Der Besen im System

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Verleger: Rowohlt Tb.

4.1
(2592)

Language: Deutsch | Number of Seiten: 623 | Format: Others | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) English , Italian , Spanish , Catalan

Isbn-10: 3499237598 | Isbn-13: 9783499237591 | Publish date: 

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Humor

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Buchbeschreibung
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  • 2

    Non so se si possa dire che io l'abbia letto. Più che altro mi ci sono persa. Troppo poco tempo da dedicargli e sicuramente troppo lungo e dispersivo. Forse dovrei dargli una seconda chance nel futuro ...weiter

    Non so se si possa dire che io l'abbia letto. Più che altro mi ci sono persa. Troppo poco tempo da dedicargli e sicuramente troppo lungo e dispersivo. Forse dovrei dargli una seconda chance nel futuro.

    gesagt am 

  • 2

    Perché solo 2 stelle?

    E' scritto molto bene. E' divertente, irriverente, spigliato.
    Ma è troppo lungo. Mi è sembrato solo una serie di divertenti gag, scritta con uno stile strepitoso, senza capo né coda. Già a metà libro ...weiter

    E' scritto molto bene. E' divertente, irriverente, spigliato.
    Ma è troppo lungo. Mi è sembrato solo una serie di divertenti gag, scritta con uno stile strepitoso, senza capo né coda. Già a metà libro ero stanca di leggerlo.

    gesagt am 

  • 1

    CINQUE STELLE ALLO SCRITTORE. UNA STELLA AL LIBRO.

    LO SCRITTORE: Sbalorditivo, immaginifico, arguto, ironico, sardonico, surreale, non-sense, sarcastico, originale, intelligente, paradossale. Costruisce una non-trama divertente e complessa e impreved ...weiter

    LO SCRITTORE: Sbalorditivo, immaginifico, arguto, ironico, sardonico, surreale, non-sense, sarcastico, originale, intelligente, paradossale. Costruisce una non-trama divertente e complessa e imprevedibile. Racconti irresistibili, in diversi stili, dal filosofico al faulkneriano. Personaggi originali e strampalati, ma coerenti. Sedute psicanalitiche alla Woody Allen. La scelta degli aggettivi meriterebbe una recensione a sé.
    Da notare: bravissimo anche il traduttore Sergio Claudio Perroni.
    IL LIBRO: Il precedente libro di Foster Wallace che ho letto era lungo 140 pag. e gli avevo dato 3 stelle. Questo è lungo 550 pag. e gliene do 1. Perché?
    Perché David Foster W. è un formidabile affabulatore che mischia tutte le sue immense capacità letterarie in un unico divertentissimo discorso, come fa un bravo showman. Ma il bravo showman ci diverte per un’ora, massimo un’ora e mezza. Poi stufa. Figurativi un show come questo libro che dura minimo 12 ore. C’è da addormentarsi in piedi. Mi direte: ma lo si può leggere a piccole razioni. Sarebbe una ottima idea, se non ci fossero un centinaio di personaggi legati da vincoli di parentela, studi, professioni e domicili. E che a pagina 300 ti ritrovi un personaggio che era stato fuggevolmente intravisto a pag. 32, o che ad un certo punto un personaggio dice una battuta che ha significato solo se collegata ad un’altra battuta emessa 200 pagine prima, etc., etc. E che le vicende sono sovrapposte tra trama principale, trame secondarie, racconti che non c’entrano niente con le trame e riflessioni eco-sociologiche. Nonché ogni tanto anche tre o quattro pagine noiose.
    SOLUZIONE: Per godersi il libro e dargli le meritate 5 stelle, occorre prezzolare un amico, affinché studi il libro; compili un elenco dei personaggi con diagrammi e grafi; suddivida il libro in 21 Parti ( questo è facile, in quanto il libro consta di 21 capitoli ); anteponga ai capitoli dal secondo in poi una sintesi delle non-trame principali fino ad allora sviluppate, trascurando tutte le altre pur godibili buffonate.
    Infine leggere una Parte alla settimana. 21 settimane di felicità.

    gesagt am 

  • 3

    Questo libro mi è stato regalato da una persona che, devo supporre, aveva troppa stima della mia intelligenza. Non sono sicura di averlo capito o, se è per questo, che ci fosse qualcosa da capire.
    Per ...weiter

    Questo libro mi è stato regalato da una persona che, devo supporre, aveva troppa stima della mia intelligenza. Non sono sicura di averlo capito o, se è per questo, che ci fosse qualcosa da capire.
    Però è scritto come Dio comanda e il finale aperto mi è piaciuto particolarmente: solo in quel momento, di tutto il libro, sono riuscita ad identificarmi con un personaggio, Lenore.
    Ecco, se devo trovare un difetto al romanzo, devo dire che quasi tutti i personaggi sono, a dir poco, insopportabili e dall'umanità incomprensibile. Tranne forse Lenore bisnonna.

    gesagt am 

  • 5

    Stra - ordinario!

    Un libro fuori dagli schemi, un turbinio di incroci, incontri e personaggi. Un racconto difficile da decifrare che non ho ben capito a cosa porta ma che anche senza un vero finale è e rimane una stori ...weiter

    Un libro fuori dagli schemi, un turbinio di incroci, incontri e personaggi. Un racconto difficile da decifrare che non ho ben capito a cosa porta ma che anche senza un vero finale è e rimane una storia. Unico nel suo genere.

    gesagt am 

  • 0

    2017

    /a/
    [levando il bicchiere]
    “Alla filosofia di Wittgenstein, la causa di e la soluzione a tutti i problemi della vita!” [9]

    /b/
    [4]

    /c/
    Incipit. [1]

    /d/
    Edoardo Nesi si è innamorato di Mindy Metal ...weiter

    2017

    /a/
    [levando il bicchiere]
    “Alla filosofia di Wittgenstein, la causa di e la soluzione a tutti i problemi della vita!” [9]

    /b/
    [4]

    /c/
    Incipit. [1]

    /d/
    Edoardo Nesi si è innamorato di Mindy Metalman (JAP) che ha dei piedi davvero brutti. OK.
    Un residuo diritto all’ovvio mi permette di affermare: Lenore (quella giovane) è uno dei personaggi femminili più straordinari della letteratura.
    Lenore (d’ora in avanti ometterò la precisazione: quella giovane, non chiamando in causa nella presente la sua omonima bisnonna) è fragile, insicura e complessata. Però. Sa ascoltare. Sa quando non occorre parlare e quando sì. Sa la differenza tra narrativa [8] e narrazione

    /e/
    (il male dei nostri anni). DFW aveva visto giusto, del resto ambientando il suo romanzo in un abbastanza prossimo futuro. Ci siamo smarriti: narrativa di scarsa qualità [3] e narrazione parossistica. Incapaci di distinguere tra l’una e l’altra. Di ridimensionare gli spacciatori seriali di narrazione. [10]
    Lenore sa farlo. Quando chiude gli occhi. Quando riapre gli occhi nel momento in cui la parola è determinante

    /f/
    (DFW dissemina il suo romanzo di piccoli misteri e di storie e vicende fini a se stesse.
    Il mistero viene spiegato senza spiegazioni. DFW sapeva parlare la matematica che non richiede un termine di più di quanto necessario.
    La storia e la vicenda fine a se stessa è una storia e una vicenda fine a se stessa. Esiste nel mondo in quanto la si può dire ma il soggetto Lenore sa quando la parola è determinante):

    /g/
    è quel che la distingue da Rick, l’uomo della narrazione, procaccia di parole, quello che (siamo noi) ha smarrito il discrimine tra la parola fine a se stessa e la parola determinante.
    Lenore è fragile, insicura e complessata.
    Rick è fragile, insicuro e complessato.
    Rick non si salva perché ha smarrito il discrimine wittgensteiniano. La parola è la realtà e la realtà è la parola ma il realismo estremo è ammorbidito (sempre) da: di ciò di cui non si può parlare si deve tacere. Rick non sa tacere, la consacrazione è nel finale:

    /h/
    a) parola.
    b) merda.
    c) legge.
    d) troga.
    e) sport.
    f) fede.
    g) Scarsdale.
    h) mondo.
    i) …

    /i/
    DFW scriveva romanzi d’amore.

    /j/
    La parola più ricorrente (non l’ho contata e questa è meramente una proposizione che si presta a confutazione) è: emozione in tutte le declinazioni: emotivo, emozionale, emotività,
    L’altro male dei nostri anni, del futuro abbastanza prossimo di DFW: la nostra intelligenza emotiva sta male. (Lasciamo perdere le considerazioni sull’intelligenza tout court.)
    La nostra intelligenza emotiva non funziona.
    Cleveland, abbiamo un problema.

    [1] Molte ragazze davvero belle hanno dei piedi davvero brutti,
    [2] Mi manca chiunque. Ricordo quando ero giovane e avvertivo una sensazione e la identificavo come nostalgia di casa, e poi pensavo che era proprio strano, visto che a casa ci vivevo.
    [3] Sto cominciando a sospettare che nella gioventù americana ci sia qualcosa che non va. Prima di tutto c’è una quantità imbarazzante di giovani che sono interessati a scrivere narrativa. Decisamente imbarazzante. Interessati non è il termine giusto, in effetti. La gente semplicemente… interessata non scrive il tipo di cose che mi arrivano al giornale. Sono sempre storie tristi, tristissime. Che fine hanno fatto le storie allegre? O quantomeno quelle con una morale?
    [4] “Un racconto, grazie.”
    [5] “Quanto odio.”
    “È semplice odio di famiglia. Niente a che vedere con quello vero.”

    [6] Le facce dei non appartenenti sono le facce instabili che invece sono stabili, le facce auto-definite, le facce definite dal non appartenere a un luogo che è definito dall’appartenenza.
    [7] “Io mi trovo qui come ricordatore, non come cliente.”
    [8] “Vedi, Lenore adora le storie, e questo le fa credere di avere una sensibilità letteraria.”
    [9] “Ci sono parole che letteralmente realizzano le cose.”
    [10] “Il contesto è essenziale.”
    “Ma a me non interessa.”

    gesagt am 

  • 5

    Opera d'arte

    La prima critica la faccio a me stesso perché è impossibile riassumere un libro così ricco di vicende, colore e folclore in poche righe.
    La seconda la faccio di nuovo a me stesso, ma come si fa anche ...weiter

    La prima critica la faccio a me stesso perché è impossibile riassumere un libro così ricco di vicende, colore e folclore in poche righe.
    La seconda la faccio di nuovo a me stesso, ma come si fa anche solo a tentare di dare un giudizio. Basterebbe un semplice commento; mi piace, straordinario, divertente,....
    Ora sarò banale ma David Foster Wallace è davvero geniale. Avete presente quando vedete le giocate di Maradona? Lui non giocava semplicemente a calcio, era il calcio, aveva una conoscenza innata del gioco, talmente naturale da riuscire a superarlo e a reinventarlo. Foster Wallace è così. Gioca con le parole e con la narrazione. Cambia in continuazione ritmo. La struttura del romanzo non rispetta schemi e non prosegue in modo ordinato e logico ma la lettura non ci appare mai altrettanto confusa e disordinata anzi rimane il tutto scorrevole e avvincente. Cambia stile narrativo, in base al filone narrativo racconta in prima persona oppure in terza, cambia completamente linguaggio ed espressioni a seconda del contesto. Crea luoghi e situazioni inimmaginabili come il Deserto incommensurabile dell'Ohio, un luogo il cui scopo è quello di non fare stare troppo felici le persone.
    Come se non bastasse, per spezzare ancora una volta il ritmo, alla storia principale, già variegata di suo, si intrecciano poi le storie dei libri che vengono spedite alla casa editrice e che Rick racconta a Lenore. Così si creano racconti nel racconto. Storie a loro volte assurde, comiche con finali deliranti.
    Tutto quest'insieme di elementi che possono far sembrare fin barocco e pesante il libro in realtà sono assemblati con una genialità tale da rendere la lettura fluida e divertente. Ci si sente immersi e rapiti dal romanzo. Diventa impossibile dimenticare le situazioni e le teorie sull'uomo e la sua natura.
    Si potrebbe intuire un significato in tutto ciò che ci racconta ma io preferisco lasciare il romanzo a se stesso, ammirarlo per tutta la sua bellezza e complessità come si fa quando si ammira il Giudizio Universale di Michelangelo. Si sta lì, zitti e immobili.

    http://bolabooks.blogspot.com/2017/02/la-scopa-del-sistema-david-foster-wallace.html

    gesagt am 

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