Deník

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4.1
(13846)

Language: Čech | Number of Pages: 262 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , Spanish , German , Chi simplified , Galego , French , Italian , Dutch , Japanese , Catalan , Portuguese , Slovenian , Greek , Russian , Swedish , Croatian , Danish , Afrikaans , Hungarian , Basque

Isbn-10: 8086138585 | Isbn-13: 9788086138589 | Publish date: 

Category: Biography , Fiction & Literature , History

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Book Description
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  • 4

    Quando si legge un diario si cerca sempre di entrarci con molta calma perché in qualche modo stai leggendo una cosa intima.... Io ci sono entrata in punta di piedi, in maniera discreta come se il libr ...continue

    Quando si legge un diario si cerca sempre di entrarci con molta calma perché in qualche modo stai leggendo una cosa intima.... Io ci sono entrata in punta di piedi, in maniera discreta come se il libro fosse Anne in persona che mi stesse parlando, che si stesse confidando ed io ero la sua amica che sta lì seduta accanto a lei per ascoltare la sua confidenza.
    È inutile che sto a raccontare del contenuto del diario, perché tutti lo conosciamo, ma posso sicuramente raccontare le emozioni che mi ha suscitato. È la seconda volta che leggo il diario di Anne Frank, la prima volta risale alle scuole medie ma purtroppo, come mi è capitato spesso in adolescenza, non sono riuscita a cogliere a pieno la sua importanza e forse, a distanza di anni, credo di aver capito anche il perché: è un diario che mentre lo leggi ti fa provare ansia, paura, ti fa arrabbiare, e quando arrivi all'ultima pagina ti rende così triste, ti fa provare un forte sentimento di odio verso l'uomo.
    Se oggi mettessi a paragone la vita di Anne con quella della società odierna, ti rendi conto di come bisogna apprezzare sempre di più le piccole cose: un sole che brilla, la pioggia che ti bagna il viso, una semplice passeggiata con un amico, una chiacchierata, mangiare un gelato e ti rendi sempre più conto di come un diritto oggi così martoriato, così ucciso, così preso in giro possa diventare l'unica fonte di speranza e l'unico e assoluto desiderio: la libertà in tutta la sua interezza.
    A fine lettura l'immagine di Anne, i suoi pensieri, i suoi desideri, le sue paure, la sua tristezza ti faranno compagnia ancora per un po' e ti lascia dentro una tristezza infinita... forse da adolescente ho deciso di non farmelo piacere proprio per questo ma oggi, da adulta posso dire che mi sei entrata nel cuore Anne ed è nostro dovere, è dovere dell'essere umano ricordarti.

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  • 4

    sii gentile e abbi coraggio

    Non credo ci sia bisogno di farne una recensione, perché parla da sé e tutto il resto è superfluo.
    Mi limiterò a dire che, durante la lettura, mi ha colpito il rapporto di Anne con la madre: non so pe ...continue

    Non credo ci sia bisogno di farne una recensione, perché parla da sé e tutto il resto è superfluo.
    Mi limiterò a dire che, durante la lettura, mi ha colpito il rapporto di Anne con la madre: non so perché, ma me l'ero immaginato sempre diverso da come è descritto; questo distacco che Anne mette fra sé e la madre mi ha dato da pensare. Quello che fa più male,poi, è leggere le parti in cui parla dei suoi desideri per l'avvenire, di come si immagina nel futuro, del progetto di riprendere la scuola...e sapere già che tutto ciò non le è stato permesso. Ed è anche importante riflettere su come una ragazzina di 13 anni, già matura per la sua età, riuscisse comunque a trovare un barlume di speranza nonostante la tragedia che stava vivendo, e su come si facesse coraggio anche solo guardando un pezzetto di cielo dalla finestra; questo le bastava per far sì che la sua giornata diventasse "grandiosa" ed il fatto che se qualcuno al giorno d'oggi ci dicesse la stessa frase gli rideremmo sicuramente in faccia, rende tutto molto triste. Non ci facciamo mai bastare quello che abbiamo. A conclusione del libro l'immagine di Anne ci rimane ancora in testa, io per giorni ho continuato ad immaginarla nei campi di concentramento: è come se,pur conoscendo l'epilogo, non riuscissi comunque a capacitarmene.
    Concludendo, credo che questo libro debba essere inserito nei programmi scolastici; è una testimonianza alla quale non si può restare indifferenti: va letto, anzi, io ho aspettato pure troppo.

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  • 5

    Bellissimo libro. Prima la "prigionia" in una soffitta e poi in un campo di concentramento visto con gli di una adolescente. Con il suo diario ci ha lasciato una "pezzo" di storia, che meglio possiamo ...continue

    Bellissimo libro. Prima la "prigionia" in una soffitta e poi in un campo di concentramento visto con gli di una adolescente. Con il suo diario ci ha lasciato una "pezzo" di storia, che meglio possiamo comprendere dalla lettura del diario di una bambina che da un libro di storia.

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  • 4

    "Viviamo tutti, ma non sappiamo perché e a che scopo; viviamo tutti coll'intento di diventare felici, viviamo tutti in modo diverso eppure uguale."

    Parto dall'unica nota che mi sento di segnalare in negativo: la mia obsoleta versione del 1954. Una traduzione a dir poco orribile, burocratica, alla stregua del mero linguaggio giornalistico/cronachi ...continue

    Parto dall'unica nota che mi sento di segnalare in negativo: la mia obsoleta versione del 1954. Una traduzione a dir poco orribile, burocratica, alla stregua del mero linguaggio giornalistico/cronachistico... Mi ha davvero portato via una parte del piacere della lettura, quello di riconoscere il vero e proprio stile dell'autrice, che sì, è una testimone, ma è innanzitutto una quattordicenne, una ragazzina dell'età di mia sorella. E no, questa mia attempata edizione, per quanto impreziosita dal tempo e dalla bellissima prefazione della Ginzburg, non ha affatto reso giustizia alla freschezza e alla limpidezza della piccola Anna, che comunque è stata in grado di colpirmi e commuovermi.
    A un certo punto, durante la lettura, sono arrivata addirittura a chiedermi "perché non ci siamo conosciute?" - Avremmo avuto un sacco di cose da dirci. L'impostazione del diario aiuta, perché talvolta mi sembrava davvero di essere Kitty, e nei suoi panni sono riuscita ad apprezzare l'ironia, lo spirito, il coraggio, la passione e il meraviglioso temperamento di una giovane promessa che, se non fosse stata brutalmente assassinata, avrebbe pubblicato tanti, tanti altri volumi.

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  • 5

    Il coraggio di essere Kitty

    Mi sono interessato alle vicende della Siria mediante i Tweet della piccola Bana Alabed, di 7 anni poco più della metà di quando Anne è entrata nell'alloggio segreto.
    Ad un certo punto le due storie s ...continue

    Mi sono interessato alle vicende della Siria mediante i Tweet della piccola Bana Alabed, di 7 anni poco più della metà di quando Anne è entrata nell'alloggio segreto.
    Ad un certo punto le due storie si sono praticamente sovrapposte al punto tale che ho deciso di leggere quanto Anne avesse da dire al mondo e a chi ha avuto il coraggio di conoscerne la storia, perché ci vuole coraggio a leggere e codardia a tralasciarlo, come come nel caso delle voci che si sollevano ora dalla Siria.

    Potresti tranquillamente credere che sia una storia di fantasia, un racconto per spingere a non dimenticare, ma è forse questo il legame che ti accomuna ad Anne. Ha creato un'amica di fantasia per tirare fuori la vera Anne, o almeno una delle due, per far si che a tanti anni di distanza chiunque tu sia possa diventare Kitty e tenerle compagnia in mezzo agli stenti, le liti, i regali e le sue piccole maturazioni senza però tralasciare la cornice che accompagnava tutti questi eventi.

    Forse è giusto leggerlo più volte ad età diverse per cogliere tutte le varie sfumature che un diario scritto durante un genocio può darti, ma quel che è certo è che oggi la mia cara Anne M. Frank è stata portata via e da oggi mi mancherà chiacchierare con lei e spero che tutte i piccoli e le piccole Anne che ora si trovano nei vari alloggi segreti ne escano incolumi e a ottobre possano tornare a scuola, parafrasando la voglia di vita che Anne aveva in cuor suo.

    Se il fine di ogni buon libro è quello di non lasciarti uguale a prima, di scatenare delle tempeste nel cuore del lettore, allora hai realizzato il tuo sogno di diventare una scrittrice.

    P.S. Nelle note di Notturno no.3 di Sogno d'amore di Liszt ho trovato la giusta melodia da associare a questa nuova, indimenticabile, amicizia

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  • 5

    Rileggere il diario personale di Anne Frank è davvero emozionante... Una ragazzina nel pieno dell'adolescenza che ci descrive tutta la sua permanenza nel nascondiglio segreto con la sua famiglia e al ...continue

    Rileggere il diario personale di Anne Frank è davvero emozionante... Una ragazzina nel pieno dell'adolescenza che ci descrive tutta la sua permanenza nel nascondiglio segreto con la sua famiglia e altri amici ebrei per fuggire alla cattura dei tedeschi.

    Un linguaggio dell'anima, che descrive la sua evoluzione interiore e fisica. Una ragazza che con la sua autentica e spontanea testimonianza dell'orrore che è la guerra ci insegna a non dimenticare.

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  • 3

    "Sii gentile e abbi coraggio", aveva scritto Anne Frank sulla copertina di uno dei suoi diari. Una massima che l'accompagna per tutti gli anni che resta nascosta nell'Alloggio segreto tra paura, sogn ...continue

    "Sii gentile e abbi coraggio", aveva scritto Anne Frank sulla copertina di uno dei suoi diari. Una massima che l'accompagna per tutti gli anni che resta nascosta nell'Alloggio segreto tra paura, sogni e speranze. Un importante documento che tutti dovrebbero leggere e che ci lascia intravedere la donna intelligente, coraggiosa, volenterosa ed emancipata che sarebbe stata Anen Frank se avesse avuto la possibilità di diventare adulta.

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  • 5

    L'Olocausto raccontato ai ragazzi

    Credo che la letteratura sull'Olocausto sia così sterminata, non solo perché chi l'ha vissuto ha trovato, dopo tanti decenni di silenzio, la voglia ed il coraggio di raccontare l'incredibile storia di ...continue

    Credo che la letteratura sull'Olocausto sia così sterminata, non solo perché chi l'ha vissuto ha trovato, dopo tanti decenni di silenzio, la voglia ed il coraggio di raccontare l'incredibile storia di questo abisso di morte.
    Ma anche perché é una vicenda storica non controversa.
    A parte alcuni negazionisti esibizionisti, tutti siamo d'accordo su come il nazismo abbia incarnato l'apice del male di cui l'umanità è stata capace di macchiarsi nella sua storia.
    Allora perché il 'Diario' di Anna Frank emerge su tutta questa letteratura come un classico?
    Perché Anna Frank riesce a raccontare in parallelo, tanto la paura soffocante di chi si sottrae ad un apparato di controllo ossessivo com'era la Gestapo, che poteva fare affidamento su uno strumento potentissimo e subdolo come la delazione.
    Tanto quella voglia di normalità vissuta attraverso i primi amori adolescenziali.
    E lo fa con un linguaggio che é quello dell'ingenuità di ragazzina, ma che al tempo stesso é così semplice ed efficace da raggiungere e conquistare il lettore di qualsiasi età.
    Ecco quindi il modo migliore di far conoscere anche ai ragazzi in età scolare cos'é stato l'Olocausto nazista, senza dover descrivere i lager, le camere a gas ed i forni crematori.
    Un pezzo di adolescenza vissuto in uno spazio esiguo, condiviso con altri estranei, dove non ci si poteva permettere nemmeno il lusso di un luogo esclusivo per sé.
    Il razionamento di ogni genere di conforto, sia quello materiale come il cibo, sia quello spirituale come i buoni sentimenti o le semplici buone maniere della convivenza.
    E come se non bastasse, tutto questo accompagnato dal terrore di essere scoperti che attanagliava ad ogni ora le vite di queste persone, sono aspetti più che sufficienti per raccontare cosa é stata capace di fare l'umanità contro sé stessa, in quel tragico secolo che é stato il '900.
    Tutto questo rende preziosa la testimonianza di questa ragazza ebrea che capitata nel luogo sbagliato, nel momento sbagliato, ha perso tutto quello che poteva perdere: l'adolescenza, la spensieratezza, la quotidianità, l'affetto, l'amore e la vita.

    said on 

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