Delitto e castigo

Di

Editore: Casa Editrice BIETTI

4.5
(8171)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 314 | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Spagnolo , Francese , Russo , Catalano , Portoghese

Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico , Cofanetto , Altri , Rilegato in pelle , eBook

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
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  • 5

    Alla fine siamo un po’ tutti Raskol’nikov...

    Uno dei romanzi più famosi della letteratura universale non tradisce le aspettative di chi lo legge o lo rilegge, come nel mio caso a distanza di molti anni, alla scoperta di nuovi significati e nuove ...continua

    Uno dei romanzi più famosi della letteratura universale non tradisce le aspettative di chi lo legge o lo rilegge, come nel mio caso a distanza di molti anni, alla scoperta di nuovi significati e nuove interpretazioni. La vicenda è fin troppo nota per lasciarsi sedurre da inaspettati colpi di scena, eppure il ritmo narrativo rimane sempre incalzante e l’approfondimento psicologico dei personaggi e le riflessioni sulla “storia” narrata non appesantiscono affatto la scorrevolezza dell’intreccio, ma, anzi, ne scandiscono i momenti topici e spingono il lettore ad interrogarsi sul valore dell’espiazione, sul concetto di colpa, sulla gratuità del male, sull’amore che salva e redime.

    ha scritto il 

  • 5

    Tra le opere più lineari di Fedor M. Dostoevskij soprattutto dal punto di vista dell'intreccio: alla vicenda centrale dello studente Raskolnikov, sì affiancano altri due piani narrativi, la storia del ...continua

    Tra le opere più lineari di Fedor M. Dostoevskij soprattutto dal punto di vista dell'intreccio: alla vicenda centrale dello studente Raskolnikov, sì affiancano altri due piani narrativi, la storia della famiglia Marmeladov e quella della sorella di Raskolnikov, Dunja. E' il primo grande romanzo polifonico di Dostoevskij, un’opera dove non esistono personaggi minori, ma dove ogni figura è portatrice di una voce, di una propria potente visione del mondo. Tra le tematiche in Delitto e castigo vi sono il conseguimento della salvezza attraverso la sofferenza e i limiti morali dell'azione umana entro un mondo governato da Dio. In questo romanzo non si trova una ragione, una risoluzione definitiva; non ci si interroga sul perché del delitto, ma sul come l'autore del delitto si comporta a partire dall'istante successivo al delitto. La lettura è come l'analisi di una storia, la nostra storia, e come comprensione, la metabolizzazione dei propri sbagli, dei propri errori. Lettura come bilancio di quello che si è, di quello che si è stati, di quello che si è fatto o meno, di quello che non si è. Il romanzo è caratterizzato proprio da questa lotta fra il pentimento e la convinzione tenace di aver compiuto un’opera buona, l’irrisolto confronto tra ateismo e fede, tra il Bene e il Male: Raskol’nikov accetta la condanna degli uomini e si salva così moralmente. Ricorrente nelle pagine di Dostoevskij è la “doppiezza” dell’animo umano, la divisione inconciliabile della coscienza, in cui si agitano spinte contrastanti, laceranti tensioni irrazionali, conflitti sempre irrisolti. Parallelamente l'A. affronta il tema del disagio dell’uomo moderno, abbandonato in una condizione di solitudine sofferta e senza speranza, "Delitto e castigo", inoltre, denuncia la crisi di tutte le ideologie, da quella socialista a quella capitalista, e critica pesantemente la società russa del suo tempo, incapace di uscire dal secolare isolamento per realizzare la grande missione di progresso del popolo russo. Dostoevskij attua una serrata analisi delle emozioni che si alternano nell’animo del protagonista. Da ultimo Il narratore è onnisciente; il punto di vista è la focalizzazione zero.

    ha scritto il 

  • 5

    "Mentire alla propria maniera è quasi meglio che dire una verità che appartiene ad altri; nel primo caso, tu sei una persona, ma nel secondo sei solo un pappagallo!"

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    1

    Delitto: la decisione di leggerlo; castigo: l'averlo letto

    Uno studente perditempo che vive sulle spalle della madre, la quale si priva di tutto per farlo studiare, pare che abbia scritto, forse sul giornalino della scuola, un articolo sul superuomo. Come tut ...continua

    Uno studente perditempo che vive sulle spalle della madre, la quale si priva di tutto per farlo studiare, pare che abbia scritto, forse sul giornalino della scuola, un articolo sul superuomo. Come tutti quelli che scrivono cose del genere, presume di appartenere a detta categoria e, per suffragare questa sua convinzione, dopo vari tentennamenti, uccide una vecchia.

    Il superuomo occupa poi centinaia di pagine con le sue profonde elucubrazioni, che lo fanno oscillare tra il desiderio di confessare e quello opposto.

    Sullo sfondo tre donne che, per motivi sconosciuti ai più, lo adulano:
    - la madre piagnucolosa;
    - Dunja, la sorella superaffascinante e, a detta dell'autore, intelligentissima;
    - Sonja, una escort per necessità (professione che all'epoca non offriva sbocchi politici) che egli conquista pagandole la festa per il funerale del padre.

    Il superuomo, nella sua esaltazione mistica, confessa il delitto alla escort che, essendo donna proba e virtuosa, lo convince a costituirsi e a sottoporsi alla giusta espiazione.

    Il romanzo termina con il superuomo ai lavori forzati in Siberia. In realtà non troppo forzati perchè la escort, che lo segue e per mantenersi fa la sarta, essendo amata da tutti (chissà perchè) ci mette una parola buona (solo la parola?).

    Finalone: mentre il superuomo si trova sulla riva del fiume, teoricamente per lavorare, la proba donna lo raggiunge; lui le si butta ai piedi, piange e si pente.

    Sono blasfemo? Forse. Ma questa non è una recensione, è una vendetta!

    (Visto che Anobii me l'ha cancellata, io la reinserisco!!)

    ha scritto il 

  • 5

    Uno dei miei libri preferiti. Ho apprezzato molto l'analisi della psiche del protagonista e il fatto che la situazione sia osservata dal punto di vista dell'assassino e non di chi svolge le indagini. ...continua

    Uno dei miei libri preferiti. Ho apprezzato molto l'analisi della psiche del protagonista e il fatto che la situazione sia osservata dal punto di vista dell'assassino e non di chi svolge le indagini. Le 600 pagine sono volate, è un libro che coinvolge completamente, tanto che arrivavo a leggere 80 pagine e oltre al giorno e restavo con la mente sul libro mentre non lo leggevo. Finale molto commovente.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Dostevskij scrive un vero capolavoro destinato a confrontarsi non solo con le generazioni del momento, ma anche (soprattutto) con quelle future. Nella trama narrativa risultano ben evidenti le idee de ...continua

    Dostevskij scrive un vero capolavoro destinato a confrontarsi non solo con le generazioni del momento, ma anche (soprattutto) con quelle future. Nella trama narrativa risultano ben evidenti le idee dell’Autore incarnate dai diversi personaggi, non solo Raskolnikov, ma anche Son’ja e Svidrigajlov. Si tratta di personaggi forti che in più di una occasione del racconto si contrappongono tra loro. Son’ja è il personaggio dell’Amore e, pur essendo costretta a prostituirsi per la famiglia, alla fine risulterà il personaggio più puro della vicenda. Raskolnikov, folle di sé, non potrà che accettare la miseria della propria esistenza con la giusta punizione che unica gli permetterà di rinascere e vivere nuovamente. Svidrigajlov preso dalla propria depravazione non troverà altro modo di sopravvivere se non uccidendosi. Forti e corposi anche i personaggi che sembrano minori e che al contrario arricchiscono il racconto, facendone un unicum degno di grande attenzione. La critica non può che essere positiva con un caldo invito alla lettura di quest’opera memorabile, tale da non lasciar nessuno indifferente.

    ha scritto il 

  • 2

    noioso

    io posso riconoscere la grandezza dell'autore, la grandezza dell'opera, ma nel leggerla io mi sono veramente annoiata.
    Rodja è in perenne conflitto con se stesso, che pensa una cosa ma poi ne fa o dic ...continua

    io posso riconoscere la grandezza dell'autore, la grandezza dell'opera, ma nel leggerla io mi sono veramente annoiata.
    Rodja è in perenne conflitto con se stesso, che pensa una cosa ma poi ne fa o dice un'altra. intorno a lui sono comunqye tanti i personaggi contraddittori.
    a parte la noia, in questo romanzo si ha uno spaccato realistico della russia ottocentesca povera, dove si vive in camere condivise, nella miseria, nella sporcizia. dove si spinge una figlia a prostituirsi per il sostentamento della famiglia, mentre i padri si ubriacano.
    fa riflettere

    ha scritto il 

  • 5

    Dostoevskij, o lo ami o lo detesti. A cominciare dal nome, che non so mai come scrivere, ma a chiamarlo Dosto e basta mi sembra di arrogarmi una familiarità che nessuno mi ha mai concesso.
    Questo libr ...continua

    Dostoevskij, o lo ami o lo detesti. A cominciare dal nome, che non so mai come scrivere, ma a chiamarlo Dosto e basta mi sembra di arrogarmi una familiarità che nessuno mi ha mai concesso.
    Questo libro ha una trama notissima e piuttosto lineare; uno stile lento e un po' farraginoso; dei personaggi dalle idee alquanto confuse e dall'agire inconsulto. Il protagonista è un pazzoide spesso in preda a febbri cerebrali, a crisi allucinatorie, a deliri di onnipotenza, a oscillazioni bipolari tra la sfida all'autorità e il desiderio di essere scoperto. Eppure si fa leggere tutto d'un fiato, come se fosse un poliziesco ben congegnato. Eppure si trepida in attesa dello scioglimento finale, come se non si sapesse come va a finire. Eppure si ingoiano teorie sociali demodé come se fossero nuove. Questo è genio.

    ha scritto il 

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