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Delitto e castigo

By Fedor M. Dostoevskij

(211)

| Softcover

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Book Description

1053 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Caldo e rutilante

    Un universo emozionale, questo di Dostoevskij, denso di scrittura appassionata, calda e rutilante, in continuo movimento, ricco di personalità e personaggi di diverse estrazioni sociali che, incrociando le loro storie, accompagnati dalle loro disgraz ...(continue)

    Un universo emozionale, questo di Dostoevskij, denso di scrittura appassionata, calda e rutilante, in continuo movimento, ricco di personalità e personaggi di diverse estrazioni sociali che, incrociando le loro storie, accompagnati dalle loro disgrazie, seguiti dai loro destini, si prestano a rappresentare le riflessioni dell’autore con palpabile ardore.

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    byAx said on Jul 28, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Dopo tempo immemore ho colmato una grave lacuna dando seguito al consiglio del mio professore di italiano delle superiori. Era addirittura la fine del biennio quando fermandomi nel corridoio il suddetto professore mi consegnò un bigliettino sul quale ...(continue)

    Dopo tempo immemore ho colmato una grave lacuna dando seguito al consiglio del mio professore di italiano delle superiori. Era addirittura la fine del biennio quando fermandomi nel corridoio il suddetto professore mi consegnò un bigliettino sul quale c’erano scritti i suoi consigli di lettura extra, ovvero non prettamente inerenti l’attività scolastica. Ero talmente orgoglioso, di me stesso e di lui, nel constatare che nel biglietto c’era indicato Tondelli e che io Tondelli lo avevo già letto, che sorvolai del tutto un’altra riga nella quale il professore mi esortava a leggere i classici russi. Alla fine ho voluto rendere omaggio alla memoria di quel grand’uomo e in una insolita estate come quella attuale ho preso in mano uno dei libri meno estivi che potevano esserci nella mia libreria. Delitto e castigo non è propriamente un libro da ombrellone, già a partire dalla mole, ma soprattutto per i temi. Non si parla certo di sciocchezze distensive da prendere troppo alla leggera di cui poter parlare mentre si aspetta di andare a fare il bagno. Dostoevskij mette subito in chiaro che tipo di romanzo sia il suo e il delitto del titolo avviene poco dopo l’inizio e si completa in modo abbastanza rapido. Le restanti pagine offrono lo spazio al castigo e ai vari pentimenti, i turbamenti dell’omicida. Certo, era una cosa che mi aspettavo. Non credevo affatto che dentro quel volume si nascondesse chissà quale storia gialla alla Agatha Christie. La lettura è andata però a sbattere contro al risultato delle pagine post-delitto. Non vi è solo l’evoluzione psicologica del protagonista a impegnare la narrazione. Ci sono anche alcune sottotrame secondarie che vanno a intrecciarsi con la storia dell’omicida, che si snodano tra avvenimenti e circostanze amorose, matrimoni tentati matrimoni andati a male. Il tutto è stato condito con la mia innata avversione verso i nomi russi, secondo cui dopo tre nomi tutti quanti cominciano ad apparirmi uguali e inizio inevitabilmente a fare confusione. Questo non ha certo aiutato a distinguere i vari personaggi che si susseguivano nelle pagine, ma non credo abbia influito molto nel giudizio complessivo. È ovvio che bisogna pensare che il romanzo è stato scritto molto tempo fa, ma a dispetto di questo la prosa non appesantisce troppo la lettura. Ciò che mi ha stupito, in senso più vicino al negativo che al positivo, è stato il trattamento del castigo, o meglio del pentimento (come era nell’originale russo [il titolo più famoso che recita Delitto e castigo deriva da una traduzione in italiano fatta da una traduzione francese del testo originale, nella quale il secondo termine era stato tradotto con un vocabolo che poi a preso la connotazione di castigo nel trasportarlo in italiano]). La descrizione mi è parsa un po’ troppo repentina nel cambiamento, con il facile espediente della malattia del protagonista ad aiutare il susseguirsi dei fatti. Non metto in dubbio che sia comunque un testo importante e di valore, ma dopo aver aspettato così tanto tempo per leggerlo forse mi aspettavo una dimostrazione più eclatante della fantastica narrativa russa.

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    Edward S. Portman said on Jul 25, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    "la natura si corregge e si dirige, se no ci toccherebbe affondare nei pregiudizi"

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    Patrick Bateman said on Jul 23, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Riletto dopo più di trent'anni, è ancora un libro straordinario. Dostoevskij riesce ad analizzare le più piccole sfumature della psicologia di Raskolnikov e di tutti gli straordinari personaggi che gli girano attorno. Si vorrebbe non arrivare mai all ...(continue)

    Riletto dopo più di trent'anni, è ancora un libro straordinario. Dostoevskij riesce ad analizzare le più piccole sfumature della psicologia di Raskolnikov e di tutti gli straordinari personaggi che gli girano attorno. Si vorrebbe non arrivare mai alla fine del libro.

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    Marco said on Jul 20, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Non è andato giù

    Quando ci metto parecchio a finire un libro è un chiaro segnale negativo. In se la lettura non è stata particolarmente pesante od ostica, ma tranne la parte relativa all'assassinio, il resto è stato tedioso e poco appassionante. Davvero non saprei di ...(continue)

    Quando ci metto parecchio a finire un libro è un chiaro segnale negativo. In se la lettura non è stata particolarmente pesante od ostica, ma tranne la parte relativa all'assassinio, il resto è stato tedioso e poco appassionante. Davvero non saprei dire cosa c'è di rilevante nelle 400 pagine posteriori al crimine, a parte infiniti personaggi (difficile per un non-russo riuscire ad associare nomi e soprannomi correttamente). Avevo apprezzato "Il giocatore", probabilmente perchè molto più breve.

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    Nico said on Jul 5, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Soffrire e piangere significa vivere

    Inserito apparentemente nel filone del romanzo giallo per la presenza di un duplice delitto, di indagini poliziesche, di personaggi malvagi che si muovono in quartieri degradati e squallide stanze, al centro di Delitto e Castigo, in realtà, ...(continue)

    Inserito apparentemente nel filone del romanzo giallo per la presenza di un duplice delitto, di indagini poliziesche, di personaggi malvagi che si muovono in quartieri degradati e squallide stanze, al centro di Delitto e Castigo, in realtà, c’è l’analisi introspettiva della coscienza umana in tutte le sue angosce, le sue incertezze, i suoi aspetti malati e i conflitti tra il bene e il male. Raskòl’nikov è lo studente che per risolvere i suoi problemi economici deruba e uccide un'anziana usuraia e sua sorella, macchiandosi del sangue di un doppio omicidio. Ritenendosi un essere superiore e al di sopra delle regole morali degli uomini comuni, pensa di poter facilmente giustificare l’assassinio di un individuo abietto come l’usuraio. Attraverso un’atmosfera febbrile, come da incubo e tormento, costruita con grande capacità ed esattezza di particolari, vi è l’incontro vertiginoso e continuo con tutte le emozioni dell’animo umano. Dietro al personaggio di Raskòl’nikov si cela il significato di una grande ambiguità: un ragazzo che si odia per il senso di superiorità che tanto ostenta e al contempo suscita compassione per il rimorso che, invece, gli lacera l’anima deperendone anche il corpo. Un fragile e insicuro che ha bisogno di commettere un gesto brutale per dimostrare a se stesso di essere qualcuno. Inseguito dal senso di colpa e da ripetute allucinazioni, è sempre al centro di fughe e correnti vorticose: frequenta ambienti poco raccomandabili entrando in contatto con ladri, ubriaconi e prostitute, esseri inferiori nei quali, però, scopre una ricca e insospettata dimensione umana. Il punto di vista è spesso all’interno del personaggio i cui pensieri vengono riportati tramite un monologo che si presenta come un discorso che la coscienza fa a se stessa. Un miracolo espressivo che arricchisce chi ne sfoglia le pagine. Un capolavoro della letteratura di tutti i tempi.

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    Martin Eden said on Jun 23, 2014 | Add your feedback

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