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Demande a la poussiere

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Editeur: Editions 10/18

4.0
(8996)

Language:Français | Number of pages: 271 | Format: Mass Market Paperback | En langues différentes: (langues différentes) English , Italian , Spanish , German , Catalan , Portuguese , Turkish , Croatian

Isbn-10: 2264033029 | Isbn-13: 9782264033024 | Publish date: 

Category: Biography , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Description du livre
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  • 5

    Perché nessuno fino ad oggi mi ha detto di leggere John Fante?

    Come è possibile che un lettore forte (come ci definiamo, ammiccando con fare saputello, tutti noi che leggiamo più di un libro all'anno, quindi il 5% della popolazione italiana...) come me non abbia in quasi 40 anni mai sbattuto in John Fante? In un solo modo: la colpa è dei miei amici lettori f ...continuer

    Come è possibile che un lettore forte (come ci definiamo, ammiccando con fare saputello, tutti noi che leggiamo più di un libro all'anno, quindi il 5% della popolazione italiana...) come me non abbia in quasi 40 anni mai sbattuto in John Fante? In un solo modo: la colpa è dei miei amici lettori forti, che non mi hanno mai detto "oh, Torre, guarda che John Fante è un grande e tu lo devi leggere"! Quindi in primo luogo, shame on me, ma anche shame on you, amici lettori. Detto tutto ciò, Chiedi alla polvere è il primo (ma di sicuro non l'ultimo) romanzo di Fante che ho affrontato. Bellissimo, la personalità di Bandini è irritante e commuovente insieme. Pare incredibile - leggendolo - che questo libro abbia l'età che ha: risulta di una modernità e di un'attualità sconvolgente. E' poetico, toccante, mai banale e si legge davvero in un sol boccone. Bello bello.

    dit le 

  • 4

    Arturo Bandini è molto più che lo stereotipo dello squattrinato scrittore alle prime armi in cerca del successo, è un ventenne ingenuo, vulnerabile, contraddittorio e innamorato che si muove a piccoli passi nel mondo, nelle strade polverose dell'Est e del Middle West «ed è una polvere da cui n ...continuer

    Arturo Bandini è molto più che lo stereotipo dello squattrinato scrittore alle prime armi in cerca del successo, è un ventenne ingenuo, vulnerabile, contraddittorio e innamorato che si muove a piccoli passi nel mondo, nelle strade polverose dell'Est e del Middle West «ed è una polvere da cui non cresce nulla, una cultura senza radici, una frenetica ricerca di un riparo, la furia cieca di un popolo perso e senza speranza alle prese con la ricerca affannosa di una pace che non potrà mai raggiungere.»..

    dit le 

  • 2

    Non credo si possa definire il libro che fa per me. La storia del protagonista l'ho trovata frustrante, la sua ostinazione a rovinarsi la vita inaccettabile. Ma forse si tratta di un mio limite e della mia iincapacità di condividere un certo modo di porsi.

    dit le 

  • 4

    Finita la lettura, mi sento ancora piacevolmente impolverata. E' una storia di personaggi più che di eventi, sconsigliata a chi ama l'azione e i colpi di scena. Per certi versi la struttura narrativa è simile a quella del Giovane Holden: cambia il protagonista e il suo modo di vedere il mondo ma, ...continuer

    Finita la lettura, mi sento ancora piacevolmente impolverata. E' una storia di personaggi più che di eventi, sconsigliata a chi ama l'azione e i colpi di scena. Per certi versi la struttura narrativa è simile a quella del Giovane Holden: cambia il protagonista e il suo modo di vedere il mondo ma, come nel caso di Holden, noi siamo con lui, anzi diventiamo Arturo Baldini. Il rischio in questi casi è che se il personaggio non piace, nemmeno il libro piacerà,

    dit le 

  • 5

    Realismo struggente. Solo se ci si lascia rapire profondamente da questo libro, lo si può "sentire" fino in fondo. Un libro che potrebbe essere la storia della mia vita. Numerose le analogie tra il personaggio di Arturo Bandini e il "personaggio" che vive in me. Mi ha lasciato in uno status emoti ...continuer

    Realismo struggente. Solo se ci si lascia rapire profondamente da questo libro, lo si può "sentire" fino in fondo. Un libro che potrebbe essere la storia della mia vita. Numerose le analogie tra il personaggio di Arturo Bandini e il "personaggio" che vive in me. Mi ha lasciato in uno status emotivo particolare, in un limbo sospeso tra il dolore interiore più lancinante e la rassicurante consapevolezza che alcuni momenti di vita apparentemente insignificanti possano costruire un vero e proprio capolavoro."Confortably numb".

    dit le 

  • 4

    Il seme cadde tra le spine.

    Chiedi alla polvere è uno di quei romanzi che ti danno fastidio perchè sono scritti troppo bene: perchè parlano di te e delle cose di te stesso che non vuoi ammettere, e lo fanno talmente bene che non si può svicolare nè negare.


    E' la cronaca degli anni della gioventù e della miseria dello ...continuer

    Chiedi alla polvere è uno di quei romanzi che ti danno fastidio perchè sono scritti troppo bene: perchè parlano di te e delle cose di te stesso che non vuoi ammettere, e lo fanno talmente bene che non si può svicolare nè negare.

    E' la cronaca degli anni della gioventù e della miseria dello scrittore di belle speranze Arturo Bandini, fuggito da una vita senza futuro nella casa paterna alla ricerca dell'integrazione e del suo sogno americano nella Los Angeles di metà novecento. E' il problema di tanti immigrati di mille paesi diversi nella giovane America (chi può dimenticare le opere di Philip Roth che raccontano la diaspora ebraica), è lo specchio in cui ogni cultura si può guardare e giudicare.

    La grandezza del libro di John Fante sta proprio nel fatto che la miseria di Arturo bandini, il suo arrabattarsi per il cibo, ma anche i suoi sogni di gloria, la sua emotività accesa, incoerente e sfacciata fino al ridicolo, il suo Cattolicesimo di maniera colpiscono nel profondo la nostra italianità e la fanno emergere con troppa forza per non dar fastidio: "De te fabula narratur", dicevano una volta.

    Eppure (come tanti italiani di laggiù) dopo l'inevitabile incazzatura per questo mezzo delinquente non si può non provare simpatia, proprio perchè sotto il sottilissimo velo da duro non riesce a nascondere la voglia di vivere emotivamente la vita ed un mal respresso senso di giustizia di cui va sempre alla ricerca.

    Ed il fatto che quella giustizia non la trova in un paese che offre opportunità solo ai belli, ricchi ed anglosassoni è quello che rende questo romanzo un grave atto d'accusa. Verso una nazione grande e che si appresta a dominare il mondo, ma che chiusa nel suo apartheid fatto di regole di decoro vittoriano (a cui nessuno crede più) miste ad sfrenata ambizione di ricchezza, non sa più generare vita.

    Curioso che proprio quel Philip Roth che con saccente spregio giudicava gli italiani emigrati come una massa di puzzolenti e contaminati rimasugli di umanità sia giunto sull' America (in cui anche il suo popolo cercava di ambientarsi) alle medesime conclusioni, come si può leggere nella prodigiosa conclusione di Pastorale Americana: ma John Fante è più comprensibile, perchè la nostra italianità la porta nell'anima e non si vergogna di tirarla fuori.

    E meglio di chiunque altro ci spiega quella terra che sembra luminosa ma in realtà è morta, ed interroga quella polvere spirituale secca e ardente come le sabbie del deserto del Mojave, in cui la buona semente del biblico seminatore muore soffocata prima ancora di germogliare, in cui non ci può essere nè vita nè speranza per un popolo nel cui petto nonostante tutto in cuore ancora batte.

    dit le 

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