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Delitto e castigo

Di

Editore: Garzanti

4.5
(6980)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 656 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Spagnolo , Catalano , Portoghese

Isbn-10: 881151956X | Isbn-13: 9788811519560 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Giorgio Kraiski ; Prefazione: Fausto Malcovati

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Cofanetto , Altri , Copertina morbida e spillati , Rilegato in pelle , eBook

Genere: Crime , Fiction & Literature , Philosophy

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Descrizione del libro
"È il rendiconto psicologico di un delitto. Un giovane, che è stato espulso dall'Università e vive in condizioni di estrema indigenza, suggestionato, per leggerezza e instabilità di concezioni, da alcune strane idee non concrete che sono nell'aria, si è improvvisamente risolto a uscire dalla brutta situazione. Ha deciso di uccidere una vecchia che presta denaro a usura..." (Dostoevskij).
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  • 4

    uno dei grandi classici

    a mio parere molte volte questo libro viene"snobbato" soprattutto per la lunghezza dell'opera, io invece la trovo affascinante, è molto psicologica ( come del resto la narrativa russa), ci si immedesima molto nel libro sembra quasi di vivere l'avventura e il "travaglio psicologico" in prima perso ...continua

    a mio parere molte volte questo libro viene"snobbato" soprattutto per la lunghezza dell'opera, io invece la trovo affascinante, è molto psicologica ( come del resto la narrativa russa), ci si immedesima molto nel libro sembra quasi di vivere l'avventura e il "travaglio psicologico" in prima persona, a me ha preso molto per questo.
    Consiglissimo.

    ha scritto il 

  • 5

    Dopo 17 anni dalla prima lettura, confermo che è il libro più bello che abbia avuto il piacere di leggere fino ad ora.
    Il senso di soffocamento all’interno delle stanzette luride e senz’aria, gli ammiccamenti ed i sorrisi beffardi di Porfirij, la sensazione di vertigine dovuta alla perdita ...continua

    Dopo 17 anni dalla prima lettura, confermo che è il libro più bello che abbia avuto il piacere di leggere fino ad ora.
    Il senso di soffocamento all’interno delle stanzette luride e senz’aria, gli ammiccamenti ed i sorrisi beffardi di Porfirij, la sensazione di vertigine dovuta alla perdita della capacità di distinguere la realtà dall’allucinazione.
    L’afa di San Pietroburgo ed il sangue della vecchia mi rimarranno appiccicati addosso per sempre.

    ha scritto il 

  • 5

    Un capolavoro impressionante.

    Negli ultimi tempi la letteratura russa mi sta dando grandi soddisfazioni, ma lo spessore di "Delitto e Castigo" mi ha sempre spaventato; tuttavia, dopo aver sondato l'autore leggendo alcuni racconti (consiglio in particolare "Le notti bianche", assolutamente fantastico) ho deciso di buttarmi nel ...continua

    Negli ultimi tempi la letteratura russa mi sta dando grandi soddisfazioni, ma lo spessore di "Delitto e Castigo" mi ha sempre spaventato; tuttavia, dopo aver sondato l'autore leggendo alcuni racconti (consiglio in particolare "Le notti bianche", assolutamente fantastico) ho deciso di buttarmi nella lettura di questo romanzo.

    Non avrei mai pensato di trovarmi di fronte ad un testo così fenomenale. Dostoevskij disegna un incredibile affresco sull'anima di Raskolnikov, completamente devastata dopo aver compiuto un efferato delitto pretendendo di essere un "superuomo" in grado di liberare il mondo dai "pidocchi" che lo infestano. Lo stato di follia e delirio del protagonista è reso magistralmente, con un flusso di coscienza che toglie il fiato, mentre la sua vita si intreccia con quelli di altri personaggi che, a modo loro, sono stati causa della propria rovina o sono diventati vittime degli eventi, fatti di cui il protagonista diventa testimone suo malgrado e che spingono ad una grandissima riflessione sul male che ognuno di noi nasconde.

    Il concitato e devastante dialogo con Sof'ja Semenovna, nella parte finale del libro, é scritto in pagine vibrantissime che tolgono il fiato.

    Probabilmente ho anche esagerato con le lodi, ma questo romanzo mi ha segnato profondamente. Consigliato senza riserva alcuna.

    ha scritto il 

  • 5

    Scrivere di questo libro è impossibile.
    Meglio raccontare di quel che succede alzando gli occhi, sul legno di una panca nella stazione degli autobus di Kaulack, in Senegal.
    Umanità persa, umanità disordinata, umanità disorientata, umanità serena, senso di empatia.
    Questo libro è ...continua

    Scrivere di questo libro è impossibile.
    Meglio raccontare di quel che succede alzando gli occhi, sul legno di una panca nella stazione degli autobus di Kaulack, in Senegal.
    Umanità persa, umanità disordinata, umanità disorientata, umanità serena, senso di empatia.
    Questo libro è un capolavoro proprio perché è universale, non è legato a un luogo, né a un'epoca.
    Leggerlo tra le strade dell'Africa non vuol dire alienarsi, ma l'esatto contrario. Fondersi.

    ha scritto il 

  • 4

    Possiblement un dels llibres més pallises de llegir de tot el món.

    I a la vegada amb un gran interés. Sóc addicte als fragments on apareix el policia insidiós, o l'home de la Petrof.
    I si, fa molta mandra llegrir-lo.

    ha scritto il 

  • 5

    Il delitto e la pena

    L'opera di Dostoevskij viaggia veloce nella psiche dei personaggi seguendone impeccabile l'intricato flusso di pensieri. Il giovane protagonista mostra lo stato di confusione mentale che lo assale dopo aver commesso un delitto. Ciò che perseguita l'omicida non è il senso di colpa per la morte del ...continua

    L'opera di Dostoevskij viaggia veloce nella psiche dei personaggi seguendone impeccabile l'intricato flusso di pensieri. Il giovane protagonista mostra lo stato di confusione mentale che lo assale dopo aver commesso un delitto. Ciò che perseguita l'omicida non è il senso di colpa per la morte dell'anziana donna a cui ha stroncato la vita a colpi d'accetta, ma la possibilità di essere braccato dalla polizia e riconosciuto come artefice del delitto. L'idea della "vergogna" che cadrebbe su di lui e la famiglia se si venisse a sapere che ha compiuto un atto al di fuori dell'ordinario e della norma gli causa un vero e proprio malessere fisico.
    Ecco il grande paradosso che l'autore mette sotto gli occhi di tutti. Celare gli scheletri nell'armadio per conservare un'apparenza di perbenismo.
    Il protagonista fino alle ultime pagine del romanzo continua a sostenere di non essere affatto pentito per il gesto compiuto, ma stizzito e deluso da se stesso per non essere riuscito a fuggire ogni sospetto, proprio lui che si riteneva un uomo incredibilmente intelligente e destinato a un futuro grandioso.
    La grande abilità dell'autore sta, a mio parere nel riuscite a seguire coerentemente i pensieri sconnessi del protagonista mettendo il lettore al centro del suo flusso di coscienza e quindi di tutti i sentimenti di ansia, turbamento e paranoia che lo perseguita.
    Dostoevskij crea una voce chiara e distinta per ogni personaggi che si affaccia nella storia, mantenendola costante per tutta la narrazione.
    L'opera è un capolavoro e mantiene costantemente alta l'attenzione del lettore.

    ha scritto il 

  • 4

    Raskol'nikov è uno studente arrogante e orgoglioso. Si ritiene un essere superiore e come tale pensa di non dover rispettare la legge e, anzi, crede di essere giustificato per il delitto di una vecchia perché lei è un'usuraia, un essere abietto per la società. Raskol'nikov percorre un faticoso e ...continua

    Raskol'nikov è uno studente arrogante e orgoglioso. Si ritiene un essere superiore e come tale pensa di non dover rispettare la legge e, anzi, crede di essere giustificato per il delitto di una vecchia perché lei è un'usuraia, un essere abietto per la società. Raskol'nikov percorre un faticoso e angoscioso cammino di tormenti, deliri, sensi di colpa, paure, che sgretolano vorticosamente ogni minimo aspetto della sua esistenza. La svolta nella coscienza del ragazzo avviene grazie alla sfortunata Sonja, la vera eroina del romanzo. Nonostante il suo destino già segnato da una perenne sofferenza, la giovane donna affronta in maniera coraggiosa e lucida la meschinità del gesto del ragazzo. Di fronte all'onestà e alla perseveranza di Sonja, Raskol'nikov compirà la sua maturazione, arrivando a capire che l'unica, possibile via di redenzione e di salvezza, sta nell'amore del prossimo e della vita.
    Lettura impegnativa.

    ha scritto il 

  • 5

    Iniziato due anni fa e mai completato, non per motivi letterari, ma esclusivamente personali. La vita a volte impone delle distrazioni...
    Che dire? Splendido Dostoevskij, come sempre. Inconfondibile stile, approfondimento della psiche umana in tutte le sue sfaccettature più folli, doppie e ...continua

    Iniziato due anni fa e mai completato, non per motivi letterari, ma esclusivamente personali. La vita a volte impone delle distrazioni...
    Che dire? Splendido Dostoevskij, come sempre. Inconfondibile stile, approfondimento della psiche umana in tutte le sue sfaccettature più folli, doppie e imprevedibilmente incoerenti... Scorrevole e "semplice" rispetto al tomone dei Karamazov con cui l'ho imparato a conoscere quasi quattro anni fa. Più che altro, meno personaggi e meno diramazioni nelle vicende. Forse per questo ancora più godibile, perché mi ha permesso di appropriarmene appieno.

    ha scritto il 

  • 5

    Ce l'avevo sul comodino da un paio di anni e non mi aveva mai invogliato più di tanto. Poi, un giorno, mi ha chiamato. Perchè i libri, quando ti chiamano, sono quelli giusti. E' arrivato il loro momento.
    Ho una certa affinità con i russi e con Dostoevskij e anche questa volta non mi sono pe ...continua

    Ce l'avevo sul comodino da un paio di anni e non mi aveva mai invogliato più di tanto. Poi, un giorno, mi ha chiamato. Perchè i libri, quando ti chiamano, sono quelli giusti. E' arrivato il loro momento.
    Ho una certa affinità con i russi e con Dostoevskij e anche questa volta non mi sono pentita.
    Ho amato tutto, tutto. I personaggi, la trama, la scrittura, l'atmosfera, la psicologia, anche la politica.
    I rapporti interpersonali che intercorrono tra i diversi personaggi sono ancora attualissimi. Raskolnikov, protagonista estremizzato al massimo nei suoi eccessi e nei suoi deliri, è riuscito a farmi provare un sentimento di vicinanza e di desiderio di salvarlo, come mi era successo con pochi altri personaggi letterari. Io sono Sonia, di nome e di fatto. Vuoi per l'omonimia con la Marmeladova, vuoi per una certa vicinanza caratteriale, vuoi per una serie di coincidenze, mi sono sentita coinvolta da questo libro in toto.
    Il mio è un giudizio soggettivo e totalmente inutile, ma quando un libro ti rimane così impresso, tanto da farti rileggere alcune frasi per decine di volte, è un libro riuscito.

    ha scritto il 

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