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Delitto e castigo

Di

Editore: A. Mondadori (Oscar Grandi Classici 50)

4.5
(7346)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 686 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Spagnolo , Francese , Catalano , Portoghese

Isbn-10: 8804536306 | Isbn-13: 9788804536307 | Data di pubblicazione: 

Curatore: Serena Prina ; Postfazione: Pier Paolo Pasolini

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico , Cofanetto , Altri , Copertina morbida e spillati , Rilegato in pelle , eBook

Genere: Crime , Fiction & Literature , Philosophy

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Descrizione del libro
"È il rendiconto psicologico di un delitto. Un giovane, che è stato espulso dall'Università e vive in condizioni di estrema indigenza, suggestionato, per leggerezza e instabilità di concezioni, da alcune strane idee non concrete che sono nell'aria, si è improvvisamente risolto a uscire dalla brutta situazione. Ha deciso di uccidere una vecchia che presta denaro a usura..." (Dostoevskij).
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  • 4

    Storia di Rodion Romanovič Raskol'nikov

    Non avendo mai letto niente di Dostoevskij mi sono avvicinato a questo volume principalmente per provare, e devo dire che l'impatto tutto sommato è stato più che positivo.
    Trama avvincente stile lette ...continua

    Non avendo mai letto niente di Dostoevskij mi sono avvicinato a questo volume principalmente per provare, e devo dire che l'impatto tutto sommato è stato più che positivo.
    Trama avvincente stile letterario sublime sia nelle descrizioni delle azioni e dei luoghi. Interessante l'evoluzione psicologica del giovane Raskol'nikov.
    Di contro devo affermare, forse per mia incapacità o per l'abitudine di leggere più saggistica che narrativa, di apprezzare poco certi dialoghi o certe pause narrative che mi hanno un po' annoiato, rimane però uno stile che dimostra le gigantesche capacità letterarie del buon Fëdor Michajlovič.

    Pietra miliare.

    ha scritto il 

  • 5

    Scrittura potente; personaggi raccontati con maestria.Via via che il libro va avanti, ho conosciuto sempre meglio Raskolnikov, il protagonista, ex studente, e tutti i moti del suo animo; Dunja, la sor ...continua

    Scrittura potente; personaggi raccontati con maestria.Via via che il libro va avanti, ho conosciuto sempre meglio Raskolnikov, il protagonista, ex studente, e tutti i moti del suo animo; Dunja, la sorella bellissima e generosa; Pulcherija, la madre, donna del popolo perfettamente tratteggiata; Luzin, il bieco fidanzato di Dunja, con tutti i suoi maneggi; Razumichin, l'amico ingenuo, ma buono e fedele; Porfirij Petrovic, lo scaltro giudice istruttore; Sonja, la giovane che si è data alla prostituzione per mantenere la famiglia, ma dall'animo puro. Via via, mi sono sentito sempre più coinvolto e partecipe nei sentimenti di Raskolnikov, nelle sue sofferenze ed aspirazioni. Un capolavoro.

    ha scritto il 

  • 0

    Abbandonato

    Non lo so se solo momentaneamente o per sempre. Massimo rispetto per il grande Dosto, ma questo è proprio 'na palla!
    Diciamo poi che la traduzione un po' vecchia non aiuta...

    ha scritto il 

  • 0

    Senz'altro uno dei capolavori della letteratura russa.
    Vale la pena fare lo sforzo di leggerlo solo per lo slancio degli ultimi capitoli.
    L'espiazione è completata.

    ha scritto il 

  • 5

    "Della pura e semplice esistenza egli aveva sempre fatto poco caso, aveva sempre voluto di più. Forse soltanto per la forza dei suoi desideri egli si era allora stimato un uomo che avesse più diritti ...continua

    "Della pura e semplice esistenza egli aveva sempre fatto poco caso, aveva sempre voluto di più. Forse soltanto per la forza dei suoi desideri egli si era allora stimato un uomo che avesse più diritti degli altri"

    ha scritto il 

  • 4

    Questo romanzo ha stagionato nella mia libreria per lungo tempo. Ha stagionato per ben dieci anni, o anche più. Sì, lo comprai che ne avevo 13, durante una vacanza. Con lui vennero anche Il nome della ...continua

    Questo romanzo ha stagionato nella mia libreria per lungo tempo. Ha stagionato per ben dieci anni, o anche più. Sì, lo comprai che ne avevo 13, durante una vacanza. Con lui vennero anche Il nome della rosa, Uno, nessuno e centomila, L’innocente, e chissà cos’altro. Sì, avevo gusti migliori di adesso.
    Che cosa potrei dire che non sia stato già detto? Cosa potrei dire se non delle banalità? È stato il primo romanzo, il mio approccio a Dostoevskij è mi è piaciuto moltissimo. Una storia interessante, scorrevole, anche se a volte parte per la tangente.
    Le pagine dell’omicidio e della “malattia” si Raskol’nikov sono veramente magnifiche, intensissime.
    Devo ammettere che speravo in un finale diverso… io preferisco i finali “cattivi”, mi sarebbe piaciuto vedere un Raskol’nikov che, nonostante tutto, non si fosse pentito delle sue scelte. Ma, ora che sto leggendo Le notti bianche, mi sono accorta che non è lo stile di Dostoevskij.
    Una piccola nota sull’edizione: io posseggo il romanzo uscito -credo- con La Repubblica, nella collana Ottocento. Ecco, non compratelo, anche se ve lo tirano dietro ai mercatini dell’usato. Per quanto mi sia possibile giudicare, la traduzione è buona, molto scorrevole, zero arcaismi… ma è piena, piena di refusi, dovuti (e questo si vede anche se non si è esperti) a mancanza d’attenzione. Un vero peccato.

    ha scritto il 

  • 4

    A prima vista mi sembrava un libro interminabile, con le sue 600 e passa pagine. In realtà è stato molto scorrevole, le pagine volavano davvero. E' il primo libro di Dosto che leggo e ho amato molto i ...continua

    A prima vista mi sembrava un libro interminabile, con le sue 600 e passa pagine. In realtà è stato molto scorrevole, le pagine volavano davvero. E' il primo libro di Dosto che leggo e ho amato molto il suo interesse per gli approfondimenti psicologici dei personaggi. Il finale mi ha sorpresa in senso positivo. Sicuramente leggerò dell'altro.

    ha scritto il 

  • 5

    "Soltanto il dolore dà la conoscenza"

    Molti sono i commenti che sono stati scritti su questo capolavoro, molteplici sono gli spunti di riflessione che ne nascono. Benchè l’aspetto criminologico e l’analisi del delitto e del comportamento ...continua

    Molti sono i commenti che sono stati scritti su questo capolavoro, molteplici sono gli spunti di riflessione che ne nascono. Benchè l’aspetto criminologico e l’analisi del delitto e del comportamento del colpevole dopo averlo commesso possano essere interessanti per me, vista la professione che svolgo, ciò che più mi ha colpito nel romanzo è il senso di profonda religiosità che si respira, prepotentemente in evidenza dal momento in cui compare sulla scena Sonia, prostituta peccatrice, una Maria Maddalena redentrice, investita di poteri salvifici al pari di Cristo che resuscita Lazzaro. I suoi poteri non hanno però origine divina, ma squisitamente umana, fondati su un sentimento che è la quintessenza dell’umano, la compassione. Con Sonia la parola “compassione” acquista il suo significato originario, quello di condivisione della sofferenza aiutandosi l’uno con l’altro a portare la croce delle miserie e del dolore. Solo in questo modo, accettando su di sé la sofferenza che nasce dal riconoscimento dei propri limiti, Raskolnikov, l’assassino, e come lui ogni essere umano per natura peccatore può rinascere a nuova vita, come Lazzaro, superando la tormentosa solitudine in cui si trascina l’esistenza umana.
    Un messaggio di alta spiritualità universale si innalza da questo grande romanzo e culminerà ne I fratelli Karamazov. Non si pensi che sia una lettura pesante, tutt’altro, è un romanzo avvincente come pochi; a mio parere è il primo romanzo moderno, padre della letteratura del novecento, sia per i contenuti che per la forma, uno splendido equilibrio tra dialoghi e minuzioso studio dei moventi delle azioni dei molti personaggi, che si stagliano agli occhi del lettore come giganti ricolmi di ogni passione e sentimento che il geniale scrittore magistralmente descrive.
    (questo commento è stato scritto quando ho finito di leggere il romanzo, ma è misteriosamente scomparso da anobii con i commenti degli amici lettori. Mi dispiace molto)

    ha scritto il 

  • 4

    Sono sempre stata affascinata dalla letteratura russa.
    Anche se di Dostoevskij ho letto solo questo libro, mi sono accorta di preferire l'eleganza e la modernità di Tolstoj, di cui ho letto due pietre ...continua

    Sono sempre stata affascinata dalla letteratura russa.
    Anche se di Dostoevskij ho letto solo questo libro, mi sono accorta di preferire l'eleganza e la modernità di Tolstoj, di cui ho letto due pietre miliari quali "Guerra e Pace" e "Anna Karenina".
    Ero curiosa di entrare nella mente e nella personalità di Raskolnikov.
    Oggi lo si definirebbe con una personalità bipolare, un giovane diviso tra le buone maniere degne di chi è cresciuto in un ambiente modesto, e la cattiveria insita e latente delle menti più complesse e forse pazze.
    Alla fine del libro, il soggetto mi ha fatto pena perché l'ho trovato tutto sommato ignavo, come diceva Dante, o come diremmo al giorno d'oggi un "poveretto".
    Per tornare invece allo stile della scrittura, ripeto, preferisco Tolstoj anche se in comune hanno questa strana lentezza tipica dei drammi russi, l'onore, qualunque esso sia, che prevale su tutto, fino alla tragedia affrontata sempre con una calma flemmatica.
    Poiché Dostoevskij è più "vicino al popolo" ci si sente più coinvolti, l'ambiente borghese non sembra nemmeno contemplato.
    La ricerca della spiritualità invece, l'ho trovata molto forte, e questo ha reso molti personaggi più fragili di quello che forse l'autore voleva farli apparire.
    Personalmente consiglierei la lettura di questo, e di altri classici, a tutti i giovani che amano avvicinarsi alla lettura per scoprire il mondo passato e comprendere meglio questo in cui vivono.

    ha scritto il 

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