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Depilando Pilar

Di

Editore: A. Mondadori (Strade blu)

3.3
(132)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 407 | Formato: Copertina morbida e spillati

Isbn-10: 8804608625 | Isbn-13: 9788804608622 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Lazzaro Santandrea non è un detective, tantomeno un poliziotto. È una calamita per le calamità, l'uomo giusto nel posto sbagliato. E il posto sbagliato è Milano, improvvisamente sconvolta da un'assurda ondata di delitti che hanno solo una cosa in comune: gli assassini sono tutti taxisti. Lazzaro ha già i suoi problemi: è l'immacolato portatore di un'affezione che si contrae con l'unica pratica sessuale cui non si è mai dedicato. E oltretutto ha appena conosciuto suo figlio, peccato che sia quasi suo coetaneo. Nel momento in cui decide di aiutare una taxista ricercata per omicidio e innocente nella propria colpevolezza, Lazzaro precipita in un'infernale sarabanda tra nani esperti di arti marziali, giganti freak, sicari in doppiopetto e avvoltoi internazionali: uno zoo di vetro popolato da uccelli dalle piume di cristallo. Affiancato dagli immancabili amici Pogo il Dritto e De Sade, dai giornalisti Alice Marradi e Montoya, e dall'infallibile marsigliese Gilles Regard, Lazzaro si lancia in una crociata per salvare il mondo e, possibilmente, la pelle, vivendo l'avventura più rischiosa e surreale della sua già pericolosa carriera. Sì, d'accordo, ma Pilar? Eh, sì, a un certo punto arriva Pilar... Pinketts non ha mai frequentato la Virgen del Pilar, ma è uno scrittore dalla pellaccia durissima, con il pelo sullo stomaco.
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  • 3

    Il buon vecchio Andrea G. e le sue giocate linguistiche colpiscono ancora. Alle volte però esagera e secondo me si vede, cerca l'effetto anche quando gli basterebbe appoggiare la palla in rete, appesantendo la narrazione. La storia mi è piaciuta, Lazzaro Santandrea è uno scanzonato Peter Pan che ...continua

    Il buon vecchio Andrea G. e le sue giocate linguistiche colpiscono ancora. Alle volte però esagera e secondo me si vede, cerca l'effetto anche quando gli basterebbe appoggiare la palla in rete, appesantendo la narrazione. La storia mi è piaciuta, Lazzaro Santandrea è uno scanzonato Peter Pan che riesce simpatico anche col passare degli anni. ci aggiungo mezza stella e lo porto a 3 e mezzo.

    ha scritto il 

  • 3

    Il troppo stroppia e perde di mordente

    All'inizio fila che è un piacere, leggere diventa un gran divertimento e i giochi di parole, le invenzioni linguistiche e stilistiche si accolgono con gran piacere, sollievo quasi.
    Ma poi, poi diventa troppo e si arriva alla fine stremati, a fatica, invocando una tregua, una frase che sia n ...continua

    All'inizio fila che è un piacere, leggere diventa un gran divertimento e i giochi di parole, le invenzioni linguistiche e stilistiche si accolgono con gran piacere, sollievo quasi.
    Ma poi, poi diventa troppo e si arriva alla fine stremati, a fatica, invocando una tregua, una frase che sia normale, senza un doppio/triplo senso, senza salti carpiati, senza eccessiva enfasi.
    Sfiniti ci si domanda sennò potesse finire a pagina 200 circa(ovvero un 200 pagine prima della fine effettiva...), tenendo solo il meglio (che c'è), ne avrei senz'altro tratto un'impressione migliore.

    ha scritto il 

  • 1

    Farneticante

    L'ho trovato pessimo! Forse il peggior libro degli ultimi anni. L'ho terminato solo perchè non amo lasciare a metà le letture ma vi garantisco che finirlo è stato una liberazione.

    ha scritto il 

  • 2

    Ho amato molto Andrea G. Pinketts e il suo alter ego Lazzaro Santandrea. Ma poi, come molte storie d'amore, è finita per noia e per esaurimento della passione che l'animava.
    Non so perchè continuo a comprare i suoi libri (forse perchè alla fine, i vecchi amori, se sono stati veri e sinceri, ...continua

    Ho amato molto Andrea G. Pinketts e il suo alter ego Lazzaro Santandrea. Ma poi, come molte storie d'amore, è finita per noia e per esaurimento della passione che l'animava.
    Non so perchè continuo a comprare i suoi libri (forse perchè alla fine, i vecchi amori, se sono stati veri e sinceri, faticano a morire), ma soprattutto non so perchè lui continui a scriverli.
    I primi tre (e forse anche il quarto) erano dei veri capolavori, geniali e divertenti. I successivi invece sono stati una vera delusione: lo stesso romanzo ripetuto all'infinito!
    Peccato. Avrebbe dovuto fermarsi al progetto iniziale: quello della fantastica trilogia di Lazzaro Santandrea.
    ... o forse sono io che ho perso il senso della frase :-(

    ha scritto il 

  • 4

    Quando leggo i libri di Pinketts mi sembra di leggere la versione italiana di Pennac con tutti quei personaggi dalle caratteristiche "molto particolari"; i personaggi di Pinketts sono anch'essi particolari ma di sicuro molto più avvinazzati e anche traculenti però hanno il dono di avere il "senso ...continua

    Quando leggo i libri di Pinketts mi sembra di leggere la versione italiana di Pennac con tutti quei personaggi dalle caratteristiche "molto particolari"; i personaggi di Pinketts sono anch'essi particolari ma di sicuro molto più avvinazzati e anche traculenti però hanno il dono di avere il "senso della frase" e questo strega il lettore , anche senza bere...oddio, mi hanno trasmesso il senso della frase!
    Quattro stelle per la simpatia di Andrea!

    ha scritto il 

  • 3

    E' il primo libro che leggo di Pinketts e l'ho trovato curioso. La storia e i protagonisti sono surreali, non è il libro da conservare per i posteri se dovesse finire il mondo ma è stato piacevole leggerlo.Voto 7

    ha scritto il