua

    Storia molto bella, ben congegnata e fino all'ultimo tiene sul filo.
    Mankell è come il vino buono: invecchiando migliora, nel senso che mano a mano che sto andando avanti nella sua serie i romanzi sono sempre meglio rispetto ai "più giovani".

    ha scritto il 

  • 4

    La stanchezza di Kurt Wallander

    "Non riusciva a ricordare di essersi mai sentito così privo di forze. E la sua debolezza non era soltanto dovuta alle isole di zucchero che immaginava muoversi nelle sue vene. Aveva la netta sensazion ...continua

    "Non riusciva a ricordare di essersi mai sentito così privo di forze. E la sua debolezza non era soltanto dovuta alle isole di zucchero che immaginava muoversi nelle sue vene. Aveva la netta sensazione di non riuscire più a seguire il tempo. Forse era diventato troppo vecchio? Anche se non aveva ancora compiuto cinquant’anni?"

    ha scritto il 

  • 4

    Uno dei migliori romanzi con Wallander. Bella la storia, le ambientazioni e la collaborazione tra colleghi. Forse si poteva scorciare qua e là, non riproporre così spesso il ripensare a discorsi fatti ...continua

    Uno dei migliori romanzi con Wallander. Bella la storia, le ambientazioni e la collaborazione tra colleghi. Forse si poteva scorciare qua e là, non riproporre così spesso il ripensare a discorsi fatti in cui Wallender non ha colto subito il punto focale o elaborare un po' meglio la psicologia e le motivazioni dell'assassino...ma nel complesso mi è piaciuto molto

    ha scritto il 

  • 5

    Uno dei migliori della serie con Kurt Wallander. Bellissima la trama, affascinante l'ambientazione (non solo la "solita" Ystad, ma anche le isole a nord della Svezia), la trama si dipana tra un'indagi ...continua

    Uno dei migliori della serie con Kurt Wallander. Bellissima la trama, affascinante l'ambientazione (non solo la "solita" Ystad, ma anche le isole a nord della Svezia), la trama si dipana tra un'indagine accuratamente descritta e le vicende anche personali dei protagonisti membri della squadra diretta da Wallander. A voler proprio trovare un difetto, direi che alcune domande restano senza risposta - almeno parzialmente - anche dopo la soluzione del caso. Inoltre, mi hanno un po' infastidito alcune continue ripetizioni (il nostro Wallander ogni due pagine beve un bicchier d'acqua e urina ovunque si trovi....abbiamo capito che ha il diabete, ma basta!)

    ha scritto il 

  • 4

    Mi sono appassionata a questo giallo lentamente ma inesorabilmente, in un crescendo di tensione che mi ha conquistato.
    Inoltre Wallander è così umano, così lontano dal poliziotto infallibile che è pre ...continua

    Mi sono appassionata a questo giallo lentamente ma inesorabilmente, in un crescendo di tensione che mi ha conquistato.
    Inoltre Wallander è così umano, così lontano dal poliziotto infallibile che è pressoché impossibile non immedesimarsi nella sua lotta per trovare l'assassino, combattendo anche la sua stanchezza e i suoi acciacchi.
    Finale un po' sbrigativo.

    ha scritto il 

  • 3

    "Ma era troppo stanco. Ormai tutta la sua persona non era altro che un guscio intorno a un organismo composto da stanchezza, valori degli zuccheri troppo alti e una mancanza di sonno paralizzante."

    Parma. Genova. Chivasso. Un libro che mi ha accompagnato durante gli spostamenti nell'ultimo mese, quando mi sentivo un po' come Wallander, esausta. Wallander lo adoro, come personaggio, come uomo. Ma ...continua

    Parma. Genova. Chivasso. Un libro che mi ha accompagnato durante gli spostamenti nell'ultimo mese, quando mi sentivo un po' come Wallander, esausta. Wallander lo adoro, come personaggio, come uomo. Mankell un po' meno. Si perde in stupidaggini, sempre a riassumere quello che è successo tramite i dialoghi come se avesse dei lettori stupidi che non sono in grado di ricordarsi cosa hanno letto la sera prima, sempre a scrivere di tentativi falliti come fossero essenziali, il che è davvero fastidioso quando si vuole finire il libro prima di concludere un viaggio in treno. Leggerò sicuramente anche gli altri, ma quando sarò in un mood più paziente, questo mi basterà per un po'.

    ha scritto il 

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