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Delitto e castigo

Di

Editore: Einaudi (Einaudi Tascabili)

4.5
(6461)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 727 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Spagnolo , Catalano , Portoghese

Isbn-10: 880613213X | Isbn-13: 9788806132132 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Alfredo Polledro ; Prefazione: Natalia Ginzburg , Leonid Grossman

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico , Cofanetto , Altri , Copertina morbida e spillati , Rilegato in pelle , eBook

Genere: Crime , Fiction & Literature , Philosophy

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Descrizione del libro
"E' il rendiconto psicologico di un delitto. Un giovane, che è stato espulso dall'Università e vive in condizioni di estrema indigenza, suggestionato, per leggerezza e instabilità di concezioni, da alcune strane idee non concrete che sono nell'aria, si è improvvisamente risolto a uscire dalla brutta situazione. Ha deciso di uccidere una vecchia che presta denaro a usura..." (Dostoevskij).
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  • 5

    Ce l'avevo sul comodino da un paio di anni e non mi aveva mai invogliato più di tanto. Poi, un giorno, mi ha chiamato. Perchè i libri, quando ti chiamano, sono quelli giusti. E' arrivato il loro momento.
    Ho una certa affinità con i russi e con Dostoevskij e anche questa volta non mi sono pe ...continua

    Ce l'avevo sul comodino da un paio di anni e non mi aveva mai invogliato più di tanto. Poi, un giorno, mi ha chiamato. Perchè i libri, quando ti chiamano, sono quelli giusti. E' arrivato il loro momento.
    Ho una certa affinità con i russi e con Dostoevskij e anche questa volta non mi sono pentita.
    Ho amato tutto, tutto. I personaggi, la trama, la scrittura, l'atmosfera, la psicologia, anche la politica.
    I rapporti interpersonali che intercorrono tra i diversi personaggi sono ancora attualissimi. Raskolnikov, protagonista estremizzato al massimo nei suoi eccessi e nei suoi deliri, è riuscito a farmi provare un sentimento di vicinanza e di desiderio di salvarlo, come mi era successo con pochi altri personaggi letterari. Io sono Sonia, di nome e di fatto. Vuoi per l'omonimia con la Marmeladova, vuoi per una certa vicinanza caratteriale, vuoi per una serie di coincidenze, mi sono sentita coinvolta da questo libro in toto.
    Il mio è un giudizio soggettivo e totalmente inutile, ma quando un libro ti rimane così impresso, tanto da farti rileggere alcune frasi per decine di volte, è un libro riuscito.

    ha scritto il 

  • 5

    "Il criminale, nel momento in cui compie il delitto, è sempre un malato."

    "Delitto e Castigo" un grandissimo romanzo psicologico. Durante la lettura sembra quasi di vivere davvero l'angoscia, la paura, il senso di colpa di Raskol'nikov. E se da una parte vorremmo che si costituisse per liberare finalmente la propria anima dal macigno della colpa, dall'altra preferirem ...continua

    "Delitto e Castigo" un grandissimo romanzo psicologico. Durante la lettura sembra quasi di vivere davvero l'angoscia, la paura, il senso di colpa di Raskol'nikov. E se da una parte vorremmo che si costituisse per liberare finalmente la propria anima dal macigno della colpa, dall'altra preferiremmo che rimanesse impunito. Dostoevskij opera una grandiosa analisi psicologica ritraendo l'animo umano in tutte le sue sfumature, riuscendo così a spingerci ad una riflessione sul male che alberga in ognuno di noi. Capolavoro assoluto.

    ha scritto il 

  • 3

    "Potrebbe essere l'argomento di un nuovo racconto; ma il nostro, intanto, è finito."

    Tre Stelline e Mezzo per Delitto e Castigo. Ne meriterebbe di più, non c'è dubbio: è un capolavoro letterario e filosofico. Io, però, non me la sento di recensirlo solo per quello che oggettivamente è, ossia un pilastro della letteratura mondiale; preferisco piuttosto scrivere un mio parere perso ...continua

    Tre Stelline e Mezzo per Delitto e Castigo. Ne meriterebbe di più, non c'è dubbio: è un capolavoro letterario e filosofico. Io, però, non me la sento di recensirlo solo per quello che oggettivamente è, ossia un pilastro della letteratura mondiale; preferisco piuttosto scrivere un mio parere personale su ciò che per me è stato e su ciò che mi ha lasciato.
    Per me è stato una sfida: una sfida al romanzo filosofico. È inutile che io, qui, mi metta a analizzare il pensiero filosofico di Dostoevskij; non ne ho la competenza e non è una recensione su aNobii il mezzo adatto per esporlo. Però posso dire che il fatto stesso che durante la lettura si voglia essere partecipi del processo cognitivo del protagonista - del suo pensare - e si voglia capire se effettivamente è un processo cognitivo esatto, è indicativo della maestria dello scrittore/filosofo di saper essere anche un abile maestro e divulgatore filosofico.
    Ciò che mi ha lasciato: una profonda inquietudine riguardo l'oggettività e riguardo i punti di vista. Una cosa può essere oggettivamente sbagliata ma, al contempo, a causa di fattori esterni, giusta? Può "il punto di vista" scardinare le nostre certezze?
    Ecco, adesso ci penso.

    ha scritto il 

  • 4

    Tutto è musica, ha detto Torino, e Glasgow ha chiamato un suo amico hacker per sfondargli il computer. Dublino si diverte a provocare Glasgow e ogni tanto si fa prendere la mano ieri ha difeso l'opinione di Torino e persino io ho pensato che ne fosse veramente convinto. Glasgow ha cominciato a da ...continua

    Tutto è musica, ha detto Torino, e Glasgow ha chiamato un suo amico hacker per sfondargli il computer. Dublino si diverte a provocare Glasgow e ogni tanto si fa prendere la mano ieri ha difeso l'opinione di Torino e persino io ho pensato che ne fosse veramente convinto. Glasgow ha cominciato a dare di matto e quando dà di matto spiega le cose benissimo e alla fine ha spiegato talmente bene perché tutto.è.musica gli fa venire da vomitare che l'ho capito persino io. Ma Glasgow impiega poi ore per riprendersi e Dublino mi ha detto di non preoccuparmi che gli passa io non ne ero sicuro non l'avevo mai visto così avvelenato mi aspettavo che da un momento all'altro tirasse un pugno allo schermo. Poi pero' ci ha chiamato ed era disperato. Che è successo?, ha chiesto Dublino, una tragedia, ha detto Glasgow, cosa? cazzo, parla, ha detto Dublino, gli hard disk, gli hard disk esterni nel casino di ieri li ho fatti cadere ho perso tutti i back up tutti, non abbiamo più niente, le registrazioni, i progetti, i file, niente, siamo fottuti, mi sparo, ha detto Glasgow a Dublino, con un sorriso da psicopatico. Stai calmo, ha detto pero' Dublino, stai calmo come stai calmo?, ha detto Glasgow, sì stai calmo, ha detto Dublino, ho tutto io, ho tutto quello che avevi tu, coglione che non sei altro abbiamo le stesse memorie non ti ricordi?, quindi stai calmo, compra un altro paio di hard disk su Amazon e vatti a fare una bevuta. Glasgow è rimasto in silenzio per un po' e poi ha detto cazzo e poi ha staccato.

    ha scritto il 

  • 5

    Capolavoro assoluto della letteratura russa e mondiale. E' semplicemente fantastico, uno dei libri migliori che un uomo possa leggere. Ci sono pochi scrittori capaci di indagare l'animo umano come Dostoevskij! E questo libro ne è l'ennesima prova.

    ha scritto il 

  • 5

    "io volevo solamente osare"

    Un giovane studente in miseria decide di commettere un omicidio per dare una svolta alla sua vita. Quello che andiamo a leggere è l'inesorabile declino della convinzione di Raskòl'nikov, il tormento e la paura di essere scoperto, di essere additato da gente inferiore per ciò che ha fatto. Dostoev ...continua

    Un giovane studente in miseria decide di commettere un omicidio per dare una svolta alla sua vita. Quello che andiamo a leggere è l'inesorabile declino della convinzione di Raskòl'nikov, il tormento e la paura di essere scoperto, di essere additato da gente inferiore per ciò che ha fatto. Dostoevskij ci accompagna nel viaggio della mente provata di questo ragazzo e ci fa conoscere le persone e le circostanze che hanno contribuito a far deteriorare la sua visione del presente e la valutazione dell'importanza della vita umana. Parlando con il commissario egli afferma:
    Quest'opera è una stupenda parabola discendente della prospettiva del giusto, un viaggio nella povertà, nella pazzia e nella malattia.
    Dostoevskij porta ogni emozione alla massima espressione, cosicché ognuno dei suoi personaggi sia "tremendamente infelice", "incredibilmente pallido" o "inesorabilmente malato", in modo da farceli vedere piangere, gridare, gettarsi al collo o ai piedi dell'altro.
    C'è un'incredibile mancanza d'amore in questo romanzo. Ci sono sofferenza, follia, malattia, diffidenza e cattiveria e quel po' d'amore che ci mostra è freddo o anomalo.
    Mi dispiace per chi non lo leggerà perché "è un mattone" o proprio perché in quanto classico "la storia si sa": questa vecchia e famosa storia vale il tempo speso a leggerla.

    ha scritto il 

  • 5

    Montagne russe

    Se si ha pazienza, oppure si è spalleggiati da un gruppo di lettura, o se si è dotati di mentalità speculativa si legge proficuamente.
    Se mancano tutte e tre qs condizioni è meglio passare ad altro in attesa di momento più propizio, che tanto prima o poi viene il tempo di Dostoevskji. Se c ...continua

    Se si ha pazienza, oppure si è spalleggiati da un gruppo di lettura, o se si è dotati di mentalità speculativa si legge proficuamente.
    Se mancano tutte e tre qs condizioni è meglio passare ad altro in attesa di momento più propizio, che tanto prima o poi viene il tempo di Dostoevskji. Se ce n'è almeno una, tentare subito è doveroso.

    E' avvincente e profondo, lascia il segno, precipita nell'abisso e fa intravedere ("un certo tipo di") la possibile risalita.

    ha scritto il 

  • 5

    "E' necessario accettare il dolore e riscattarsi con esso"

    Non è tanto la ricostruzione di un delitto(che in realtà occupa poche pagine) ma il percorso di un'angoscia e di una condizione psicologica devastante. Il tormento è dato da continue questioni assillanti che il protagonista si pone in merito a come debba essere condotta una vita degna. Ma questo ...continua

    Non è tanto la ricostruzione di un delitto(che in realtà occupa poche pagine) ma il percorso di un'angoscia e di una condizione psicologica devastante. Il tormento è dato da continue questioni assillanti che il protagonista si pone in merito a come debba essere condotta una vita degna. Ma questo conflitto interiore lo allontana sempre più dalla società umana. Inizialmente l'isolamento è motivo di orgoglio ma poi diviene ulteriore sofferenza.
    E' un romanzo polifonico in cui si trovano molteplici tematiche e chiavi di lettura. Un classico attuale nonostante quasi 150 anni (!!) siano passati dalla prima pubblicazione.

    ha scritto il 

  • 2

    Primo e ultimo di Fedor

    Nella vecchia diatriba tra seguaci di Tolstoj e Dostojewsky, io mi schiero alla grande coi fautori del primo. La scrittura ermetica interiore di Fedor mi scoccia e mi annoia. Fa parte dei miei libri di gioventù e credevo mi fosse molto più affine ( in compenso dopo Guerra e Pace mi sono innamorat ...continua

    Nella vecchia diatriba tra seguaci di Tolstoj e Dostojewsky, io mi schiero alla grande coi fautori del primo. La scrittura ermetica interiore di Fedor mi scoccia e mi annoia. Fa parte dei miei libri di gioventù e credevo mi fosse molto più affine ( in compenso dopo Guerra e Pace mi sono innamorata dei russi e ho letto tutto Checov, Gogol e perfino Gorky che non c'entrava niente...)

    ha scritto il 

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