Delitto e castigo

Di

Editore: Garzanti

4.5
(8010)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 656 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Spagnolo , Francese , Russo , Catalano , Portoghese

Isbn-10: 881151956X | Isbn-13: 9788811519560 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Giorgio Kraiski ; Prefazione: Fausto Malcovati

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Cofanetto , Altri , Copertina morbida e spillati , Rilegato in pelle , eBook

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
"È il rendiconto psicologico di un delitto. Un giovane, che è stato espulso dall'Università e vive in condizioni di estrema indigenza, suggestionato, per leggerezza e instabilità di concezioni, da alcune strane idee non concrete che sono nell'aria, si è improvvisamente risolto a uscire dalla brutta situazione. Ha deciso di uccidere una vecchia che presta denaro a usura..." (Dostoevskij).
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  • 2

    Nonostante la mia esperienza con Dostojevski non fosse positiva, ho deciso di dare un'altra possibilità allo scrittore russo leggendo quello che si può definire uno dei grandi capolavori della lettera ...continua

    Nonostante la mia esperienza con Dostojevski non fosse positiva, ho deciso di dare un'altra possibilità allo scrittore russo leggendo quello che si può definire uno dei grandi capolavori della letteratura mondiale e per quanto capisca pienamente come mai sia definito tale, ammetto con un po' di vergogna e di delusione che non mi è piaciuto.Certamente il giudizio è dovuto al fatto che l' autore e lo stile non sono nelle mie corde, non mi sento, quindi, di sconsigliarne la lettura a tutti coloro che sono curiosi verso questo il libro che ha tutte le caratteristiche per essere apprezzato.

    ha scritto il 

  • 4

    Un capolavoro diseguale

    Come capolavoro letterario, Delitto e Castigo è delittuosamente diseguale. L'incipit è debole, l'atmosfera forzatamente cupa, i dialoghi prolissi e pieni di fuffa, disattesa la promessa di dissezioni ...continua

    Come capolavoro letterario, Delitto e Castigo è delittuosamente diseguale. L'incipit è debole, l'atmosfera forzatamente cupa, i dialoghi prolissi e pieni di fuffa, disattesa la promessa di dissezioni psicologiche, e la scena cruciale dell'assassinio povera di pathos. Pare che la maniera invalsa di giudicare un titano russo sia di compararlo agli altri della stessa cerchia, ebbene: lo stile di Dosto. è pratico, eccessivamente sbrigativo, sprovvisto del delizioso afflato che contraddistingue la prosa di Tolstoij o Cechov. Con la pura fabulazione Dosto. non ci sa fare, lo si evince quando si bevono le pagine nella speranza di sapere dove voglia andare a parare, il che non accade con gli autori sopracitati o, ad esempio, con Dickens (su cui tra l'altro ho parecchie riserve) che pur divagando e scrivendo di nulla esalta l'interesse e il piacere del lettore(penso al capolavoro David Copperfield). Ma nel momento in cui Dosto. si decide a mettere in chiaro le sue intenzioni, ovvero appena dopo le 300 pagine, quei difetti che ingolfavano la lettura cedono il posto ad un turbine emozionale. Le dissertazioni metafisiche sulla legittimità del delitto da parte di una casta di individui "straordinari"(Nietzsche sarà sussultato leggendolo), il crimine come affermazione e superamento di se stessi, la complessa ambiguità di personaggi come Porfirij e Svidrigajlov, e le contorsioni della trama danno un'impennata sbalorditiva al romanzo che si lascia divorare con gusto fino alla fine. La domanda è: basta una bellissima metà a riscattare il romanzo per intero? Forse non del tutto...
    Grande scrittore? Probabilmente.
    Mirabile artista? Direi di no.

    ha scritto il 

  • 3

    delitto e paranoia

    Letto con molta fatica e sforzo. Forse non apprezzo l'eccessivo logorio interiore, e non vedo dove sta la grandezza nel descriverlo. Quando non c'è lo snodarsi di una vicenda, io non riesco proprio ad ...continua

    Letto con molta fatica e sforzo. Forse non apprezzo l'eccessivo logorio interiore, e non vedo dove sta la grandezza nel descriverlo. Quando non c'è lo snodarsi di una vicenda, io non riesco proprio ad appassionarmi, o forse semplicemente ritengo inverosimile che chi compia un delitto del genere possa poi effettivamente giungere a pentirsene così. Colui che compie il delitto non sembra lo stesso che ne subisce i devastanti effetti psicologici. Sullo stile dello scrivente, niente da dire.

    ha scritto il 

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