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Delitto di mezza estate

Di

Editore: Marsilio

4.0
(1047)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 597 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese , Svedese , Sloveno

Isbn-10: 8831797077 | Isbn-13: 9788831797078 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
La settima inchiesta del commissario Wallander
Notte di solstizio: tre giovani in una macchia isolata del bosco nei pressi di Osterlen. Qualcuno li spia. La loro festa si tinge di sangue. Intanto, la quiete della centrale di polizia di Ystad è spezzata dal ritrovamento del corpo di Svedberg, da anni collega di Wallander, ucciso da tre colpi di pistola sparati in pieno volto. Due foto tra le carte di Svedberg convincono Wallander dell'inesorabile intreccio tra i due casi di omicidio, ma l'assassino è sempre un passo in anticipo sulle mosse degli investigatori, che sono alle prese con gli inquietanti segreti di "uno di loro", un uomo che credevano di conoscere. È impossibile intuirne i movimenti, prevedere chi sarà la sua prossima vittima: in una calma apparente cova la follia criminale.
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  • 5

    "Qualcosa deve succedere, pensò. Qualcosa che mi dia la forza di andare avanti."
    Un commissario sempre più stanco, e non ha ancora cinquant'anni, i problemi di salute non gli mancano e si ritrova di nuovo solo.
    ... e qualcosa succede, anzi più di qualcosa perchè la morte del collega S ...continua

    "Qualcosa deve succedere, pensò. Qualcosa che mi dia la forza di andare avanti."
    Un commissario sempre più stanco, e non ha ancora cinquant'anni, i problemi di salute non gli mancano e si ritrova di nuovo solo.
    ... e qualcosa succede, anzi più di qualcosa perchè la morte del collega Svedberg, il ritrovamento di tre ragazzi uccisi da un colpo di pistola e altri omicidi, lo costringeranno a reagire, anche se non è mai stato così stremato come in questa indagine.
    "Ho paura, pensò. Non ho mai creduto al male. Non esistono esseri malvagi, nessuno nasce con la brutalità nei propri geni. Però esistono circostanze perverse. Il male non esiste. Ma qui sento qualcosa che si sta sviluppando in una mente offuscata."
    ... di circostanze perverse ormai la nostra vita è piena, caro commissario Wallander, e in certi momenti siamo stremati quanto lei... "Ci sono sempre lati di una persona che solo pochi riescono a vedere."
    ... vero, e questo fa la differenza... nel male, ma fortunatamente anche nel bene.
    In ogni caso, secondo me, questo è il libro più "completo" tra quelli che ho letto di questo commissario, perchè sfiora varie problematiche, dalla crisi economica, al benessere di pochi, ai giovani sempre più fragili, alla solitudine, alla malattia... ed altro.
    Un Wallander sempre più vero...

    Grazie 9,14,14

    ha scritto il 

  • 4

    perchè ? perchè non l'hai fatto da 5 stelline, bastava solo un po' più di impegno !!!

    E si, un bel thrillerone che poteva essere uno splendido thrillerone.


    Tutto arriva a tre/quarti (come un valzer!), la suspance, i rapporti tra i personaggi, l'avventura. Quello che arriva a cinque/quarti (esiste, boh!) è la minuziosa descrizione di cio che pensa e fa questo Wallander (al p ...continua

    E si, un bel thrillerone che poteva essere uno splendido thrillerone.

    Tutto arriva a tre/quarti (come un valzer!), la suspance, i rapporti tra i personaggi, l'avventura. Quello che arriva a cinque/quarti (esiste, boh!) è la minuziosa descrizione di cio che pensa e fa questo Wallander (al proposito ringraziamo l'autore che ci ha messo a conoscenza di tutte le volte che ha avuto la necessità di fare pipiì il commissario). Detta in altri termini : la trama mi è parsa un po-lenta.

    Dai, su, mr Mankell, mettici un po' di brio nel racconto, un po' di piccantino nei rapporti tra le persone, e, per favore, capisco che quando uno ha "la foza di un cavaliere jedi" debba usarla, ma sto commissario non usa il sesto senso, ma il quindicesimo senso. Il tutto stava su anche senza questi lampi di luce leggerissimamente improponibili.

    ha scritto il 

  • 5

    Ottima indagine, forse la migliore della serie fine a questo punto.
    Importante a mio parere lo scossone emotivo che l'autore da alla squadra investigativa, Wallander compreso, mettendo al centro dell'indagine uno di loro, una persona che credevano di conoscere ma che invece era portatore di ...continua

    Ottima indagine, forse la migliore della serie fine a questo punto.
    Importante a mio parere lo scossone emotivo che l'autore da alla squadra investigativa, Wallander compreso, mettendo al centro dell'indagine uno di loro, una persona che credevano di conoscere ma che invece era portatore di molti segreti. Promosso a pieni voti.

    ha scritto il 

  • 2

    una svolta epocale, un nuovo tormentone: se nei libri precedenti wallander più o meno ad ogni pagina ingurgitava caffè, con la stessa frequenza ora, complice il diabete, il nostro beve litri e litri di acqua e, conseguentemente, urina. e io mi chiedo: vi è ancora qualcuno, a parte il traduttore, ...continua

    una svolta epocale, un nuovo tormentone: se nei libri precedenti wallander più o meno ad ogni pagina ingurgitava caffè, con la stessa frequenza ora, complice il diabete, il nostro beve litri e litri di acqua e, conseguentemente, urina. e io mi chiedo: vi è ancora qualcuno, a parte il traduttore, che usa il termine urinare per indicare l'azione del mingere? da quando in qua gli sbirri urinano e non pisciano? e in tutto quell'urinare, possibile che mai una volta a wallander sia scappata anche la cacca? l'espletamento delle funzioni scatologiche in un libro giallo è un tabù? kazzenger!

    ha scritto il 

  • 5

    Mankell si conferma uno scrittore di una classe infinita, e Wallander un personaggio che ha pochi eguali nella narrativa contemporanea. In altre parole, questo romanzo è a parere del sottoscritto un piccolo capolavoro.

    ha scritto il 

  • 3

    E’ difficile immaginare qualcuno di più scandinavo del gelido serial killer che si aggira in una Svezia medifionale insolitamente calda anche per i mesi estivi mettendo nel proprio mirino le persone felici (più qualche vittima collaterale). Nella sua settima indagine, il commissario Wallander si ...continua

    E’ difficile immaginare qualcuno di più scandinavo del gelido serial killer che si aggira in una Svezia medifionale insolitamente calda anche per i mesi estivi mettendo nel proprio mirino le persone felici (più qualche vittima collaterale). Nella sua settima indagine, il commissario Wallander si trova così a inseguire una sorta di ombra sfuggente e solo grazie a una grande tenacia, oltre che a qualche mossa ai limiti dell’incoscienza e ben fuori dal regolamento, riesce infine a venire a capo dell’indagine. Il protagonista dei romanzi di Mankell, infatti, crede nel lavoro di squadra – attorno a lui si muovono i consueti (per il genere) comprimari della stazione di polizia – ma finisce per compiere passi avanti o risolvere il caso solo grazie a testarde iniziative personali che spesso fanno seguito a improvvise inuizioni che a volte risultano un po’ forzate. Del resto, si ha l’impressione che, senza di esse, i poliziotti continuerebbero a girare in tondo, il che non depone proprio a favore dell’equilibrio con cui è costruita la storia: se da una parte si fanno apprezzare il passo lento e l’abilità di gestire quell’accumulo di tensione che genera la suspence, dall’altro gli strappi bruschi finiscono per risultare non ben amalgamati al tutto. Benchè la lettura risulti piacevole e le pagine si facciano girare per vedere cosa sta per succedere, il giudizio sul romanzo resta così un po’ a mezza strada, con l’idea che le premesse non siano state mantenute nello sviluppo della storia, forse anche perché lo scrittore non riesce ad approfondire del tutto il personaggio dell’assassino essendo troppo concentrato su quello del protagonista. Malgrado non abbia neancora cinquant’anni, Wallander dà infatti segni di decadimento fisico precoce, anche se il diabete, che fa da contrappunto a tutta la prima parte, in pratica scompare in una seconda in cui l’intera polizia di Ystad si sottopone a fatiche fachiresche pur di acchiappare il colpevole (sarà merito dell’adrenalina?): il tema degli anni che passano è interessante, ma dà l’impressione di essere troppo sottolineato, con anche il rischio di qualche ripetizione. Di certo, contribuisce ad aumentare il numero delle pagine, che finisce per sfiorare la cifra, un po’ eccessiva, di seicento: in esse fanno la loro parte anche le continue riunioni tra il commissario e i suoi collaboratori (necessarie per trasmettere il senso di impotenza che li pervade) e gli inutili pistolotti, sparsi lungo tutto il corso del romanzo, sulla decadenza della Svezia moderna, descritta in modo vagamente destrorso come fosse la Chicago degli anni Venti. Alla fine, ‘Delitto di mezza estate’ è un giallo ben scritto e adatto alla stagione estiva, ma che potrebbe far arricciare il naso agli appassionati del genere e al quale, in ogni caso, non avrebbe fatto male una bella sforbiciata.

    ha scritto il 

  • 5

    Il Commissario Wallander è un altro di quei personaggi della narrativa scandinava che riesce a catturarti con la sua quotidianità, i suoi dolori, la sua vita grigia, ma carica di sfaccettature. Non ancora cinquantenne pare un vecchio, trascurato e malandato dal punto di vista della salute, deluso ...continua

    Il Commissario Wallander è un altro di quei personaggi della narrativa scandinava che riesce a catturarti con la sua quotidianità, i suoi dolori, la sua vita grigia, ma carica di sfaccettature. Non ancora cinquantenne pare un vecchio, trascurato e malandato dal punto di vista della salute, deluso dai trascorsi sentimentali, senza voglia di futuro, ingrigito dalla solitudine. Unica famiglia il Commissariato, dove le persone si alternano al suo fianco e riescono a dargli quell'affetto e quella stima necessari per affrontare il lavoro e la vita stessa. Questa volta Wallander si trova a dipanare la matassa di una serie di efferati omicidi, apparentemente slegati tra loro, ma che ben presto si rivelano parte di un'unica trama. Un folle omicida si accanisce contro giovani inermi, colpevoli soltanto di voler essere, almeno per un attimo, davvero felici. Venire a capo di tanta ferocia, per di più su fronti diversi, è un'impresa titanica per il team di Wallander, ma le sue intuizioni riescono presto a prendere la piega giusta. Quasi 600 pagine avvincenti, che prendono fin dall'inizio, e conducono nei meandri dei pensieri di uno psicopatico, e contestualmente del Commissario, riuscendo a tenere incollati al libro per ore intere. Un bel giallone estivo, che cattura e convince fino al finale.

    ha scritto il 

  • 2

    La storia inizia con l'omdicidio di tre ragazzi in un bosco durante la festa del solstizio d'estate. Ma prima che la polizia scovi i corpi ne passano di capitoli davanti agli occhi del lettore. Che deve sorbirsi le paturnie del detective la cui vita sta andando a rotoli e scopre pure di essere ma ...continua

    La storia inizia con l'omdicidio di tre ragazzi in un bosco durante la festa del solstizio d'estate. Ma prima che la polizia scovi i corpi ne passano di capitoli davanti agli occhi del lettore. Che deve sorbirsi le paturnie del detective la cui vita sta andando a rotoli e scopre pure di essere malato di diabete.
    Un libro terribilmente noioso che ho abbandonato quasi subito.

    ha scritto il