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Demian

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Publisher: Can Yayınları

4.0
(3346)

Language:Türkçe | Number of Pages: 211 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) English , Spanish , French , German , Chi traditional , Italian , Swedish , Esperanto , Portuguese , Slovenian , Greek , Dutch , Farsi

Isbn-10: 9750703197 | Isbn-13: 9789750703195 | Publish date: 

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Religion & Spirituality

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Book Description
On yaşındaki Latince öğrencisi Emil Sinclair, güvenceli aile ortamının dışında sert ve acımasız bir dünya olduğunu erken fark eder. Kendini bulma yolundaki delikanlı, din ve ahlâk gibi artık inanamadığı kalıplarla birlikte baba evinden de kopar. Küçük yalanlar ve hırsızlıklarla beslenen yaşantılarında, sağlam çocuk dünyasının çöktüğünü görür. Onu bu acılardan kurtaracak olan kişi, okula yeni gelen bir başka öğrenci: Max Demian’dır. Demian, Sinclair’in yaşamını yönlendiren, etkileyen baş kişi olur. Tanıştığı ve tanıdığı insanlar, Sinclair’in kendini ve benliğini bulma yolunda birer kilometre taşıdır. Hermann Hesse’nin öteki romanlarından ayrılan bir yanı var Demian’ın: Bir gençlik ve öğrencilik romanı olan Demian, yazarın o dönemdeki korkularını ve sorunlarını tümüyle yansıtıyor. Hesse’nin meslek sorunlarının yanına kişisel sorunları da katılıyor: Babasının ölümü, en küçük oğlu Martin’in tehlikeli bir hastalığa yakalanması ve karısının, onu hastanelerde tedavi görmeye zorlayan ve git gide ciddileşen ruhsal bozukluğu. Hesse’nin acılarla yoğrulan bu dönemi hayatında büyük değişimlere yol açtı. Ruhsal çöküntüsüyle, ancak doktor yardımıyla baş edebildi. Bu sorunlu dönemin meyvesi ise Demian oldu. Birkaç ay içinde bitirdiği romanını Emil Sinclair adı altında yayınevine yolladı, ancak İsviçreli bu genç, ama hasta yazarı desteklediğini söyledi. Gerçek kimliğini kitabın daha sonraki baskılarında açıkladı.
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  • 4

    "Per gli uomini non esiste nessunissimo dovere, tranne uno: cercare se stessi, consolidarsi in sé, procedere a tentativi per la propria via ovunque essa conduca."

    Romanzo di formazione fortemente autobiografico, "Demian" è il percorso interiore di Emil Sinclair, alla ricerca del proprio io, del proprio posto nel mondo, della propria fede. E in tutto ciò fondame ...continue

    Romanzo di formazione fortemente autobiografico, "Demian" è il percorso interiore di Emil Sinclair, alla ricerca del proprio io, del proprio posto nel mondo, della propria fede. E in tutto ciò fondamentale è l'incontro con Max Demian, un ragazzo enigmatico che sembra vivere al di fuori della realtà. E' un libro complesso ma pieno di magia, che va assaporato piano, riflettendo sulla filosofia di cui è impregnato. Un libro impossibile da dimenticare.

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  • 5

    Individualismo nobile

    Quando amiamo, quando odiamo, nell’immagine dell’altro amiamo e odiamo qualche cosa che è dentro di noi. Le realtà che vediamo sono le stesse che abbiamo dentro. Non esiste realtà tranne quella che è ...continue

    Quando amiamo, quando odiamo, nell’immagine dell’altro amiamo e odiamo qualche cosa che è dentro di noi. Le realtà che vediamo sono le stesse che abbiamo dentro. Non esiste realtà tranne quella che è in noi. Se, candela alla mano, scendiamo le vie più riposte dell’io, affermiamo e accettiamo noi stessi, e con noi l’umanità.

    "Noi, ognuno di noi, è tutto il complesso del mondo. Non esistono doveri, la meta è una sola: arrivare a se stessi."

    said on 

  • 5

    “Volevo solo cercare di vivere ciò che spontaneamente veniva da me. Perché fu tanto difficile?”

    “I poeti, quando scrivono romanzi, si comportano come se fossero Dio e potessero abbracciare con lo sgu

    ...continue

    “Volevo solo cercare di vivere ciò che spontaneamente veniva da me. Perché fu tanto difficile?”

    “I poeti, quando scrivono romanzi, si comportano come se fossero Dio e potessero abbracciare con lo sguardo la storia di un qualche uomo, come se Dio narrasse a se stesso, senza veli, e del tutto veritiera.”
    “Quando immaginavo il diavolo lo potevo pensare benissimo giù nella strada traverstito o a viso nudo, oppure alla fiera o in osteria, ma mai da noi, a casa nostra.”

    “Una specie di disincanto falsò e sbiadì i soliti sentimenti e le gioie, il giardino fu senza profumo, il bosco senza allettamenti, il mondo mi circondò come una bottega di cose vecchie, scipito e senza attrattive, i libri furono solo carta, la musica solo rumore. Così cadono le foglie intorno all'albero in autunno, esso non ne sa nulla, la pioggia lo bagna o lo colpisce il sole o il gelo, la vita gli si ritrae completamente in uno spazio minimo e intimo. Esso non muore. Aspetta.”

    “Ma, vedi, tu non sei arrivato ancora al punto dove si può capire che cosa significhi “lecito” o “illecito”. Hai intuito soltanto una parte della verità. Il resto verrà, sta’ pur tranquillo. Adesso, per esempio, da circa un anno, hai dentro di te uno stimolo più forte di tutti gli altri, ed è considerato proibito. Iinvece i Greci e molti popoli hanno fatto di questo stiolo una divinità e la veneravano con grandi festeggiamenti. “Proibito” non significa niente, non è una cosa eterna, perché può variare. Anche oggi chiunque puà dormire con una donna, quando sia stato dal parroco e l'abbia sposata. Presso altri popoli ciò è diverso, anche oggi. Perciò ognuno di noi deve trovare per conto suo che cosa sia lecito e che cosa sia proibito: proibito per lui. Si può non fare mai qualcosa di proibito ed essere tuttavia un grande furfante. E viceversa. Invero è solo la questione di comodità. Chi è troppo pigro per pensare da sè ed essere giudice di se stesso si adatta ai divieti quali sono. Facile per lui. Altri invece sentono certi comandamenti dentro di sè e considerano proibite cose che qualunque galantuomo fa ogni giorno, mentre sentono lecite cose che di solito sono vietate. Ognuno deve essere garante di se stesso.”

    “L'amore non era più l'oscuro istinto animle che nella mia angoscia avevo sentito in principio, né era la pia e spirituale adorazione che avevo avuto per l'immagine di Beatrice. Era l'una e l'altra, emntrambi e più ancora, l'immagine angelica e Satana, uomo e donna insieme, uomo e bestia, supremo bene e male estremo.”

    “Non vorrà mica considerare uomini tutti i bipedi che passano per la strada soltanto perché camminano ritti e la gestazione dei loro figli dura nove mesi! Lei capisce che molti di loro sono pesci o pecore, vermi o sanguisughe. E quanti sono formiche, quanti api!”

    “Le cose che vediamo, sono le stesse cose che abbiamo dentro di noi. Per ciò gli uomini vivono per lo più in un mondo così irreale, essi prendono per realtà le immagini esterne e non lasciano parlare il loro proprio mondo. In tal modo si può essere felici; ma quando si viene a sapere l'altra verità, non si ha più scelta di mettersi per la via.”

    “Ognuno deve fare a un certo punto il passo che lo separerà da suo padre, dai suoi maestri, ognuno deve sentire un po’ la durezza della solitudine, anche se nella maggior parte gli uomini sono poco capaci di sopportarla e preferiscono mettersi al sicuro.”

    “E qui si fece una luce nella mia mente: ognuno ha un suo “compito”, ma nessuno quello che egli stesso avrebbe voluto scegliere, circoscrivere e amministrare.”

    “Avevo fatto l'abitudine a vivere concentrato in me stesso e a rassegnarmi pensando di aver perduto il senso del mondo esterno nella convinzione che la perdita dei colori vivaci sia inevitabilmente connessa con la perdità dell'infanzia e che in un certo qual modo si debba pagare la libertà e la maturità dell'anima con la rinuncia a quella luce soave. Ora vedevo, estasiato, che tutto ciò era stato solamente sepolto e oscurato e che era possibile vedere il mondo radoso anche con gli occhi dell'uomo liberato e che rinuncia alla felicità infantile, assaporare l'intimo stimolo delle intuizioni giovanili.”

    “Prima avevo molto riflettutto chiedendomi perché l'uomo possa vivere cos’ raramente per un ideale. Ora vidi che molti, anzi tutti gli uomini sono capaci di morire per un ideale. Solo non deve essere personale e liberamente sciocco, ma comune e accettato.”

    “«Piccolo amico!» disse sorridendo.
    Le sue labbra erano vicinissime alle mie, ed egli soggiunse sottovoce:«Ricordi ancora Franz Kromer?».
    Risposi di sì con gli occhi, e riuscii persino a sorridere.
    «Piccolo Sinclair, sta’ attento. Io dovrò andarmene. Un giorno avrai forse bisogno di me, di nuovo contro Kromer o altro. Se mi chiamerai, non verrò più così volgarmente a cavallo o col treno. Allora dovrai ascoltare te stesso, e ti accorgerai che dentro ci sarò io. Intendi? Un’altra cosa. La signora Eva ha detto che se un giorno ti fossi trovato in difficoltà avrei dovuto darti il bacio che mi ha affidato... Chiudi gli occhi, Sinclair!»
    Obbedii, e sentii un bacio leggero sulle labbra dove avevo sempre un po’ di sangue che non accennava mai a diminuire. Poi mi addormentai.
    La mattina venni svegliato per la medicazione. Quando fui veramente desto mi volsi verso il pagliericcio vicino. Vi giaceva un estraneo che non avevo mai veduto.
    La medicazione fu dolorosa. Tutto ciò che mi avvenne dopo quel giorno fu doloroso. Ma talvolta, quando trovo la chiave mi sprofondo dentro di me, dove le visioni del destino dormono nello specchio buio, basta che mi chini sopra questo specchio per vedere la mia propria immagine che è in tutto uguale a lui, a lui, mio amico e guida.”

    Posto semplicemente tutte le frasi o i paragrafi di questo romanzo che mi hanno colpito di più, poiché sinceramente parla da solo e non c'è alcun bisogno di tentare una recensione col rischio di banalizzarlo. Così come Sinclair vedrà sempre Demian in lui, così, quando indagherò in me stessa, riuscirò anche io a percepire le tracce che il libro ha lasciato in me.

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  • 3

    Nosce te ipsum

    Leggere Hesse è un’esperienza conturbante. Se Siddharta alla giovincella che fui parve stucchevole spiritualità per bisognosi di indottrinamento misticheggiante, il mondo interiore di Emil Sinclair - ...continue

    Leggere Hesse è un’esperienza conturbante. Se Siddharta alla giovincella che fui parve stucchevole spiritualità per bisognosi di indottrinamento misticheggiante, il mondo interiore di Emil Sinclair - traslazione dell’ adolescenza travagliata di Hesse- si è rivelato fuor di dubbio più balsamico. Profondamente persuaso dai valori più puri del focolare domestico, il candido Emil è ora traviato da un bifolco compagno, ora di nuovo sulla retta via, grazie al provvidenziale e demiurgico intervento di Max Demian, ora affamato di dare significato alla sua vita. Stilisticamente meno ricercato di altri romanzi di Hesse, ma più accattivante del poemaccio indiano sopracitato, questo voglio ben ribadirlo!

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  • 3

    In seconda lettura (la prima risale credo a 25 anni fa) mi cala un poco nel gradimento. Parte limpido ed intelleggibile, si arrotola poi in lunghi periodi onirici e simbolici, con la veemenza di un gi ...continue

    In seconda lettura (la prima risale credo a 25 anni fa) mi cala un poco nel gradimento. Parte limpido ed intelleggibile, si arrotola poi in lunghi periodi onirici e simbolici, con la veemenza di un giovane e appassionato studente. Libro a metà tra la formazione e la iniziazione, regala bellissimi momenti lirici, che quando esagerano sconfinano nello stucchevole. Pur notevolissimo, è senz'altro prodromico ad altri dello stesso Hesse, che sviluppano maggiormente - e con colori letterari meno emotivi - gli argomenti del dualismo e della introspezione.

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  • 4

    Una piccola premessa: di solito questo genere di libri non mi è gradito.
    Coloro che scrivono romanzi e novelle con lo scopo di insegnare la vita e il mondo non fanno per me.
    Ma è anche vero che, la ma ...continue

    Una piccola premessa: di solito questo genere di libri non mi è gradito.
    Coloro che scrivono romanzi e novelle con lo scopo di insegnare la vita e il mondo non fanno per me.
    Ma è anche vero che, la maggior parte di questi libri, tra cui anche Siddharta dello stesso Hesse, li ho letti quando ero molto più giovane e meno propenso ad accettare "guru".
    Ad ogni modo, Demian, sorprendendo persino me stesso, mi è piaciuto molto.
    Devo quasi dire grazie e, forse, in questo periodo storico (sia personale che mondiale) leggere Demian fa bene. Perché ci ricorda quanto la libertà di scoprire se stessi e di accettarne le responsabilità che ne derivano, diventare "grandi" e abbracciare il proprio destino. sia fondamentale. Una sfida dolorosa e difficile,spesso, che però ci accomuna tutti. E questa è forse l'unico punto in cui la mia opinione diverge rispetto a quella di Hesse. Io credo che "Caino" lo siamo tutti.

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  • 4

    Mensonge romantique (Sal 115, 4-8)

    ...come un idolo... [p 102]

    "E' morto" pensai [...]. Come affascinato pendevo da quel viso, da quella maschera marmorea e dissi fra me: questo è Demian! [p. 102]

    Stava del tutto immobile, pareva quasi ...continue

    ...come un idolo... [p 102]

    "E' morto" pensai [...]. Come affascinato pendevo da quel viso, da quella maschera marmorea e dissi fra me: questo è Demian! [p. 102]

    Stava del tutto immobile, pareva quasi non respirasse e le sue labbra sembravano incise nel legno o nel sasso. Aveva il viso pallido, uniformemente sbiancato come pietra, mentre la cosa più viva erano i capelli castani. Le sue mani giacevano sul banco, ferme e inanimate come oggetti, come sassi o frutta, bianche e immobili [...]. Il vero Demian... era come mi appariva ora, così marmoreo, primordiale, petrigno, bello e gelido, morto [...]. E intorno a lui c'era quel vuoto silenzioso, [...] quella morte solitaria. [p. 102]

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  • 0

    Come comincia l'avventura umana di Sinclair? Col racconto, con una menzogna.

    “Incontrai ancora molte volte la fanciulla che chiamavo Beatrice. Non provavo alcuna commozione, ma sempre una dolce concor ...continue

    Come comincia l'avventura umana di Sinclair? Col racconto, con una menzogna.

    “Incontrai ancora molte volte la fanciulla che chiamavo Beatrice. Non provavo alcuna commozione, ma sempre una dolce concordanza, un istintivo presentimento: tu sei legata a me, ma non tu, soltanto la tua immagine: tu sei un brano del mio destino.”
    “Fa tanto bene sapere che dentro di noi c’è uno che sa tutto, vuole tutto, fa tutto meglio di noi.”
    “Io non ero al mondo per fare il poeta, per predicare o dipingere, né questi compiti erano assegnati ad altri. Tutto ciò è secondario. La vera vocazione di ognuno è una sola, quella di arrivare a se stesso. Finisca poeta o pazzo, profeta o delinquente, non è affar suo e in fin dei conti è indifferente. Affar suo è trovare il proprio destino, non un destino qualunque, e viverlo tutto e senza fratture dentro di sé. Tutto il resto significa soffermarsi a metà, è un tentativo di fuga, è il ritorno all’ideale della massa, è adattamento e paura del proprio cuore.”
    “Se mi mettessi schiettamente a disposizione del destino senza pretese, sarebbe una cosa più grande e più giusta. Ma non posso. Forse un giorno potrà lei. È difficile, caro giovanotto, è l’unica cosa veramente difficile che ci sia. L’ho sognata di frequente ma non posso, ne ho orrore: non posso vivere così nudo e solitario, anch’io sono un povero diavolo che ha bisogno di cibo e di calore e qualche volta vorrebbe sentire la vicinanza di un suo pari. Chi realmente non vuole altro che il suo destino, non ha più i suoi pari, ma sta solo solo e ha intorno a sé soltanto il gelido spazio dell’universo.”

    said on 

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