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Delitto e castigo

Di

Editore: Mondadori

4.5
(7418)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 482 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Spagnolo , Francese , Russo , Catalano , Portoghese

Isbn-10: A000146218 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Alfredo Polledro

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Cofanetto , Altri , Copertina morbida e spillati , Rilegato in pelle , eBook

Genere: Crime , Fiction & Literature , Philosophy

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Descrizione del libro
Un capolavoro della letteratura russa dell’Ottocento. Ha tutte le caratteristiche del romanzo giallo, poliziesco, politico e sociale insieme… Raskolnikov, abbandonati gli studi, vive a Pietroburgo in condizioni di estrema indigenza “ in una stanzuccia proprio sotto il tetto di un alto casamento a cinque piani” che somiglia a un armadio più che a un’abitazione. Mortificato da questa situazione, dal pensiero di madre e sorella che si sacrificano per i suoi studi, ma soprattutto convinto della sua superiorità di uomo, uccide una vecchia usuraia e la sorella minore di lei che sfortunatamente è presente al momento del delitto. In realtà per l’ex studente Raskolnikov, non si tratta neppure di delitto, per lo meno inizialmente. In fondo la storia è stata fatta da “uomini non comuni”.
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  • 3

    Accurato analista dell'animo umano e delle dinamiche sociali, Dostoevskij ha certamente firmato, con Delitto e castigo, una pagina memorabile della letteratura mondiale, offrendo, grazie alla polifoni ...continua

    Accurato analista dell'animo umano e delle dinamiche sociali, Dostoevskij ha certamente firmato, con Delitto e castigo, una pagina memorabile della letteratura mondiale, offrendo, grazie alla polifonia del testo, un ampio sguardo sui comportamenti, le abitudini e i falsi miti accumulati in millenni di storia. Questo grande merito di Dostoevskij è però anche ciò che lo rende talvolta pesante, anche se ci sono momenti in cui le pagine scorrono in modo avvincente: l'indugiare sui moti umani, in dialoghi che non sempre hanno una finalità puntuale nella storia e sembrano pensati più per dilatare i tempi e, con essi, il tormento di Rodja, in ridondanze di descrizioni e sequenze faranno dell'autore un dei preferiti di chi attribuisce a questa ricchezza un pregio.
    http://athenaenoctua2013.blogspot.it/2015/07/delitto-e-castigo-dostoevskij.html

    ha scritto il 

  • 4

    Dir frottole a modo proprio è quasi meglio che dir la verità al modo degli altri; nel primo caso sei un uomo, nel secondo sei soltanto un pappagallo! La verità non ci scapperà, ma la vita si può massa ...continua

    Dir frottole a modo proprio è quasi meglio che dir la verità al modo degli altri; nel primo caso sei un uomo, nel secondo sei soltanto un pappagallo! La verità non ci scapperà, ma la vita si può massacrare; se ne sono avuti degli esempi. Ebbene, che cosa siamo adesso? Noi tutti, tutti senza eccezione, nel campo della scienza, del progresso, del pensiero, delle scoperte, degli ideali, dei desideri, del liberalismo, della ragione, dell'esperienza e di tutto, di tutto, di tutto, siamo ancora nella prima classe del ginnasio inferiore! Ci è piaciuto vivacchiare dell'intelligenza altrui, e ce ne siamo penetrati!

    ha scritto il 

  • 5

    D come Dio (o Dostoevskij)

    «Perché vivere? A cosa mirare? A cosa aspirare? Vivere solo per esistere? Ma anche prima era pronto a dare mille volte la sua esistenza per un’idea, per una speranza, perfino per una fantasia. La sol ...continua

    «Perché vivere? A cosa mirare? A cosa aspirare? Vivere solo per esistere? Ma anche prima era pronto a dare mille volte la sua esistenza per un’idea, per una speranza, perfino per una fantasia. La sola esistenza era sempre stata troppo poco per lui; aveva sempre voluto di più. Forse solo per l’intensità dei suoi desideri allora si era considerato un uomo a cui era permesso più che ad altri».

    Che cosa può aggiungere la mia piccola opinione a quanto si è già detto o scritto su un romanzo come questo? La mia vita ne è completamente schiacciata.
    Ho conosciuto Raskol’nikov per la prima volta qualche settimana fa: ha 150 anni, ma se li porta piuttosto bene. È studente fuori sede, a San Pietroburgo; la madre lo mantiene con la pensione del babbo. I soldi, però, non sono abbastanza, così ha lasciato l’università, non paga l’affitto e passa tutto il tempo coricato sul divano del suo appartamento, uno squallido abbaino in cui non riesce quasi a stare in piedi. Qui, morso dalla fame, dal freddo e dalla nevrosi, cova torbidi pensieri: sa di essere intelligente e forse destinato a grandi cose, ma la miseria annienta ogni sua ambizione; sa che, se solo avesse 3000 rubli, potrebbe tornare all’università, gettare le prime basi per una sua carriera e offrire una posizione solida alla madre e alla sorella, che tanto ama. Inoltre, sa che quei 3000 rubli sono senza fallo posseduti da una vecchia strozzina, egoista e malvagia.
    «… da una parte una vecchietta stupida, balorda, insignificante, cattiva e malata, che non serve a nessuno, anzi è dannosa a tutti, che non sa neanche lei perché vive e che domani comunque morirà per conto suo. […] Dall’altra parte, forze giovani, fresche, che vanno perdute inutilmente senza sostegno, e a migliaia, e ovunque! Cento, mille buone azioni e imprese, che si possono organizzare e aggiustare con i soldi della vecchia, destinati al monastero! Centinaia, forse migliaia di esistenze indirizzate sulla giusta strada; decine di famiglie salvate dalla miseria, dalla degradazione, dalla rovina, dal vizio, dagli ospedali per le malattie veneree: e tutto questo con i suoi soldi. Uccidila e prendi i suoi soldi per consacrarti poi con il loro aiuto al servizio di tutta l’umanità e della causa comune; che ne pensi: un unico, minuscolo delitto non sarà forse espiato da migliaia di buone azioni? Per una sola vita, migliaia di vite salvate dalla putrefazione e dalla corruzione. Una sola morte e cento vite in cambio: dopotutto è aritmetica! E poi che cosa significa, sulla bilancia generale, la vita di questa vecchiaccia tisica, stupida e malvagia? Non più della vita di un pidocchio, di uno scarafaggio, anzi non vale neppure quella, perché la vecchiaccia è dannosa».
    Sembra un conto facile, ma la bilancia generale della vita non segue le regole dell’aritmetica. Oppure Raskol’nikov non sa contare. Qualcosa va storto, nel delitto e nella sua mente, e quello che doveva essere l’inizio della sua ascesa alla vita si trasforma invece in una discesa: uno sprofondamento nel gorgo che è dentro di lui e che è la stessa San Pietroburgo, capitale putrida, sfarzosa e corrotta, ricettacolo di profittatori, usurai, ubriaconi, prostitute, affittacamere, ruffiani, pedofili. Raskol’nikov si trova intriso fino alle ossa in un mondo di delirio e di sofferenza, di ingiustizia e di perversione; il suo percorso si incrocia con quello di veri angeli e di veri demòni. È il 1865, ma il 2015 non è diverso.
    Attraverso Raskol’nikov ho fatto la conoscenza di altre persone indimenticabili: Sonja Marmeladova (il suo nome, così dolce, mi si scioglie in bocca, e non posso non pensare che la salvezza alberghi nel suo parasole bucato), il candido Razumichin, l’arguto e buono detective Porfirij, Svidrigajlov dal nerissimo cuore. La vera Vladimirka – la via per la Siberia – è separarmi da loro.
    Mi rifiuto di credere che Dostoevskij sia stato un uomo come noialtri e che tutto questo non sia che una sua creazione. Una creazione, forse, ma del tipo che infonde la vita e che profuma irresistibilmente di divinità.

    ha scritto il 

  • 4

    Lettura abissale e travolgente, pur non pienamente goduta a causa di un perioduccio per nulla adatto a letture così "complesse"; ma tant'è: fierissima d'averlo affrontato finalmente, mi riprometto di ...continua

    Lettura abissale e travolgente, pur non pienamente goduta a causa di un perioduccio per nulla adatto a letture così "complesse"; ma tant'è: fierissima d'averlo affrontato finalmente, mi riprometto di tornarci su in tempi migliori, ché lo merita.

    Nel frattempo, ho amato sopra ogni cosa il personaggio di Svidrigàjlov, sperimentando in pieno quel che scrive Virginia Woolf in un saggio (Il punto di vista russo, originariamente pubblicato nella raccolta The common reader del 1925 e di recente riproposto in L'anima russa da Elliot Edizioni) che ho letto a mo' di "preparazione" all'impresa:

    «[In Dostoevskij] Gli uomini sono allo stesso tempo malvagi e santi, i gesti sono insieme meravigliosi e deprecabili. Amiamo e odiamo contemporaneamente. Non c'è traccia di quella precisa divisione tra bene e male alla quale siamo abituati. Spesso coloro verso cui proviamo più affetto sono i peggiori criminali, e i più abietti peccatori suscitano in noi la più intensa ammirazione, oltre all'amore.»

    E di Svidrigàjlov sono queste parole, tra le più belle e angosciose, per me, dell'intero romanzo (ma tutta quella sua notte, tutta, è tra le cose più potenti che abbia mai letto):

    «L'eternità ci si presenta sempre come un'idea che non si può afferrare, qualcosa di immenso, di enorme! Ma perché dev'essere necessariamente enorme? E se invece, guarda un po', non fosse che una stanzetta, una specie di bagno di campagna, affumicato, e in tutti gli angoli vi fossero ragni; ed eccola qui, tutta l'eternità...»

    PS: di questa nuova edizione Einaudi, che vede la storica traduzione di Polledro (1930) sostituita da quella di Emanuela Guercetti (2013), segnalo in particolar modo il corposo e illuminante saggio di Leonid Grossman, che fu tra i massimi esperti russi della vita e dell'opera di Dostoevskij.

    ha scritto il 

  • 0

    Non so quanto senso abbia provare a scrivere qualcosa di intelligente su questo libro. E' un veleno che agisce anche a distanza di tempo, uno stillicidio che ti consuma, mi capita di pensarci ancora o ...continua

    Non so quanto senso abbia provare a scrivere qualcosa di intelligente su questo libro. E' un veleno che agisce anche a distanza di tempo, uno stillicidio che ti consuma, mi capita di pensarci ancora oggi che sono passati anni da quando l'ho letto.

    ha scritto il 

  • 2

    Yo no sé si será porque creo que la edición que tenía (gratuíta de Amazon.es) creo que es bastante mala (con erratas y tal) pero no me ha gustado mucho el libro. Como chiste he estado contando que el ...continua

    Yo no sé si será porque creo que la edición que tenía (gratuíta de Amazon.es) creo que es bastante mala (con erratas y tal) pero no me ha gustado mucho el libro. Como chiste he estado contando que el crimen no sabía cuál había sido, pero que el castigo era leérselo.
    Para hacer honor a la verdad mejora un poco pasada la mitad, pero no sé si merece la pena llegar hasta ahí. Todas las reacciones de los personajes me parecían desmesuradas e infantiles y no he disfrutado nada con la lectura. Me parecía más una especie de tortura que otra cosa.
    Así que me reafirma en eso de que los clásicos no son para mí (ya que no he conseguido disfrutar con ello). Menos mal que está Stevenson para desquitarme de clásicos que no me han gustado.

    ha scritto il 

  • 4

    Storia di Rodion Romanovič Raskol'nikov

    Non avendo mai letto niente di Dostoevskij mi sono avvicinato a questo volume principalmente per provare, e devo dire che l'impatto tutto sommato è stato più che positivo.
    Trama avvincente stile lette ...continua

    Non avendo mai letto niente di Dostoevskij mi sono avvicinato a questo volume principalmente per provare, e devo dire che l'impatto tutto sommato è stato più che positivo.
    Trama avvincente stile letterario sublime sia nelle descrizioni delle azioni e dei luoghi. Interessante l'evoluzione psicologica del giovane Raskol'nikov.
    Di contro devo affermare, forse per mia incapacità o per l'abitudine di leggere più saggistica che narrativa, di apprezzare poco certi dialoghi o certe pause narrative che mi hanno un po' annoiato, rimane però uno stile che dimostra le gigantesche capacità letterarie del buon Fëdor Michajlovič.

    Pietra miliare.

    ha scritto il 

  • 5

    Scrittura potente; personaggi raccontati con maestria.Via via che il libro va avanti, ho conosciuto sempre meglio Raskolnikov, il protagonista, ex studente, e tutti i moti del suo animo; Dunja, la sor ...continua

    Scrittura potente; personaggi raccontati con maestria.Via via che il libro va avanti, ho conosciuto sempre meglio Raskolnikov, il protagonista, ex studente, e tutti i moti del suo animo; Dunja, la sorella bellissima e generosa; Pulcherija, la madre, donna del popolo perfettamente tratteggiata; Luzin, il bieco fidanzato di Dunja, con tutti i suoi maneggi; Razumichin, l'amico ingenuo, ma buono e fedele; Porfirij Petrovic, lo scaltro giudice istruttore; Sonja, la giovane che si è data alla prostituzione per mantenere la famiglia, ma dall'animo puro. Via via, mi sono sentito sempre più coinvolto e partecipe nei sentimenti di Raskolnikov, nelle sue sofferenze ed aspirazioni. Un capolavoro.

    ha scritto il 

  • 0

    Abbandonato

    Non lo so se solo momentaneamente o per sempre. Massimo rispetto per il grande Dosto, ma questo è proprio 'na palla!
    Diciamo poi che la traduzione un po' vecchia non aiuta...

    ha scritto il 

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