Delitto e castigo

Di

Editore: Rizzoli (BUR)

4.5
(8618)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 624 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Spagnolo , Francese , Russo , Catalano , Portoghese

Isbn-10: 8817124559 | Isbn-13: 9788817124553 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Cofanetto , Altri , Copertina morbida e spillati , Rilegato in pelle , eBook

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
"E' il rendiconto psicologico di un delitto. Un giovane, che è stato espulso dall'Università e vive in condizioni di estrema indigenza, suggestionato, per leggerezza e instabilità di concezioni, da alcune strane idee non concrete che sono nell'aria, si è improvvisamente risolto a uscire dalla brutta situazione.Ha deciso di uccidere una vecchia che presta denaro a usura..." (Dostoevskij).
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  • 1

    Fottiti Doestoevskij!

    "La docilità e la sottomissione ci portano a Delitto e Castigo, in
    cui un superomista nevrotico cerca di affermarsi
    come individuo superiore alla morale comune
    commettendo un omicidio e poi viene sopr ...continua

    "La docilità e la sottomissione ci portano a Delitto e Castigo, in
    cui un superomista nevrotico cerca di affermarsi
    come individuo superiore alla morale comune
    commettendo un omicidio e poi viene sopraffatto nel
    delirio del conflitto interiore tra umanità e
    superumanità, schiacciato dal fardello del senso di
    colpa, infermo e balbettante, circondato dai
    familiari, in stato di deliquio. Quanto piace a
    Dostoejskij fare ritratti di gente stravolta che
    soccombe a qualcosa! Quanto lo eccita!
    Quanto si identifica, sublimando (si fa per dire) la
    propria fantasia di essere un piccolo cristo
    crocefisso! Un sofferente che porta in sè tutta la
    sofferenza del mondo e si annulla completamente in
    ciò! Fottiti Dostoevskij. Alla fine ovviamente il
    protagonista si redime inginocchiandosi davanti ad
    una prostituta.
    Il sacrificio e l' "amore" contrapposti
    all'affermazione di se e al dominio, ma in lui
    sacrificio e amore sono la distruzione del proprio io,
    una docilità bambolotta ed ebete. Fottiti Dostoejvskij!
    Ovviamente Delitto e Castigo, thriller psicologico
    nicciano (scusatemi il culturismo), mi era piaciuto, e
    l'avevo consumato io stesso in uno stato di delirio,
    in una settimana in cui uscivo di casa per spiare
    l'aspirante giornalista che tornava a casa da scuola,
    tentando di trovare il coraggio di rivolgerle la
    parola, seguendo lo schiocco dei suoi tacchi, così
    affascinanti e adulti, sotto i portici, per poi tornare a
    casa sconvolto, tutto preso in un vortice interiore
    nevrastenico che mi risucchiava in fitte e spasmi,
    devastato dalla necessità nevrotica di stabilire un
    contatto: facile in condizioni simili identificarsi e
    farsi trasportare da romanzi anch'essi popolati da
    gente costantemente al limite del collasso nervoso -
    così come anche Le Notti Bianche e quant'altro.
    Sognatori rimuginanti, sentimentaloni ossessivi,
    goffi solitari, piccoli cristi tanto desiderosi di una
    croce e quattro chiodi. Fottiti Dostoevskij!"

    da "Alcune note su una non entità" di Umberto Bieco

    ha scritto il 

  • 4

    Cosa rimane oggi di un capolavoro del genere? Molto. Cosa è francamente diventato fuori moda? Freud, Nietzsche (e perché no?) Pasolini (a questo proposito saltate a piè pari la post-frazione di Paolin ...continua

    Cosa rimane oggi di un capolavoro del genere? Molto. Cosa è francamente diventato fuori moda? Freud, Nietzsche (e perché no?) Pasolini (a questo proposito saltate a piè pari la post-frazione di Paolini inutile se non deleteria). L'intreccio? Qualche volta, mal concepito.
    Eppure...eppure un capolavoro. E' uno di quei romanzi che riesce a fare il vuoto intorno a sé. Riesce a creare un vuoto pneumatico che annulla un mondo per creare un altro di fantasia. E questo, credo, sia il migliore complimento possibile.

    ha scritto il 

  • 5

    Il migliore di Dostoevskij.

    E' immenso: un viaggio in una dimensione che in differente misura è dentro ciascuno di noi. Sto aspettando il momento giusto per rileggerlo... so che avrà un altro "sapore", ma della stessa intensità ...continua

    E' immenso: un viaggio in una dimensione che in differente misura è dentro ciascuno di noi. Sto aspettando il momento giusto per rileggerlo... so che avrà un altro "sapore", ma della stessa intensità.

    ha scritto il 

  • 5

    I dettagli che fanno grande uno scrittore

    e lo leggevo di notte, tirando su adagio la tapparella, alla luce dei lampioni e della luna quando c'era, perché mio padre voleva che andassi a letto presto. Io invece volevo continuare a leggerlo.
    Co ...continua

    e lo leggevo di notte, tirando su adagio la tapparella, alla luce dei lampioni e della luna quando c'era, perché mio padre voleva che andassi a letto presto. Io invece volevo continuare a leggerlo.
    Come posso non emozionarmi quando sfioro questo libro, l'edizione vecchia comprata da mio padre ragazzino, che ha resistito per tutto questo tempo e che spero un domani leggerà mio figlio? E come possso non affermare con forza, che è un libro splendido, degno dei capolavori di Dostoevskji?
    Fosse solo per il ricordo di quelle notti silenziose, mentre sforzavo gli occhi per cogliere il disegno delle parole,e imparavo ad amare la grande letteratura e cominciavo a desiderare di diventare, un giorno, scrittrice, sì, mi piace affermare, lo è.
    • dettagli che fanno grande uno scrittore
    Egli si gettò contro di lei con l'accetta: le labbra le si torsero così pietosamente come quelle dei bambini piccoli, quando cominciano ad aver paura di qualche cosa e guardano fissi l'oggetto che li impaurisce, preparandosi ad urlare.

    Nel momento della morte, Lizaveta torce le labbra come un bambino piccolo che si sta spaventando. Un particolare, un dettaglio, e il personaggio è per sempre. Quel raggricciare le labbra, quasi da bambina offesa,sarà il ricordo di lei che ci porteremo dentro, ogni volta che la penseremo.
    Ah, i dettagli, questi piccoli, insignificanti particolari di cui chi scrive non deve poter fare a meno!
    Fanno la differenza tra uno scrittore e un grande scrittore.

    ha scritto il 

  • 5

    Mai mi stanco di rileggere questo romanzo di Dostoevskij. Un capolavoro nel quale si mescolano tematiche umane, le più diverse. Un percorso di crescita e di rinnovamento. Dopo i rimorsi, la paura, la ...continua

    Mai mi stanco di rileggere questo romanzo di Dostoevskij. Un capolavoro nel quale si mescolano tematiche umane, le più diverse. Un percorso di crescita e di rinnovamento. Dopo i rimorsi, la paura, la consapevolezza di ciò che di terribile si è commesso come possibilità di soluzione a problemi di indigenza, vi è infine l'accettazione di se stesso, la redenzione attraverso l'amore e l'espiazione della giusta pena. Quanto mai attuale!

    "Capitano a volte incontri con persone a noi assolutamente estranee, per le quali proviamo interesse fin dal primo sguardo, all'improvviso, in maniera inaspettata, prima che una sola parola venga pronunciata."

    ha scritto il 

  • 5

    Spettacolo!!!

    "Di Katerina Ivànovna, evidentemente, avevano perfin timore; gl’inquilini, un dopo l’altro, si aprirono un varco a ritroso verso l’uscio con quello strano intimo senso di soddisfazione che sempre si n ...continua

    "Di Katerina Ivànovna, evidentemente, avevano perfin timore; gl’inquilini, un dopo l’altro, si aprirono un varco a ritroso verso l’uscio con quello strano intimo senso di soddisfazione che sempre si nota, anche nelle persone più intrinseche, di fronte a un’improvvisa sciagura che accada al loro prossimo, e dal quale non un uomo va esente, senza eccezione, nonostante ogni più sincero sentimento di compassione e di simpatia"

    "Secondo me, se le scoperte di Keplero e di Newton, per qualche combinazione, in nessuna maniera avessero potuto divenir note agli uomini altrimenti che col sacrificio della vita di uno, di dieci, di cento persone e via dicendo, che impacciassero quella scoperta, o che si fossero messe sulla sua strada come un ostacolo, allora Newton avrebbe avuto il diritto, e sarebbe perfin stato in obbligo... di eliminare quelle dieci o cento persone, per far note le sue scoperte a tutta l’umanità. Da questo però non segue punto che Newton avesse il diritto d’ammazzare chi gli fosse saltato in mente, i primi venuti e i primi incontrati, o di rubare ogni giorno al mercato."

    "Avete già visto una farfalla davanti alla candela? Ebbene, ecco, lui mi girerà, mi girerà intorno di continuo, come intorno a una candela; la libertà cesserà di essergli cara, comincerà a farsi meditabondo, a intricarsi, s’intricherà da sé tutto quanto, come in una rete, e si travaglerà a morte!..."

    "Ma qui comincia ormai una nuova storia, la storia del graduale rinnovamento d’un uomo, la storia della sua graduale rigenerazione, del graduale passaggio da un mondo in un altro, della conoscenza con una nuova, finora assolutamente ignota realtà. Questo potrebbe costituire il tema d’un nuovo racconto, ma il nostro odierno racconto è finito."

    ha scritto il 

  • 5

    "Ma che la sera sia proprio umida." I dettagli che fanno grande uno scrittore.

    letto per la prima volta a quattordici anni, riletto più volte nel corso della mia vita.
    Questo brano non l'ho mai dimenticato.

    - Vi piace sentir cantare nella strada? - si rivolse d'un tratto Raskoln ...continua

    letto per la prima volta a quattordici anni, riletto più volte nel corso della mia vita.
    Questo brano non l'ho mai dimenticato.

    - Vi piace sentir cantare nella strada? - si rivolse d'un tratto Raskolnikiov a un passante non più giovane che gli era vicino, davanti all'organetto, e aveva l'aria di un bighellone. L'altro lo guardò stranamente e rimase stupito.
    - A me piace - seguitò Raskolnikov, con un aspetto come se parlasse di ben altro che dei cantanti girovaghi, - mi piace quando cantano accompagnati dall'organetto in una fredda sera d'autunno, scura e umida, ma che la sera sia proprio umida, quando i passanti hanno tutti delle facce livide da malati; o, meglio ancora, quando una neve fradicia vien giù dritta dritta, sapete, senza vento, e attraverso la neve brillano i lampioni del gas...
    - Non saprei... scusate... - mormorò quel signore, spaurito e dalla domanda e dallo strano aspetto di Raskolnikov, e passà dall'altra parte della via.

    Ecco, Scrittore anche d'atmosfere. Lo amo.

    ha scritto il 

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