Demande a la poussiere

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Editeur: Editions 10/18

4.0
(9387)

Language: Français | Number of pages: 271 | Format: Mass Market Paperback | En langues différentes: (langues différentes) English , Italian , Spanish , German , Catalan , Portuguese , Turkish , Croatian , Hungarian , Polish , Swedish

Isbn-10: 2264033029 | Isbn-13: 9782264033024 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Others

Category: Biography , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Description du livre
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  • 1

    Di una noia imbarazzante e con una trama basata sul NULLA e piena di incongruenze. A parte lo stile interessante in alcuni pezzi (questo lo riconosco sì), non c'è nient'altro da salvare. Per di più il ...continuer

    Di una noia imbarazzante e con una trama basata sul NULLA e piena di incongruenze. A parte lo stile interessante in alcuni pezzi (questo lo riconosco sì), non c'è nient'altro da salvare. Per di più il protagonista è pure antipatico. Il libro era stato giustamente ignorato da critica e pubblico per decenni. Maledetto Bukowski che ha preteso una sua ristampa e l'ha riportato in auge.

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  • 4

    Arturo Bandini (evidente proiezione autobiografica dell'autore), americano di origini italiane, si trasferisce a Los Angeles per tentare la carriera di scrittore. In tasca pochi soldi, la rivista su c ...continuer

    Arturo Bandini (evidente proiezione autobiografica dell'autore), americano di origini italiane, si trasferisce a Los Angeles per tentare la carriera di scrittore. In tasca pochi soldi, la rivista su cui è stato pubblicato il suo primo racconto "Il cagnolino rise" (che mostra con orgoglio a tutti ricevendo scarsa considerazione) e tanta voglia di sfondare. Ma l'incontro con una cameriera messicana gli cambierà la vita...
    Mi sono davvero affezionata al protagonista, così cinico e vanitoso in apparenza, ma in realtà dal cuore generoso e pronto a qualsiasi sacrificio. Quante gliene ha fatte passare la sua "amata"! xD (io questi rapporti malati comunque proprio non li capisco e non li apprezzo neanche nei libri, sarà un mio limite!)
    Interessante anche l'appendice, in cui Fante ci racconta come si sono svolti realmente i fatti, e si può toccare con mano come una storia vera possa essere trasformata in un romanzo pur rimanendo fedele alla sua essenza. A tratti mi ha ricordato "Fame" di Knut Hamsun, che ho letto giusto il mese scorso, e in effetti Fante lo cita alla fine del libro e deve esserglisi ispirato...fortuna però che Arturo è meno "svitato", nonché più concreto e vincente della sua controparte "hamsiana" xD
    Leggerò di sicuro anche gli altri libri che riguardano Arturo, mi manca già la sua voce irriverente! *_*

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  • 4

    Strana sensazione

    Stanotte ho terminato "Chiedi alla polvere": libro strano, lettura sghemba, sensazioni contrastanti.

    John Fante ha sicuramente una facilità di scrittura notevole, le immagini nascono vivide dalla sua ...continuer

    Stanotte ho terminato "Chiedi alla polvere": libro strano, lettura sghemba, sensazioni contrastanti.

    John Fante ha sicuramente una facilità di scrittura notevole, le immagini nascono vivide dalla sua penna e rimangono ancorate alla pelle. Arturo Bandini diventa così velocemente un buon compagno di cui si vedono in prima persona le tribolate peripezie, sullo sfondo di una Los Angeles immobile, pachidermica, quasi inerte nonostante il brulicare di vite che vi si incrocia.
    Ma Arturo Bandini è anche un personaggio schizoide, immaturo, che emette comportamenti che sanno di casualità e improvvisazione, sullo spartito di una vita senza capo nè coda che può essere solo vissuta così, alla giornata, secondo le lune del proprietario Bandini.

    Ecco perchè la lettura mi è stata faticosa, a volte desiderando di lanciare il libro e abbandonarlo, a volte desiderando riprenderlo per vedere come sarebbe finita. Sensazione viscerale, strana, come di polvere in bocca. Un libro che impasta i sentimenti e le riflessioni, ma che sa anche mettere a nudo con cruda ironia le vite solitarie dei sobborghi multietnici dei primi decenni del 900 americano.

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  • 3

    Ho letto con un senso continuo di fastidio, di rabbia, anche di disgusto a volte. Non era però per il romanzo in sé, o per come è scritto, anzi, Fante scrive più che bene. Era piuttosto per il persona ...continuer

    Ho letto con un senso continuo di fastidio, di rabbia, anche di disgusto a volte. Non era però per il romanzo in sé, o per come è scritto, anzi, Fante scrive più che bene. Era piuttosto per il personaggio principale, Arturo Bandini, per il suo carattere, per la sua personalità contraddittoria, per quel suo sprecare tutto: vita, denaro, occasioni e soprattutto affetti. Ardevo di rabbia per come trattava la ragazza del bar, Camilla, per la sua freddezza fuori luogo ed offensiva, per quel suo ardere di passione quando la ragazza, offesa, se ne era andata. Il fastidio si estendeva alla città in cui si viveva e ci si muoveva, una Los Angeles torrida, polverosa, sporca, degradata, abitata da persone sciatte, squallide, almeno nei quartieri e negli infimi alberghi, tanto che il deserto vuoto e arido sembrava preferibile nella sua limpidezza naturale. La sensazione di fastidio è andata avanti per gran parte del libro, finché all’improvviso tutto è cambiato. La chiusura è decisamente lirica. Così la vita, a volte, incredibilmente sciatta, contraddittoria, arida, rabbiosa, sporca… A volte, pochissime forse, lirica, tenera, appassionata, a volte. A volte forse troppo tardi… Un bel libro.

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  • 4

    Molto bello!

    "Forse le cose stanno esattamente così: quelli che vale la pena di amare veramente sono quelli che ti rendono estraneo a te stesso. Quelli che riescono a estirparti dal tuo habitat e dal tuo viaggio e ...continuer

    "Forse le cose stanno esattamente così: quelli che vale la pena di amare veramente sono quelli che ti rendono estraneo a te stesso. Quelli che riescono a estirparti dal tuo habitat e dal tuo viaggio e ti trapiantano in un altro ecosistema, riuscendo a tenerti in vita in quella giungla che non conosci e dove certamente moriresti se non fosse che loro sono lì e ti insegnano i passi, i gesti e le parole: e tu, contro ogni previsione, sei in grado di ripeterli."

    L'ho amato dalla prima all'ultima riga. Non è di certo la trama il suo punto forte. Più che le vicende, sono le paure, le sensazioni, i dubbi, le riflessioni, gli impulsi, i desideri di quello sbarellato, squattrinato, irriverente ma gran sognatore di Arturo Bandini ad avermi affascinato e travolto. E soprattutto lo stile di John Fante, fantastico. Una scrittura diretta, essenziale, che arriva dritta al centro senza bisogno di tanti giri inutili. Lo definirei un libro che dice tutto senza dire niente, non te l'aspetteresti da un pò di polvere eppure... lascia un gran segno.

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  • 4

    L'esistenza di Arturo tra amore, lavoro, voglia di affermarsi e riscattarsi, con un piede tra realismo e esaltazione di se stesso. In questo romanzo ho potuto vedere in pieno la personalità del protag ...continuer

    L'esistenza di Arturo tra amore, lavoro, voglia di affermarsi e riscattarsi, con un piede tra realismo e esaltazione di se stesso. In questo romanzo ho potuto vedere in pieno la personalità del protagonista, tra pregi e limiti.

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