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Delitto e castigo

Di

Editore: Rizzoli (BUR)

4.5
(6864)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 624 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Spagnolo , Catalano , Portoghese

Isbn-10: 8817124559 | Isbn-13: 9788817124553 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Cofanetto , Altri , Copertina morbida e spillati , Rilegato in pelle , eBook

Genere: Crime , Fiction & Literature , Philosophy

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Descrizione del libro
"E' il rendiconto psicologico di un delitto. Un giovane, che è stato espulso dall'Università e vive in condizioni di estrema indigenza, suggestionato, per leggerezza e instabilità di concezioni, da alcune strane idee non concrete che sono nell'aria, si è improvvisamente risolto a uscire dalla brutta situazione.Ha deciso di uccidere una vecchia che presta denaro a usura..." (Dostoevskij).
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  • 5

    Scrivere di questo libro è impossibile.
    Meglio raccontare di quel che succede alzando gli occhi, sul legno di una panca nella stazione degli autobus di Kaulack, in Senegal.
    Umanità persa, umanità disordinata, umanità disorientata, umanità serena, senso di empatia.
    Questo libro è ...continua

    Scrivere di questo libro è impossibile.
    Meglio raccontare di quel che succede alzando gli occhi, sul legno di una panca nella stazione degli autobus di Kaulack, in Senegal.
    Umanità persa, umanità disordinata, umanità disorientata, umanità serena, senso di empatia.
    Questo libro è un capolavoro proprio perché è universale, non è legato a un luogo, né a un'epoca.
    Leggerlo tra le strade dell'Africa non vuol dire alienarsi, ma l'esatto contrario. Fondersi.

    ha scritto il 

  • 4

    Possiblement un dels llibres més pallises de llegir de tot el món.

    I a la vegada amb un gran interés. Sóc addicte als fragments on apareix el policia insidiós, o l'home de la Petrof.
    I si, fa molta mandra llegrir-lo.

    ha scritto il 

  • 5

    Il delitto e la pena

    L'opera di Dostoevskij viaggia veloce nella psiche dei personaggi seguendone impeccabile l'intricato flusso di pensieri. Il giovane protagonista mostra lo stato di confusione mentale che lo assale dopo aver commesso un delitto. Ciò che perseguita l'omicida non è il senso di colpa per la morte del ...continua

    L'opera di Dostoevskij viaggia veloce nella psiche dei personaggi seguendone impeccabile l'intricato flusso di pensieri. Il giovane protagonista mostra lo stato di confusione mentale che lo assale dopo aver commesso un delitto. Ciò che perseguita l'omicida non è il senso di colpa per la morte dell'anziana donna a cui ha stroncato la vita a colpi d'accetta, ma la possibilità di essere braccato dalla polizia e riconosciuto come artefice del delitto. L'idea della "vergogna" che cadrebbe su di lui e la famiglia se si venisse a sapere che ha compiuto un atto al di fuori dell'ordinario e della norma gli causa un vero e proprio malessere fisico.
    Ecco il grande paradosso che l'autore mette sotto gli occhi di tutti. Celare gli scheletri nell'armadio per conservare un'apparenza di perbenismo.
    Il protagonista fino alle ultime pagine del romanzo continua a sostenere di non essere affatto pentito per il gesto compiuto, ma stizzito e deluso da se stesso per non essere riuscito a fuggire ogni sospetto, proprio lui che si riteneva un uomo incredibilmente intelligente e destinato a un futuro grandioso.
    La grande abilità dell'autore sta, a mio parere nel riuscite a seguire coerentemente i pensieri sconnessi del protagonista mettendo il lettore al centro del suo flusso di coscienza e quindi di tutti i sentimenti di ansia, turbamento e paranoia che lo perseguita.
    Dostoevskij crea una voce chiara e distinta per ogni personaggi che si affaccia nella storia, mantenendola costante per tutta la narrazione.
    L'opera è un capolavoro e mantiene costantemente alta l'attenzione del lettore.

    ha scritto il 

  • 4

    Raskol'nikov è uno studente arrogante e orgoglioso. Si ritiene un essere superiore e come tale pensa di non dover rispettare la legge e, anzi, crede di essere giustificato per il delitto di una vecchia perché lei è un'usuraia, un essere abietto per la società. Raskol'nikov percorre un faticoso e ...continua

    Raskol'nikov è uno studente arrogante e orgoglioso. Si ritiene un essere superiore e come tale pensa di non dover rispettare la legge e, anzi, crede di essere giustificato per il delitto di una vecchia perché lei è un'usuraia, un essere abietto per la società. Raskol'nikov percorre un faticoso e angoscioso cammino di tormenti, deliri, sensi di colpa, paure, che sgretolano vorticosamente ogni minimo aspetto della sua esistenza. La svolta nella coscienza del ragazzo avviene grazie alla sfortunata Sonja, la vera eroina del romanzo. Nonostante il suo destino già segnato da una perenne sofferenza, la giovane donna affronta in maniera coraggiosa e lucida la meschinità del gesto del ragazzo. Di fronte all'onestà e alla perseveranza di Sonja, Raskol'nikov compirà la sua maturazione, arrivando a capire che l'unica, possibile via di redenzione e di salvezza, sta nell'amore del prossimo e della vita.
    Lettura impegnativa.

    ha scritto il 

  • 5

    Iniziato due anni fa e mai completato, non per motivi letterari, ma esclusivamente personali. La vita a volte impone delle distrazioni...
    Che dire? Splendido Dostoevskij, come sempre. Inconfondibile stile, approfondimento della psiche umana in tutte le sue sfaccettature più folli, doppie e ...continua

    Iniziato due anni fa e mai completato, non per motivi letterari, ma esclusivamente personali. La vita a volte impone delle distrazioni...
    Che dire? Splendido Dostoevskij, come sempre. Inconfondibile stile, approfondimento della psiche umana in tutte le sue sfaccettature più folli, doppie e imprevedibilmente incoerenti... Scorrevole e "semplice" rispetto al tomone dei Karamazov con cui l'ho imparato a conoscere quasi quattro anni fa. Più che altro, meno personaggi e meno diramazioni nelle vicende. Forse per questo ancora più godibile, perché mi ha permesso di appropriarmene appieno.

    ha scritto il 

  • 5

    Ce l'avevo sul comodino da un paio di anni e non mi aveva mai invogliato più di tanto. Poi, un giorno, mi ha chiamato. Perchè i libri, quando ti chiamano, sono quelli giusti. E' arrivato il loro momento.
    Ho una certa affinità con i russi e con Dostoevskij e anche questa volta non mi sono pe ...continua

    Ce l'avevo sul comodino da un paio di anni e non mi aveva mai invogliato più di tanto. Poi, un giorno, mi ha chiamato. Perchè i libri, quando ti chiamano, sono quelli giusti. E' arrivato il loro momento.
    Ho una certa affinità con i russi e con Dostoevskij e anche questa volta non mi sono pentita.
    Ho amato tutto, tutto. I personaggi, la trama, la scrittura, l'atmosfera, la psicologia, anche la politica.
    I rapporti interpersonali che intercorrono tra i diversi personaggi sono ancora attualissimi. Raskolnikov, protagonista estremizzato al massimo nei suoi eccessi e nei suoi deliri, è riuscito a farmi provare un sentimento di vicinanza e di desiderio di salvarlo, come mi era successo con pochi altri personaggi letterari. Io sono Sonia, di nome e di fatto. Vuoi per l'omonimia con la Marmeladova, vuoi per una certa vicinanza caratteriale, vuoi per una serie di coincidenze, mi sono sentita coinvolta da questo libro in toto.
    Il mio è un giudizio soggettivo e totalmente inutile, ma quando un libro ti rimane così impresso, tanto da farti rileggere alcune frasi per decine di volte, è un libro riuscito.

    ha scritto il 

  • 5

    "Il criminale, nel momento in cui compie il delitto, è sempre un malato."

    "Delitto e Castigo" un grandissimo romanzo psicologico. Durante la lettura sembra quasi di vivere davvero l'angoscia, la paura, il senso di colpa di Raskol'nikov. E se da una parte vorremmo che si costituisse per liberare finalmente la propria anima dal macigno della colpa, dall'altra preferirem ...continua

    "Delitto e Castigo" un grandissimo romanzo psicologico. Durante la lettura sembra quasi di vivere davvero l'angoscia, la paura, il senso di colpa di Raskol'nikov. E se da una parte vorremmo che si costituisse per liberare finalmente la propria anima dal macigno della colpa, dall'altra preferiremmo che rimanesse impunito. Dostoevskij opera una grandiosa analisi psicologica ritraendo l'animo umano in tutte le sue sfumature, riuscendo così a spingerci ad una riflessione sul male che alberga in ognuno di noi. Capolavoro assoluto.

    ha scritto il 

  • 3

    "Potrebbe essere l'argomento di un nuovo racconto; ma il nostro, intanto, è finito."

    Tre Stelline e Mezzo per Delitto e Castigo. Ne meriterebbe di più, non c'è dubbio: è un capolavoro letterario e filosofico. Io, però, non me la sento di recensirlo solo per quello che oggettivamente è, ossia un pilastro della letteratura mondiale; preferisco piuttosto scrivere un mio parere perso ...continua

    Tre Stelline e Mezzo per Delitto e Castigo. Ne meriterebbe di più, non c'è dubbio: è un capolavoro letterario e filosofico. Io, però, non me la sento di recensirlo solo per quello che oggettivamente è, ossia un pilastro della letteratura mondiale; preferisco piuttosto scrivere un mio parere personale su ciò che per me è stato e su ciò che mi ha lasciato.
    Per me è stato una sfida: una sfida al romanzo filosofico. È inutile che io, qui, mi metta a analizzare il pensiero filosofico di Dostoevskij; non ne ho la competenza e non è una recensione su aNobii il mezzo adatto per esporlo. Però posso dire che il fatto stesso che durante la lettura si voglia essere partecipi del processo cognitivo del protagonista - del suo pensare - e si voglia capire se effettivamente è un processo cognitivo esatto, è indicativo della maestria dello scrittore/filosofo di saper essere anche un abile maestro e divulgatore filosofico.
    Ciò che mi ha lasciato: una profonda inquietudine riguardo l'oggettività e riguardo i punti di vista. Una cosa può essere oggettivamente sbagliata ma, al contempo, a causa di fattori esterni, giusta? Può "il punto di vista" scardinare le nostre certezze?
    Ecco, adesso ci penso.

    ha scritto il 

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