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Delitto di mezza estate

By Henning Mankell

(306)

| Paperback | 9788831797078

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Book Description

La settima inchiesta del commissario Wallander
Notte di solstizio: tre giovani in una macchia isolata del bosco nei pressi di Osterlen. Qualcuno li spia. La loro festa si tinge di sangue. Intanto, la quiete della centrale di polizia di Ystad è spezza Continue

La settima inchiesta del commissario Wallander
Notte di solstizio: tre giovani in una macchia isolata del bosco nei pressi di Osterlen. Qualcuno li spia. La loro festa si tinge di sangue. Intanto, la quiete della centrale di polizia di Ystad è spezzata dal ritrovamento del corpo di Svedberg, da anni collega di Wallander, ucciso da tre colpi di pistola sparati in pieno volto. Due foto tra le carte di Svedberg convincono Wallander dell'inesorabile intreccio tra i due casi di omicidio, ma l'assassino è sempre un passo in anticipo sulle mosse degli investigatori, che sono alle prese con gli inquietanti segreti di "uno di loro", un uomo che credevano di conoscere. È impossibile intuirne i movimenti, prevedere chi sarà la sua prossima vittima: in una calma apparente cova la follia criminale.

137 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Lettura scorrevole, non mi ha mai annoiato e il finale é diverso da altri libri. Bello e diverso dai soliti libri.

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    ad62 said on Sep 21, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    perchè ? perchè non l'hai fatto da 5 stelline, bastava solo un po' più di impegno !!!

    E si, un bel thrillerone che poteva essere uno splendido thrillerone.

    Tutto arriva a tre/quarti (come un valzer!), la suspance, i rapporti tra i personaggi, l'avventura. Quello che arriva a cinque/quarti (esiste, boh!) è la minuziosa descrizione di ...(continue)

    E si, un bel thrillerone che poteva essere uno splendido thrillerone.

    Tutto arriva a tre/quarti (come un valzer!), la suspance, i rapporti tra i personaggi, l'avventura. Quello che arriva a cinque/quarti (esiste, boh!) è la minuziosa descrizione di cio che pensa e fa questo Wallander (al proposito ringraziamo l'autore che ci ha messo a conoscenza di tutte le volte che ha avuto la necessità di fare pipiì il commissario). Detta in altri termini : la trama mi è parsa un po-lenta.

    Dai, su, mr Mankell, mettici un po' di brio nel racconto, un po' di piccantino nei rapporti tra le persone, e, per favore, capisco che quando uno ha "la foza di un cavaliere jedi" debba usarla, ma sto commissario non usa il sesto senso, ma il quindicesimo senso. Il tutto stava su anche senza questi lampi di luce leggerissimamente improponibili.

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    Cla ebook said on Sep 8, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ottima indagine, forse la migliore della serie fine a questo punto.
    Importante a mio parere lo scossone emotivo che l'autore da alla squadra investigativa, Wallander compreso, mettendo al centro dell'indagine uno di loro, una persona che credevano di ...(continue)

    Ottima indagine, forse la migliore della serie fine a questo punto.
    Importante a mio parere lo scossone emotivo che l'autore da alla squadra investigativa, Wallander compreso, mettendo al centro dell'indagine uno di loro, una persona che credevano di conoscere ma che invece era portatore di molti segreti. Promosso a pieni voti.

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    Rik_1980 said on Sep 8, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    una svolta epocale, un nuovo tormentone: se nei libri precedenti wallander più o meno ad ogni pagina ingurgitava caffè, con la stessa frequenza ora, complice il diabete, il nostro beve litri e litri di acqua e, conseguentemente, urina. e io mi chiedo ...(continue)

    una svolta epocale, un nuovo tormentone: se nei libri precedenti wallander più o meno ad ogni pagina ingurgitava caffè, con la stessa frequenza ora, complice il diabete, il nostro beve litri e litri di acqua e, conseguentemente, urina. e io mi chiedo: vi è ancora qualcuno, a parte il traduttore, che usa il termine urinare per indicare l'azione del mingere? da quando in qua gli sbirri urinano e non pisciano? e in tutto quell'urinare, possibile che mai una volta a wallander sia scappata anche la cacca? l'espletamento delle funzioni scatologiche in un libro giallo è un tabù? kazzenger!

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    flaminia said on Aug 13, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Mankell si conferma uno scrittore di una classe infinita, e Wallander un personaggio che ha pochi eguali nella narrativa contemporanea. In altre parole, questo romanzo è a parere del sottoscritto un piccolo capolavoro.

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    ale said on Jul 28, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    E’ difficile immaginare qualcuno di più scandinavo del gelido serial killer che si aggira in una Svezia medifionale insolitamente calda anche per i mesi estivi mettendo nel proprio mirino le persone felici (più qualche vittima collaterale). Nella sua ...(continue)

    E’ difficile immaginare qualcuno di più scandinavo del gelido serial killer che si aggira in una Svezia medifionale insolitamente calda anche per i mesi estivi mettendo nel proprio mirino le persone felici (più qualche vittima collaterale). Nella sua settima indagine, il commissario Wallander si trova così a inseguire una sorta di ombra sfuggente e solo grazie a una grande tenacia, oltre che a qualche mossa ai limiti dell’incoscienza e ben fuori dal regolamento, riesce infine a venire a capo dell’indagine. Il protagonista dei romanzi di Mankell, infatti, crede nel lavoro di squadra – attorno a lui si muovono i consueti (per il genere) comprimari della stazione di polizia – ma finisce per compiere passi avanti o risolvere il caso solo grazie a testarde iniziative personali che spesso fanno seguito a improvvise inuizioni che a volte risultano un po’ forzate. Del resto, si ha l’impressione che, senza di esse, i poliziotti continuerebbero a girare in tondo, il che non depone proprio a favore dell’equilibrio con cui è costruita la storia: se da una parte si fanno apprezzare il passo lento e l’abilità di gestire quell’accumulo di tensione che genera la suspence, dall’altro gli strappi bruschi finiscono per risultare non ben amalgamati al tutto. Benchè la lettura risulti piacevole e le pagine si facciano girare per vedere cosa sta per succedere, il giudizio sul romanzo resta così un po’ a mezza strada, con l’idea che le premesse non siano state mantenute nello sviluppo della storia, forse anche perché lo scrittore non riesce ad approfondire del tutto il personaggio dell’assassino essendo troppo concentrato su quello del protagonista. Malgrado non abbia neancora cinquant’anni, Wallander dà infatti segni di decadimento fisico precoce, anche se il diabete, che fa da contrappunto a tutta la prima parte, in pratica scompare in una seconda in cui l’intera polizia di Ystad si sottopone a fatiche fachiresche pur di acchiappare il colpevole (sarà merito dell’adrenalina?): il tema degli anni che passano è interessante, ma dà l’impressione di essere troppo sottolineato, con anche il rischio di qualche ripetizione. Di certo, contribuisce ad aumentare il numero delle pagine, che finisce per sfiorare la cifra, un po’ eccessiva, di seicento: in esse fanno la loro parte anche le continue riunioni tra il commissario e i suoi collaboratori (necessarie per trasmettere il senso di impotenza che li pervade) e gli inutili pistolotti, sparsi lungo tutto il corso del romanzo, sulla decadenza della Svezia moderna, descritta in modo vagamente destrorso come fosse la Chicago degli anni Venti. Alla fine, ‘Delitto di mezza estate’ è un giallo ben scritto e adatto alla stagione estiva, ma che potrebbe far arricciare il naso agli appassionati del genere e al quale, in ogni caso, non avrebbe fatto male una bella sforbiciata.

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    Catcarlo said on Jul 24, 2014 | Add your feedback

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