Depilando Pilar

Di

Editore: A. Mondadori (Strade blu)

3.3
(137)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 407 | Formato: Copertina morbida e spillati

Isbn-10: 8804608625 | Isbn-13: 9788804608622 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Lazzaro Santandrea non è un detective, tantomeno un poliziotto. È una calamita per le calamità, l'uomo giusto nel posto sbagliato. E il posto sbagliato è Milano, improvvisamente sconvolta da un'assurda ondata di delitti che hanno solo una cosa in comune: gli assassini sono tutti taxisti. Lazzaro ha già i suoi problemi: è l'immacolato portatore di un'affezione che si contrae con l'unica pratica sessuale cui non si è mai dedicato. E oltretutto ha appena conosciuto suo figlio, peccato che sia quasi suo coetaneo. Nel momento in cui decide di aiutare una taxista ricercata per omicidio e innocente nella propria colpevolezza, Lazzaro precipita in un'infernale sarabanda tra nani esperti di arti marziali, giganti freak, sicari in doppiopetto e avvoltoi internazionali: uno zoo di vetro popolato da uccelli dalle piume di cristallo. Affiancato dagli immancabili amici Pogo il Dritto e De Sade, dai giornalisti Alice Marradi e Montoya, e dall'infallibile marsigliese Gilles Regard, Lazzaro si lancia in una crociata per salvare il mondo e, possibilmente, la pelle, vivendo l'avventura più rischiosa e surreale della sua già pericolosa carriera. Sì, d'accordo, ma Pilar? Eh, sì, a un certo punto arriva Pilar... Pinketts non ha mai frequentato la Virgen del Pilar, ma è uno scrittore dalla pellaccia durissima, con il pelo sullo stomaco.
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  • 0

    dal blog Giramenti

    Possiamo dirlo un romanzo mutante – ma pure mutande, tutto parte dal condiloma di Lazzaro Santandrea –, un noir atipico, una storia grottesca… in realtà è un “Pinketts col senso della frase a manetta” ...continua

    Possiamo dirlo un romanzo mutante – ma pure mutande, tutto parte dal condiloma di Lazzaro Santandrea –, un noir atipico, una storia grottesca… in realtà è un “Pinketts col senso della frase a manetta”. Un senso della frase talmente martellante che quando chiudi il libro ti ritrovi a pensare e a parlare in quel modo, se ti fermano i pulotti finisce che ti fanno la prova del palloncino.

    SEGUE su https://gaialodovica.wordpress.com/2015/07/06/depilando-pilar-di-andrea-g-pinketts/

    ha scritto il 

  • 1

    Esageratamente verboso e prolisso

    Avevo apprezzato altri libri di Pinketts per il suo gusto per la parola e per le storie surreali di Lazzaro Santandrea, ma in questo libro tutto è portato all'eccesso e ho veramente faticato anche a f ...continua

    Avevo apprezzato altri libri di Pinketts per il suo gusto per la parola e per le storie surreali di Lazzaro Santandrea, ma in questo libro tutto è portato all'eccesso e ho veramente faticato anche a finirlo. Peccato.

    ha scritto il 

  • 2

    QUANDO È TROPPO È TROPPO...

    Pinketts è sicuramente bravo, e il suo stile è originale e molto personale. Ma è "troppo": in questo libro non assistiamo a una storia quanto piuttosto a un enorme sproloquio causale funzionale ai gio ...continua

    Pinketts è sicuramente bravo, e il suo stile è originale e molto personale. Ma è "troppo": in questo libro non assistiamo a una storia quanto piuttosto a un enorme sproloquio causale funzionale ai giochi di parole che l'autore ama tanto utilizzare.
    Non avevo mai letto nulla di suo... e dopo questo posso anche dire che abbiamo finito qui.

    ha scritto il 

  • 3

    Il buon vecchio Andrea G. e le sue giocate linguistiche colpiscono ancora. Alle volte però esagera e secondo me si vede, cerca l'effetto anche quando gli basterebbe appoggiare la palla in rete, appesa ...continua

    Il buon vecchio Andrea G. e le sue giocate linguistiche colpiscono ancora. Alle volte però esagera e secondo me si vede, cerca l'effetto anche quando gli basterebbe appoggiare la palla in rete, appesantendo la narrazione. La storia mi è piaciuta, Lazzaro Santandrea è uno scanzonato Peter Pan che riesce simpatico anche col passare degli anni. ci aggiungo mezza stella e lo porto a 3 e mezzo.

    ha scritto il 

  • 3

    Il troppo stroppia e perde di mordente

    All'inizio fila che è un piacere, leggere diventa un gran divertimento e i giochi di parole, le invenzioni linguistiche e stilistiche si accolgono con gran piacere, sollievo quasi.
    Ma poi, poi diventa ...continua

    All'inizio fila che è un piacere, leggere diventa un gran divertimento e i giochi di parole, le invenzioni linguistiche e stilistiche si accolgono con gran piacere, sollievo quasi.
    Ma poi, poi diventa troppo e si arriva alla fine stremati, a fatica, invocando una tregua, una frase che sia normale, senza un doppio/triplo senso, senza salti carpiati, senza eccessiva enfasi.
    Sfiniti ci si domanda sennò potesse finire a pagina 200 circa(ovvero un 200 pagine prima della fine effettiva...), tenendo solo il meglio (che c'è), ne avrei senz'altro tratto un'impressione migliore.

    ha scritto il 

  • 1

    Farneticante

    L'ho trovato pessimo! Forse il peggior libro degli ultimi anni. L'ho terminato solo perchè non amo lasciare a metà le letture ma vi garantisco che finirlo è stato una liberazione.

    ha scritto il