Dell'amore e di altri demoni

Di

Editore: Mondadori (I miti, 2)

4.0
(5286)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 201 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Portoghese , Tedesco , Francese , Polacco , Greco

Isbn-10: 8804405066 | Isbn-13: 9788804405061 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Angelo Morino

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
E' la cronaca della vita di una bellissima marchesina di dodici anni ritenutaindemoniata e del suo disperato amore per un esorcista. Una favola di passione, mistero e morte ambientata nell'esotico mondo dei Caraibi.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    E' un breve racconto, quasi una parabola, che narra un'amore puro, innocente, adolescenziale (un tema caro un po' in tutti i libri di Márquez). Fa da cornice il mare dei Caraibi, dove la nuova cultura ...continua

    E' un breve racconto, quasi una parabola, che narra un'amore puro, innocente, adolescenziale (un tema caro un po' in tutti i libri di Márquez). Fa da cornice il mare dei Caraibi, dove la nuova cultura cristiana si scontra con le lingue e i riti religiosi yoruba degli schiavi, in tempi di inquisizione del Santo Uffizio. L'amore e l'odio, nelle loro variegate declinazioni, si manifestano e si confondono con la follia, il dolore, la speranza, la rabbia (come stato emotivo, ma anche come malattia trasmessa dai cani infetti), dilaniando la mente e il corpo dei protagonisti. I segni visibili vengono interpretati dal vescovo e dalla badessa delle Sepolte Vive come sintomi satanici e vengono disposte le indagini per gli esorcismi. I confini sbiadiscono, la ragione può anche essere una gabbia per la mente (lo dice il medico ateo Abrenuncio). L'amore nella sua forma più pura è un vero e proprio demone, che non può essere scacciato. E solo la morte renderà conforto alle povere anime.

    ha scritto il 

  • 4

    Secondo libro di Garcia Marquez che leggo, il primo è stato "memorie delle mie puttane tristi" che non mi aveva per niente entusiasmato, così ho deciso di aspettare un po' prima di leggere altri libr ...continua

    Secondo libro di Garcia Marquez che leggo, il primo è stato "memorie delle mie puttane tristi" che non mi aveva per niente entusiasmato, così ho deciso di aspettare un po' prima di leggere altri libri dell'autore.
    questo libro mi è piaciuto molto, libro corto di circa 170pagine, ma molto interessante.
    La protagonista è Sierva Maria, una bambina cresciuta dagli schiavi neri nella sua stessa casa,per colpa dell'odio che la madre Bernarda cova nei sui confronti, e per colpa della passività alla vita e a qualsiasi decisione del padre Ygnacio. La povera piccina vidne rinchiusa dal padre, sotto suggerimento del vescovo vecchio asmatico della città, nel convento delle suore di clausura, perché si pensa possa esser posseduta dal demonio dopo il morso di un cane rabbioso. Incaricato dell'ersorcismo è Cayetano Delaura,uomo dotto al servizio del vescovo;il poverino però non porterà mai a termine il compito perché verrà travolto dai sentimenti a lui non concessi.
    Quello che mi ha appassionato di più del libro è stato il carattere silenzioso, impenetrabile di Sierva,la sua appartenenza ai "negri" molto più che al mondo " bianco "di cui non ne vuole far assolutamente parte (tanto è vero che com il padre ci scambia forse 2 parole in tutto il racconto).Altro tema interessante è l'ignoranza dilagante:la madre Bernarda che non ha un minimo di amore per sua figlia,tanto è vero che si accorge molto dopo che la figlia non è più in casa;il padre che si aggrappa a qualsiasi consiglio di terzi senza pensare con la propria testa o secondo la sua volontà.
    La chiesa incarnata nel vescovo e nella badessa del convento che non vogliono sentir ragioni sul fatto che Sierva sia indemoniata e costretta ad un esorcismo.

    ha scritto il 

  • 5

    Ogni volta che inizio un libro di Garcia Marquez mi chiedo perché non l'abbia letto o scoperto o tenuto con me prima e allo stesso tempo sono grata di averne ancora tanti altri da leggere.
    Bellissimo. ...continua

    Ogni volta che inizio un libro di Garcia Marquez mi chiedo perché non l'abbia letto o scoperto o tenuto con me prima e allo stesso tempo sono grata di averne ancora tanti altri da leggere.
    Bellissimo.

    ha scritto il 

  • 5

    un gioiellino

    Secondo me questo breve romanzo di Llosa è un vero gioiellino, prosa asciutta, essenziale, ma che in alcuni punti tocca vertici poetici notevoli. il realismo magico fa da contenitore per una storia d' ...continua

    Secondo me questo breve romanzo di Llosa è un vero gioiellino, prosa asciutta, essenziale, ma che in alcuni punti tocca vertici poetici notevoli. il realismo magico fa da contenitore per una storia d'amore appassionata e viva da una parte e la denuncia delle ingiustizie degli uomini su altri uomini dall'altra. L'unica vera giustizia sarà la morte ugualmente inesorabile per tutti.

    ha scritto il 

  • 3

    L'interesse suscitato nei confronti della storia procede a picchi: in certi momenti è al massimo, in altri la noia prevale.
    Sono rimasta delusa dal finale che, a mio parere, è stato un po' troppo sbri ...continua

    L'interesse suscitato nei confronti della storia procede a picchi: in certi momenti è al massimo, in altri la noia prevale.
    Sono rimasta delusa dal finale che, a mio parere, è stato un po' troppo sbrigativo (vista la eccezionale minuzia usata nel resto della storia), ma me lo aspettavo così come si è concluso.
    Non un racconto eccezionale, tuttavia una lettura particolare.

    ha scritto il 

  • 3

    Il primo capitolo mi aveva preso tantissimo, poi piano piano l'attenzione è andata a scemare e si è presenata la noia. C'è anche da dire che lo spagnolo non era assolutamente facile, quindi forse ques ...continua

    Il primo capitolo mi aveva preso tantissimo, poi piano piano l'attenzione è andata a scemare e si è presenata la noia. C'è anche da dire che lo spagnolo non era assolutamente facile, quindi forse questo non ha aiutato la lettura. Il prossimo libro di Marquez sarà sicuramente Cent'anni di solitudine - in italiano - e questa volta spero proprio di non restare delusa!

    ha scritto il 

  • 3

    Stilisticamente parlando, con questo romanzo Màrquez ha fatto di nuovo centro: prosa eccezionale e un perfetto connubio tra realismo e misticismo.
    Non sono riuscita a dare quattro stelle perché, se de ...continua

    Stilisticamente parlando, con questo romanzo Màrquez ha fatto di nuovo centro: prosa eccezionale e un perfetto connubio tra realismo e misticismo.
    Non sono riuscita a dare quattro stelle perché, se devo essere sincera, questo romanzo mi ha lasciata un po' perplessa e, se vogliamo, delusa, ma forse perché paragonata ad altri suoi capolavori (primo tra tutti "Cent'anni di solitudine") l'ho trovato molto meno coinvolgente.
    Forse lo rileggerò in futuro con più calma.

    ha scritto il 

  • 4

    Il termine di questa lettura mi ha lasciato triste e sfiduciata. Anche questo libro rientra di diritto tra i capolavori di Marquez, La storia di questa ragazzina che ha vissuto ed è cresciuta con gli ...continua

    Il termine di questa lettura mi ha lasciato triste e sfiduciata. Anche questo libro rientra di diritto tra i capolavori di Marquez, La storia di questa ragazzina che ha vissuto ed è cresciuta con gli schiavi di cui ha assorbito tradizioni e cultura, non lascia indifferenti, soprattutto il suo "rientro" in una società prettamente cattolica che colma di pregiudizi e ignoranza la ritiene posseduta dal demonio coinvolge prepotentemente il lettore in un intreccio intenso, passionale su cui aleggia un'atmosfera quasi magica. Proprio per questo ritengo che sia una lettura molto attuale, poichè spesso, anche oggi, il non conosciuto è da estirpare perchè ritenuto maligno o in senso più generale, negativo e il pregiudizio prende il sopravvento con una facilità disarmante. Lettura consigliata senza dubbio, mi ha fatto percepire un'atmosfera magica ma intrisa di abbandono che non si dimentica.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Un giorno entrai in una tabaccheria e notai in un angolo tanti libri di Marquez ad un prezzo accessibile: “Cronaca di una morte annunciata”: l’avevo già letto; “Memorie delle mie puttane tristi”: già ...continua

    Un giorno entrai in una tabaccheria e notai in un angolo tanti libri di Marquez ad un prezzo accessibile: “Cronaca di una morte annunciata”: l’avevo già letto; “Memorie delle mie puttane tristi”: già era a casa; stessa cosa per “Cent’anni di solitudine”; l’unico rimasto in quella collezione era proprio questo, “Dell’amore e di altri demoni” il cui acquisto dovetti rimandare a causa della mancanza di soldi, sicuro che un altro giorno lo avrei trovato nello stesso posto. Dopo una settimana mi recai di nuovo lì, e notai che era l’unico che era stato acquistato. Con dispiacere, dissi alla donna se poteva farne arrivare un altro, subito, perché volevo tanto leggerlo, poiché la trama mi aveva troppo attirato. Dopo un ‘Certo!’, uscii sollevato.

    Seppi in quel preciso momento che questo libro mi avrebbe lasciato qualcosa addosso.

    Lo iniziai in una piovosa domenica, chiudendomi in una stanza, ma dopo qualche pagina mollai, ritenendo lo stile di Marquez troppo ostico e particolare. E una settimana fa, invece, decisi di dargli una seconda opportunità, abbandonando i quattro libri che avevo già iniziato.
    Non è una storia di solitudine, ma di solitudini.
    È la storia di un padre, il marchese, che dopo aver preso in considerazione l’ipotesi che la figlia possa morire, si sveglia dal suo torpore decidendo di voler vivere: vivere questa stessa figlia di cui aveva dimenticato persino il giorno del suo compleanno. È un morboso, disperato attaccamento alla vita, tanto che accetta che Sierva Maria venga curata nel convento delle clarisse, dato che si pensava che fosse posseduta dal demonio; è un amore, questo, che distrugge.
    E’ la storia di Bernarda, una madre che odia e trascura sua figlia, una donna apparentemente forte che alla fine si rivela, relegata al suo sporco isolamento, nella sua fragilità.
    E’ la storia di Sierva Maria de Todos los Angeles, una principessina che vive in mezzo agli schiavi che le insegnano le lingue africane, priva di quell’amore materno e paterno di cui una bambina avrebbe bisogno; di questa marchesina che si ritiene sia posseduta dal demonio, quindi rinchiusa in una cella per ordine di un energumeno quale la badessa Miranda.
    E’ la storia di Cayetano Delaura, il bibliotecario del vescovo che da piccolo fu privato di un libro proibito e che, investito della carica di esorcista, si innamora della marchesina.
    Ecco che Marquez ci mostra , l’amore. Un amore che tormenta Cayetano, il quale arriva persino a flagellarsi, e “riesce a curare” Sierva Maria, quel farmacòn dal duplice significato: veleno e antidoto; un amore dolceamaro tra una bambina distrutta dal demone della solitudine -e non indemoniata- e un bibliotecario a cui palpita il cuore, che lancia negli occhi e nelle orecchie di Sierva Maria i versi di un gentiluomo d’amore, don Garsilaso de la Vega. In questa storia vince la miopia della chiesa, di un gruppo di cristiani che è incapace di comprendere lo stato d’animo di una marchesina cresciuta male, tanto da attribuire gli scatti di follia, gli improvvisi cambiamenti climatici ecc a manifestazioni del demonio.
    Non sono capace di portare su penna le emozioni che questo libro mi ha donato, è un turbine che ruota in quella zona del cuore e lì vi resta impigliato.

    Quanta desolazione, quanta solitudine, quanta meraviglia, quanto amore.
    Grazie, Marquez.

    ha scritto il 

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