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Denti bianchi

Di

Editore: Mondadori

3.8
(2137)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8804473215 | Isbn-13: 9788804473213 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: L. Grimaldi

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Humor

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Descrizione del libro
Due famiglie, i Jones e gli Iqbal, le cui vite sconclusionate racchiudono gliottimismi e le contraddizioni del secolo appena concluso. Archie Jones è untipico proletario inglese, mentre il suo migliore amico è il bengalese emussulmano Samad Iqbal. Si sono conosciuti su un carrarmato alla fine dellaSeconda guerra mondiale, diretti a Istanbul e ignari del fatto che la guerraera già finita. Riunitasi a Londra trent'anni dopo, questa coppia improbabilesi ritrova coinvolta nel ciclone politico, razziale e sessuale di quei tempi.
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  • 3

    Ho letto* che il critico inglese James Wood coniò appositamente per questo libro il termine "realismo isterico", a significare un sottogenere della letteratura postmoderna caratterizzato da narrazioni ...continua

    Ho letto* che il critico inglese James Wood coniò appositamente per questo libro il termine "realismo isterico", a significare un sottogenere della letteratura postmoderna caratterizzato da narrazioni-fiume, proliferare di personaggi eccentrici e in varia misura maniacali, di informazioni e digressioni, con un tasso di vitalità mantenuto programmaticamente alto e una generale tendenza all'esasperazione.
    La considero una definizione calzante, buona a descrivere il turbinìo che è questo romanzo incentrato sui temi della multiculturalità, dell'integrazione, dei dilemmi identitari allo scadere del XX secolo: il ritmo è incalzante, le storie s'intrecciano, rimbalzano avanti e indietro grazie a frequenti flashback, condite d'uno humor fresco, sempre all'erta, e i personaggi mi sono sembrati per lo più vividi, incisivi, spesso molto divertenti.

    Perciò, pur prediligendo altri tipi di scrittura, di questa che pure non mi è granché affine riconosco comunque l'efficacia, una sua certa peculiare genialità.

    * http://www.treccani.it/enciclopedia/realismo_res-83ca0ce1-9bc7-11e2-9d1b-00271042e8d9_%28Enciclopedia_Italiana%29/

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro fiume enorme e scritto con una grazia insperata, costruisce una lunga galleria di personaggi descrivendone ognuno in maniera personale e dettagliata senza decretare un protagonista vero e pro ...continua

    Un libro fiume enorme e scritto con una grazia insperata, costruisce una lunga galleria di personaggi descrivendone ognuno in maniera personale e dettagliata senza decretare un protagonista vero e proprio, ma facendoli uscire allo scoperto o eclissandoli in base alle necessità della storia. Nel mezzo ci mette il problema dell'identità, i corsi e ricorsi storici (o meglio, l'influenza del passato sul presente), ma soprattutto il libro gioca sulle scelte, tutte hanno scelte continue da fare e la difficoltà in cui vengono messi dalle scelte o le conseguenze delle stesse sono il vero motore immobile della vicenda.
    Bello, ben scritto, scorrevole, e tutto questo in oltre 500 pagine che (senza pesare) ti permettono di entrare completamente in quel mondo.

    ha scritto il 

  • 4

    http://www.masedomani.com/2015/03/30/recensione-romanzo-denti-bianchi-di-zadie-smith/

    Si dice che la maturità si raggiunga a poco a poco, con l’aiuto dell’esperienza (personale e altrui), con l’incont ...continua

    http://www.masedomani.com/2015/03/30/recensione-romanzo-denti-bianchi-di-zadie-smith/

    Si dice che la maturità si raggiunga a poco a poco, con l’aiuto dell’esperienza (personale e altrui), con l’incontro, con il passare del tempo che inevitabilmente smussa degli spigoli e trasforma quegli assetati di posizioni guelfe o ghibelline in individui in grado di ragionare e di cogliere le sfumature del grigio.
    Poi c’è chi è toccato da una grazia particolare e raggiunge, per non so quali incroci di cromosomi e di vicende familiari, una visione nitida della complessità del mondo fin dalla giovane età. E’, senza dubbio alcuno, il caso di Zadie Smith, ed è una considerazione supportata dalla lettura (meglio, rilettura) del suo primo romanzo, un’opera letteraria con cui si è letteralmente rivelata al mondo: “Denti bianchi”.

    Nato e pubblicato durante i suoi anni universitari a Cambridge (si, esatto, la fanciulla aveva 24 anni…), “Denti bianchi” vuole essere, e ci riesce perfettamente, una fotografia di Londra e delle forze sotterranee che la agitano, be distanti dai panorami da cartolina e dalle impressioni fugaci catturabili nella più classica delle tre-giorni-tre turistica. Un magma ribollente che evidenzia conflitti socioculturali e generazionali su cui vale la pena imbastire un racconto.

    La Smith ci presenta due famiglie: i Jones, padre inglese grigiamente tradizionalista, moglie giamaicana e figlia che risulta un divertente sunto dei due, e gli Iqbal, bengalesi con due figli gemelli che ritraggono perfettamente la seconda generazione di immigrati con una identità fatta di radici lontane e integrazione complessa.

    Spero che le tematiche principali del romanzo siano evidenti fin da questo abbozzo di trama: da una parte, il celebrato multiculturalismo londinese è descritto in tutti i suoi aspetti, inclusi quelli più deleteri. Una critica che non riguarda, naturalmente, l’impossibilità di una integrazione, ma che vuole sottolineare la forza e il dramma di chi si è strappato dalla sua terra alla ricerca di un futuro migliore.

    “In questi giorni ho la sensazione che quando si entra in questo paese si fa un patto con il diavolo. Si consegna il passaporto, si riceve un timbro, si vuole guadagnare qualcosa, si comincia… ma allo stesso tempo di vuole tornare indietro! E chi vorrebbe mai restare? Freddo, umido, miseria; cibo orribile, giornali spaventosi… e chi vorrebbe mai restare? In un posto dove non si è mai benaccetti, ma solo tollerati […] all’improvviso non sei più adatto al ritorno, i tuoi figli diventano irriconoscibili, non appartieni più a nessun posto”.

    Parallelamente, il conflitto culturale e sociale lascia spazio ad un confronto generazionale: tra genitori solidamente ancorati alle proprie origini e figli alla disperata ricerca dell’approvazione dei coetanei, il dialogo non può che diventare complesso. La storia dell’amicizia fra i ragazzi è anche la storia di chi non riesce del tutto a comprendere, e che avverte un vuoto impossibile da colmare:

    “Millat aveva ragione: i loro genitori erano persone danneggiate. Senza una mano, senza denti. I loro genitori erano pieni di informazioni che i figli volevano conoscere ma avevano paura di ascoltare”.

    Se riuscite a superare il nervosismo per una che a meno di venticinque anni scrive così bene, da leggere a ogni costo.

    ha scritto il 

  • 4

    DENTI BIANCHI

    Sfondo del romanzo è la Londra multietnica che si profila, dopo gli anni ’70, in un miscuglio di culture e tradizioni che si confrontano in sofferti processi d’integrazione.
    I protagonisti principali ...continua

    Sfondo del romanzo è la Londra multietnica che si profila, dopo gli anni ’70, in un miscuglio di culture e tradizioni che si confrontano in sofferti processi d’integrazione.
    I protagonisti principali sono la famiglia Jones, di origine anglo giamaicana, e i bengalesi Iqbal. I capifamiglia, Samad Iqbal e Archie Jones, si sono conosciuti durante la Guerra, e tra loro è nata una salda amicizia “che supera le classi e il colore della pelle”. Hanno in comune l’incapacità di gestire i complicati rapporti con mogli molto più giovani e figli dissidenti. A intricare ancor più le loro esistenze interverranno i Chalfen, una colta e stramba famiglia della media borghesia inglese. Insomma, un romanzo ricchissimo di tematiche, con momenti di criticità che l’autrice affronta con taglio leggero e sense of humor. Il pensiero che questa notevole opera prima sia stata scritta da una studentessa di 25 anni non lascia dubbi sul suo futuro letterario.

    ha scritto il 

  • 4

    Oh, no, Archibald, no" bisbigliò Samad, malinconico. "Non puoi esserne convinto. Devi vivere la vita con la convinzione che le tue azioni resteranno. Siamo creature che hanno delle conseguenze, Archib ...continua

    Oh, no, Archibald, no" bisbigliò Samad, malinconico. "Non puoi esserne convinto. Devi vivere la vita con la convinzione che le tue azioni resteranno. Siamo creature che hanno delle conseguenze, Archibald." Indicò i muri della chiesa. "Loro lo sapevano. Il mio bisnonno lo sapeva. Un giorno i nostri figli lo sapranno."
    "I nostri figli", sghignazzò Archie, semplicemente divertito. La possibilità di procreare sembrava così lontana.
    "I nostri figli saranno il frutto delle nostre azioni. Le nostre sciagure saranno i loro destini. Oh, le azioni resteranno. Amico mio, è semplicemente questione di ciò che farai quando la fortuna ti volta la schiena. Quando la grassa signora canta, borbotta. Sarà in quel momento che saremo definiti dalle nostre azioni. E non fa nessuna differenza se sarai protetto da Allah, Gesù, Buddha o non sarai protetto affatto. Nei giorni freddi un uomo vede il proprio fiato, nei giorni caldi no. Ma l'uomo respira in entrambe le occasioni

    ha scritto il 

  • 3

    Cosas muy buenas versus cosas no tan buenas

    Me impresionó lo bien narrada que está la historia a pesar de la juventud de la autora cuando la escribió. También es un claro ejemplo crítico de los prejuicios sobre las diferentes razas y culturas q ...continua

    Me impresionó lo bien narrada que está la historia a pesar de la juventud de la autora cuando la escribió. También es un claro ejemplo crítico de los prejuicios sobre las diferentes razas y culturas que se entremezclan en Inglaterra -esta especialmente se basa en Londres-.
    La forma en la que la autora critica todo ello es brillante, y debo reconocer que hubo ciertas partes que me encantaron. Sin embargo, me pareció extremadamente larga y a veces monótona; se me iba la cabeza a otras cosas y no conseguía engancharme; o más bien lo hacía a trompicones (dependiendo del capítulo). Aún así, la nota final es aprobada ya que te hace pensar y su función crítica la cumple sin lugar a dudas. No deja indiferente.

    ha scritto il 

  • 4

    Natura e cultura

    E' un libro divertente, interessante. Non sempre le sue oltre 500 pagine scorrono, ma nel complesso è un lettura gradevole. Se gli devo trovare una pecca è che la prospettiva è declinata molto più al ...continua

    E' un libro divertente, interessante. Non sempre le sue oltre 500 pagine scorrono, ma nel complesso è un lettura gradevole. Se gli devo trovare una pecca è che la prospettiva è declinata molto più al maschile che al femminile. Comunque vale la pena.
    I temi sono molti: il melting pot culturale di Londra, la problematica dell'immigrazione e di come reagiscano e si integrino in modo diverso le persone anche con una prospettiva generazionale (a confronto la prima e la seconda generazione di immigrati), di razzismo e anche di esperimenti di eugenetica perché in fondo quello che fa Samad ai suoi figli, dividendoli, è molto simile a quello che fa Marcus col suo topo geneticamente modificato.

    ha scritto il 

  • 0

    Un libro, fondamentalmente, leggero e ironico, che però rivela alcune gemme di scrittura abile e una lontana somiglianza nella resa dei concetti con un postmoderno come DeLillo.

    ha scritto il 

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